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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Tag: Lago di Garda

Brescia in un giorno: itinerario a piedi alla scoperta del centro storico

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro….

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro. Anche io, pur avendola ad un tiro di schioppo come si dice qui, non la visito spesso e non conosco bene il mio capoluogo di provincia. In realtà, da bresciana quale sono, non riesco a spiegarmi bene neanche io questa grande mancanza. Forse, avendola così vicina, la trascuro a favore di altre destinazioni più lontane. Domenica, però, ho deciso di andare ad approfondire questa conoscenza e presentarla anche a Francesco che non l’aveva mai visitata. Camminando tra le vie acciottolate del centro storico, ne è venuta fuori una città ricca di storia e di arte, contornata da aree verdi e giardini nascosti. Una città da scoprire pian piano a piedi, gustandosi ogni angolo.  Anche Francesco, partito prevenuto, si è dovuto ricredere ed è rimasto piacevolmente colpito dal centro storico di Brescia.

Di seguito trovate l’itinerario che abbiamo seguito noi, in realtà creato sul momento in base ai vicoli che più ci attiravano, ma che si è rivelato veramente ben strutturato e ci ha permesso di vedere tantissime cose in una giornata.

Brescia

Alla scoperta di Brescia: da Piazza Arnaldo al Castello, passando per Corso Zanardelli e Piazza Loggia

Piazza Arnaldo è stato il nostro punto di partenza e di arrivo, visto che avevamo parcheggiato nelle vicinanze ( sotto trovate tutti i dettagli). E’ una delle piazze principali di Brescia e il centro della movida: se quando arriverete vi sembrerà tutto chiuso, aspettate che tramonti il sole e si accendano le luci dei locali. Vedrete la differenza: sempre affollata in tutti i periodi dell’anno grazie ai molti bar che le fanno da cornice. Merita sicuramente una visita per l’aperitivo o per un dopo cena.

Proseguite poi per Corso Zanardelli, in cui passeggiare ammirando le vetrine dei negozi e le opere degli artisti che i weekend espongono sempre le loro creazioni vicino ai portici. Sono i portici, infatti, i protagonisti di Corso Zanardelli che richiamano inevitabilmente verso le boutiques e lo shopping. Qui si trova anche “il Grande”, ovvero il teatro principale di Brescia e riconosciuto anche a livello nazionale come uno dei teatri tradizionali italiani.

Una volta passato Corso Zanardelli, continuate dritti e dirigetevi verso Piazza Mercato: una delle più antiche e meno conosciute di Brescia. E’ famosa appunto per il mercato cittadino a cui deve il nome e che si tiene qui fin dagli anni del 1400. La caratteristica forma a L della piazza è contornata da palazzi famosi e dalla chiesa seicentesca Santa Maria del Lino, in onore delle pregiate stoffe che si vendevano agli inizi del mercato.

Piazza Mercato Brescia

Dopo questo tuffo indietro nel tempo, dirigetevi verso la ben più moderna Piazza della Vittoria. Forse non tutti sanno che il primo grattacielo d’Italia si trova proprio qui. Fu costruita negli anni del Regime per simboleggiare l’impronta innovativa e moderna che si voleva dare Brescia, e in particolare in questa zona che all’epoca era considerata degradata. Non stupisce quindi che venne fatto costruire proprio qui quello che, per l’epoca, era un altissimo edificio: il Torrione INA ad opera di Marcello Piacentini. Qui vi consiglio una pausa – gelato da prendere alla gelateria La Pecora Nera e da gustare tassativamente seduti sui gradini del palazzo per ammirare al meglio la piazza e la sua moderna fontana.

Piazza della Vittoria Brescia

Ora non vi resta che superare il Torrione e raggiungere quella che probabilmente è la più conosciuta piazza di Brescia: Piazza della Loggia. Divenuta tristemente famosa per la strage del 28 maggio 1974 che ebbe luogo qui durante una manifestazione antifascista e che provocò la morte di 8 persone e ne ferì altre 102. E’ da sempre il cuore pulsante di Brescia e conquista per le sue bellezze architettoniche. Ottima la pizza da Trattoria Caprese, una delle più buone pizze napoletane che ho mangiato in zona.

Piazza della Loggia Brescia

Il giro continua poi in Piazza Paolo VI in cui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa Madre di Brescia. Composta dal Duomo Nuovo, costruito tra il 1604 e il 1825, la Rotonda o Duomo Vecchio del XI secolo e del tipico stile romanico.

Piazza Paolo VI Brescia

 

Ed è proprio di fianco alla Rotonda che dovete passare per continuare la scoperta del centro storico di Brescia. Da qui infatti raggiungerete i vicoli più caratteristici che vi faranno passare dall’area archeologica della Basilica romana, visibili da Piazza Labus e dal bellissimo Capitolium, forse la mia parte preferita. Si tratta  infatti di un tempio romano dedicato a Giove, Giunone e Minerva, la “triade capitolina”, eretto dall’imperatore Vespasiano e oggi patrimonio UNESCO. Poco distante sorgeva anche il Teatro Romano. Il Parco archeologico è visitabile e, facendo parte del complesso museale di Santa Giulia, è possibile acquistare dei biglietti cumulativi più convenienti. Sul sito ufficiale, che vi lascio qui, trovate tutti i dettagli.

