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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Categoria: Destinazioni

Itinerario di 2 giorni a Tokyo – Parte Seconda: Carta di Riso, Teatro Kabuki, Ciliegi in Fiore e la Follia dei Manga

Nella prima parte del mio itinerario di due giorni a Tokyo vi ho raccontato di Shinjuku e Shibuya, due quartieri molto moderni e sinonimo della vita notturna della capitale giapponese….

Nella prima parte del mio itinerario di due giorni a Tokyo vi ho raccontato di Shinjuku e Shibuya, due quartieri molto moderni e sinonimo della vita notturna della capitale giapponese. Le loro luci al neon e la costante frenesia che li contraddistinguono hanno soddisfatto appieno le mie aspettative e mi hanno completamente stregata. Tokyo però non è solo grattacieli e futurismo. Durante il secondo giorno a zonzo per la città ho avuto modo infatti di esplorare quartieri più tradizionali come Asakusa, il cuore storico, e di immergermi nella bellissima oasi naturale che è il parco di Ueno.
Ma andiamo per gradi. Quindi armatevi di scarpe comode e di tanta curiosità per continuare il viaggio in questa metropoli dai mille volti.

Tsukiji, Ginza, Asakusa, Ueno e Akihabara

Tsukiji TokyoDi buon mattino ho cominciato la mia avventura da Tsukiji, il mercato ittico più grande del mondo. La parte interna è aperta al pubblico a partire dalle 9 di mattina, ma assicuratevi di essere già lì al momento dell’apertura perché i banchi del pesce si svuotano in fretta e quindi c’è il rischio di non riuscire a vedere nulla. Per i più appassionati, si può partecipare anche all’asta dei Tonni ma per questa bisogna svegliarsi molto presto perché si tiene in due turni: il primo dalle 5.25 alle 5.50 e il secondo dalle 5:50 alle 6:15. Ogni turno ammette l’ingresso a soli 60 visitatori quindi è inutile dirvi che, vista l’enorme coda, se volete avere una speranza vi conviene recarvi lì per le 2:30, 33 del mattino al massimo. Io confesso di aver rinunciatoe di aver preferito il comodo letto (sì, lo ammetto le levatacce non sono il mio forte 🙂 ).

Spostatevi poi verso Ginza, il quartiere raffinato e chic dove si susseguono uno dietro l’altro i negozi delle più grandi marche mondiali.

Kyukyodo Store

Tra tutte queste boutique di lusso, io ho scelto di fare un salto al Kyukyodo, un negozio di carta e artigianato giapponese che rifornisce anche la famiglia imperiale. Ottimo per dei souvenir originali; io, per esempio, ho preso un bellissimo album porta fotografie fatto con carta di riso su cui ci sono bellissime stampe di ventagli.

A Higashi Ginza, si trova anche un teatro Kabuki – il Kabukiza Theatre- in cui con soli 800 yen vi sarà possibile visitare il museo e assistere a 3 minuti di performance con audio guida. Non andateci di domenica perché la galleria è chiusa e si può solo assistere allo spettacolo per intero.

Finito il giro nel quartiere bon ton per antonomasia, spostatevi invece verso Asakusa che rappresenta invece la vecchia Tokyo. E’ infatti un quartiere ricco di storia e tradizioni, in cui il tempio buddhista Senso-ji la fa da padrone.Oggi, purtroppo, ci dobbiamo accontentare della ricostruzione del XX secolo, in quanto quello originale è stato distrutto, come tante altre cose, dalle bombe americane durante la Seconda Guerra Mondiale. Le strade e gli edifici di Asakusa hanno, bene o male, retto però sia alla distruzione della guerra sia al grande terremoto del 1923 ed è per questo che mantiene il fascino della vecchia Edo. Camminate quindi senza meta per le stradine tradizionali e varcate la Kaminarimon, la porta del fulmine famosa per la sua grande lanterna rossa, da cui si accede al tempio.

 

Kagetsudo Melonpan Asakusa Per uno spuntino, fate un salto da Kagetsudo Melonpan specializzato fin dal 1945 nella produzione del Melonpan . Che cos’è? Una specie di brioche dolce che si può mangiare così oppure si può farcire con gelato alla vaniglia o al gusto matcha.
Molto bella è anche la camminata lungo il fiume, che durante l’Hanami si colora del rosa dei fiori di ciliegio, da cui si può ammirare anche la Tokyo Sky Tree proprio lì di fianco. Con i suoi 634 metri d’altezza è l’edificio più alto del Giappone e si fa subito notare per la sua modernità in mezzo agli edifici bassi e in legno tipici di Asakusa. Io personalmente non sono salita, vi dico però che è aperta dalle 8 alle 22 e vi lascio il link del sito ufficiale in cui potete trovare tutte le informazioni sui costi e su come raggiungerla.

Ueno ParkDa Asakusa mi sono poi spostata verso Ueno, famoso sopratutto per il suo enorme parco al cui interno si trova anche lo zoo. Durante i weekend di primavera è preso d’assalto dai giapponesi che vengono qui a fare un picnic mentre ammirano i ciliegi in fiore. All’interno si trovano anche delle tipiche case da tè, in cui fermarsi per una sosta rigenerante.

Per concludere, mi sono diretta poi ad Akihabara, la città dell’elettronica famosa in tutto il mondo.
Akihabara però non è solo tecnologia: di fianco agli store della Sega e di videogiochi si possono trovare i negozi più strani e bizzarri. E’ il regno delle fumetterie per appassionati di manga, anime ed action figure. Ci sono anche molti negozi che trattano gli anime porno, che in Giappone non sono affatto un tabù. Anzi, questo quartiere è pieno anche di sexy shop e di Maid Cafe, ovvero dei bar in cui si viene serviti da delle ragazze vestite da governanti del passato, con grembiulini e merletti, che offrono la massima devozione ai clienti con frasi e gesti di massimo rispetto. Sono aperti anche ai turisti e, essendo in Giappone, non credo che cerchino d fregare gli stranieri. State però attenti a cosa ordinate e scegliete le cose direttamente dal menù per non incorrere magari in conti molto salati. Chūōdōri, la via principale, la domenica è chiusa al traffico e avrete quindi modo di passeggiare liberamente alla scoperta di questa mecca dell’elettronica, che dà il massimo di sé la sera quando il sole cala e si accendono invece le luci coloratissime delle sale gioco.

 

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Itinerario di 2 Giorni a Tokyo – Parte Prima: tra Grattacieli, Templi Shintoisti, Noodles e Purikura

Quando ci si immagina Tokyo, si pensa ad una città estremamente moderna piena di grattacieli i cui cartelloni pubblicitari risplendono di mille colori e illuminano a giorno le strade piene…

Quando ci si immagina Tokyo, si pensa ad una città estremamente moderna piena di grattacieli i cui cartelloni pubblicitari risplendono di mille colori e illuminano a giorno le strade piene di persone e di businessmen in giacca e cravatta. Ebbene, è proprio così. In particolare questa descrizione altro non è che Shinjuku, un quartiere, o forse sarebbe meglio dire una città a sé stante, sinonimo della vita notturna e della frenesia di Tokyo. E’ senza dubbio il luogo perfetto dove soggiornare: è vicinissimo alla stazione dei treni e dei pullman, una delle più grandi in assoluto, e grazie alla sfilza di pub, bar, ristoranti e attività non avrete un momento di noia. Anche io ho scelto di pernottare come vi ho raccontato nel mio itinerario di 15 giorni in Giappone a Shinjuku, in particolare allo Citadines Shinjuku Tokyo, ottimo perché in pieno centro a pochi minuti di distanza dalla stazione JR e dalle fermate della metro.

