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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Categoria: Italia Bella

Mercatini di Natale a Grazzano Visconti: visita al magico borgo medievale del piacentino

Chi mi segue da un po’ ha ormai capito la mia grande passione per i bellissimi Borghi italiani che, appena posso, vado a visitare. Amo, infatti, i borghi in cui…

Chi mi segue da un po’ ha ormai capito la mia grande passione per i bellissimi Borghi italiani che, appena posso, vado a visitare. Amo, infatti, i borghi in cui sembra di venire improvvisamente catapultati in un’altra epoca e che ancora oggi racchiudono tra le loro viuzze un alone di mistero e racconti di storie lontane. In Italia ce ne sono davvero molti, ognuno con caratteristiche e leggende proprie. Uno di questi è sicuramente il borgo medievale di Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza. Era da tempo che volevo visitare questo caratteristico paesino di cui avevo sempre sentito parlare bene e lo scorso weekend, finalmente, sono riuscita nell’impresa. E, devo dirvi, che l’attesa è valsa davvero la pena. Grazzano Visconti è veramente unico nel suo genere e appena lo vedrete vi sentirete teletrasportati direttamente in pieno Medioevo, tra botteghe di fabbri e ceramisti, castelli, gufi e locande. Dovete sapere, poi, che Grazzano è una delle mete migliori per quanto riguarda i mercatini di Natale: ogni anno il borgo si veste a festa per accogliere visitatori provenienti da tutta Italia che trovano ad attenderli un vero e proprio villaggio di Natale.

Mercatini di Natale Grazzano Visconti

Grazzano Visconti: storia e origini del borgo

Come avrete già osservato, l’origine del borgo si riesce ad intravedere già nel suo nome: è la famiglia Visconti che ha sempre giocato, infatti, un ruolo di primo piano nella storia del borgo. Anche se i primi riferimenti scritti di Grazzano risalgono agli anni 1100, è solo nel 1395, con concessione del Signore di Milano, che la sua storia inizia davvero. Fu proprio in quell’anno, infatti, che il duca Gian Galeazzo Visconti, autorizzò la sorella Beatrice e il suo sposo Giovanni Anguissola a costruire nel loro possedimento di Grazzano un castello “quale loro aggradi”.

Ma è solo parecchi anni dopo, nel 1900, che sì definì il borgo medievale che tutti noi possiamo ammirare ancora oggi. Le tipiche dimore medievali, le botteghe e i laboratori che troverete intorno al castello furono fatti costruire infatti dal conte Giuseppe Visconti agli inizi del ‘900. Il suo scopo era quello di creare un luogo in cui i giovani studenti della scuola di arte e mestieri di Grazzano potessero trovare impiego nell’ambito della lavorazione del legno e del ferro battuto. Fece così edificare alloggi, laboratori e botteghe in tipico stile medievale così da essere in armonia con il castello a cui fanno da cornice.

cosa vedere a grazzano visconti

Oggi a portare avanti il prezioso progetto di Giuseppe Visconti ci sono i coniugi Violante e Giammaria Visconti che continuano a custodire il fascino d’altri tempi del borgo.

Grazzano Visconti: la leggenda del fantasma di Aloisa

Camminando tra le vie di Grazzano vi accorgerete subito dell’aura di mistero e magia che vi aleggia, soprattutto se, come me, ci andate durante il periodo invernale e vedrete comparire il borgo all’improvviso da una coltre di nebbia. Visitando il borgo ho scoperto che nel castello dimora in pianta stabile un personaggio molto particolare. Il suo nome è Aloisa, una signora piccoletta e ben in carne con una peculiarità tutta sua: essere un fantasma. Abbastanza vanitosa, ama molto gioielli e monili che si fa regalare dagli ospiti del castello in cambio di una notte tranquilla. A chi sceglie di non farle doni, soprattutto se di genere maschile, riserva invece il trattamento speciale fatto di tirate di piedi e schiaffeggi. In realtà, Aloisa è semplicemente una donna delusa e un po’ frustrata: si narra, infatti, che la sua morte sia dovuta alla gelosia causata da un tradimento del marito soldato. Nonostante la grande delusione amorosa ella crede ancora nell’amore tanto da essere la versione femminile di San Valentino, protettore degli innamorati. “Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti“. Da come potete leggere, però, tende a favorire e ad aiutare, per solidarietà femminile, le donzelle innamorate.