Capitolium Brescia

A questo punto, sarete arrivati alle pendici del colle Cidneo e dopo una discreta salita sarete arrivati sul tetto della città, ovvero il Castello di Brescia. E non vi resterà altro di rilassarvi all’ombra degli alberi, comodamente seduti su una delle tante panchine panoramiche, per ammirare Brescia dall’alto in tutto il suo splendore.

Muoversi a Brescia: parcheggi e metropolitana

Per arrivare nel centro Brescia ci sono vari modi: potete scegliere tra il treno che la collega alle principali stazioni ferroviarie,  la metropolitana o la macchina. Per quanto riguarda la metropolitana, anche se ha un’unica linea, è comoda perché collega il centro storico con le zone appena fuori e permette quindi di arrivare comodamente senza il problema di trovare parcheggio. I due capolinea sono Sant’Eufemia e Prealpino e sono entrambi dotati di parcheggio (Prealpino è gratuito mentre a Sant’Eufemia è sufficiente inserire il ticket nella cassa automatica quando ritirare l’auto e vi verrà richiesto solo il pagamento delle corse effettuate in metro e in bus, la tariffa della sosta verrà invece tolta). La metro è attiva dalle ore 5.00 alle ore 24.00, fino all’1 di notte il sabato.  Le tariffe si differenziano in base alla zona e sono le seguenti:

ZONA 1 ZONA 1+2
Ordinario 90 minuti € 1,40
Ordinario 100 minuti € 1,90
Giornaliero 24h € 3,00 € 4,00
Settimanale lun-dom € 12,00 € 16,00

I parcheggi a Brescia sono prevalentemente a pagamento, ma se ne trovano anche di gratuiti e comodi al centro. Uno di questi è l’enorme parcheggio che si trova proprio sotto il Castello di Brescia, in cui dare sempre un’occhiata perché grazie alle ampie dimensioni è facile trovare posto. Nel caso fosse tutto pieno, proseguite sulla strada che costeggia il Castello dove ci sono altri parcheggi gratuiti. Se preferite invece cominciare il giro dalle zone vicine a Piazza Arnaldo e Corso Zanardelli, come abbiamo fatto noi, vi consiglio il parcheggio Goito, proprio di fianco all’omonima caserma ( entrata da via Spalti San Marco). E’ interessante perché  gratuito la domenica e i festivi, mentre gli altri giorni la tariffa oraria è di 1,50 €.

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Borghetto sul Mincio: cicloturismo alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia

Settembre è un po’ come il primo giorno dell’anno: simboleggia la ripartenza e ci porta ad impegnarci con tanti buoni propositi. Uno di questi è la remise en forme, ovvero…

Settembre è un po’ come il primo giorno dell’anno: simboleggia la ripartenza e ci porta ad impegnarci con tanti buoni propositi. Uno di questi è la remise en forme, ovvero il tentativo di lasciarsi alle spalle le abbuffate estive e i conseguenti chili di troppo presi durante la bella stagione. Nel mio caso, purtroppo, questi buoni propositi svaniscono in fretta di solito. Non sono amante delle palestre e, anche se ci ho provato più volte, i tentativi sono naufragati in un battito d’ali. Preferisco decisamente di più un bel giro all’aperto, che sia a piedi o in bicicletta. Mi mette di buon umore e mi permette di fare attività fisica e, allo stesso tempo, di visitare i bei borghi italiani. Domenica scorsa, infatti, approfittando del bel tempo e delle temperature più fresche ho deciso di partire in bicicletta e andare alla scoperta di Borghetto sul Mincio. In provincia di Verona, Borghetto è sicuramente un gioiello tutto da scoprire. E quale modo migliore di farlo se non in bicicletta?  Io mi sono divertita tantissimo  e, in vista del weekend, vorrei condividere con voi l’itinerario: semplicissimo e a prova di qualsiasi non-sportivo come la sottoscritta.

Borghetto sul Mincio

In bicicletta da Peschiera a Borghetto lungo la ciclabile del Mincio

Come vi anticipavo, Borghetto è un piccolo borgo medievale sospeso nel tempo. A pochi chilometri da Peschiera del Garda e da Valeggio sul Mincio, si trova in un’oasi di pace fatta del suono delle acque del fiume Mincio che scorre proprio in centro al paese e del cinguettio degli uccelli che nidificato tra i numerosi canneti. Piccoli ponti in pietra, casette colorate, mulini e piccole cascate fanno da cornice e creano quell’aura magica che contraddistingue Borghetto. Avete presente i piccoli villaggi delle fiabe? Ecco, Borghetto sembra uscito proprio da uno dei libri di fate e folletti che si leggono ai bambini prima di andare a dormire. Io, come loro, appena arrivata mi sono sentita trasportare in un’altra epoca, anzi in un’altra dimensione.

