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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Tag: Mare e spiagge

Viaggio in Giamaica: 5 buoni motivi per partire subito

Sono andata in Giamaica un po’ per caso. Stavo cercando una località ai Caraibi in cui fare tappa dopo una settimana a New York e tutto quello che volevo erano…

Sono andata in Giamaica un po’ per caso. Stavo cercando una località ai Caraibi in cui fare tappa dopo una settimana a New York e tutto quello che volevo erano lunghe spiagge bianche, acqua cristallina e relax. La Giamaica prometteva tutte queste cose e ad un prezzo molto più conveniente rispetto ad altre località magari più turistiche. L’idea poi di una meta alternativa e ancora poco conosciuta mi ha spinta definitivamente a sceglierla per le mie vacanze all’insegna del mare e del relax. Quello che di certo non mi sarei mai aspettata era di innamorarmi perdutamente di questa terra a volte controversa ma ricca di bellezza, cultura e di una fortissima personalità che la contraddistingue. 

La Giamaica è un concentrato di energia che si sprigiona nella musica sempre presente, nei balli affascinanti e nel calore della sua gente. Sono in assoluto i sorrisi e le storie delle persone che ho avuto il piacere di conoscere che hanno fatto sì che lasciassi un pezzetto di cuore in questo Paese unico e speciale. Quando sono partita, stavo portando con me un bagaglio colmo di luoghi comuni: Bob Marley, Cannabis, criminalità, spiagge caraibiche e poco altro da scoprire. Considerando che io amo girovagare e vedere più cose possibili quando sono in viaggio, confesso di aver temuto di annoiarmi in Giamaica, dove pensavo che da vedere ci fosse ben poco. Mi aspettavo, infatti, di starmene per i restanti 10 giorni spaparanzata sulla sdraio a bere Piña Colada con l’ombrellino e a lavorare costantemente sull’abbronzatura. E, invece, 10 giorni non sono stati neanche lontanamente sufficienti per riuscire a vedere tutto quello che quest’isola nel Mar dei Caraibi ha da offrire. 

Foreste rigogliose, cascate naturali in cui tuffarsi dopo averle scalate, lagune luminose, spiagge di borotalco e acque turchesi costellate di pesci multicolori e stelle marine, ma anche piantagioni di caffè, tramonti incandescenti e indimenticabili e tanto calore umano. E’ tutto quello che dovete aspettarvi da una vacanza in Giamaica, al ritmo del sole e della musica Reggae. 

1. Negril e la Seven Miles Beach

Come base d’appoggio ho scelto Negril, nella parte occidentale della Giamaica. E’ famosa per le sue lunghissime spiagge bianche, circondate da una miriade di palme e bagnate dalle calme e calde acque cristalline in cui nuotano liberamente pesci coloratissimi, razze e stelle marine. Il tratto più lungo di spiaggia è quello della Seven Miles Beach, una striscia bianca lunga ben 11 chilometri appunto. È la zona in cui si concentrano anche i resort all-inclusive e i locali che si trovano lungo la parallela Long Bay. Qui troverete parecchi bar e ristorantini, ma anche i tipici ambulanti che preparano il Jerk Chicken – pollo speziato e piccante cotto alla brace dentro barbecue improvvisati e spartani di lamiera. Assolutamente da provare! Se poi volete comprare spezie e il preparato speciale per rifare a casa il jerk chicken, potete farlo sia nelle piccole botteghe che troverete sempre lungo Long Bay sia al Time Square Mall, una sorta di centro commerciale in cui ci sono prevalentemente negozi di souvenir. Molto comodo perché è presente un bancomat, il più vicino che troverete se soggiornate a Negril. 

Assolutamente da non perdere, poi, è un’escursione in barca a Booby Cay Island, un piccolo isolotto disabitato proprio di fronte a Seven Miles Beach. Il modo migliore per raggiungerlo è quello di affidarsi ai locali che vi porteranno con le loro barche dal fondo di vetro fino all’isola. Compreso nel costo – vi consiglio di contrattare – ci sono una tappa alla barriera corallina in cui potrete fare snorkeling (pinne e boccaglio sono a disposizione) e poi un fantastico pranzo a base di aragosta cucinata e mangiata direttamente sulla spiaggia. La miglior aragosta che ho mai mangiato, credetemi. 