Shinjuku
Tokyo è una delle metropoli più popolate e dinamiche del mondo e come tale riesce ad affascinare chiunque perché combina futuristiche meraviglie tecnologiche alla più antica tradizione nipponica. Vi capiterà infatti spesso di passare da una strada trafficata piena di luci al neon e di edifici super moderni a dei magnifici santuari immersi nella natura in cui non vi sembrerà nemmeno di essere in una grande città. 

I quartieri sono di conseguenza molto diversi tra loro e se avete come me poco tempo a disposizione vi lascio l’itinerario di 2 giorni che ho seguito io come punto di partenza per pianificare la vostra visita. Per muovermi ho usato solo la metropolitana ( il pass giornaliero che vi permette di spostarsi illimitatamente per 24h costa 600 yen) e la linea JR Yamanote Line, compresa nel JR Pass e quindi gratuita per chi ce l’ha. A questo link potete scaricare la mappa della metro in inglese. 

Shinjuku, Harajiku, Roppongi, Shibuya

Se soggiornate a Shinjuku, la mattina presto vi basterà spostarvi a piedi e con una camminata di circa 10 minuti raggiungerete la prima meta dell’itinerario giornaliero, ovvero il Palazzo del Governo di Tokyo. E’ un ottimo punto di partenza perché dal suo 45esimo piano potrete ammirare una magnifica vista panoramica da 202 metri di altezza su tutta Tokyo e potrete così capire quanto è grande e dove sono situati i vari quartieri. Il tutto, udite udite, gratuitamente.

Meiji JinguUna volta capita l’enorme estensione della capitale giapponese, mi sono spostata verso il quartiere di Harajuku, fermandomi però prima al Meiji Jingu, uno dei santuari shintoisti più importanti del Giappone. Si trova immerso in un bellissimo parco in cui l’unico suono che sentirete è il cinguettio degli uccellini e dimenticherete di trovarvi nel cuore della vibrante metropoli.DSC_0012 1

Foto 08-04-18, 12 48 06Dopo questa pausa zen, dirigetevi a piedi verso Takeshita Street, una piccola strada molto frequentata dai giovani centro della moda giovanile di Tokyo. Qui troverete tantissimi negozi che vendono le cose più disparate: dai negozi di abbigliamento cosplayer a quelli che fanno zucchero filato colorato e gigantesco.Una chicca da non perdere: poco dopo l’ingresso con il nome della via, venendo dalla stazione JR, sulla vostra destra troverete delle scale che vi conducono ad un piano interrato paradiso delle teenager giapponesi. Che cos’è? Una Purikura, ovvero le cabine fotografiche giapponesi. Chiamarle così è riduttivo perché sono in realtà divertenti box fotografici che vi permettono di personalizzare le foto con una miriade di effetti, filtri ed immagini per renderle più kawaii ( parola con cui i giapponesi identificano tutte le cose “carine”). Ogni macchina ha temi diversi: da quelle che lisciano la pelle e ingigantiscono gli occhi a quelle che vi trasformano in Barbie e Ken. Assolutamente da provare. Purikura Harajuku

RoppongiA questo punto, se siete delle buone forchette come me, vi sarà venuto un certo appetito. Dirigetevi quindi in metro verso Roppongi, famoso per la Mori Tower sede della stazione televisiva Asahi TV che trasmette tra gli altri anche il cartone animato Doraemon e per i numerosi ristoranti. Io ho scelto di provare i famosi udon giapponesi al Tsurutontan, molto carino perché oltre ad avere piatti veramente enormi permette anche di scegliere la sala giapponese con i tavoli bassi e il tatami. Se capitate nel periodo dell’Hanami, la fioritura dei ciliegi, dopo pranzo fate un giro sulle Roppongi Hills, ottimo punto per ammirare i Sakura.

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Shibuya, altro quartiere molto alla moda, dove appena usciti dalla stazione vi imbatterete nella famosa statua in omaggio ad Hachiko, il cagnolino che dopo la morte del suo padrone si è recato ogni giorno alla stazione come faceva sempre per andargli in contro di ritorno del lavoro. Avete mai visto il film? Io verso fiumi di lacrime tutte le volte, mannaggia a me. Appena tramonta il sole, Shibuya si trasforma e anche qui le luci a led prendono possesso della città. Immancabile è la foto di rito mentre si attraversa l’incrocio più trafficato del mondo 😉

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Genki Sushi ShibuyaPer cena vi consiglio il Genki Sushi sempre a Shibuya, ovvero un ristorante di sushi a nastro in cui sarà un simpatico trenino proiettile a recapitarvi le ordinazioni. Un consiglio: essendo sempre molto pieno, andate subito al ristorante e segnate il vostro nome e il numero di persone sulla lista così, se c’è tanto da aspettare, potete fare un giro nell’attesa. Dopo non vi resterà che immergervi nella fantastica vita notturna di Shibuya e Shinjuku e alla sua via più famosa Kabuki Cho prima di fare ritorno all’hotel. Anche se viene definita il quartiere a luci rosse di Tokyo, Kabuki Cho in realtà è solo una strada molto frequentata ma in cui è sicuro muoversi anche se siete da soli. Se siete ragazze probabilmente non vi guarderanno nemmeno, se siete ragazzi invece è probabile che veniate avvicinati da qualche ragazzo di colore che cerca di farvi entrare nei locali. Rifiutate sempre e fate attenzione perchè, essendo locali gestiti per lo più dalla Yakuza, la “mafia giapponese”, è probabile che la serata finisca con una bella truffa. Mentre camminate sentirete infatti continuamente avvertimenti dagli altoparlanti e ci sono anche molti agenti che controllano la zona. Ma come detto non abbiate paura perché è assolutamente sicuro, a maggior ragione perché i guadagni della Yakuza provengono proprio dalle sale gioco e dai locali che gestiscono quindi fanno di tutto per evitare problemi ed allontanare quindi le persone. 

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Giappone: 4 cose fondamentali da prenotare prima della partenza

Nell’ultimo blogpost vi ho parlato del mio itinerario di 15 giorni alla scoperta del Giappone, un viaggio davvero ricco di emozioni che consiglio a tutti coloro che hanno voglia di…

Nell’ultimo blogpost vi ho parlato del mio itinerario di 15 giorni alla scoperta del Giappone, un viaggio davvero ricco di emozioni che consiglio a tutti coloro che hanno voglia di allontanarsi dalla comfort zone e di immergersi invece in una cultura per molti versi estremamente diversa rispetto alla nostra. E’ una di quelle mete che, ancora oggi, vuoi per la distanza vuoi per la lingua o per il costo (che è più una diceria come vi ho spiegato qui) spesso non è presa in considerazione per un viaggio a lungo raggio. In realtà, in base alla mia esperienza, devo dire che il Giappone è uno dei paesi in cui mi sono sentita più a mio agio e in cui ho avuto meno problemi a muovermi e ad orientarmi. Nonostante le normali paure iniziali del tipo “chissà se capirò qualcosa”, una volta arrivati vi accorgerete subito che è tutto talmente ben organizzato che chiunque riesce a spostarsi in autonomia facilmente. Ecco, essendo un paese estremamente sicuro (potete passeggiare tranquillamente di notte con la borsa aperta e nessuno vi toccherà mai niente) il mio consiglio è quello di organizzare un viaggio “fai da te”. E’ una di quelle mete che veramente si visitano meglio in autonomia, così da poter decidere liberamente in base ai propri interessi cosa vedere e cosa tralasciare vista l’enorme offerta che c’è.

Oggi vi voglio raccontare delle 4 cose fondamentali che mi sono state di enorme aiuto durante il mio viaggio nel Sol Levante. Sono tutte prenotabili dall’Italia e vi saranno estremamente utili una volta arrivati.