Borghetto sul Mincio

Essendo piccolissimo e chiuso al traffico, è d’obbligo, se si arriva in macchina, parcheggiare in uno dei parcheggi a pagamento subito fuori dal centro storico. Ma per vivere appieno l’atmosfera campestre e fiabesca, secondo me, la cosa migliore da fare è quella di arrivare in bicicletta percorrendo la pista ciclabile che, costeggiando il fiume Mincio, parte da Peschiera del Garda e arriva fino a Mantova.  Si tratta di un percorso cicloturistico semplice e pianeggiante adatto a tutti, grandi e piccoli. E’ perfetto per una gita in famiglia durante il weekend o per una fuga romantica in mezzo alla natura. La pista ciclabile da Peschiera a Borghetto è quasi tutta asfaltata e la durata della percorrenza è di circa 15 chilometri (30 se si vuole arrivare fino a Mantova). Durante i weekend è più frequentata ma si riesce comunque a muoversi liberamente seguendo il proprio ritmo.

Dove prendere la pista ciclabile del Mincio

Per prendere la ciclabile, dovete recarvi a Peschiera del Garda e, in particolare, nei pressi di Porta Brescia e del viadotto ferroviario. Nelle vicinanze troverete anche un ampio e comodissimo parcheggio gratuito in zona campo sportivo (sono ammessi anche i camper). Da qui, non vi resta che salire in sella alla vostra bicicletta e raggiungere il fiume da cui parte la ciclabile. Se non avete biciclette o se non avete voglia di portarvele dietro, ci sono anche diversi negozi che le noleggiano lungo la tratta.

Ciclabile del Mincio

Cosa vedere a Borghetto sul Mincio

Borghetto è davvero un concentrato di bellezza. E con concentrato, voglio dire che è davvero molto piccolo quindi non c’è pericolo di perdersi. Il centro storico, bagnato dalle acque del Mincio, è un susseguirsi di ristoranti e bar,  per fortuna in perfetta armonia con l’ambiente. Da vedere, sparsi per il borgo, sono assolutamente i suoi tre mulini ad acqua, veri protagonisti.  Nel cuore del Borgo si trova, poi, anche la chiesa di San Marco Evangelista, una ricostruzione in stile neo-classico dell’antica pieve romanica dedicata a Santa Maria risalente al XI secolo.

Dopo esservi fermati a riposare e a degustare del buon vino, potete recarvi al ponte Visconteo, costruito nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti. E’ in realtà una grande diga fortificata collegata al vicino castello Scaligero. Quest’ultimo si trova su un’altura che domina tutto Borghetto e la valle del Mincio. Per raggiungerlo vi aspetta una discreta salita (io ho sofferto più questa che non tutto l’itinerario in bicicletta, forse perché avevo appena finito di abbuffarmi di tortelli). Protetto da tre ponti levatoi e da torri merlate, il castello doveva essere davvero imponente negli anni del suo massimo splendore. Oggi, sono visibili solo i resti delle mura perimetrali, la Torre Rotonda e la Rocca a cui si può anche accedere. In estate, nel cortile interno, vengono organizzati anche spettacoli e proiezioni cinematografiche.

  • Indirizzo: via degli Scaligeri – 37067 Valeggio sul Mincio VR

  • Orari e prezzi: il piazzale è aperto tutti i giorni; la Rocca, le torri e i suoi camminamenti sono visitabili solo Domenica e festivi, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Il costo del biglietto è di 2€.

Borghetto sul Mincio

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Un viaggio nel passato: Rievocazione Storica della Battaglia di San Martino

Domenica ho scelto un mezzo alternativo per viaggiare: la macchina del tempo. E in un attimo mi sono ritrovata catapultata nel 1859, tra cavalli, cappelli piumati, zaini pelosi e soprattutto…

Domenica ho scelto un mezzo alternativo per viaggiare: la macchina del tempo. E in un attimo mi sono ritrovata catapultata nel 1859, tra cavalli, cappelli piumati, zaini pelosi e soprattutto tanti e assordanti spari.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

No, non ho sognato vi assicuro. Ho assistito, invece, ad una meravigliosa rievocazione storica della battaglia di San Martino, di cui ieri 24 giugno, si è celebrato proprio il 159° anniversario. In realtà, lo scontro che si svolse nelle zone di San Martino – oggi frazione di Desenzano del Garda – è solo uno di quelli che composero la sanguinosa e meglio conosciuta “Battaglia di San Martino e Solferino”, con la quale si sancì la fine delle attività belliche della Seconda Guerra d’Indipendenza Italiana.  La fine della guerra fu siglata con l’armistizio di Villafranca da Napoleone III di Francia e Francesco Giuseppe I d’Austria l’11 luglio 1859.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