Mercatini di Natale a Grazzano Visconti

Grazzano Visconti per i mercatini di Natale: cosa vedere

Il borgo di Grazzano Visconti è speciale in tutte le stagioni dell’anno grazie alle numerose manifestazioni che vengono sempre organizzate. Una di queste è sicuramente quella che si tiene durante il periodo natalizio e che vede le vie del centro riempirsi di luci e decorazioni in occasione dei mercatini di Natale. Il programma degli eventi che si tengono in occasione dei mercatini è ampio e varia di weekend in weekend. Vi lascio qui sotto quello di quest’anno.

Mercatini di Natale Grazzano Visconti Programma

Di fisso, però, ci sono le bancarelle in cui troverete tantissime idee regalo artigianali e originali. Quest’anno, poi, è stata allestita anche la Casa di Babbo Natale in cui,  per la gioia di grandi e piccini, è possibile incontrare proprio il Signore del Polo Nord in persona (ingresso 7€ adulti, 5€ bambini).

Tra un acquisto e una cioccolata calda, cogliete anche l’occasione di visitare i monumenti di Grazzano tra cui il pozzo di piazza Gian Galeazzo Visconti, la Chiesetta gotica in centro al paese, e quella Parrocchiale dedicata ai santi Cosma e Damiano di impronta romanica. Ultimo ma non meno importante il Castello aperto alle visite guidate il sabato e la domenica. Al suo interno potrete visitare le stanze, in cui è custodita anche una statua di Aloisa che lei stessa creò attraverso un medium, e l’enorme parco che racchiude al suo interno, oltre ai suoi bellissimi giardini, anche il Butterfly Heaven, il paradiso in cui vivono migliaia di farfalle. Inoltre, questo è anche l’unico parco in Italia in cui si può praticare con regolarità l’Owl Watching, l’osservazione dei gufi.

Orari Castello:

Sabato ore 11, 14, 15, 16
Domenica ore 11, 14, 14.45, 15.30, 16.15
Nelle festività o in giorni di particolare affluenza, gli orari possono subire delle variazioni.

Prezzi:

Intero (adulti maggiori di 16 anni) 16,00 euro
Bambini (minori di 16 anni) 8,00 euro
Gruppi (adulti maggiori di 16 anni – minimo 20 partecipanti) e scuole (fino alle superiori) 13,00 euro

Gli accompagnatori di gruppi e scolaresche entrano sempre gratis.
Il Castello non è accessibile ai disabili con mobilità ridotta.

Chiesetta Gotica di Grazzano Visconti

Se amate il mistero e le cose un po’ più “forti”, a Grazzano troverete anche l’originale Museo Internazionale delle Torture, al cui interno ci sono particolari strumenti e marchingegni che io personalmente non avrei curiosità di provare. (Dal Martedì al Venerdì dalle 14.30 alle 19.00. Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 19.00).

Grazzano Visconti: dove mangiare durante i mercatini di Natale

A Grazzano Visconti ci sono diversi ristoranti in cui è possibile assaggiare i piatti tipici della cucina piacentina. Io ho provato il Ristorante del Biscione, il più antico del borgo. L’edificio in cui è ospitato risale, infatti, agli anni 1905-1910 e sia sulla facciata che all’interno potrete ammirare le decorazioni dai colori accesi raffiguranti stemmi nobiliari, giullari e decorazioni floreali. Le pietanze sono quelle della tradizione che vengono servite sia à la carte che con proposte a menù fisso. I piatti assolutamente da provare sono senza dubbio i buonissimi salumi piacentini accompagnati dallo gnocco fritto, i Pisarei e faso (una pasta corta condita con un sugo molto saporito a base di fagioli e pomodoro), i tortelli, la coppa arrosto e lo stracotto di asinella. Io alla fine mi sentivo ripiena come uno dei tortelli di ricotta e spinaci che mi ero appena divorata. Il mio consiglio è quello di prenotare con largo anticipo il ristorante perché, soprattutto adesso in occasione dei mercatini di Natale, sono tutti sempre pieni e rischiate altrimenti di restare a stomaco vuoto.

Photo taken with Focos

In alterativa, potrete trovare molti chioschi di street food nell’area ristoro coperta e riscaldata allestita al centro del borgo. Da non perdere, secondo me, gli assaggi di salame del salame artigianale e del buonissimo gorgonzola a km 0 (ottimi anche come regalo di Natale).