Japan Rail Pass

Il modo migliore per spostarsi in Giappone è sicuramente il treno. Sono velocissimi, ben organizzati, comodi e sopratutto puntuali. Se la partenza è prevista per le 8.33 state pur certi che alle 8.33 in punto il treno sta partendo e arriverete sempre all’orario che è riportato. Un po’ come da noi insomma 🙂 La rete ferroviaria è enorme e collega ogni angolo del paese: si va dai treni locali che fermano in ogni stazione ai “bullet train”, i treni proiettile che sfrecciano velocissimi e vi portano in men che non si dica da una città all’altra. La cosa bella è che per i turisti è disponibile un abbonamento veramente conveniente che permette di prendere la maggior parte dei treni senza ulteriori costi. Il Japan Rail Pass.

Come funziona? Semplice: il JR Pass si può acquistare esclusivamente fuori dal Giappone ed è valido su tutte le linee JR del Giappone (ad eccezione del Nozomi e del Mizuho Shinkansen, che tra l’altro a me non sono mai serviti). In più è valido anche per la Tokyo Monorail, che collega le principali zone turistiche della capitale e sui bus JR locali, altra valida alternativa ai treni. Si può scegliere tra varie opzioni in base al numero dei giorni in cui si intende stare. Io per esempio ho scelto quello da 14 giorni, che ha un costo di 349€. Considerate che potete prendere anche tutti i treni da e per gli aeroporti illimitatamente.

Come si acquista? Come vi dicevo il pass può essere acquistato solo ed esclusivamente dai turisti prima di arrivare in Giappone. Lo potete trovare a questo link che vi manda al sito ufficiale e una volta completato l’acquisto vi verrà inviato un voucher stampabile da scambiare una volta arrivati. Lo scambio può essere fatto entro 3 mesi dall’acquisto in qualsiasi ufficio della JR ( sono ovunque: negli aeroporti e in tutte le stazioni, qui comunque vi lascio il link con i principali) presentando il proprio passaporto.

Come si usa? Una volta scambiato e ottenuto il vero e proprio pass nominale, vi basterà mostrarlo ai controllori addetti prima di passare i tornelli d’ingresso nelle stazioni. La prima volta ve lo timbreranno con la data che è attesta l’inizio di validità. Molto comodo è anche il servizio, sempre gratuito, di prenotazione dei posti a sedere sui treni che lo prevedono. Anche in questo caso vi basterà andare in uno dei tanti uffici JR in stazione e richiedere la prenotazione del posto per la tratta e l’orario che preferite senza ulteriori costi aggiuntivi. Se non lo prenotate, sono comunque presenti nel 99% dei casi le carrozze senza obbligo di prenotazione. Come si fa a sapere quale treno bisogna prendere? Leggete sotto e lo scoprirete.

Hyperdia

Altro strumento essenziale, collegato al JR Pass, è un’applicazione giapponese che si può scaricare gratuitamente su telefono e tablet. E’ fondamentale perché immettendo la stazione di partenza e quella di arrivo mostra tutti gli itinerari possibili, con tanto di orari, binari di partenza, fermate intermedie e prezzi. Se avete il JR Pass poi, vi dice anche se quel particolare treno è compreso nell’abbonamento e se è possibile riservare i posti a sedere. E’ disponibile sia per iPhone che per Android.

Pocket Wifi

Per poter usare sempre l’App di Hyperdia ed essere sempre connessi, il modo migliore è quello di noleggiare un Pocket Wifi. E’ un router portatile che permette di collegare più dispositivi sempre e ovunque. Essendo piccolo, è comodo da portarsi dietro ed è anche molto economico considerando che permette di accedere ad internet 24h su 24. Se pensate a quanto vi costerebbe con le tariffe italiane il risparmio è davvero tanto. Anche questo è prenotatile prima di partire e ci sono diverse compagnie tra cui scegliere. Consiglio però di prenotarlo con abbastanza anticipo perché c’è il rischio, in alta stagione, di non trovarne disponibili. Io infatti ho provato prima con Global Advanced Communications ma purtroppo non ne avevano più.  Ho provato poi con Japan Wireless che invece l’aveva e mi sono trovata benissimo. Ho scelto il Premium Wi-Fi con uso illimitato per 15 giorni e l’ho pagato 7650 yen, circa 57€. Mentre si compila il format per la prenotazione, si può scegliere il periodo di tempo per cui noleggiarlo e dove e come ritirarlo. Io, per esempio, ho scelto di farmelo recapitare direttamente nel primo hotel in cui sarei stata ed ho quindi scritto l’indirizzo e il numero di telefono ( per precauzione ho anche inviato una mail all’hotel stesso per avvisarli) e al mio arrivo l’ho trovato lì. Nella confezione c’era anche una batteria extra e il caricatore. Anche la restituzione è molto facile: vi basterà metterlo nella busta con già i dati di spedizione che vi consegnano insieme al Pocket Wifi ed imbucarlo in qualsiasi cassetta postale ( io l’ho imbucato direttamente in quella dell’aeroporto di partenza, mi raccomando PRIMA di effettuare i controlli di sicurezza perché ovviamente poi non ne troverete più).

Trasporto bagagli

L’ultima cosa che mi sento di consigliarvi è il comodissimo servizio di trasporto bagagli. Uno degli inconvenienti nei viaggi con molti spostamenti sono infatti le valige pesanti ed ingombranti che bisogna portarsi dietro. In Giappone, patria dell’organizzazione, esiste però questo fantastico servizio che permette di farsi spedire i bagagli da una tappa all’altra. Essendo super affidabile e veloce, potrete muovervi più liberamente senza l’impiccio delle valige che troverete invece direttamente nell’hotel di arrivo. Io me li sono fatta spedire da Tokyo ad Hakone, da Hakone a Kyoto e da Kyoto ad Osaka e per il resto ho usato uno zaino ( per la precisione questo di Cabin Max che è veramente ottimo ed è anche delle dimensioni giuste del bagaglio a mano di tutte le compagnie aeree, Ryanair e EasyJet comprese) con l’occorrente per le poche notti in cui non avrei avuto a disposizione la valigia. Per poter usufruire del trasporto bagagli, vi basterà chiedere direttamente alla reception del vostro hotel e comunicare l’indirizzo di quello in cui volete che i bagagli vengano recapitati (di solito bisogna lasciarli entro le 07.30 del giorno di partenza). In base alla distanza, vi faranno pagare un importo (da Tokyo a Kyoto costa per esempio all’incirca 1900 yen) e vi faranno compilare una bolla con i vostri dati e il luogo di consegna. Dopo di che non vi resterà che partire molto più leggeri e non abbiate paura perché le valige le ritroverete sempre, stiamo parlando del Giappone dopotutto.



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Viaggio in Giappone: istruzioni per l’uso

Come promesso nell’articolo precedente 15 giorni in Giappone: itinerario giorno per giorno e sistemazioni, oggi vi vorrei dare qualche consiglio pratico per organizzare al meglio il vostro viaggio in Giappone e…

Come promesso nell’articolo precedente 15 giorni in Giappone: itinerario giorno per giorno e sistemazioni, oggi vi vorrei dare qualche consiglio pratico per organizzare al meglio il vostro viaggio in Giappone e sfatare alcuni falsi miti. Di seguito trovate un elenco con i suggerimenti su quando andare, dove alloggiare, come spostarsi e soprattutto quanto costa.