Gli schieramenti che si contrapposero durante questo conflitto furono, infatti, la Francia e il Regno di Sardegna da una parte e l’Austria dall’altra. Se non fosse stato per questa vittoria, e il successivo armistizio, probabilmente a quest’ora sarei austriaca e vi starei scrivendo in tedesco. L’Austria, infatti, fu costretta a cedere la Lombardia alla Francia che poi la girò a sua volta al Regno di Sardegna. E, quindi, eccomi qui a parlare italiano – e anche un po’ di dialetto bresciano – grazie agli sforzi e alle perdite delle truppe di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III che ieri sono state magistralmente riportate alla luce. Sono stati talmente bravi e fedeli alla storia che ci siamo ritrovati tutti assorditi e storditi dalle cannonate e dagli spari dei fucili a cui accompagnavamo anche qualche colpo di tosse per la polvere da sparo che pioveva dal cielo. Non oso immaginare come dovesse essere trovarsi veramente sul campo di battaglia all’epoca: rumore assordante, urla di comandi e di dolore, fumo e tantissima polvere che oscuravano la vista, cavalli e cavalieri terrorizzati e, purtroppo, tanti e troppi caduti. Uno dei risvolti positivi, se così si può definire, di questa battaglia è che segnò anche la nascita della Croce Rossa. Henry Dunant, suo fondatore nonché primo Premio Nobel per la pace, rimase talmente sconvolto dalla moltitudine di caduti calpestati e sepolti alla bell’e meglio e dai numerosissimi giovani feriti affidati per lo più alla pietà degli abitanti, da voler migliorare a tutti i costi l’efficienza dei servizi sanitari. Volontà che poi vide realizzazione in questa importantissima istituzione di cui tutti noi oggi possiamo godere.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

A questo proposito, il programma della manifestazione è veramente ampio e completo. Oltre alla rievocazione della battaglia campale in sé, offre infatti la possibilità di approfondire molti altri aspetti magari a volte sottovalutati come, ad esempio, la chirurgia da campo e la cura dei feriti ma anche scene di vita da campo con protagoniste le donne, spesso non considerate quando si parla di guerre ma pur sempre presenti. Se vi ho incuriositi, non vi resta che segnarvi già in agenda l’appuntamento per il prossimo anno e consultare il sito internet ufficiale per restare aggiornati sulla data e gli orari del prossimo evento. Quest’anno, le manifestazioni sono durate 3 giorni – da venerdì a domenica – e hanno visto susseguirsi una grande varietà di eventi tra cui visite guidate ai siti storici di San Martino e Solferino, ma anche gite didattiche in battello sul Lago di Garda e una cena esclusiva con la partecipazione dello storico francese Gilles Pécout. Il tutto reso possibile dalla Società Solferino e San Martino, in collaborazione con i comuni di Desenzano del Garda e di Solferino e con la partecipazione dei bravissimi gruppi storici partecipanti che riescono veramente a far fare un tuffo nel passato.

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La Torre di San Martino

In attesa della prossima rievocazione storica della battaglia, potete farvi un’idea visitando la Torre di San Martino, fatta costruire appunto in memoria di questo conflitto. Inaugurata nel 1893 alla presenza di re Umberto I e consorte, con i suoi 19,80 metri di altezza domina tutta la pianura circostante. La fanno da cornice infatti i vigneti del Garda e un bellissimo parco in cui fermarsi per una sosta ammirando, sdraiati sull’erba, la figura della torre che si staglia contro il cielo. L’interno è visitabile e racchiude un piccolo tesoro di statue e affreschi raffiguranti fatti e personaggi del periodo risorgimentale. Dalla cima della torre, poi, si gode di una vista stupenda.

Torre di San Martino della Battaglia

Il Museo di San Martino e la Cappella Ossario

Subito dietro la Torre, troverete il Museo di San Martino realizzato nel 1939. Nelle sue tre sale potrete ammirare i documenti e i cimeli della battaglia del 24 Giugno 1859, tra cui cannoni e altre armi ma anche oggetti comuni a testimonianza della vita quotidiana prima e durante i combattimenti.

Museo di San Martino

Poco distante, percorrendo un bellissimo e fresco viale alberato, si raggiunge anche la Chiesa Ossario che, come fa ben intuire il suo nome evocativo, contiene nell’abside ben 1274 teschi e nella cripta le ossa di 2619 caduti, senza distinzione di nazionalità. Una particolarità di questa guerra fu infatti la presenza nell’Armata francese per la prima volta di combattenti di colore. Inoltre, furono anche tantissimi i volontari italiani che provenivano da ogni parte dello stivale. Essendo un luogo abbastanza particolare, mi sentirei di sconsigliarlo a chi è troppo suggestionabile. Io, per esempio, l’ho visitato la prima volta a 6 anni, assolutamente ignara di che cosa mi aspettava (colpa di mio zio che non è mai stato bravo nel capire cosa fosse più appropriato per una gita con bambini piccoli) e sicuramente m’è rimasto impresso. Al di là di questo episodio, è sicuramente un luogo di ricordo che fa comprendere bene la crudezza di questo scontro e la grande quantità di vittime.

Orari

Dal 17 Marzo al 15 Ottobre: tutti i giorni 9 – 12.30 / 14.30 – 19, continuato 9 – 19 domeniche e festivi

Dal 16 Ottobre al 16 Marzo: da martedì a domenica 9 – 12.30 / 14 – 17.30.

 Prezzi

Ingresso Torre + Museo

  • Adulti: 5€;
  • Bambini 6-10 anni: 2€
  • Ridotto 11-18 anni, ultra 65 anni, comitive: 4€

Cappella

  • Ingresso gratuito

Biglietto unico per la storia ( Torre + Museo San Martino e Rocca e Museo del Risorgimento di Solferino)

  • 8€

Per chi fosse interessato a visitare tutti i luoghi simbolo della Battaglia di San Martino e Solferino, c’è la possibilità di acquistare un biglietto unico cumulativo, scontato del 20%, e valido 30 giorni dal rilascio.