2. Falmouth e la Laguna luminosa

L’esperienza alla Laguna Luminosa è senza dubbio una delle più belle e indimenticabili che ho mai vissuto. Si tratta di una laguna molto particolare perché, di notte, le sue acque luccicano! No non sto scherzando, quello che vedrete è uno spettacolo davvero stupefacente: le acque della laguna si colorano infatti di un azzurro fosforescente, come se migliaia di lucciole avessero deciso di tuffarsi e farvi strada mentre nuotate. In realtà, non si tratta di lucciole bensì di rarissimi microbo dinoflagellate phosphorescent, dei microrganismi che si attivano con i movimenti. E’ un fenomeno naturale che si verifica solo in quattro posti al mondo e a particolari condizioni atmosferiche. A me sembrava di essere davvero in simbiosi con la natura, ad ogni mio movimento era come se si accendessero intorno a me tantissime lampadine fluorescenti e giocherellone. Un piccolo fascio di luce nel buio totale circostante, ovvero pura magia! La Laguna Luminosa si trova poco fuori Falmouth, a circa 2 ore di macchina da Negril. Ci sono diversi tour che organizzano gite al tramonto per ammirare questo spettacolo. Se volete, invece, raggiungerlo autonomamente vi consiglio di arrivare sul posto con largo anticipo (l’escursione comincia alle 19) per comprare i biglietti. 

laguna luminosa giamaica

3. Ocho Rios e il mausoleo di Bob Marley

One love, one heart
Let’s get together and feel all right

One Love” è il motto giamaicano per eccellenza. Tratto dall’omonima canzone del grande mito giamaicano Bob Marley, ha un significato estremamente profondo che credo si riesca a capire meglio solo visitato la sua terra natale e conoscendo i suoi abitanti. E’ un inno alla fratellanza, alla libertà e all’amore totale senza barriere e distinzioni sociali, religiose o culturali. Sulle colline di Nine Mile si trova la casa in cui Bob Marley visse fino ai 13 anni e in cui ora, secondo alcuni, è sepolto nel mausoleo bianco con vetrate colorate e angeli neri dipinti sui muri, costruito proprio di fianco alla casa natale del celebre cantante. Bob Marley, in realtà, è considerato molto più che un artista: è una sorta di emblema della cultura Reggea e portavoce e simbolo della filosofia rastafariana, di cui Marley stesso era esponente. Purtroppo, la casa e il mausoleo sono oggi molto, troppo turistici e, a mio avviso, anche un po’ pacchiani. Meritano però una visita sia per gli splendidi panorami che vedrete nell’arrivare: strade tortuose e dissestate che passano tra la foresta e le montagne, un mondo molto lontano da quello di Negril e dei suoi resort. 

mausoleo bob marley ocho rios

4. Dunn’s River Falls 

La Giamaica è molto verde e ricca di foreste tropicali e cascate naturali in cui vi sembrerà di essere davvero in mezzo alla giungla. Le più famose – e anche più turistiche – sono le Dunn’s River Falls ad Ocho Rios. Ad essere sinceri, la prima impressione è quella di essere in un parco acquatico dotato di tutti i comfort. Le Dunn’s River Falls sono alte 55 metri e sono un insieme di varie cascate e piscine d’acqua naturali che si formano tra le rocce. La cosa bella è che, partendo dalla spiaggia sottostante in cui il fiume Dunn sfocia direttamente nel Mar dei Caraibi (è stata usata anche come location per vari film tra cui il primo 007) le cascate sono scalabili a piedi. Vi basterà usare delle scarpette antiscivolo (acquistabili in qualsiasi negozietto anche a Negril) e iniziare la salita nell’acqua tra le rocce. Quando ci si ritrova a scalare la cascata in mezzo a piante e fiori lussureggianti, si dimentica presto di essere all’interno di un parco e sembra invece di trovarsi in un paradiso tropicale. E ci si sente un po’ degli avventurieri. 

  • Orari: tutti i giorni dalle 8.30 alle 16.00 (dalle 7 alle 16 durante i giorni in cui approdano le navi da crociera)
  • Prezzi: adulti 23 $ (20 € circa); bambini 15 $ (13€ circa)

 

5. Rick’s Cafè e il mercato dell’artigianato locale

I tramonti ai Caraibi sono meravigliosi: il sole all’improvviso sembra incendiarsi di un rosso fuoco e colora tutto il cielo con bellissimi riflessi rosa-aranciati. In Giamaica ho visto tramonti veramente indimenticabili e spettacolari. Il migliore è stato senza dubbio quello visto al Rick’s Cafè. Fondato nel 1974 da Richard Hershman, è oggi il locale più frequentato della Giamaica ed è tra i 10 bar più famosi al mondo. Il motivo è semplice: si trova su una scogliera alta 10 metri da cui domina tutta la baia e da cui si vedono i tramonti più belli di tutta l’isola. Sia il bar che il ristorante prendono vita ovviamente di sera, al tramonto, quando le persone vengono qui per sorseggiare cocktail al ritmo della musica dal vivo. Ma la fama del Rick’s Cafè è dovuta anche e, forse principalmente, alla possibilità di tuffarsi in mare dalle rocce. I più coraggiosi possono farlo dal trampolino naturale più alto, a 10 metri d’altezza, e per chi vuole prima tastare il terreno può farlo da quelli posti più in basso. 

Sulla strada per il Rick’s Café fermatevi anche al mercato dell’artigianato locale in cui si trovano souvenir ma anche oggetti fatti a mano, come le bellissime maschere in legno create dagli artisti rasta. Potete trovare cose davvero uniche e, anche se le trattative sono d’obbligo, non esagerate con gli artisti che impiegano giorni ad intagliare il legno e a decorarlo. 

