“Io credo ancora nel paradiso, ma almeno adesso so che non è un posto da cercare fuori. Perché non è dove vai, lo trovi dentro, quando senti per un momento di far parte di qualcosa… e se lo trovi, quel momento, dura per sempre.” 

Richard/Leonardo Di Caprio – The Beach 

No, non ho cambiato tema al blog convertendolo in uno di citazioni letterarie. Ma quando si parla di Maya Bay non si può prescindere dal parlare anche del film The Beach, in cui un giovane Leonardo Di Caprio sperimentava la vita ribelle e alquanto alternativa in una spiaggia thailandese sperduta e paradisiaca. Correva l’anno 2000 e, per raggiungere Maya Bay Di Caprio – mappa “del tesoro” alla mano – ha dovuto farsi una bella nuotata, seguita da tuffi adrenalinici e scarpinate in mezzo alla foresta tropicale prima di raggiungere la segretissima meta. Ma l’espressione di meraviglia che avevano lui e i suoi compagni d’avventura è esattamente la stessa che chiunque approdi in questa baia ha anche oggi a distanza di 18 anni e milioni di turisti. Oggi sicuramente non è più una meta segreta, anzi. E’ presa letteralmente d’assalto da migliaia e migliaia di visitatori che ogni giorno arrivano qui per ammirare le meraviglie di questa spiaggia da sogno. La domanda che molti si pongono prima di partire è “ma ne vale veramente la pena?”. Ho pensato quindi di condividere con voi la mia esperienza e poi giudicherete voi se Maya Bay meriti o no una visita.

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Maya Bay oltre il mito: vale la visita?

Quando si cercano le immagini delle spiagge thailandesi, quella in cui ci si imbatte più spesso è senz’ombra di dubbio la spiaggia incantata di Maya Bay. Molti la considerano il prototipo di spiaggia ideale per eccellenza: scogliere calcaree e faraglioni a strapiombo sul mare che la circondano e la proteggono, acque cristalline, sabbia che sembra borotalco e il verde della foresta tropicale tutto intorno. Sembra davvero di essere approdati su una spiaggia deserta e da film … se non fosse per la quantità esorbitante di turisti che vengono scaricati su questo lembo di sabbia ad ogni ora del giorno. Il film è stato infatti la fortuna e al contempo la disgrazia di Maya Bay. Sul sito dell’autorità del turismo della Thailandia è riportato infatti che sono di media 5000 i turisti che ogni giorno visitano questa baia. Questo ha fatto sì che tutto l’ecosistema della zona ne abbia risentito pesantemente, tanto che si è arrivati alla drastica decisione di sospendere l’accesso ai visitatori per 4 mesi: dal 1 giugno al 30 settembre non sarà permesso alle barche di entrare ed attraccare nella baia antistante la famosissima spiaggia. I viaggiatori potranno comunque scattare qualche fotografia ricordo da una distanza di 400 metri, ovvero dalle due enormi rocce calcaree che fanno da guardiane all’ingresso naturale alla laguna. Tutto questo per cercare di dar un po’ di respiro alla barriera corallina e a tutti i suoi abitanti acquatici, ormai molto danneggiati e provati.

 

Essendo raggiungibile solo via mare, il flusso di barche cariche di viaggiatori è davvero importante. E questo, oltre a provocare enormi danni ambientali alla flora e alla fauna marine, crea anche molto caos. A mio avviso, il problema maggiore sono le enormi barche, quasi dei battelli, che partono da Phuket o Krabi e organizzano gite giornaliere alle Isole Phi Phi e, quindi, immancabilmente a Maya Bay. Credo che se ci si limitasse ai turisti che effettivamente soggiornano a Ko Phi Phi Doh, il numero di persone calerebbe notevolmente. In ogni caso, a me la laguna è piaciuta molto nonostante la folla che si trova. Anche se siamo partiti presto, infatti, non c’è stato nulla da fare ma del resto ce lo aspettavamo. La buona notizia è che la maggior parte degli avventori si fermano sulla spiaggia a scattare un’infinità di foto alla ricerca della posa perfetta. Io, invece, che sono molto poco fotogenica ho deciso di addentrarmi nella “foresta” e man mano che si cammina diminuisce la gente e aumentano le palme. Come dicono anche i cartelli “attenzione ai cocchi” che potrebbero cadervi in testa 😀 Da vedere non c’è molto, ma è comunque piacevole farsi una passeggiata all’interno della natura. Abbiamo scoperto che per i più avventurosi organizzano anche dei tour con pernottamento in tenda sull’isola per una notte.