Indicazioni stradali

 

Autostrada: A4 MI-VE, uscita Sirmione/Desenzano

Treno: fermata Desenzano del Garda

Aeroporto: Verona o Bergamo Orio al Serio

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Limonaie del Garda: itinerario alla scoperta dei giardini sospesi tesoro del Lago di Garda

Ciao a tutti, mi chiamo Monica e ho una vera e propria dipendenza dai limoni. Ebbene sì, lo ammetto: altro che prezzemolo, secondo me è proprio il limone che sta…

Ciao a tutti, mi chiamo Monica e ho una vera e propria dipendenza dai limoni. Ebbene sì, lo ammetto: altro che prezzemolo, secondo me è proprio il limone che sta bene con tutto e lo metterei ovunque. Oltre che a mettermi immediata allegria con il suo bel colore giallo, il suo profumo inebriante mi fa subito pensare all’estate e al bel tempo. Non c’è quindi da stupirsi che domenica scorsa mi sia lanciata alla scoperta delle limonaie della sponda bresciana del Lago di Garda. Era da un po’ che lo volevo fare ma, per un motivo o per l’altro, ho sempre rimandato. Fino ad ora. In realtà il piano era un altro ma, complice la strada bloccata a causa di un incidente, non ci abbiamo pensato un attimo a fare dietrofront e ad andare a Limone sul Garda ovvero la prima tappa del nostro tour delle limonaie. Ammirare la stupenda vista sul Lago di Garda circondata dal profumo avvolgente degli agrumi, nella sua semplicità, per me è stata una delle esperienze più belle. Inoltre, ho avuto la possibilità di imparare tantissime cose sulla coltivazione di questi frutti e soprattutto sul duro lavoro che i miei antenati bresciani hanno fatto per riuscire a farli crescere anche in un territorio che così semplice non è.

Limonaia Pra de la Fam Tignale

Limoni del Garda: qualche cenno storico

Anche se i cugini siciliani, e più in generale, meridionali sono oggi più conosciuti e diffusi non è sempre stato così. Sul Garda, infatti, i limoni sono approdati nel corso del XIII secolo portati dai frati del convento di San Francesco di Gargnano. E intorno al 1700, quello dei limoni sul Garda era un vero e proprio commercio: venivano infatti esportati in tantissimi paesi soprattutto del Nord Europa tra cui l’Ungheria, il Tirolo, l’Austria, la Polonia e perfino la Russia. Grazie ai minori costi di trasporto rispetto ai limoni genovesi e a quelli del Sud Italia, gli agrumi del lago seguivano la rotta di Torbole e Nago e si fermavano, come prima tappa, a Bolzano dove c’era una piazza di smistamento.  Qui venivano divisi a seconda della grossezza a cui corrispondeva ovviamente un prezzo diversificato ma anche una differente meta. C’erano infatti gli agrumi fini, sopraffini, gli scarti, gli scartabelli e i cascaticci. Chissà che goduria quelli sopraffini! Il litorale a nord di Salò divenne così la zona di coltivazione degli agrumi più settentrionale del mondo. E anche il prezzo era tra i più alti: gli agrumi di queste zone, infatti, erano apprezzati moltissimo per le loro qualità medicinali, il sapore e l’aroma del succo e la loro forma più rotonda.

Purtroppo, però, durante la seconda metà dell’Ottocento questo fiorente commercio subì una dura crisi. Le cause furono diverse: sicuramente il miglioramento delle vie di comunicazione e l’Unità d’Italia furono determinanti. Gli agrumi meridionali venivano venduti a prezzi irrisori con cui era impossibile competere. Anche la malattia della gommosi che colpì le piante negli stessi anni e la scoperta dell’acido citrico sintetico contribuirono a segnare la fine dell’era d’oro degli agrumi del Garda. Per non parlare, poi, della Grande Guerra e delle requisizioni del materiale di copertura dei giardini che diede il colpo definitivo. Ma gli abitanti del lago, si sa, son di tempra dura e non si diedero per vinti. L’inaugurazione della strada “Gardesana Occidentale”, nel 1931, finalmente mise in comunicazione Gargnano, Limone e Riva del Garda e portò anche il turismo su questa sponda del lago. In un batter d’occhio spuntarono in ogni angolo utile carretti e treppiedi improvvisati per vendere i limoni ai passanti a suon di “Limoni, prego, Limoni del Garda”. Gli antenati del “cocco bello” insomma.

Limonaia del Castèl Limone sul Garda

Negli ultimi anni, sempre grazie al turismo, le varie amministrazioni comunali hanno ristrutturato alcune delle limonaie che per anni sono state abbandonate e le hanno aperte al pubblico. Un’iniziativa, secondo me, bellissima per salvaguardare un patrimonio così importante. Io ne ho visitate 3: la Limonaia del Castèl a Limone, la Limonaia Pra dela Fam a Tignale e la Limonaia Antichissima Malora a Gargnano.