Grazzano Visconti per gli amanti di Harry Potter: visita all’Emporio Stregato

Che la magia a Grazzano Visconti sia di casa è ormai abbastanza chiaro. Quello che non vi ho ancora detto, però, è che proprio in questo borgo piacentino si trova il paradiso per tutti gli amanti del mago più famoso del mondo: Harry Potter. Dovete sapere, infatti, che qui si nasconde il secondo binario 9¾ da cui è possibile prendere il treno speciale per Hogwarts e anche la stanza nel sottoscala in cui dormiva Harry. Inoltre, all’interno dell’Emporio Stregato troverete bacchette, zaini, pastrani e, addirittura, delle piante di Mandragola, per cui preparate i paraorecchi per evitare di ascoltare il pianto di queste piantine grinzose dalle sembianze di neonato. Inutile dire che io mi sono sentita come Harry la prima volta che Hagrid l’ha accompagnato a fare acquisti a Diagon Alley.

Indirizzo: Via Carla Erba, 10, 29020 Grazzano Visconti PC

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 19. Chiuso il lunedì. 

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Dove ammirare il foliage autunnale in Trentino Alto Adige: escursione sul Monte Watles

L’autunno è la stagione in cui la natura regala spettacoli magici e colorati. Gli alberi si vestono dei loro colori più caldi e ci ammaliano con la loro bellezza naturale….

L’autunno è la stagione in cui la natura regala spettacoli magici e colorati. Gli alberi si vestono dei loro colori più caldi e ci ammaliano con la loro bellezza naturale. Rosso, giallo, arancione, verde scuro e bordeaux sono i toni dominanti di questa stagione speciale che bisognerebbe gustare fino all’ultima foglia. Negli ultimi anni ha preso piede il termine “foliage” per descrivere questo fenomeno naturale delle foglie che si tingono di mille colori. E molte sono le mete in cui poter ammirar il foliage d’autunno. Ovviamente, i posti migliori per farlo sono i parchi e i boschi. La montagna, infatti, è in assoluto una delle mete da non perdere in questi mesi. I paesaggi, infatti, sembrano essere appena stati dipinti con gli sgargianti e mutevoli colori presi direttamente dalla tavolozza di un pittore impressionista.

Monte Watles

Quest’anno per osservare il foliage ho optato per il Trentino Alto Adige e, in particolare, ho deciso di andare in Val Venosta. Conosciuta come la valle delle mele, si trova a circa 80 chilometri da Bolzano ed è sicuramente la destinazione ideale per gli amanti della natura e delle escursioni. E’ perfetta anche per chi cerca un po’ di tranquillità e ha voglia di scoprire borghi medievali dal tipico gusto tirolese. Le attività a disposizione sono tantissime e per tutti i gusti: dai sentieri di trekking a quelli di MTB, passando per le degustazioni gourmet e al relax alle terme. Io ho scelto di cimentarmi in un’escursione sul Monte Watles, nel comune di Malles Venosta, che in queste settimane si è tinto di giallo e arancione e regala scorci mozzafiato.

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: escursioni e attività

Situato a circa 2150 metri d’altezza, il monte di Watles si trova proprio sopra Burgusio e Malles, due rinomati comuni della Val Venosta. Durante la stagione invernale è frequentato per i suoi impianti di risalita e le sue piste da sci, mentre nel periodo estivo è un ottimo punto di partenza per delle escursioni tra i boschi, lungo sentieri marcati e con una vista a 360 gradi sul fondovalle. Immaginate, poi, in questo periodo che scorci mozzafiato e che colori potrete ammirare passeggiando tra i suoi boschi.

E’ senza dubbio un paradiso per gli escursionisti ma è anche perfetto per le famiglie. Troverete ad attendervi, infatti, tantissimi giochi per i bambini e aree relax per i genitori. In particolare, i più piccoli potranno divertirsi con zattere e ponti sospesi nel Lago dei Giochi, un lago artificiale grande 1500 m² e profondo solo 40 cm e, quindi, del tutto sicuro. Nella Grotta dei Diamanti si possono, poi, scovare “pietre preziose” e per i più adrenalinici è possibile scivolare con dei gommoni lungo la pista apposita. Gli adulti, invece, potranno rilassarsi su enormi sdraio in legno ad osservare i loro bambini giocare in tutta sicurezza oppure cimentarsi in un Percorso Kneipp. A pranzo, poi, potrete rilassarvi e gustare dell’ottimo cibo tipico al rifugio Plantapatsch.