Quando andare in Giappone

Io personalmente ho scelto di andare in primavera perché da sempre immagino il Giappone colorato dal rosa dei ciliegi in fiore. Per riuscire ad assistere all’Hanami, la fioritura dei ciliegi appunto, il periodo migliore è quello di fine marzo e inizio aprile. Tenete presente però che essendo un fenomeno naturale non è possibile prevedere con esattezza i giorni esatti. Avendo prenotato i voli con più di sei mesi di anticipo, sono arrivata con una settimana di ritardo quindi non sono riuscita ad assistere alla massima fioritura. Nonostante la grandissima delusione iniziale (e le continue lamentele che tutti si sono dovuti sorbire prima della partenza), a parte a Tokyo, sono sempre riuscita a vederli e ammetto che una volta lì i sakura sono anche passati in secondo piano. Tenete presente che il clima è come da noi, quindi visto che in primavera il tempo è sempre un po’ instabile è meglio portare anche abiti pesanti e qualche anti-pioggia perché quando piove o quando si alza il vento l’aria diventa veramente gelida. Se volete organizzare il viaggio in base alla fioritura dei ciliegi vi consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale giapponese che riporta le previsioni zona per zona. Visitare il Giappone in questo periodo, al di là della bellezza dei fiori che rendono tutto un po’ più magico, permette di assistere anche ad una serie di eventi e manifestazioni che si svolgono proprio per celebrare i ciliegi in fiore.

Dove alloggiare

In base alla mia esperienza, mi sento di consigliarvi di scegliere hotel nei pressi delle stazioni. Oltre ad essere facilmente raggiungibili, sono anche comodi per gli spostamenti in città e per le gite di una giornata nei paesi vicini. Risparmierete così tantissimo tempo perché essendo già in stazione, dovrete semplicemente andare al binario o alla fermata del pullman che dovete prendere. Inoltre, in zona stazione, ci sono sempre anche gli uffici d’informazione e molti bar e ristoranti sempre comodi se la sera si è stanchi e non si ha voglia di allontanarsi troppo.

Da provare assolutamente sono anche le ryokan, ovvero le locande tradizionali con i pavimenti in tatami e le porte scorrevoli dove farsi coccolare dall’incredibile ospitalità giapponese. E’ un’esperienza secondo me imprescindibile per scoprire un po’ di più la cultura nipponica e anche per recuperare le energie immersi magari in una onsen, ovvero le sorgenti termali naturali che molto spesso sono presenti nelle ryokan, di cui trovate approfondimenti qui.

Tenete presente che le dimensioni delle stanze sono quelle standard giapponesi: molto molto piccole. Non vi spaventate quindi se vi ritrovate a fare le acrobazie per scavalcare la valigia e raggiungere il letto o il bagno perché queste sono le misure normali di qualsiasi abitazione giapponese.



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Come arrivare e come muoversi

Ci sono varie compagnie che operano la tratta Italia – Giappone. Essendo il mio un viaggio itinerante ho deciso di arrivare a Tokyo e ripartire poi dall’aeroporto di Osaka Kansai, più vicino ad Osaka appunto e quindi a Kyoto. Avendo prenotato i biglietti con largo anticipo ho trovato un’offerta interessante con Emirates con cui poi ho viaggiato. Lo scalo è a Dubai e le ore di volo sono circa 6 da Milano a Dubai e altre 10 circa da lì al Giappone. Mettete quindi in conto, tra andata e ritorno, quasi 4 giorni “persi” per il viaggio.  Avevo valutato anche un’offerta molto buona di Finnair e dato un’occhiata ad Alitalia, molto allettante perché effettua voli diretti ma anche molto più costosi soprattutto se gli aeroporti di arrivo e partenza sono diversi.

Una volta arrivati in Giappone, poi, il modo migliore per spostarsi è utilizzare i mezzi pubblici, in particolare i treni. Molto conveniente e comodo è il Japan Rail Pass, di cui trovate tutte le informazioni sul mio post 5 cose fondamentali per un viaggio in Giappone, che vi permette di prendere quasi tutti i treni delle ferrovie giapponesi, compresi quelli da e per gli aeroporti, ad un prezzo davvero interessante che varia in base ai giorni di utilizzo.

Quanto costa

Quando si pensa al Giappone, di solito, lo si etichetta come una meta cara. Certo, il costo del volo è mediamente alto e bisogna mettere in conto anche quello per gli spostamenti interni, sia che si decida di spostarsi in treno o che si opti per i pullman. Vi posso però dire che non è così caro come si crede: per il cibo, infatti, si possono trovare ristoranti veramente a buon prezzo, che offrono magari i menù completi per pranzo o cena. Considerate poi che quasi ovunque avrete a disposizione gratuitamente l’acqua, o il tè nei locali più tradizionali, che vi riempiono in continuazione ed è una cosa che consente di risparmiare un po’.  Anche per gli alloggi c’è una grandissima scelta per tutte le tasche: volendo ci sono anche i “capsule hotel” in cui si dorme in delle stanze minuscole che a me ricordano più dei loculi ma che sono molto economici. Inoltre, ci sono anche tantissime attrazioni gratuite, che vi permetteranno di visitare posti incredibili a costo zero. Nel mio itinerario dettagliato a Tokyo ne potete trovare alcune. Credo che l’essere caro sia sempre soggettivo e che dipende dai gusti e dalle esigenze di ognuno: essendo un paese molto moderno e all’avanguardia le scelte sono infinite e quindi anche i prezzi variano in base a cosa si vuole.

E con la lingua come si fa?

Un altro “ostacolo” che spaventa di solito quando si sta pensando ad un viaggio in Giappone è la lingua. Confesso che prima della partenza mi sono chiesta anche io più di una volta come avrei fatto a capire come muovermi o che treno prendere visto che i caratteri giapponesi per me sono solo bei simboli. Poi mi tranquillizzavo dicendomi che se avessi avuto difficoltà avrei sempre potuto chiedere informazioni in inglese, come faccio di solito. Niente di più sbagliato. In realtà, l’inglese potete anche non saperlo perché sono veramente in pochi quelli che lo capiscono e che vi sapranno rispondere. In compenso però muoversi è veramente semplice: l’organizzazione e la precisione maniacali giapponesi si vedono anche in questo. Tutti i cartelli infatti riportano anche i nomi con il nostro alfabeto e sono talmente schematici che è praticamente impossibile sbagliare. Se doveste essere in difficoltà poi, nonostante la barriera della lingua, troverete sempre qualcuno pronto ad aiutarvi e a gesti si arriva ovunque.

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15 giorni in Giappone: itinerario giorno per giorno e sistemazioni

Sono appena tornata da 15 meravigliosi giorni in Giappone e, oltre al fuso orario, sto cercando di smaltire anche la grande nostalgia per questo paese lontano da noi sia geograficamente…

Sono appena tornata da 15 meravigliosi giorni in Giappone e, oltre al fuso orario, sto cercando di smaltire anche la grande nostalgia per questo paese lontano da noi sia geograficamente che culturalmente. E’ stata un’esperienza bellissima, che mi ha permesso di scoprire un po’ di più la cultura millenaria di questo popolo. Se dovessi descrivere i giapponesi in 3 parole userei senza dubbio gli aggettivi “rispettosi”, “precisi” e “complessi”. Appena arrivati vi accorgerete immediatamente dell’ordine e della precisione che regnano ovunque. E dopo qualche ora, con cartina alla mano cercando di capire come muoversi, scoprirete l’estrema cordialità e gentilezza delle persone che nonostante le barriere linguistiche sono sempre pronte ad aiutare. La complessità invece viene fuori nelle piccole cose: vi accorgerete che sotto la precisione maniacale e l’estrema educazione si nascondono lati particolari che a noi possono sembrare strani ma che in realtà sono solo molto distanti dal nostro modo di pensare.

Ma passiamo ai lati pratici per l’organizzazione di un viaggio di circa due settimane on the road o sarebbe meglio dire “by train” in Giappone.