In generale, secondo me, vale la pena fare un salto a Maya Bay se ci si trova già a Ko Phi Phi Doh, vista la breve distanza, e si organizza una visita a più baie e isolotti. Quello che ho apprezzato maggiormente, infatti, sono stati i tuffi e le nuotate nelle calette vicine e lo snorkeling che si può fare in tranquillità senza l’odore di carburante delle barche. Non la consiglierei invece a chi non soggiorna vicino perché, al di là del costo delle gite organizzate, ci si mette parecchio per raggiungerla e una volta arrivati c’è poco da vedere e non è attrezzata. Inoltre, consiglio di scegliere una longtail boat per arrivarci: sarete più indipendenti e non dovrete aspettare i tempi stabiliti dai tour operator che di solito vi scaricano sull’isola e vi fanno aspettare anche un paio d’ore per ripartire.

Bamboo Island e Mosquito Island: paradisi per lo snorkeling

Abbiamo scoperto questi due isolotti per puro caso durante il nostro “giorno in paradiso”, di cui vi ho parlato qui. Inutile dire che ce ne siamo innamorati perdutamente. Sono due piccole ma affascinanti perle del Mare delle Andamane, perfette per lo snorkeling e per una giornata all’insegna del relax. A differenza di Maya Bay, sono molto meno frequentanti ed è quindi possibile assaporare davvero la sensazione di trovarsi da soli su un’isola deserta. Noi ci siamo arrivati in longtail boat dal nostro hotel nella parte nord – orientale di Ko Phi Phi Doh. E’ stata un’avventura perché quando siamo partiti il mare era molto mosso, tanto che perfino il nostro accompagnatore thailandese nonché proprietario della barca era molto titubante. Alla fine siamo partiti lo stesso ma ammetto che ci sono stati momenti, nel bel mezzo del mare e con la terraferma molto lontana, in cui abbiamo avuto paura di fare la fine di Robinson Crusoe, altro che Di Caprio. Ma ce l’abbiamo fatta e credo sia una di quelle giornate che non scorderò mai. E’ stato tutto perfetto: dal picnic sulla spiaggia deserta, ai bagni nelle calde acque delle Andamane circondati da tanti pesciolini colorati.

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Ko Mai Phai, alias Bamboo Island, è un’isoletta a circa 5 km a nord di Ko Phi Phi Doh ed è caratterizzata da fondali sabbiosi ed acque cristalline. E’ disabitata e c’è solo un piccolo bar con qualche tavolino. E questa è la cosa migliore. Per raggiungerla, ovviamente solo in barca, consiglio sempre di affidarsi alle longtail boat dei pescatori locali o, se soggiornate allo Zeavola Resort & Spa, di visitarla durante il non plus ultra delle gite romantiche “One day in Paradise”. Una volta arrivati le possibilità sono due: attraccare e pagare la tassa del parco nazionale di circa 5€ oppure gettare l’ancora un po’ più al largo e dedicarsi allo snorkeling e raggiungere la riva a nuoto.

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Mosquito Island, Ko Yung in thailandese, è la più remota delle Phi Phi Islands e come Bamboo Island è deserta e perfetta per una visita in giornata. Il fondale è più roccioso rispetto a quello di Ko Mai Phai ma, purtroppo, la barriera corallina è stata parecchio danneggiata e la fauna marina è veramente scarsa. Il Dipartimento dei Parchi Nazionali Thailandese ha infatti recentemente deciso di vietarne l’accesso fino a data da stabilirsi per cercare di ripristinare un po’ l’ecosistema. Se progettate una visita informatevi bene, quindi, prima di partire perché potrebbe essere che non vi possiate neanche avvicinare.

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