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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Tag: Lombardia

Antichissima Fiera delle Grazie: un ferragosto alternativo alla scoperta della tradizione mantovana e delle opere dei Madonnari

Quest’anno ho deciso di andare controcorrente e festeggiare ferragosto in modo alternativo. Invece di passarlo in spiaggia o abbuffandomi come se non ci fosse un domani, ho optato per una…

Quest’anno ho deciso di andare controcorrente e festeggiare ferragosto in modo alternativo. Invece di passarlo in spiaggia o abbuffandomi come se non ci fosse un domani, ho optato per una gita nelle Valli del Mincio. In particolare ho deciso di visitare il borgo di Grazie, sulla sponda del Lago Superiore di Mantova. Oltre al fatto di essere uno dei Borghi più belli d’Italia e di trovarsi in una delle riserve naturali fra le più importanti d’Europa, merita assolutamente una visita durante i giorni di ferragosto perché ospita l’Antichissima Fiera delle Grazie. Le sue origini risalgono addirittura al 1400, periodo in cui fu edificato anche il bellissimo Santuario B.V. Maria delle Grazie che si trova proprio nella piazza principale, ed è famosa perché ospita i Madonnari e le loro sorprendenti opere artistiche. Appena ho sentito parlare di questa manifestazione non ho resistito e ne sono stata attratta inevitabilmente come le api lo sono dal polline. Il perché ve lo spiego subito. 

Santuario B.V. Maria delle Grazie

Ogni anno proprio per la ricorrenza dell’Assunzione del 15 agosto, migliaia di pellegrini e visitatori si recano al Santuario delle Grazie di Curtatone per ammirarne il sagrato completamente dipinto da circa duecento artisti di strada provenienti da ogni parte del mondo. I protagonisti assoluti sono questi pittori, i Madonnari, che con i loro gessetti colorati compiono davvero il miracolo e regalano a tutti noi visitatori delle splendide opere, liturgiche e non solo, dipinte direttamente per terra. 

Fiera delle Grazie Curtatone Madonnari

Ce ne sono di tutti i tipi: dovunque si guardi ci sono colori sgargianti e sguardi così penetranti che ti catturano e sembrano osservarti per davvero. Hanno talmente tanto spessore che non sembrano affatto dipinti a terra ma piuttosto tridimensionali. 

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Ho apprezzato ancora di più il lavoro fatto perché gli artisti dipingono direttamente seduti o inginocchiati a terra sotto il sole cocente. Non oso immaginare il caldo a stare così per ore e ore. 

Le opere vengono poi premiate da una giuria che ne decreta i vincitori. La cosa bella è che anche i visitatori possono contribuire alla votazione. Anche io, ovviamente, ho scelto l’opera che più mi ha colpita. Ma la selezione non è stata assolutamente semplice, anzi l’indecisione regnava sovrana. Ce n’erano di bellissime ed essendo estremamente diverse sia nella forma che nel significato sceglierne solo una diventa veramente una sfida. Non vorrei essere nei panni della giuria. 

Ovviamente, come a tutte le fiere italiane che si rispettino, non possono mancare le bancarelle che vendono prodotti di ogni genere e i chioschi con prelibatezze del territorio. Ad aumentare il clima di festa, ci sono anche gli stand di intrattenimento e musica. 

Fiera delle Grazie Curtatone Madonnari

Il Museo dei Madonnari

Tutte le opere dei vincitori delle precedenti edizioni vengono conservate, sotto forma di pannelli e  di cartoncini, nel Museo dei Madonnari. Oltre a queste, sono custoditi anche i capolavori dei Maestri Madonnari e lungo il percorso tematico è possibile osservare l’evoluzione di questo particolare tipo di pittura. E’ un luogo importantissimo perché permette di conservare e tramandare la maniera madonnara di dipingere. Inoltre, in collaborazione con il Comune di Curtatone, il Centro Italiano Madonnari promuove anche iniziative e corsi di pittura a gessetto per adulti e ragazzi. Nonostante sia un tipo di pittura così antica, la trovo estremamente attuale. Basti pensare alla street art e al mondo dei graffiti che, grazie ai colori brillanti e coinvolgenti e ai disegni stuzzicanti stanno riuscendo nell’intento di risollevare le zone un tempo malfamate e poco frequentate di tutto il mondo. E’ bello poi che una manifestazione del 1400 abbia resistito sino ad oggi e sia ancora in grado di richiamare visitatori e artisti da ogni parte del mondo in un meraviglioso borgo mantovano che continua a serbare il suo sapore antico. 