Qui vi lascio l’itinerario giorno per giorno che ho progettato e testato io con le relative sistemazioni, di cui vi lascio anche i link a Booking.com. Considerando che il Giappone era una delle mete che sognavo da una vita e che le cose che volevo visitare erano tante ma i giorni limitati, ho dovuto spostarmi molto ma devo dire che non è stato troppo pesante perché i collegamenti sono veramente ottimi e poi ne è sicuramente valsa la pena.

Giorno 1 – Tokyo – Hotel Citadines Central Shinjuku

Giorno 2 – Tokyo

Giorno 3 – Tokyo

Giorno 4 – Hakone – Yumoto Fujiya Hotel

Giorno 5 – Hakone

Giorno 6 – Kanazawa – ANA Crowne Plaza Kanazawa

Giorno 7 – Shirakawa -go

Giorno 8 – Takayama – Honjin Hiranoya Kachoan

Giorno 9 – Kyoto – Hotel New Hankyu Kyoto

Giorno 10 – Kyoto

Giorno 11 – Monte Koya – monastero Fukuchi-In

Giorno 12 – Osaka – Hotel Granvia Osaka

Giorno 13 – Osaka e Nara



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Ho scelto di partire dalla capitale, caotica e moderna, per poi invece sposarmi in zone più tradizionali e tranquille. Hakone è una meta gettonata più che altro dai giapponesi stessi che la scelgono spesso come luogo di vacanza grazie alle sue rinomate sorgenti termali e le cave di zolfo.

L’ho scelta infatti per l’esperienza delle Onsen, le terme giapponesi.

Immergersi in queste acque a 40 gradi, circondati dalla natura mentre fuori fa freddo è veramente un’esperienza da non perdere. Da qui si può ammirare anche il Monte Fuji. Ho proseguito poi per Kanazawa, splendida cittadina nel cuore delle Alpi giapponesi in cui si sono mantenuti intatti i quartieri tradizionali.

In pullman, successivamente, ho fatto una tappa al villaggio di Shirakawa-go, sito patrimonio mondiale dell’Unesco famoso per le sue case dai tetti di paglia, prima di arrivare alla caratteristica Takayama.  Anche qui tra un boccone della gustosissima carne Hida e un sorso di Sake, prodotto nelle numerose distillerie locali, ho potuto provare l’ospitalità tipica giapponese soggiornando in un fantastico Ryokan a 5 stelle, in cui mi hanno coccolata per tutto il soggiorno.

Mi sono spostata poi a Kyoto, città simbolo del Giappone e ho visitato la foresta di bambù di Arashiyama e il famosissimo santuario Fushimi-Inari di cui tutti gli appassionati del film Memorie di una Geisha riconosceranno subito i torii arancioni. Non a caso, qui per qualche ora mi sono trasformata in una Maiko e ho provato l’incredibile sensazione di provare un vero e proprio kimono.

Dopo parecchi cambi ho fatto un pellegrinaggio fino al Monte Koya, che con i suoi 117 templi rappresenta uno dei centri buddhisti più importanti e dal 2014 fa anche lui parte del patrimonio Unesco.

Infine ho raggiunto Osaka, nel Kansai, che con il suo street food e l’atmosfera più rilassata mi ha totalmente conquistata. L’ultimo giorno poi ho fatto un’escursione a Nara, a circa un’oretta da Osaka, famosa per il parco in cui vivono completamente liberi più di 1200 cervi. Non avrei potuto concludere meglio questo magnifico viaggio che porterò per sempre nel cuore.

Se volete sapere qual è il periodo migliore per andare in Giappone e come muoversi, leggete anche l’articolo Viaggio in Giappone: consigli per l’uso  e Giappone: 4 cose fondamentali da prenotare prima della partenza in cui vi spiego tutto quello che c’è da sapere per organizzare al meglio un viaggio fai da te nel paese del Sol Levante.



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Sirmione: visita alle Grotte di Catullo

Quest’anno abbiamo deciso di restare vicino a casa per il ponte di Pasqua e di dedicare i bei giorni di sole a scoprire i gioielli nascosti che spesso capita di…

Quest’anno abbiamo deciso di restare vicino a casa per il ponte di Pasqua e di dedicare i bei giorni di sole a scoprire i gioielli nascosti che spesso capita di trascurare a favore di mete più lontane. Ed è così che ci siamo imbattuti in questa meraviglia.

Sembra di essere in Grecia, vero? E invece siamo in Lombardia, per la precisione a Sirmione, cittadina affacciata sulla sponda bresciana del Lago di Garda. E quelli che vedete nella foto sopra, sono i resti che si trovano nel bellissimo parco delle Grotte di Catullo. Se volete sapere come arrivare e dove parcheggiare a questo link trovate qualche consiglio che vi potrebbe tornare utile.

Si tratta di un’area archeologica di circa 2 ettari, al cui interno si trovano i resti di un’antica ed enorme villa romana edificata all’incirca agli inizi del I secolo dopo Cristo. Il nome ricorda il poeta latino Caio Valerio Catullo che, come dice lui stesso nel carme 31, aveva un’abitazione a Sirmione. Non è però mai stata accertata la proprietà di questa villa alla famiglia del poeta. Certo è che ai tempi del suo massimo splendore dev’essere stato un luogo di pace e ancora oggi regala degli scorci magnifici su tutto il lago di Garda. Il termine “grotte” invece rimanda ai resti archeologici della dimora: in epoca rinascimentale infatti il nome “grotta” e il sinonimo “caverna” venivano usati per indicare antiche strutture abbandonate e diroccate ricoperte dalla vegetazione che, nell’entrarci, ricordavano delle cavità naturali.

 

Con quale gioia e felicità ti rivedo

Sirmione, gioiello delle penisole e delle isole,

fra tutte quelle che il duplice Nettuno accoglie nei

chiari laghi e nei vasti mari!

A stento credo di aver lasciato la Tinia

e le terre bitinie e di rivederti fuori da ogni pericolo.

…Salve, o bella Sirmione, gioisci del tuo signore;

e gioite voi, o Lidie onde del lago:

risuonate, risate tutte della casa.

Caio Valerio Catullo

 

Oltre alla vista panoramica a 360 gradi e all’atmosfera che rimanda alle acropoli che si trovano sulle isole greche e all’antica Roma, degno di nota è anche l’uliveto composto da circa 1500 ulivi appartenenti alle varietà più coltivate nella zona del Garda, alcuni dei quali hanno la veneranda età di 400-500 anni. Anche mio nonno ha contributo anni fa alla cura di queste piante secolari, da cui oggi viene estratto un olio extra vergine di alta qualità.

Per la visita tenetevi a disposizione circa 1h30/ 2 ore, in quanto il parco è davvero ampio e, secondo me, vale la pena sdraiarsi per qualche attimo di relax tra gli ulivi del giardino per godere appieno della vista. Alla fine della visita, potete anche entrare nell’Antiquarium, un museo situato proprio vicino all’ingresso/uscita delle Grotte in cui sono esposti i manufatti rinvenuti durante gli scavi e le fotografie degli stessi.

 

Come raggiungere le Grotte di Catullo

Le Grotte di Catullo si trovano proprio sulla punta della penisola di Sirmione, comodamente raggiungibile con una bella passeggiata panoramica di circa 1 km partendo dal centro storico e seguendo le indicazioni. Per i più pigri, invece, è disponibile a pagamento un simpatico trenino elettrico che ferma di fronte alle Terme di Sirmione e che vi eviterà la salita.

 

 

Quando visitare le Grotte di Catullo e prezzi

Credo che i periodi migliori per visitare le Grotte di Catullo siano la primavera e l’estate, così da potersi rilassare nel parco e magari concedersi un tuffo nel lago proprio sulla spiaggia sottostante le Grotte, detta Giamaica Beach, proprio per il colore cristallino dell’acqua che richiama quello dei Caraibi.