Limonaia Antichissima Malora – Gargnano

Comincio dall’ultima che ho visitato ma che mi è rimasta nel cuore. Questo agrumeto, pur risalendo addirittura al XVI secolo, mantiene intatto tutto il suo splendore originale ed è ancora in piena produzione. Il suo nome deriva dal rio Malora che un tempo alimentava le ruote dei mulini e altre limonaie. E’ interamente gestita dal signor Giuseppe Gandossi, che nel 1978 l’ha acquisita e fatta tornare alla vita dopo i molti anni di abbandono, e da suo figlio Fabio. Sono loro, infatti, che si prendono cura delle piante con duro lavoro. Il signor Gandossi ci ha spiegato, di fronte ad un bicchierino del loro buonissimo limoncello fatto in casa (il più buono che ho mai assaggiato, ve lo garantisco), come funziona la copertura della limonaia.

Verso la metà di novembre, le assi di legno vengono tirare fuori dal Casel, la struttura dove viene depositato il materiale di copertura, e a mano vengono disposte orizzontalmente sulla struttura di travi di castagno e qui inchiodate. Sulle facciate vengono poi posizionate finestre ed ante e ogni piccolo spiraglio viene stupinàt, ovvero tappato con una speciale paglia fatta in casa. E’ quella che mi ha colpita di più proprio per la grande passione che i proprietari ci mettono nella gestione e che si notano in ogni piccolo dettaglio per cercare di mantenere la limonaia il più possibile simile a quelle tradizionali. E il risultato si vede eccome! Abbiamo avuto il piacere di vedere il signor Gandossi all’opera mentre preparava a mano  i grümiàl, i sacchi in pelle d’animale usati nella tradizione per porre i limoni appena raccolti. Ci ha raccontato anche molti aneddoti di cui non eravamo a conoscenza come per esempio i lunghi viaggi che gli emissari delle comunità ebraiche del Nord Europa compivano per poter cogliere con le loro mani i cedri del Garda. I frutti dovevano rispettare molte caratteristiche ed essere pressoché “perfetti” e quando li trovavano compivano questi viaggi lunghissimi perché nessun altro poteva toccarli. Non serve neanche dire quanto li pagassero!

Orari:

  • Tutti i giorni  10:00 – 12:00         16:00 – 18:00
  • Visita guidata ore 11.00

Prezzi:

  • Ingresso intero: 3€ comprensivo di degustazione a fine giro dei prodotti fatti con i frutti della limonaia

Indirizzo:

  • Via Libertà,  2 – 25084 Gargnano (BS)

Sul sito internet trovate tutti gli altri recapiti.

Limonaia Pra de la Fam – Tignale

Limonaia Pra de la Fam Tignale

La limonaia Pra de la Fam è in realtà un ecomuseo che si trova in una posizione privilegiata proprio fronte lago, a due passi dal Porto di Tignale. La vista, inutile dire, è impagabile.

La struttura, ristrutturata nel 1985 grazie all’intervento della Comunità Montana del Parco Alto Garda Bresciano e inaugurata il 9 novembre 1985, è stata successivamente oggetto di due altri interventi di restauro, l’ultimo nel 2017.

Resta però di proprietà della famiglia Parisini che ha concesso la Limonaia in comodato d’uso al Pubblico.

Ora la sua gestione è affidata agli operatori del Comune di Tignale e dell’Ufficio Unico del Turismo in collaborazione con associazioni e privati, che hanno saputo valorizzare questo bellissimo giardino degli agrumi. Oggi si si possono ammirare le 80 piante colme di frutti che furono piantate nell’anno della ristrutturazione.

Orari:

  • Dal 25/03 al 31/10: dalle 10.00 alle 17.00
  • Ogni giovedì alle 10.30: visite guidate con degustazione di prodotti fatti con i frutti della limonaia, su prenotazione chiamando il numero 0365/73354 o scrivendo a info@tignale.org.

Sul sito internet trovate tutti i dettagli per programmare la visita.

Prezzi:

  • Ingresso intero: 2€
  • Ingresso con visita guidata e degustazione: 4€
  • Bambini fino a 6 anni: gratis
  • Con TIGNALE CARD: ingresso gratuito; visita guidata e degustazione 3€

La Limonaia del Castèl – Limone sul Garda

Quella di Limone è forse la limonaia più visitata e conosciuta. Si trova proprio nel centro storico e il suo giardino occupa una superficie di 1633 mq, solo una parte della più ampia struttura originale. La sua costruzione risale ai primi del Settecento e negli anni ha subito più interventi per migliorarla. Oggi il casel centrale, ovvero la struttura dove si depositano i materiali di copertura, e la canalizzazione dell’acqua per l’irrigazione sono stati ripristinati. Inoltre, sono stati aggiunti l’impianto elettrico e i servizi igienici. Tutte migliorie che hanno portato all’apertura al pubblico di questa limonaia il 22 luglio 2004. Si possono così ammirare parecchie piante di agrumi tra cui limoni, cedri, pompelmi, mandarini, clementine, mandaranci, chinotti (non li avevo mai visti dal vivo) e kumquat. Che cos’è il kumquat? L’ho scoperto anche io durante questa visita 🙂 Comunemente viene chiamato anche mandarino cinese; il nome kumquat deriva infatti dalla sua pronuncia cantonese e si può tradurre letteralmente con “tangerino d’oro“. In sostanza, a me è sembrata un’arancia in miniatura che, a quanto pare, ha tantissime proprietà.