Orari & prezzi

  • Lago dei Giochi: dal 9 giugno al 4 novembre 2018 ogni giorno dalle ore 10 alle ore 17; ingresso gratuito.
  • Rifugio Plantapatsch: dal 11 maggio al 4 novembre 2018

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: in Mountain Cart a tutta velocità lungo le discese sterrate

L’attrazione in assoluto più divertente è di sicuro la discesa in Mountaincart lungo i 4 km della strada forestale sterrata che vi porterà fino a valle a tutta velocità. I Watles Riders sono dei veicoli mono-posto molto simili a dei go-kart: due ruote, volante, freni e puro divertimento. Ovviamente non potevo non provarli e, quindi, eccomi a stomaco pieno dopo essermi abbuffata al rifugio, a lanciarmi con lo stesso entusiasmo di una bambina (e anche un leggero terrore) lungo il sentiero in mezzo al bosco. E’ stata un’esperienza bellissima e divertentissima, nonché un modo molto alternativo per immergersi appieno dei colori del foliage autunnale.

Potete prendere i Watles Riders direttamente presso la stazione a monte, proprio sotto il Rifugio Plantapatsch. Non vi resterà che allacciare i caschi (gratuitamente a disposizione) e buttarvi lungo la discesa.

Orari & prezzi

  • Dal 16.06.2018 al 04.11.2018: ogni giorno dalle 10 alle 12.30 e dalle ore 13.30 alle 16.30 ( d’inverno la pista dei Watles Riders, viene ricoperta di neve e la discesa viene fatta con gli slittini)
  • Biglietto Watles Rider per una discesa: 8,00€ (dalle ore 10 alle ore 14 il ritorno alla stazione a monte con la seggiovia è gratuito  a fronte dell’acquisto di un biglietto Watles Rider)

N.B. I bambini sotto i 10 anni non possono salire sui Watles Rider, mentre quelli dai 10 ai 14 anni possono usarli solo in presenza di un adulto.

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: come arrivare

Il Monte Watles si trova a Prämajur, una frazione di Malles Venosta, a circa 85 km da Bolzano.

In auto, da Sud, vi basterà prendere l’Autostrada del Brennero A22, uscire a Bolzano sud (svincolo per la Superstrada Bolzano-Merano) e prendere poi la strada statale Val Venosta direzione Passo Resia (è solo una quindi vi sarà impossibile sbagliare). Se venite da Ovest, invece, dovete attraversare il Passo Resia – SS 40 – e il Passo dello Stelvio – SS 38 (attenzione però perché è aperto solo in estate). Da Est, percorrete infine il Passo Monte Croce (imbocco in Val Pusteria, SS 49) attraverso la Val di Landro (imbocco in Val Pusteria, SS 49).

Il Watles è raggiungibile anche in treno e con i mezzi pubblici.

Se vi trovate già a Burgusio e Malles e non avete voglia di guidare ancora e cercare parcheggio, c’è a disposizione un comodo servizio taxi che vi porta direttamente alla stazione a valle di Watles. Il costo è di 3,50 € a persona a corsa e qui trovate tutti gli orari.

Una volta arrivati a Prämajur, troverete un grande parcheggio gratuito e la seggiovia che vi porterà comodamente al Rifugio Plantapatsch. Per i più sportivi, invece, è possibile raggiungere a piedi il centro escursionistico del rifugio e il Lago dei Giochi attraverso i sentieri ben tracciati e alla portata di tutti.

Seggiovia: orari & prezzi

Estate
11.05. – 04.11.2018

11.05. – 30.06.2018: aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17
01.07. – 31.08.2018: orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 17
01.09. – 07.10.2018: aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17
08.10. – 04.11.2018: giovedì fino domenica dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17

Prezzi della seggiovia adulti bambini
6 – 14 anni
senior/
ragazzi
 salita* 10,90 € 7,70 € 9,90 €
 discesa* 9,90 € 7,20 € 8,90 €
 salita e discesa* 14,10 € 9,40 € 11,40 €
 con VenostaCard adulti  bambini
6 – 14 anni
senior /
ragazzi
 salita* 9,80 € 6,90 € 8,90 €
 discesa * 8,90 € 6,50 € 8,00 €
 salita e discesa* 12,70 € 8,50 € 10,30 €

*incl. buono di consumazione di Euro 1,00 (dalle ore 8.30 alle ore 12.30)
*incl. buono di consumazione di Euro 2,00 (dalle ore 12.30 alle ore 17)

Monte Watles

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Brescia in un giorno: itinerario a piedi alla scoperta del centro storico

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro….