Gli orari sono i seguenti:

PERIODO INVERNALE ( Ottobre – Marzo) :

Giorni feriali: 8.30-17.00 (area archeologica); 8.30-19.30 (Museo)

Domenica e festivi: 8.30-14.00

PERIODO ESTIVO (Aprile – Settembre):

Giorni feriali: 8.30-19.30

Domenica e festivi: 9.30-18.30

L’ingresso è consentito fino a 30 minuti prima dell’orario di chiusura.

GIORNI DI CHIUSURA: ogni lunedì non festivo (nel caso in cui un festivo cada di lunedì, il giorno di riposo settimanale è spostato al martedì successivo).

E’ bene comunque consultare il sito ufficiale per verificare eventuali modifiche.

 

Il prezzo del biglietto, acquistabile direttamente in loco solo in contanti, è disponibile alle seguenti tariffe:

– € 6,00: biglietto intero

– € 3,00: biglietto ridotto (per cittadini dell’Unione Europea fra i 18 e i 25 anni, esibendo un valido documento di identità)

L’ingresso è gratuito per gli under 18 e ogni prima domenica del mese.

A questo link potete trovare una mappa delle Grotte: Pianta della villa romana scaricabile

 

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Itinerario a piedi a Sirmione: come arrivare e 5 cose + 1 da non perdere

Sirmione è una delle perle del Lago di Garda. Si trova sulla sponda meridionale del lago, nella parte bresciana. Una delle cose che colpisce maggiormente è la sua posizione: si…

Sirmione è una delle perle del Lago di Garda. Si trova sulla sponda meridionale del lago, nella parte bresciana. Una delle cose che colpisce maggiormente è la sua posizione: si trova infatti su una penisola che domina tutto il basso Garda e che regala alcune delle spiagge più belle.

Ma questa piccola cittadina è meta ambita dai turisti anche per le attrattive storiche e culturali, i vicoli caratteristici, i rinomati centri termali e… gli enormi gelati. Appena si arriva si respira infatti un’aria di vacanza e spensieratezza e devo dire che in alcuni punti, grazie alle acque cristalline, alle palme e agli uliveti, ci si dimentica quasi di essere in Lombardia e si può pensare di essere invece su qualche isola greca o del Sud Italia.

Come arrivare a Sirmione?

Il centro storico di Sirmione è racchiuso dalle mura del Castello Scaligero le cui vie sono chiuse al traffico. Per questo motivo, è necessario parcheggiare al di fuori delle mura; i parcheggi più vicini sono quasi tutti a pagamento e, nella bella stagione e nei weekend sono anche presi d’assalto. Per i parcheggi gratuiti dovete mettere in conto una bella passeggiata sul lago, in quanto sono tutti abbastanza distanti dal centro storico. Sul sito ufficiale del comune è disponibile un elenco dei parcheggi disponibili, di cui vi lascio il link qui.

Una valida alternativa, che ho testato personalmente, può essere quella di lasciare la macchina nella vicina Desenzano, in cui si riesce a trovare qualche stazionamento gratuito in più, e prendere poi il battello dal porto che porta direttamente nel centro storico di Sirmione. Oltre ad essere più caratteristico è anche molto più economico: al costo di soli 6 euro si può acquistare infatti il biglietto andata e ritorno, risparmiando così anche molte energie che altrimenti spendereste nelle imprecazioni durante le interminabili code per la caccia al tesoro al parcheggio. Sul sito del Lago di Garda trovate tutti gli orari aggiornati.

Essendo molto piccola, la cosa migliore è girare a piedi perdendosi tra i vicoli del centro storico o scegliendo la passeggiata panoramica che costeggia il lago.

Se avete solo una giornata a disposizione, secondo me, le cose assolutamente da vedere sono le seguenti che vi scrivo seguendo un itinerario a piedi che va dall’ingresso del centro storico fino alla punta estrema della penisola. 

 1) Castello Scaligero

Le mura merlate del Castello e le due torri sono la prima cosa che vedrete nell’arrivare. Insieme alla Darsena, ovvero il porto dove trovavano riparo le flotte scaligere prima e quelle veneziane poi, sono sicuramente l’edificio simbolo di Sirmione. Fatto realizzare dalla famiglia della Scala, che governò su Verona e il territorio circostante dal 1259 al 1387, il castello è stato recentemente restaurato ed è oggi aperto al pubblico. La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito, altrimenti il biglietto intero costa 6€ mentre quello ridotto 3€. E’ aperto solitamente dal martedì alla domenica, ma gli orari, consultabili qui, variano in base alla stagione.

2) Chiesa di Santa Maria Maggiore

E’ la chiesa principale di Sirmione e si trova infatti proprio nel cuore del centro storico. La posizione è impagabile: dal cortile della chiesa infatti si gode di una vista panoramica mozzafiato sul lago e, girando a destra subito dietro la chiesa, non vi perdete lo scorcio del piccolo giardinetto che dà direttamente sulla spiaggia. Molto romantico.

3) Chiesa di San Pietro in Mavino

Questa piccola chiesetta di epoca longobarda è la più antica di Sirmione e sembra che sia stata costruita dai pescatori sui resti di un tempio pagano. All’interno si trovano anche dei resti risalenti a prima del rifacimento del 1300 e degli affreschi del XII e XIV secolo. Quello che mi ha colpita di più è sicuramente la posizione: si trova infatti quasi sulla punta della penisola ed è immersa nella natura tra gli ulivi. Un vero angolo di pace nascosto in cui potersi fermare per una sosta rigenerante.

4) Grotte di Catullo

Le Grotte di Catullo sono veramente un gioiello da scoprire, a cui ho voluto dedicare un articolo a sé stante che trovate a cliccando qui.

 

5) Jamaica Beach

La spiaggia che si trova proprio sulla punta di Sirmione, sotto le Grotte di Catullo, viene così chiamata perché ricorda le spiagge caraibiche. Pensate che stia esagerando probabilmente. E invece, grazie alla conformazione della spiaggia formata da grandi lastroni di pietra permette infatti di passeggiare ma soprattutto di stare a mollo nelle piscine naturali di acqua limpida che si creano e che assumono un colore molto chiaro che ricorda appunto i bianco delle spiagge giamaicane. Al tramonto, vi consiglio una capatina nel bar che si trova all’ingresso e che si raggiunge scendendo dalle grotte.

 

 6) Terme di Sirmione

L’ultima chicca sono le Terme di Sirmione che si trovano sempre nel centro storico, in cui vi potreste fermare di sera alla fine del giro turistico. Le acque termali di Sirmione sono conosciute e stimate per le loro proprietà curative in tutto il mondo. Sono tante infatti le persone che vengono qui apposta per le cure. Trattamenti curativi a parte, la SPA termale Aquaria, con il centro benessere e le piscine che si trovano in un parco affacciato sul lago, è perfetta per ammirare i tramonti sul lago mentre ci si rilassa e ci si depura nelle acque termali.

© Terme di Sirmione

 

 

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Verona romantica: la leggenda del Pozzo dell’Amore

Verona, la città dell’amore o forse sarebbe meglio dire la città delle tragedie amorose. Nell’ultima gita nella città scaligera, di cui potete vedere l’itinerario a piedi qui, ho infatti scoperto…

Verona, la città dell’amore o forse sarebbe meglio dire la città delle tragedie amorose.

Nell’ultima gita nella città scaligera, di cui potete vedere l’itinerario a piedi qui, ho infatti scoperto un’altra vicenda romantica che ha avuto luogo tra le strade veronesi ed in particolare in una piccola piazzetta nascosta proprio a due passi dalla ben più nota Piazza Erbe. La leggenda del Pozzo dell’Amore.