Orari:

  • dal 24/03 al 18/05 e dal 16/09 al 31/10: dalle 10.00 alle 18.00
  • dal 19/05 al 15/09: dalle 10.00 alle 22.00

Si possono anche prenotare visite guidate chiamando al numero 0365/954008. Trovate altri dettagli sul sito internet.

Prezzi:

  • Ingresso intero: 2€
  • Bambini da 10 a 14 anni: 1€
  • Bambini fino a 9 anni: gratis

Il contributo del biglietto viene destinato alle spese di mantenimento della Limonaia, quindi direi sono soldi ben spesi.

 Limonaia del Castèl Limone sul Garda

N.B. Tutte le foto presenti nell’articolo sono miei scatti e sono quindi di mia proprietà materiale ed intellettuale. Tutti i diritti sono riservati ed è vietato copiarli, riprodurli e pubblicarli con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto.

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Il Vittoriale degli Italiani: visita al parco e alla casa di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera sul Lago di Garda

Ieri finalmente il bel tempo ha deciso di farsi vedere, dopo essersi fatto desiderare parecchio, e di regalare una bellissima giornata di sole come si deve. Ovviamente non potevo lasciarmela…

Ieri finalmente il bel tempo ha deciso di farsi vedere, dopo essersi fatto desiderare parecchio, e di regalare una bellissima giornata di sole come si deve. Ovviamente non potevo lasciarmela scappare e così, svegliandoci finalmente dal letargo, Francesco ed io abbiamo deciso di partire alla volta di Gardone Riviera e del Vittoriale degli Italiani. Cosa c’è di meglio di una bella passeggiata sul lago, con mangiata di pesce annessa, e della visita ad uno dei luoghi secondo me più belli d’Italia in assoluto? Beh arrivare e scoprire che, solo per quel giorno, l’ingresso è gratuito. Ogni tanto un colpo di fortuna capita anche a me 🙂 Ieri, infatti, si è svolta la seconda edizione del Notturnale Tener- a- mente, ovvero la Notte Bianca del Vittoriale. In occasione di questa, a mio avviso, bellissima manifestazione si sono tenuti gratuitamente all’interno del parco concerti ed esibizioni artistiche in armonia con l’ambiente fino quasi alla mezzanotte. A rendere tutto un po’ più magico, la modalità delle esibizioni: a tutti i partecipanti sono state consegnate delle cuffie wifi con cui potere ascoltare i concerti, camminando magari liberamente al chiaro di luna per il parco. Credo che D’Annunzio ne sarebbe stato entusiasta. Quasi me lo immagino con i suoi abiti eleganti e sfarzosi ad ascoltare i concerti con le cuffie wireless, ovviamente in tinta, da qualche angolo ombroso del suo parco. 

Teatro all'

Al di là di questa iniziativa, il Vittoriale degli Italiani merita secondo me una visita a priori. Anche se non siete fan del padrone di casa o non siete interessati alla storia che c’è dietro, il parco lascia senza fiato ed è un peccato farsi scappare la possibilità di perdersi tra i suoi sterminati e profumatissimi giardini. Le cose da vedere sono davvero molte: dalla casa del Vate – come veniva chiamato – per la quale serve un biglietto a parte, alla Nave Puglia, passando per la Limonaia e il Mausoleo. E io devo dire che, nonostante l’abbia già visitato più volte, ci torno sempre volentieri ed ad ogni nuova visita scopro qualcosa che non avevo notato nella precedente. Mi ricordo la primissima volta in cui ci sono stata, da piccola con i miei genitori. Ero rimasta affascinata dalla stramberia della casa di D’Annunzio e letteralmente a bocca aperta di fronte allo splendore dei giardini: un susseguirsi di rose, glicini e gelsomini che all’ora non distinguevo ma che già amavo per i colori sgargianti e per il profumo inebriante. Forse è grazie a questa visita che, una volta cresciuta, ho sempre avuto un debole per questo artista complicato ed alquanto eccentrico e, per la gioia dei miei, l’ho sempre studiato volentieri. 

MAS 96 Vittoriale

Essendoci stata più di una volta, ho dei luoghi preferiti all’interno sia del parco che della casa di cui vi voglio lasciare un’anteprima così magari vi invoglio ad andare. O magari vi convinco del tutto a lasciar perdere, non si può mai sapere, no?

Piazzetta Dalmata

E’ la piazza principale del Vittoriale, su cui si affaccia la casa di D’annunzio e da cui partono i vari sentieri per raggiungere gli altri luoghi all’interno dell’enorme parco. Io personalmente la trovo bellissima soprattutto per la vista che da qui si ha sul Lago di Garda. Dagli archi gialli incorniciati dagli alberi di gelsomino, si vede infatti in prospettiva tutto il lago più in basso ed è inutile dire che sembra una cartolina.