  • Orari: Venerdi ore 15.00- 18.00, Sabato e domenica ore 10.30-12.30 e 15.00- 18.00 (è possibile richiedere la prenotazione per giorni ed orari differenti)
  • Prezzi: l’ingresso è ad offerta libera
  • Contatti: telefono 0376 349122; e-mail museodeimadonnari@gmail.com
  • Indirizzo: Piazzale Santuario – angolo Madonna della Neve 29 – Grazie di Curtatone (MN)

Il Borgo di Grazie e la Riserva Naturale delle Valli del Mincio: informazioni e curiosità

Oltre alla rinomata Fiera delle Grazie, l’omonimo borgo che dal 2013 fa ufficialmente parte dei Borghi più belli d’Italia, ha molto altro da offrire. Le bellezze architettoniche dal fascino rinascimentale la fanno sicuramente da padrone. Ma anche la natura e il paesaggio non sono da meno. Dal 2009, infatti, l’area umida antistante al borgo chiamata le “Valli del Mincio”, ha ottenuto l’importante riconoscimento europeo EDEN, rilasciato dal Dipartimento Nazionale Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e si classifica terza nella graduatoria delle migliori località naturalistiche per un turismo sostenibile nelle Aree Protette a livello italiano.  In estate, poi, si può assistere alla stupenda e ormai rara fioritura del Fior di Loto, fatto arrivare a Mantova nel 1921.

Per tutti coloro che hanno voglia di immergersi nella bellissima oasi verde della Riserva Naturale delle Valli del Mincio, sappiate che è possibile farlo navigando tra i canali in modo eco-compatibile sia con imbarcazioni con conducente sia con le canoe che si possono noleggiare direttamente in loco. E’ un modo estremamente originale e eco-sostenibile per visitare questa perla del nostro territorio e arrivare magari fino alla stessa Mantova scoprendone i suoi percorsi lacustri. Per tutte le informazioni vi lascio il link diretto al sito ufficiale del Comune di Curtatone qui. 

Da buon gustaia quale sono, non posso non concludere con questa chicca golosissima: oltre ai piatti della cucina mantovana, che per me è letteralmente da leccarsi i baffi(chi non l’ha mai assaggiata deve porvi rimedio il prima possibile), a Grazie è possibile degustare il famoso cotechino (prodotto De.C.O.) e l’altrettanto ottimo luccio in salsa. Se non vi ho convinti a fare una gita con la Fiera delle Grazie e con le bellezze architettoniche e naturalistiche beh, al buon cibo non si può proprio dir di no.

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Un viaggio nel passato: Rievocazione Storica della Battaglia di San Martino

Domenica ho scelto un mezzo alternativo per viaggiare: la macchina del tempo. E in un attimo mi sono ritrovata catapultata nel 1859, tra cavalli, cappelli piumati, zaini pelosi e soprattutto…

Domenica ho scelto un mezzo alternativo per viaggiare: la macchina del tempo. E in un attimo mi sono ritrovata catapultata nel 1859, tra cavalli, cappelli piumati, zaini pelosi e soprattutto tanti e assordanti spari.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

No, non ho sognato vi assicuro. Ho assistito, invece, ad una meravigliosa rievocazione storica della battaglia di San Martino, di cui ieri 24 giugno, si è celebrato proprio il 159° anniversario. In realtà, lo scontro che si svolse nelle zone di San Martino – oggi frazione di Desenzano del Garda – è solo uno di quelli che composero la sanguinosa e meglio conosciuta “Battaglia di San Martino e Solferino”, con la quale si sancì la fine delle attività belliche della Seconda Guerra d’Indipendenza Italiana.  La fine della guerra fu siglata con l’armistizio di Villafranca da Napoleone III di Francia e Francesco Giuseppe I d’Austria l’11 luglio 1859.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

Gli schieramenti che si contrapposero durante questo conflitto furono, infatti, la Francia e il Regno di Sardegna da una parte e l’Austria dall’altra. Se non fosse stato per questa vittoria, e il successivo armistizio, probabilmente a quest’ora sarei austriaca e vi starei scrivendo in tedesco. L’Austria, infatti, fu costretta a cedere la Lombardia alla Francia che poi la girò a sua volta al Regno di Sardegna. E, quindi, eccomi qui a parlare italiano – e anche un po’ di dialetto bresciano – grazie agli sforzi e alle perdite delle truppe di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III che ieri sono state magistralmente riportate alla luce. Sono stati talmente bravi e fedeli alla storia che ci siamo ritrovati tutti assorditi e storditi dalle cannonate e dagli spari dei fucili a cui accompagnavamo anche qualche colpo di tosse per la polvere da sparo che pioveva dal cielo. Non oso immaginare come dovesse essere trovarsi veramente sul campo di battaglia all’epoca: rumore assordante, urla di comandi e di dolore, fumo e tantissima polvere che oscuravano la vista, cavalli e cavalieri terrorizzati e, purtroppo, tanti e troppi caduti. Uno dei risvolti positivi, se così si può definire, di questa battaglia è che segnò anche la nascita della Croce Rossa. Henry Dunant, suo fondatore nonché primo Premio Nobel per la pace, rimase talmente sconvolto dalla moltitudine di caduti calpestati e sepolti alla bell’e meglio e dai numerosissimi giovani feriti affidati per lo più alla pietà degli abitanti, da voler migliorare a tutti i costi l’efficienza dei servizi sanitari. Volontà che poi vide realizzazione in questa importantissima istituzione di cui tutti noi oggi possiamo godere.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