La leggenda narra che ai tempi del Sacro Romano Impero nel lontano 1500, un avvenente soldato di nome Corrado di San Bonifazio si innamorò di Isabella, una nobildonna veronese del casato dei Donati. Il giovane perdutamente innamorato ogni giorno cercava in tutti i modi di conquistare il cuore della bella fanciulla. Nonostante i vari tentativi, però, lei non sembrava ricambiare i sentimenti e anzi si dimostrava  estremamente fredda e indifferente al corteggiamento di Corrado. In un grigio e freddo giorno di febbraio i due si incontrarono proprio nella piazzetta di fianco alla chiesa di San Marco ad Carceres e il ragazzo, avendo ormai perso le speranze di conquistare l’amata, le disse che il suo cuore era freddo come l’acqua che si trovava in fondo al pozzo lì vicino. Lei lo sfidò quindi a verificare di persona se l’acqua fosse veramente così gelida e così il giovane si buttò senza pensarci nel pozzo.  Isabella, inorridita dall’effetto che le sue parole avevano provocato sul giovane si gettò a sua volta nel pozzo per seguire l’uomo che con il tempo, nel segreto del suo cuore, aveva imparato ad amare. Da allora il pozzo viene chiamato “Pozzo dell’Amore” in ricordo dei due innamorati. Come disse Shakespeare “se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai mai amato”.

Per trovarlo, vi basterà andare in Vicolo San Marco in Foro, una traversa di Corso Porta Borsari, proprio dietro Piazza delle Erbe. Una volta qui non vi resterà che gettare un soldino, come recita la targa incisa sul pozzo, e pensare intensamente al proprio amore per vederlo arrivare. Nel caso non dovesse funzionare, le monete raccolte servono per finanziare i progetti del Club di Giulietta, un’associazione molto particolare che ogni anno risponde a migliaia di lettere che gli innamorati di tutto il mondo inviano a Giulietta in cerca di aiuto. Chissà magari il desiderio di qualcuno si avvererà .

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Cosa vedere a Verona in un giorno: una caccia al tesoro nella città di Romeo e Giulietta alla ricerca dei luoghi meno conosciuti

Quando si pensa a Verona la prima immagine che fa capolino è quella della bella Giulietta che aspetta il suo innamorato Romeo sul balcone. E’ sicuramente una delle città più…

Quando si pensa a Verona la prima immagine che fa capolino è quella della bella Giulietta che aspetta il suo innamorato Romeo sul balcone. E’ sicuramente una delle città più romantiche del mondo ed è un’ottima meta se si vuole fare un giro in una domenica primaverile. E’ infatti facilmente raggiungibile sia in treno che in auto (anche i collegamenti aerei sono molto buoni) ed essendo a misura d’uomo la si può visitare comodamente a piedi. Ma non ci sono solo Romeo e Giulietta, anzi le attività a disposizione sono tantissime: dalle manifestazioni che vengono organizzate un weekend sì e l’altro anche, alle mostre e ai concerti all’Arena. Per non parlare poi degli infiniti negozi in cui poter fare shopping e i locali dove fermarsi per una sosta rigenerante. Insomma ce n’è veramente per tutti i gusti.

La scorsa domenica, approfittando della prima giornata di sole, abbiamo deciso anche noi di fare una passeggiata tra le strade della bella città scaligera. Avendo studiato qui, ho avuto modo di esplorarla abbastanza bene ma devo dire che ogni volta che torno riesce a regalarmi sempre qualcosa di nuovo.  Questa volta, ho deciso di sfruttare un regalo che mi è stato fatto da un’amica tempo fa: Amor Verona. Si tratta di una guida molto particolare che attraverso una caccia al tesoro porta a scoprire i luoghi meno conosciuti di Verona.

Come funziona vi chiederete? Semplice, basta acquistare la guida (su Amazon la si trova a meno di 20€ e si può usare due volte, nel caso vi interessasse questo è il link da cui poterlo acquistare ) e avere un cellulare a disposizione. Poi, giusto il tempo di inviare un sms,e vi ritroverete a cercare indizi nei posti più improbabili della città per risolvere gli enigmi che man mano vi saranno inviati sempre per messaggio. E il tesoro? Beh oltre a trovare niente meno che l’arco e le frecce del dio dell’Amore Eros, scoprirete anche tantissimi aneddoti interessanti sulla città e i suoi abitanti nonché veri e propri gioielli nascosti che magari passerebbero inosservati, il tutto divertendovi e tornando un po’ bambini.

 

Di seguito vi lascio il nostro itinerario a piedi di mezza giornata, ovviamente senza le soluzioni della caccia al tesoro altrimenti che bello c’è ☺.

Castelvecchio, Ponte Scaligero e Arco dei Gavi

Avendo parcheggiato nelle vicinanze, abbiamo deciso di cominciare la caccia al tesoro partendo dalla zona Sud rispetto a Piazza Erbe quindi il primo indizio da cercare era in zona Castelvecchio. Quest’enorme fortezza, oggi un museo con esposizioni di arte medievale e moderna, fu prima una residenza signorile, poi l’Accademia militare durante la Serenissima e ospitò nel 1944 anche Il Processo di Verona con il quale vennero condannati a morte i gerarchi fascisti che avevano fatto deporre Mussolini. Ma, grazie alla guida, abbiamo scoperto un racconto romantico successo proprio in quegli anni che fa capire come, anche in un momento buio della storia come questo, l’Amore riesca a nascere e a resistere (sì lo so sono una romanticona).Tra i prigionieri fucilati infatti c’era anche l’ex ministro degli esteri dell’Italia fascista, nonché marito della figlia del Duce, Galeazzo Ciano. Si dice che egli fosse un prigioniero particolare, in quanto i tedeschi volevano ottenere da lui i suoi diari in cui c’erano scottanti rivelazioni sui rapporti sui primi anni di guerra tra Italia e Germania. Per questo, mandarono una bellissima spia di nome Hildegard a visitare ogni giorno Ciano per riuscire a carpire dove avesse nascosto i diari. Ma la ragazza finì con l’innamorarsi di Ciano, concedendo così al prigioniero un trattamento privilegiato. Galeazzo però non dimenticò mai la moglie e lo stesso fece lei: nonostante varie scappatelle da entrambe le parti, Edda non lo abbandonò mai e anzi cercò in ogni modo di salvare la vita al marito che amava.

Piazza Bra e l’Arena

Uno dei luoghi più visitati di Verona è sicuramente Piazza Bra con la sua famosissima Arena. Non tutti però sanno che la piazza è illuminata da tantissimi lampioni numerati ma disposti a caso senza un ordine logico. Un piccolo mistero che nessuno è ancora riuscito a risolvere. Per una pausa, ci si può sedere all’ombra degli alberi del giardino a forma di trifoglio accanto all’Arena, al centro del quale si può ammirare la fontana donata dalla città di Monaco di Baviera in cambio di una statua di Giulietta che ancora oggi si trova nella città bavarese.

Casa di Giulietta 

Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? E’proprio dal balcone in Via Cappello che la bella Giulietta languiva d’amore per il suo amore proibito. Essendo così conosciuto, oggi è preso d’assalto dai turisti e ha quindi perso un po’ la sua patina romantica. Ma se si vuole sfuggire dai flash dei turisti e stare un po’ a tu per tu con il proprio Romeo o la propria Giulietta, ci si può rifugiare all’interno della caratteristica osteria Locandina Cappello, dove gustare ottimi piatti tradizionali veronesi sorseggiando un prosecchino.