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro. Anche io, pur avendola ad un tiro di schioppo come si dice qui, non la visito spesso e non conosco bene il mio capoluogo di provincia. In realtà, da bresciana quale sono, non riesco a spiegarmi bene neanche io questa grande mancanza. Forse, avendola così vicina, la trascuro a favore di altre destinazioni più lontane. Domenica, però, ho deciso di andare ad approfondire questa conoscenza e presentarla anche a Francesco che non l’aveva mai visitata. Camminando tra le vie acciottolate del centro storico, ne è venuta fuori una città ricca di storia e di arte, contornata da aree verdi e giardini nascosti. Una città da scoprire pian piano a piedi, gustandosi ogni angolo.  Anche Francesco, partito prevenuto, si è dovuto ricredere ed è rimasto piacevolmente colpito dal centro storico di Brescia.

Di seguito trovate l’itinerario che abbiamo seguito noi, in realtà creato sul momento in base ai vicoli che più ci attiravano, ma che si è rivelato veramente ben strutturato e ci ha permesso di vedere tantissime cose in una giornata.

Brescia

Alla scoperta di Brescia: da Piazza Arnaldo al Castello, passando per Corso Zanardelli e Piazza Loggia

Piazza Arnaldo è stato il nostro punto di partenza e di arrivo, visto che avevamo parcheggiato nelle vicinanze ( sotto trovate tutti i dettagli). E’ una delle piazze principali di Brescia e il centro della movida: se quando arriverete vi sembrerà tutto chiuso, aspettate che tramonti il sole e si accendano le luci dei locali. Vedrete la differenza: sempre affollata in tutti i periodi dell’anno grazie ai molti bar che le fanno da cornice. Merita sicuramente una visita per l’aperitivo o per un dopo cena.

Proseguite poi per Corso Zanardelli, in cui passeggiare ammirando le vetrine dei negozi e le opere degli artisti che i weekend espongono sempre le loro creazioni vicino ai portici. Sono i portici, infatti, i protagonisti di Corso Zanardelli che richiamano inevitabilmente verso le boutiques e lo shopping. Qui si trova anche “il Grande”, ovvero il teatro principale di Brescia e riconosciuto anche a livello nazionale come uno dei teatri tradizionali italiani.

Una volta passato Corso Zanardelli, continuate dritti e dirigetevi verso Piazza Mercato: una delle più antiche e meno conosciute di Brescia. E’ famosa appunto per il mercato cittadino a cui deve il nome e che si tiene qui fin dagli anni del 1400. La caratteristica forma a L della piazza è contornata da palazzi famosi e dalla chiesa seicentesca Santa Maria del Lino, in onore delle pregiate stoffe che si vendevano agli inizi del mercato.

Piazza Mercato Brescia

Dopo questo tuffo indietro nel tempo, dirigetevi verso la ben più moderna Piazza della Vittoria. Forse non tutti sanno che il primo grattacielo d’Italia si trova proprio qui. Fu costruita negli anni del Regime per simboleggiare l’impronta innovativa e moderna che si voleva dare Brescia, e in particolare in questa zona che all’epoca era considerata degradata. Non stupisce quindi che venne fatto costruire proprio qui quello che, per l’epoca, era un altissimo edificio: il Torrione INA ad opera di Marcello Piacentini. Qui vi consiglio una pausa – gelato da prendere alla gelateria La Pecora Nera e da gustare tassativamente seduti sui gradini del palazzo per ammirare al meglio la piazza e la sua moderna fontana.

Piazza della Vittoria Brescia

Ora non vi resta che superare il Torrione e raggiungere quella che probabilmente è la più conosciuta piazza di Brescia: Piazza della Loggia. Divenuta tristemente famosa per la strage del 28 maggio 1974 che ebbe luogo qui durante una manifestazione antifascista e che provocò la morte di 8 persone e ne ferì altre 102. E’ da sempre il cuore pulsante di Brescia e conquista per le sue bellezze architettoniche. Ottima la pizza da Trattoria Caprese, una delle più buone pizze napoletane che ho mangiato in zona.

Piazza della Loggia Brescia

Il giro continua poi in Piazza Paolo VI in cui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa Madre di Brescia. Composta dal Duomo Nuovo, costruito tra il 1604 e il 1825, la Rotonda o Duomo Vecchio del XI secolo e del tipico stile romanico.

