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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Profumi e sapori di Bangkok ( divieti di granate e noccioline con vista)

Ho deciso di dedicare il primo post del blog a quel paese speciale che è la Thailandia. Perché, vi chiederete. Beh, molto semplice: perché in questa gelida giornata di febbraio,…

Ho deciso di dedicare il primo post del blog a quel paese speciale che è la Thailandia.

Perché, vi chiederete. Beh, molto semplice: perché in questa gelida giornata di febbraio, con Burian che imperversa portando gelo ovunque, pensare che proprio lo scorso 28 febbraio 2017 stavo facendo il check-in con Francesco, mio compagno d’avventure e di vita, direzione Bangkok mi fa subito scaldare l’animo (per i piedi ci sto lavorando).

Partendo dalla capitale, siamo risaliti fino a Chiang Rai e al Triangolo d’Oro, per poi volare alle Phi Phi Islands. Ma questa è un’altra storia. Qui vi vorrei raccontare della nostra esperienza a Bangkok. Visto i giorni limitati a disposizione, non sapevamo se concentrarci solo sulla parte Nord del Paese che ci ha sempre attirati molto, rinunciando quindi alla visita della città. Alla fine però abbiamo pensato che sarebbe stato un peccato non visitare la capitale del Paese durante il nostro primo viaggio lì. E, se tornassi indietro, farei esattamente la stessa scelta.

Mi ricordo come fosse ieri la vampata di aria caldissima che ci ha investiti appena messo piede fuori dall’aeroporto. In un attimo mi sono ritrovata con felpa e pashima – miei fedelissimi compagni di volo – letteralmente incollati addosso. Sensazione che, per chi è stato in questa capitale caotica, cosmopolita, colorata e sempre in movimento, sa che l’accompagnerà per tutta la permanenza. Come anche l’odore tipico che si respira ovunque: il profumo di verdure cotte, spezie, pollo e pesce sfrigolanti sulla griglia.

Ma si sa, Bangkok è una delle mete migliori per chi ama sperimentare piatti diversi ed estremamente saporiti. Non per niente è una delle capitali mondiali dello street food. Le strade sono infatti invase da bancarelle, carretti, ristorantini improvvisati con sedie e tavoli di plastica bianchi presi d’assalto dai local. Certo, le condizioni igieniche a volte lasciano un po’ a desiderare ma, con un po’ di accortezza e di buon senso, si possono comunque trovare posti dove mangiare molto bene a pochi euro. Noi, per esempio, sceglievamo i chioschetti più frequentati e non abbiamo mai avuto problemi. Parlando tra un boccone di noodles e l’altro ci hanno infatti raccontato che è normalissimo per gli abitanti mangiare fuori, sopratutto per i giovani, in quanto gli appartamenti nei nuovi grattacieli spesso sono sprovvisti di cucina. Questo per evitare che il forte odore di cibo resti nelle abitazioni.

 

A proposito di odori pungenti, spesso negli hotel o sulle porte dei negozi vi potrebbe capitare di trovare accanto al cartello di divieto di fumo, uno con un disegno che a me all’inizio ha fatto pensare ad una granata. E mi chiedevo come mai ci fosse necessità di vietare l’uso di armi all’interno dei luoghi pubblici. Alla fine abbiamo scoperto che in realtà il simbolo raffigura un frutto ritenuto molto prelibato in queste zone dell’Asia e venduto a cifre parecchio elevate. Il Durian. La peculiarità? L’odore puzzolente che impregna qualsiasi cosa. Il suo nome deriva dal malese e significa “frutto spinoso”; all’esterno c’è un guscio verde ricoperto da spuntoni mentre l’interno è costituito dall’incriminata polpa giallo scuro dalla consistenza molliccia. Lo troverete nelle bancarelle in qualsiasi forma: sbucciato e tagliato a cubetti o – tra i peggiori – fatto a poltiglia e messo dentro poco invitanti sacchetti di plastica dotati di cannuccia.

© simonlong  /Getty Images

 

Ma tornado ai ristoranti, per una serata alternativa, noi abbiamo apprezzato anche l’Asiatique, un centro commerciale all’aperto in cui ci sono molti ristoranti da provare e vari negozzietti in cui è d’obbligo contrattare, il tutto lungo il fiume Chao Phraya.

 

 

E infine come non parlare dei 5400 Bath – circa 150 Euro spesi nella primissima serata thailandese per un cocktail con vista sulla terrazza dello Sky Bar, locale diventato famoso grazie al film “Una notte da leoni 2” e di cui gli abitanti vanno estremamente fieri. Come ha fatto una come me che ai locali notturni preferisce i mercati mattutini a finire a sgranocchiare noccioline nel bar più conosciuto di Bangkok? Gaelotto fu il sermone appassionato di Jojo, simpaticissima signora che destreggiandosi tra tuk-tuk, motorini e automobili ci ha accompagnati all’hotel, e ci ha convinti ad andare assolutamente a dare un’occhiata alla vista che si gode da qui. In effetti, ammirare la città dal 68esimo piano di questo edificio, con la musica dal vivo in sottofondo, è impagabile e ti fa dimenticare anche il costo elevato della consumazione  (non obbligatoria per altro – siamo stati noi polli a non accorgercene – ma che rende tutto un po’ più speciale). Per chi volesse, si può anche cenare – prenotando con largo anticipo – nell’esclusivo ristorante panoramico Sirocco at Lebua direttamente sulla terrazza con vista mozzafiato su Bangkok. Ovviamente è richiesto un dress code elegante: gli uomini in pantaloni lunghi e scarpe chiuse, mentre le donne, più facilitate, hanno libertà per i vestiti basta che non indossino infradito da spiaggia. Ma diciamocelo, chi andrebbe mai vestito “da mare” in un posto così?

 

 

 

Che dire, Bangkok è unica nel suo genere. Penso sia una tappa imprescindibile se è la prima volta che si visita la Thailandia. A mio avviso, tre giorni sono sufficienti per visitarla e immergersi nel suo stile di vita inconfondibile, in cui la spiritualità dei templi si mischia con travolgente armonia ai colori dei mercati, agli odori dei chioschi e al chiasso dei tuk-tuk sempre pronti a sfrecciare in ogni direzione. Ma quello che vi resterà più nel cuore sono i sorrisi, di quelli spontanei, che scaldano il cuore anche in giornate fredde come questa.   

 

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