A questo proposito, il programma della manifestazione è veramente ampio e completo. Oltre alla rievocazione della battaglia campale in sé, offre infatti la possibilità di approfondire molti altri aspetti magari a volte sottovalutati come, ad esempio, la chirurgia da campo e la cura dei feriti ma anche scene di vita da campo con protagoniste le donne, spesso non considerate quando si parla di guerre ma pur sempre presenti. Se vi ho incuriositi, non vi resta che segnarvi già in agenda l’appuntamento per il prossimo anno e consultare il sito internet ufficiale per restare aggiornati sulla data e gli orari del prossimo evento. Quest’anno, le manifestazioni sono durate 3 giorni – da venerdì a domenica – e hanno visto susseguirsi una grande varietà di eventi tra cui visite guidate ai siti storici di San Martino e Solferino, ma anche gite didattiche in battello sul Lago di Garda e una cena esclusiva con la partecipazione dello storico francese Gilles Pécout. Il tutto reso possibile dalla Società Solferino e San Martino, in collaborazione con i comuni di Desenzano del Garda e di Solferino e con la partecipazione dei bravissimi gruppi storici partecipanti che riescono veramente a far fare un tuffo nel passato.

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La Torre di San Martino

In attesa della prossima rievocazione storica della battaglia, potete farvi un’idea visitando la Torre di San Martino, fatta costruire appunto in memoria di questo conflitto. Inaugurata nel 1893 alla presenza di re Umberto I e consorte, con i suoi 19,80 metri di altezza domina tutta la pianura circostante. La fanno da cornice infatti i vigneti del Garda e un bellissimo parco in cui fermarsi per una sosta ammirando, sdraiati sull’erba, la figura della torre che si staglia contro il cielo. L’interno è visitabile e racchiude un piccolo tesoro di statue e affreschi raffiguranti fatti e personaggi del periodo risorgimentale. Dalla cima della torre, poi, si gode di una vista stupenda.

Torre di San Martino della Battaglia

Il Museo di San Martino e la Cappella Ossario

Subito dietro la Torre, troverete il Museo di San Martino realizzato nel 1939. Nelle sue tre sale potrete ammirare i documenti e i cimeli della battaglia del 24 Giugno 1859, tra cui cannoni e altre armi ma anche oggetti comuni a testimonianza della vita quotidiana prima e durante i combattimenti.

Museo di San Martino

Poco distante, percorrendo un bellissimo e fresco viale alberato, si raggiunge anche la Chiesa Ossario che, come fa ben intuire il suo nome evocativo, contiene nell’abside ben 1274 teschi e nella cripta le ossa di 2619 caduti, senza distinzione di nazionalità. Una particolarità di questa guerra fu infatti la presenza nell’Armata francese per la prima volta di combattenti di colore. Inoltre, furono anche tantissimi i volontari italiani che provenivano da ogni parte dello stivale. Essendo un luogo abbastanza particolare, mi sentirei di sconsigliarlo a chi è troppo suggestionabile. Io, per esempio, l’ho visitato la prima volta a 6 anni, assolutamente ignara di che cosa mi aspettava (colpa di mio zio che non è mai stato bravo nel capire cosa fosse più appropriato per una gita con bambini piccoli) e sicuramente m’è rimasto impresso. Al di là di questo episodio, è sicuramente un luogo di ricordo che fa comprendere bene la crudezza di questo scontro e la grande quantità di vittime.

Orari

Dal 17 Marzo al 15 Ottobre: tutti i giorni 9 – 12.30 / 14.30 – 19, continuato 9 – 19 domeniche e festivi

Dal 16 Ottobre al 16 Marzo: da martedì a domenica 9 – 12.30 / 14 – 17.30.

 Prezzi

Ingresso Torre + Museo

  • Adulti: 5€;
  • Bambini 6-10 anni: 2€
  • Ridotto 11-18 anni, ultra 65 anni, comitive: 4€

Cappella

  • Ingresso gratuito

Biglietto unico per la storia ( Torre + Museo San Martino e Rocca e Museo del Risorgimento di Solferino)

  • 8€

Per chi fosse interessato a visitare tutti i luoghi simbolo della Battaglia di San Martino e Solferino, c’è la possibilità di acquistare un biglietto unico cumulativo, scontato del 20%, e valido 30 giorni dal rilascio.

Indicazioni stradali

 

Autostrada: A4 MI-VE, uscita Sirmione/Desenzano

Treno: fermata Desenzano del Garda

Aeroporto: Verona o Bergamo Orio al Serio

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10 commenti su Un viaggio nel passato: Rievocazione Storica della Battaglia di San Martino

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