Piazza dei Signori, Torre dei Lamberti e Piazza Erbe 

Altra meta imperdibile è sicuramente Piazza Erbe. Fulcro della vita cittadina, è da sempre il cuore di Verona con i suoi palazzi d’epoca e i suoi bar storici. Ai lati della piazza si trova l’Arco della Costa, da cui pende un’enorme costola. Nessuno sa quando e chi l’ha posizionata, alcuni pensavano fosse la costola del diavolo, altri una reliquia portata dai crociati. Molto probabilmente si tratta di una costola di balena usata come insegna fuori da un emporio. L’unica cosa certa è che fino a qualche decina d’anno fa gli studenti dell’università di Padova si divertivano a far sparire durante la notte la costola e a riportarla poi a distanza di qualche giorno, per dimostrare ai colleghi veronesi la loro incapacità di difenderla.

 

Da qui si arriva poi alla Piazza dei Signori e quindi al Palazzo della Ragione e alla Torre dei Lamberti, da cui ammirare una vista dall’alto del centro storico di Verona.

Ponte Pietra e Castel San Pietro

Questa che vedete qui sopra in foto è la collina su cui è arroccato Castel San Pietro. Si raggiunge attraversando Ponte Pietra e salendo per la scalinata che porta direttamente sulla cima. Da quassù si ha una magnifica vista su Verona e sull’Adige che la racchiude.

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Brisighella: Fuga Primaverile all’Insegna del Buon Cibo e del Romanticismo

Nonostante la pioggia che ancora non ci vuole lasciare, la primavera è alle porte e con lei anche la voglia di qualche gita fuori porta all’insegna del relax. Un posto…

Nonostante la pioggia che ancora non ci vuole lasciare, la primavera è alle porte e con lei anche la voglia di qualche gita fuori porta all’insegna del relax. Un posto perfetto dove poter svernare e apprezzare la natura nel suo momento più colorato è sicuramente Brisighella.

Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, è di certo uno di quelli che più mi hanno colpita. Sembra infatti fermo nel tempo e riesce a regalare ancora scorci speciali dei paesini dell’Italia de ‘na olta come si dice dalle mie parti (“di una volta” per i non bresciani). Si trova tra le colline emiliane, in provincia di Ravenna da cui dista circa 40 km, ed è facilmente raggiungibile in auto o in moto. Mi sento di consigliare Brisighella per una gita romantica fuori porta perché, oltre al bellissimo paesaggio naturale, è perfetta per chiunque abbia voglia di concedersi una pausa dallo stress quotidiano e di mangiar bene.

 

Passeggiando per le stradine acciottolate del borgo vi saràinfatti difficile scegliere in quale osteria cenare. Noi, dopo lunghe riflessioni, abbiamo optato per il ristorante “La Grotta”, nel centro storico.Non so se ci ha attirati di più il fatto che si trova all’interno di una vera e propria grotta oppure il menù da immediata acquolina in bocca.

 

 

 

Di seguito vi sintetizzo cosa abbiamo visto e dove abbiamo soggiornato nel weekend che abbiamo trascorso qui e che, secondo me, merita una visita.

Il centro storico di Brisighella

Osterie a parte, il centro storico di Brisighella merita sicuramente una tappa. La cosa migliore da fare è perdersi per le viuzze costeggiate dagli edifici color pastello e andare alla scoperta degli angoli nascosti del borgo. Essendo piccolo e concentrato, si riesce tranquillamente a visitare a piedi in poco tempo. Da non perdere è la Via degli Asini, una strada sopraelevata e coperta, usata una volta dai birocciai che la usavano per trasportare il gesso delle cave con l’aiuto appunto degli asini.

Si possono inoltre trovare molte botteghe artigiane e negozietti che vendono le specialità del posto. Una su tutte: il Carciofo Moretto. Io vado letteralmente pazza per i carciofi e mi sono innamorata di questo in particolare. Va mangiato crudo e leggermente lessato, condito solo con sale o l’olio Brisighello anche questo da non farsi scappare (andrebbe aperta infatti una parentesi a parte per quest’olio, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti ed esportato in tutto il mondo. E’ infatti un olio DOP, prodotto nei frantoi in loco specializzati utilizzando solo olive della varietà “Nostrana di Brisighella” in misura non inferiore al 90%. La sua particolarità è il suo sapore piccante e amarognolo che si sposa perfettamente con i carciofi). . Buonissimi anche in versione sottolio sulle bruschette della Bruschetteria Caffè Torre, dove ci siamo fermati per un veloce spuntino.  Se decidete di andare ai primi di maggio, non perdetevi  la “Sagra del Carciofo Moretto”. Noi torneremo di sicuro apposta per l’occasione.

 

La rocca

Raggiungibile con una piacevole camminata in salita attraverso il parco, la rocca sovrasta tutto il borgo. Da qui si ha una vista dall’alto su tutto il territorio circostante e sulla Torre dell’Orologio. Per chi ama fotografare come me è sicuramente un posto perfetto per qualche scatto. Molto caratteristica è anche la rocca in sé che, con il suo bastione, le feritoie e i camminamenti sulle mura, rimanda direttamente al Medioevo. Per visitare gli interni è necessario acquistare il biglietto, mentre gli esterni sono liberi.

 

 

La torre dell’Orologio

Credo sia l’elemento che più identifica Brisighella. Sorge su uno dei tre colli e, grazie alla sua posizione rialzata, è visibile da lontano. Nasce come fortilizio difensivo e oggi è un ottimo punto da cui osservare i calanchi: dei canali scavati dall’erosione atmosferica nel terreno argilloso che caratterizza il Parco Regionale della Vena del Gesso.

 

La Grotta Tanaccia  

 

Se siete in cerca di un’esperienza diversa e volete smaltire tutte le bontà mangiate a cena consiglio un’escursione alla Grotta Tanaccia. Un esperto speleologo vi accompagnerà infatti all’interno della grotta in un percorso di circa 500 m che si snoda tra rocce e ruscelli. Armati di scarponi, casco e tuta da speleologo ci siamo calati all’interno e, dopo pochi passi, ci siamo ritrovati a strisciare nel fango cercando di evitare le rocce. Il mio pensiero costante durante tutto il tragitto è stato: Oh mamma ma come si fa a passare da lì, è minuscolo”. Eppure sono riuscita ad arrivare incolume e totalmente imbrattata di fango nel cuore della caverna. Mi sono sentita un po’ come uno dei nani nelle miniere de “Il signore degli Anelli”, non so se avete presente. ☺☺☺

Le visite guidate si possono organizzare su prenotazione contattando il sig. Fabbri al numero 339-2407028. Nel prezzo del biglietto sono compresi anche il casco e la tuta da veri speleologi. Il mio consiglio è quello di vestirsi abbastanza leggeri in quanto all’interno della grotta la temperatura si mantiene costante durante l’anno e sicuramente suderete un sacco a camminare in quel percorso ad ostacoli. Ovviamente gli scarponi da trekking sono d’obbligo. Quindi se non temete il buio, gli spazi chiusi e i pipistrelli, puntate la sveglia presto e calatevi nel cuore della montagna. Vi sentirete sicuramente dei supereroi all’uscita.

 

Dove alloggiare

C’è veramente l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli alloggi. Io personalmente consiglio di soggiornare in uno dei tanti agriturismi, in cui si può godere appieno della natura delle colline emiliane.

Noi abbiamo scelto il Brisighella Green Wellness: una vera chicca in mezzo al nulla in cui si riesce veramente a staccare la spina. Ci aveva colpiti subito per la posizione in primis e perché, prenotando la suite, si ha l’accesso diretto e privato al centro benessere con vista sul bosco e all’idromassaggio esterno da cui ammirare le stelle.

E ci ha conquistati poi una volta arrivati per la pace e la cortesia della proprietaria che, a mia insaputa, ha aiutato Francesco ad organizzare una sorpresa facendomi trovare all’arrivo rose, spumante e una torta deliziosa.  Consigliato a tutti gli inguaribili romantici in cerca di un’idea originale per una fuga d’amore.

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