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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Giorno: 23 maggio 2018

Christiania a Copenhagen: Cosa Aspettarsi dalla Città Libera Famosa per i Suoi Mercatini Hippie e… la Cannabis

Durante il mio weekend a Copenhagen non potevo di certo farmi scappare la visita alla controversa Christiania. Questo quartiere della capitale danese è in realtà una vera e propria città dentro la città: è autogestita e non soggetta alle tasse. Appena varcato il cancello d’ingresso vi renderete conto di trovarvi in un mondo a parte: murales coloratissimi rivestono ogni superficie e l’odore di marijuana e hashish vi accompagnerà per tutta la visita. Per me è stata una vera e propria esperienza sensoriale tra gli odori inconfondibili e la musica reggae che mi accompagnava in sottofondo.

Durante il mio weekend a Copenhagen, nonostante il poco tempo a disposizione, non potevo di certo farmi scappare la visita alla controversa Christiania. Questo quartiere della capitale danese è in realtà una vera e propria città dentro la città: è autogestita e non soggetta alle tasse. Vige una legislazione tutta sua e la Danimarca stessa le ha riconosciuto uno status semi-legale come comunità indipendente. Appena varcato il cancello d’ingresso vi renderete conto di trovarvi in un mondo a parte: murales coloratissimi rivestono ogni superficie e l’odore di marijuana e hashish vi accompagnerà per tutta la visita. In questa comunità anarchica, infatti, l’uso di droghe leggere è permesso e nella via principale, chiamata non a caso “Pusher Street” e nel “Green Light District“, ci sono tantissimi banchetti e venditori che propongono di ogni: dalle normali canne ,a strumenti enormi per fumare la qualunque e dolcetti particolari. Le droghe pesanti sono però vietatissime. Tantissimi artisti l’hanno immortalata ed è stata scelta anche come location per vari film. 

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Anche se “libera”, ci sono comunque delle regole da rispettare se si decide di entrare e visitare il quartiere. All’ingresso e nelle strade ci sono infatti molti cartelli che riportano cosa si può e cosa non si può fare. In sostanza è vietato fare fotografie nella Pusher Street perché, come ricordano anche loro, l’uso delle droghe è comunque illegale e quindi non ci tengono particolarmente a veder postate in giro le foto che li ritraggono proprio nel momento della vendita. E’ poi vietato correre per non generare caos, dicono, e parlare al cellulare. Io, per esempio, ero ferma proprio all’inizio di Pusher Street ad aspettare che Francesco mi raggiungesse e mi si è avvicinato un tizio per avvisarmi di mettere via il cellulare perché d’ora in avanti non era più consentito scattare foto. Ho sentito di alcuni turisti che hanno avuto problemi perché avevano macchine fotografiche al collo o perché cercavano di fare foto di nascosto: visto che le regole sono così poche mi sembra giusto rispettarle per non incorrere in guai. 

Green Light District Christiania

Per quanto riguarda le droghe mi sento di sconsigliarvi di provarle o comunque di toccare qualcosa se avete il volo di ritorno a pochi giorni di distanza perché sia a me che a Francesco hanno fatto i controlli all’aeroporto e non si limitano solo al tampone alle mani, ma lo fanno anche su tutte le cose dentro il bagaglio a mano. 

Ma come nasce Christiania, vi chiederete. E’ stata fondata nel 1971 da un gruppo di hippie e squatter che occupò una base navale dismessa e i suoi edifici militari abbandonati e che ne proclamò l’indipendenza. Gli edifici e i magazzini in stile militare sono ancora presenti anche se hanno cambiato decisamente aspetto visto che sono tutti colorati dai bellissimi murales e graffiti. Io l’ho trovato un luogo super accogliente in cui la droga passa in secondo piano di fronte ai colori sgargianti delle case, la cura dei giardinetti pubblici e sopratutto la musica. C’è sempre un piacevolissimo sottofondo visto che ci sono costantemente esibizioni e concerti improvvisati e non. All’interno ci sono poi servizi e le strutture come in ogni città: bar, scuole, negozi, una cucina comunitaria, un punto di primo soccorso, uno skate park e un campo da calcio e addirittura una piccola isola ecologica.

Ovviamente hanno deciso di adottare anche una propria bandiera (tre cerchi gialli in campo rosso, posti uno accanto all’altro su un piano orizzontale) e un proprio inno che in realtà è una canzone di protesta del gruppo Bifrost “I kan ikke slå os ihjel”, che in italiano significa “Non potete ucciderci”. Questo probabilmente perché, nel corso degli anni, il governo danese ha provato più volte a rimuovere i pittoreschi occupanti ma senza successo.

Christiania Copenhagen

Come raggiungere Christiania

Christiania si trova in realtà in pieno centro, nel distretto di Christianshavn raggiungibile comodamente sia a piedi che in metro – la fermata più vicina è quella di Christianshavn appunto – ma anche con i tour in barca lungo i canali e poi raggiungendola con una passeggiata di 5 minuti (così passate anche di fronte alla Chiesa del Nostro Redentore e alla sua guglia). L’ingresso principale a Christiania si trova su Prinsessegade, tra Refshalevej e Bådsmandsstræde e per entrare dovrete passare sotto il suo inconfondibile arco in legno che vi dà il benvenuto nella città libera. All’uscita invece vedrete la scritta “ You are now entfring the Ue”, ovvero state entrando nella Comunità Europea. L’accesso è consentito solo a piedi o in bicicletta; la circolazione di auto e moto è infatti vietata. 

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