Piazza Paolo VI Brescia

 

Ed è proprio di fianco alla Rotonda che dovete passare per continuare la scoperta del centro storico di Brescia. Da qui infatti raggiungerete i vicoli più caratteristici che vi faranno passare dall’area archeologica della Basilica romana, visibili da Piazza Labus e dal bellissimo Capitolium, forse la mia parte preferita. Si tratta  infatti di un tempio romano dedicato a Giove, Giunone e Minerva, la “triade capitolina”, eretto dall’imperatore Vespasiano e oggi patrimonio UNESCO. Poco distante sorgeva anche il Teatro Romano. Il Parco archeologico è visitabile e, facendo parte del complesso museale di Santa Giulia, è possibile acquistare dei biglietti cumulativi più convenienti. Sul sito ufficiale, che vi lascio qui, trovate tutti i dettagli.

Capitolium Brescia

A questo punto, sarete arrivati alle pendici del colle Cidneo e dopo una discreta salita sarete arrivati sul tetto della città, ovvero il Castello di Brescia. E non vi resterà altro di rilassarvi all’ombra degli alberi, comodamente seduti su una delle tante panchine panoramiche, per ammirare Brescia dall’alto in tutto il suo splendore.

Muoversi a Brescia: parcheggi e metropolitana

Per arrivare nel centro Brescia ci sono vari modi: potete scegliere tra il treno che la collega alle principali stazioni ferroviarie,  la metropolitana o la macchina. Per quanto riguarda la metropolitana, anche se ha un’unica linea, è comoda perché collega il centro storico con le zone appena fuori e permette quindi di arrivare comodamente senza il problema di trovare parcheggio. I due capolinea sono Sant’Eufemia e Prealpino e sono entrambi dotati di parcheggio (Prealpino è gratuito mentre a Sant’Eufemia è sufficiente inserire il ticket nella cassa automatica quando ritirare l’auto e vi verrà richiesto solo il pagamento delle corse effettuate in metro e in bus, la tariffa della sosta verrà invece tolta). La metro è attiva dalle ore 5.00 alle ore 24.00, fino all’1 di notte il sabato.  Le tariffe si differenziano in base alla zona e sono le seguenti:

ZONA 1 ZONA 1+2
Ordinario 90 minuti € 1,40
Ordinario 100 minuti € 1,90
Giornaliero 24h € 3,00 € 4,00
Settimanale lun-dom € 12,00 € 16,00

I parcheggi a Brescia sono prevalentemente a pagamento, ma se ne trovano anche di gratuiti e comodi al centro. Uno di questi è l’enorme parcheggio che si trova proprio sotto il Castello di Brescia, in cui dare sempre un’occhiata perché grazie alle ampie dimensioni è facile trovare posto. Nel caso fosse tutto pieno, proseguite sulla strada che costeggia il Castello dove ci sono altri parcheggi gratuiti. Se preferite invece cominciare il giro dalle zone vicine a Piazza Arnaldo e Corso Zanardelli, come abbiamo fatto noi, vi consiglio il parcheggio Goito, proprio di fianco all’omonima caserma ( entrata da via Spalti San Marco). E’ interessante perché  gratuito la domenica e i festivi, mentre gli altri giorni la tariffa oraria è di 1,50 €.

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Borghetto sul Mincio: cicloturismo alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia

Settembre è un po’ come il primo giorno dell’anno: simboleggia la ripartenza e ci porta ad impegnarci con tanti buoni propositi. Uno di questi è la remise en forme, ovvero…

Settembre è un po’ come il primo giorno dell’anno: simboleggia la ripartenza e ci porta ad impegnarci con tanti buoni propositi. Uno di questi è la remise en forme, ovvero il tentativo di lasciarsi alle spalle le abbuffate estive e i conseguenti chili di troppo presi durante la bella stagione. Nel mio caso, purtroppo, questi buoni propositi svaniscono in fretta di solito. Non sono amante delle palestre e, anche se ci ho provato più volte, i tentativi sono naufragati in un battito d’ali. Preferisco decisamente di più un bel giro all’aperto, che sia a piedi o in bicicletta. Mi mette di buon umore e mi permette di fare attività fisica e, allo stesso tempo, di visitare i bei borghi italiani. Domenica scorsa, infatti, approfittando del bel tempo e delle temperature più fresche ho deciso di partire in bicicletta e andare alla scoperta di Borghetto sul Mincio. In provincia di Verona, Borghetto è sicuramente un gioiello tutto da scoprire. E quale modo migliore di farlo se non in bicicletta?  Io mi sono divertita tantissimo  e, in vista del weekend, vorrei condividere con voi l’itinerario: semplicissimo e a prova di qualsiasi non-sportivo come la sottoscritta.