Prioria

La Prioria è in realtà la casa di Gabriele D’Annunzio. Essendo una persona molto modesta e ordinaria ( ovviamente sono ironica ), il poeta amava definirsi il Frate priore. Potete quindi capire da dove viene il nome della casa. Anche se per entrare bisogna per forza fare una visita guidata per cui serve un biglietto a parte, secondo me, è molto interessante se è la vostra prima visita. Come vi dicevo, D’Annunzio era un soggetto alquanto particolare e la sua dimora ovviamente lo rispecchia in pieno. Non aspettatevi la solita casa dell’artista: questa è stata arredata infatti personalmente dal Vate stesso che, ancora in vita, già pensava ad allestirla in modo da lasciarla poi ai posteri come museo. Devo dire che se il suo intento era quello di farsi ricordare e “visitare”, ci è riuscito in pieno. All’interno ci sono infatti parecchi oggetti bizzarri e scritte provocatorie con cui amava punzecchiare gli ospiti che andavano a trovarlo. E chissà poi quelle stanze di cosa sono state testimoni durante i soggiorni delle numerosissime amanti del poeta. Una delle cose che mi piace di più in assoluto però, da amante dei libri quale sono, è la biblioteca dispersa un po’ per tutte le stanze che raccoglie più di 8.000 volumi. La cosa migliore è che la biblioteca è consultabile previo appuntamento. Chissà che emozione sfogliare le pagine antiche di quei libri. 

Nave Puglia

Quando gli ospiti si recavano in visita al Vittoriale e al suo proprietario erano soliti portargli in omaggio vari doni. Alcuni sono veramente strambi, altri sono i soliti acchiappa-polvere che tutti noi accettiamo ringraziando con un bel sorriso pre-stampato mentre ci chiediamo dove poterli far sparire. Uno dei cimeli più bizzarri e ingombranti è senza dubbio la nave militare Puglia, regalatagli niente meno che dalla Marina Militare. Si tratta di una nave da guerra, impiegata durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, protagonista anche degli “Incidenti di Spalato”, ossia una serie di attacchi anti italiani che si verificarono appunto nella città dalmata di Spalato in cui perse la vita anche il suo comandante, Tommaso Giuli. D’Annunzio, dopo varie peripezie per farla portare al Vittoriale e farla installare nel parco, la pose con la polena rivolta simbolicamente verso l’Adriatico e la Dalmazia. 

Laghetto delle Danze

Dalla Nave Puglia scorrono due fiumi, il rivo dell’acqua Pazza e il rivo dell’acqua Savia, che confluiscono nel Laghetto delle Danze. E’ stato progettato a forma di violino, in omaggio al suo inventore Gasparo da Salò ed è stato concepito come luogo immerso nella natura in cui ospitare concerti e spettacoli di danza. Da buon amante dell’arte e delle donne, non poteva di certo farsi mancare delle seducenti danzatrici. La parte di più bella del laghetto, secondo me, è il percorso per arrivarci. O meglio, i percorsi. Ce ne sono vari infatti che partono da diversi punti del parco e sono tutti suggestivi. Si sentono solo il cinguettio degli uccelli e lo scorrere dell’acqua, mentre si percorrono i sentieri circondanti dalle piante e decorati con statue poste qua e là. Un vero piacere per i sensi.

I Giardini

Gli ultimi di cui vi racconto, ma i primi nella mia lista di cose preferite del Vittoriale, sono senz’altro i giardini. Sono stupendi, progettati alla perfezione per incantare sia a livello visivo che olfattivo. Gabriele, ma sì dai usiamo solo il nome come se fossimo amici, amava infatti i profumi e lui stesso ha cercato di crearli. Ad ogni angolo ci sono statue, fontane, archi di fiori e piante che portano in un altro angolo nascosto. Bellissima è anche la Limonaia, simbolo del lago di Garda, da cui si accede il Belvedere con vista panoramica sul lago. Che dirvi, io starei qui ore ed ore. Magari con un libro della libreria in prestito. Un sogno impossibile ma sognare non costa nulla. 

Informazioni pratiche

Orari e chiusure

  • ORARIO ESTIVO – dall’ultima domenica di marzo al 15 ottobre: dalle 09.00 alle 19.00. Chiusura parco ore 20.00
  • ORARIO INVERNALE – dal 16 ottobre all’ultimo sabato di marzo: dalle 09.00 alle 16.00. Chiusura parco ore 17.00.

Il Vittoriale è chiuso tutti i lunedì da novembre a gennaio e nei giorni 24-25 dicembre e 1 gennaio. 

La Prioria – la casa di Gabriele d’Annunzio – è chiusa tutti i lunedì da novembre a gennaio, solo il lunedì da febbraio a marzo (festivi esclusi).

Biglietti e prezzi

  • Biglietto Parco + visita guidata Casa di D’Annunzio: intero 16€, ridotto 13€
  • Biglietto solo Parco e musei: intero 10€, ridotto 8€. 

Sono acquistabili sia direttamente alla biglietteria all’ingresso del parco, sia sul sito internet.

Mi raccomando: la visita alla Casa di D’Annunzio si può fare solo con la visita guidata della durata di circa 35 minuti. Si entra 10 persone alla volta e i biglietti sono a numero limitato. Quando li acquistate vi sarà comunicato l’orario di inizio della vostra guida, non fate tardi perché altrimenti non potete più entrare. 

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11 commenti su Il Vittoriale degli Italiani: visita al parco e alla casa di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera sul Lago di Garda

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