Borghetto sul Mincio

In bicicletta da Peschiera a Borghetto lungo la ciclabile del Mincio

Come vi anticipavo, Borghetto è un piccolo borgo medievale sospeso nel tempo. A pochi chilometri da Peschiera del Garda e da Valeggio sul Mincio, si trova in un’oasi di pace fatta del suono delle acque del fiume Mincio che scorre proprio in centro al paese e del cinguettio degli uccelli che nidificato tra i numerosi canneti. Piccoli ponti in pietra, casette colorate, mulini e piccole cascate fanno da cornice e creano quell’aura magica che contraddistingue Borghetto. Avete presente i piccoli villaggi delle fiabe? Ecco, Borghetto sembra uscito proprio da uno dei libri di fate e folletti che si leggono ai bambini prima di andare a dormire. Io, come loro, appena arrivata mi sono sentita trasportare in un’altra epoca, anzi in un’altra dimensione.

Borghetto sul Mincio

Essendo piccolissimo e chiuso al traffico, è d’obbligo, se si arriva in macchina, parcheggiare in uno dei parcheggi a pagamento subito fuori dal centro storico. Ma per vivere appieno l’atmosfera campestre e fiabesca, secondo me, la cosa migliore da fare è quella di arrivare in bicicletta percorrendo la pista ciclabile che, costeggiando il fiume Mincio, parte da Peschiera del Garda e arriva fino a Mantova.  Si tratta di un percorso cicloturistico semplice e pianeggiante adatto a tutti, grandi e piccoli. E’ perfetto per una gita in famiglia durante il weekend o per una fuga romantica in mezzo alla natura. La pista ciclabile da Peschiera a Borghetto è quasi tutta asfaltata e la durata della percorrenza è di circa 15 chilometri (30 se si vuole arrivare fino a Mantova). Durante i weekend è più frequentata ma si riesce comunque a muoversi liberamente seguendo il proprio ritmo.

Dove prendere la pista ciclabile del Mincio

Per prendere la ciclabile, dovete recarvi a Peschiera del Garda e, in particolare, nei pressi di Porta Brescia e del viadotto ferroviario. Nelle vicinanze troverete anche un ampio e comodissimo parcheggio gratuito in zona campo sportivo (sono ammessi anche i camper). Da qui, non vi resta che salire in sella alla vostra bicicletta e raggiungere il fiume da cui parte la ciclabile. Se non avete biciclette o se non avete voglia di portarvele dietro, ci sono anche diversi negozi che le noleggiano lungo la tratta.

Ciclabile del Mincio

Cosa vedere a Borghetto sul Mincio

Borghetto è davvero un concentrato di bellezza. E con concentrato, voglio dire che è davvero molto piccolo quindi non c’è pericolo di perdersi. Il centro storico, bagnato dalle acque del Mincio, è un susseguirsi di ristoranti e bar,  per fortuna in perfetta armonia con l’ambiente. Da vedere, sparsi per il borgo, sono assolutamente i suoi tre mulini ad acqua, veri protagonisti.  Nel cuore del Borgo si trova, poi, anche la chiesa di San Marco Evangelista, una ricostruzione in stile neo-classico dell’antica pieve romanica dedicata a Santa Maria risalente al XI secolo.

Dopo esservi fermati a riposare e a degustare del buon vino, potete recarvi al ponte Visconteo, costruito nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti. E’ in realtà una grande diga fortificata collegata al vicino castello Scaligero. Quest’ultimo si trova su un’altura che domina tutto Borghetto e la valle del Mincio. Per raggiungerlo vi aspetta una discreta salita (io ho sofferto più questa che non tutto l’itinerario in bicicletta, forse perché avevo appena finito di abbuffarmi di tortelli). Protetto da tre ponti levatoi e da torri merlate, il castello doveva essere davvero imponente negli anni del suo massimo splendore. Oggi, sono visibili solo i resti delle mura perimetrali, la Torre Rotonda e la Rocca a cui si può anche accedere. In estate, nel cortile interno, vengono organizzati anche spettacoli e proiezioni cinematografiche.

  • Indirizzo: via degli Scaligeri – 37067 Valeggio sul Mincio VR

  • Orari e prezzi: il piazzale è aperto tutti i giorni; la Rocca, le torri e i suoi camminamenti sono visitabili solo Domenica e festivi, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Il costo del biglietto è di 2€.

Borghetto sul Mincio

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Il Castelluccio di Gela: tra storia e leggenda

Vi ho già raccontato della leggenda della Torre di Manfria e del Gigante Manfrino, a cui deve il nome. Durante il mio soggiorno a Gela, ho ascoltato diverse storie riguardanti…

Vi ho già raccontato della leggenda della Torre di Manfria e del Gigante Manfrino, a cui deve il nome. Durante il mio soggiorno a Gela, ho ascoltato diverse storie riguardanti quella che è una delle più antiche città siciliane. I gelesi vanno fieri della loro tradizione e da sempre si sono tramandati oralmente racconti e leggende riguardanti la propria terra. Tra le tante, mi ha colpita molto quella del Castelluccio, un castello ormai abbandonato situato a circa 10 chilometri da Gela, più precisamente in contrada Spadaro. 

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Il Castelluccio nella storia

Si erge, imponente, sopra una collina di gesso e dalla sua posizione sopraelevata domina la costa e difende la piana di Gela da prima del 1143. Il Castello Svevo, conosciuto ormai da tutti come il Castelluccio, è probabilmente di origine normanna e serviva principalmente come edificio residenziale e, forse, come palazzo fortificato. La sua pianta rettangolare, di simmetria quasi perfetta, è circondata da un muro di cinta e da due torri terminali a base quadrata. Quella occidentale conteneva una volta una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, mentre l’altra ospita una cappella scavata nella parete visibile ancora oggi. Per la costruzione del castello furono utilizzate pietre locali gessose e per le rifiniture pietre calcaree. 

Negli anni, il Castelluccio ha subito però numerosi danni e, nonostante i restauri effettuati negli anni Novanta, oggi si trova in condizioni abbastanza precarie. All’interno sono stati costruiti una scala e un ponteggio che permettono ai visitatori di arrivare fino alla sommità del castello e di ammirare da lì tutto il panorama della piana di Gela. 

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Il Castello Svevo è visitabile tutti i giorni, in quanto ad ingresso libero e anzi abbastanza abbandonato. Il mio consiglio è quello di recarsi di giorno sia perché la strada per arrivare è sterrata e piena di buche (in realtà crateri) sia perché se volete avventurarvi all’interno delle mura e  salire, magari, fino alla cima delle torri è veramente sconsigliabile farlo con il buio. Io avevo abbastanza paura anche in pieno giorno. Se siete in zona, però, merita una visita per il panorama che dalla sua posizione potete godere. 

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La leggenda del Castelluccio e della bella castellana dalle labbra verdi

Come vi ho anticipato, anche il Castelluccio nasconde una leggenda riguardante una bella castellana e un misterioso tesoro. Narra la storia che fosse la dimora di una dama bellissima dalla folta chioma nera e dalle labbra dipinte di uno strano rossetto verde. Era talmente insolito che si credeva fosse prodotto con la sua stessa bile. Nonostante la sua straordinaria avvenenza, tutti i contadini della zona ne avevano profondo timore in quanto si vociferava fosse estremamente crudele con i servitori. Inoltre, chiunque provasse ad avvicinarla spariva nel nulla. Con la sua voce suadente, intonava canzoni da lei stessa scritte e ammaliava i rari ospiti prima di farli scomparire nel nulla.  Era, dunque, una persona insolita ed alquanto ambigua e nessuno, a parte durante le riunioni d’armi indette da suo marito signore del castello, frequentava mai il Castelluccio. Per comunicare con lei, i sudditi si affidavano a messaggeri o a colombi viaggiatori. Entrambi, però, non facevano mai ritorno. Col tempo, si sparse la voce che il palazzo fosse abitato da fantasmi e strane ombre che si aggiravano per i corridoi a guardia di un grande tesoro: a trovatura. E di notte, la nobildonna dalle labbra verdi, parlava con questi spiriti come se fossero persone reali. 

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Un giorno, all’improvviso, i contadini non sentirono più alcun rumore provenire dal castello così si fecero coraggio e si avvicinarono per vedere cosa fosse successo. Con grande sorpresa, scoprirono che il castello era completamente disabitato. Da allora tutti riuscirono a dormire serenamente e della castellana e dei suoi misteriosi abitanti non si seppe più nulla. Anche il tesoro non venne mai trovato ma, al suo posto, è stato scoperto invece un passaggio segreto reale che collega l’interno del castello con la città di Gela, più precisamente conduce alla Chiesa di San Benedetto, detta A Batia. Io non mi sono cimentata nella ricerca del tunnel misterioso ma se qualcuno di voi dovesse andare mi faccia sapere se lo trova. 

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3 commenti su Il Castelluccio di Gela: tra storia e leggenda

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