Quando andare in Giamaica

Il clima in Giamaica è di tipo tropicale e le temperature si mantengono intorno ai 30° tutto l’anno. La stagione in cui le piogge si fanno sentire di più va da maggio a novembre (ottobre e novembre sono forse i mesi più piovosi). I mesi di solito consigliati per un viaggio in Giamaica sono quindi da dicembre ad aprile. Vi dico però che io ci sono stata a giugno e mi sono goduta il sole durante tutti i 10 giorni della mia permanenza. Gli acquazzoni infatti, essendo tropicali, si concentrano intorno a mezzogiorno e  in un’oretta passano e il cielo torna limpido. Attenzione, poi, ad andare durante lo Spring Break americano (varia di anno in anno come la nostra Pasqua, tra fine febbraio a metà aprile), ovvero il periodo di ferie in cui gli studenti universitari statunitensi si riversano nelle località balnerari per fare festa. La Giamaica è una delle loro mete preferite e, se andate in questo periodo, i prezzi sono più alti e le strutture piene di queste orde chiassose di adolescenti (solitamente ubriachi). 

Tramonti giamaicani negril

N.B. Tutte le foto presenti nell’articolo sono miei scatti e sono quindi di mia proprietà materiale ed intellettuale. Tutti i diritti sono riservati ed è vietato copiarli, riprodurli e pubblicarli con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto.

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Phi Phi Islands: escursione a Maya Bay, Bamboo Island e Mosquito Island

  “Io credo ancora nel paradiso, ma almeno adesso so che non è un posto da cercare fuori. Perché non è dove vai, lo trovi dentro, quando senti per un momento di far parte di qualcosa……

 

“Io credo ancora nel paradiso, ma almeno adesso so che non è un posto da cercare fuori. Perché non è dove vai, lo trovi dentro, quando senti per un momento di far parte di qualcosa… e se lo trovi, quel momento, dura per sempre.” 

Richard/Leonardo Di Caprio – The Beach 

No, non ho cambiato tema al blog convertendolo in uno di citazioni letterarie. Ma quando si parla di Maya Bay non si può prescindere dal parlare anche del film The Beach, in cui un giovane Leonardo Di Caprio sperimentava la vita ribelle e alquanto alternativa in una spiaggia thailandese sperduta e paradisiaca. Correva l’anno 2000 e, per raggiungere Maya Bay Di Caprio – mappa “del tesoro” alla mano – ha dovuto farsi una bella nuotata, seguita da tuffi adrenalinici e scarpinate in mezzo alla foresta tropicale prima di raggiungere la segretissima meta. Ma l’espressione di meraviglia che avevano lui e i suoi compagni d’avventura è esattamente la stessa che chiunque approdi in questa baia ha anche oggi a distanza di 18 anni e milioni di turisti. Oggi sicuramente non è più una meta segreta, anzi. E’ presa letteralmente d’assalto da migliaia e migliaia di visitatori che ogni giorno arrivano qui per ammirare le meraviglie di questa spiaggia da sogno. La domanda che molti si pongono prima di partire è “ma ne vale veramente la pena?”. Ho pensato quindi di condividere con voi la mia esperienza e poi giudicherete voi se Maya Bay meriti o no una visita.

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Maya Bay oltre il mito: vale la visita?

Quando si cercano le immagini delle spiagge thailandesi, quella in cui ci si imbatte più spesso è senz’ombra di dubbio la spiaggia incantata di Maya Bay. Molti la considerano il prototipo di spiaggia ideale per eccellenza: scogliere calcaree e faraglioni a strapiombo sul mare che la circondano e la proteggono, acque cristalline, sabbia che sembra borotalco e il verde della foresta tropicale tutto intorno. Sembra davvero di essere approdati su una spiaggia deserta e da film … se non fosse per la quantità esorbitante di turisti che vengono scaricati su questo lembo di sabbia ad ogni ora del giorno. Il film è stato infatti la fortuna e al contempo la disgrazia di Maya Bay. Sul sito dell’autorità del turismo della Thailandia è riportato infatti che sono di media 5000 i turisti che ogni giorno visitano questa baia. Questo ha fatto sì che tutto l’ecosistema della zona ne abbia risentito pesantemente, tanto che si è arrivati alla drastica decisione di sospendere l’accesso ai visitatori per 4 mesi: dal 1 giugno al 30 settembre non sarà permesso alle barche di entrare ed attraccare nella baia antistante la famosissima spiaggia. I viaggiatori potranno comunque scattare qualche fotografia ricordo da una distanza di 400 metri, ovvero dalle due enormi rocce calcaree che fanno da guardiane all’ingresso naturale alla laguna. Tutto questo per cercare di dar un po’ di respiro alla barriera corallina e a tutti i suoi abitanti acquatici, ormai molto danneggiati e provati.

 

Essendo raggiungibile solo via mare, il flusso di barche cariche di viaggiatori è davvero importante. E questo, oltre a provocare enormi danni ambientali alla flora e alla fauna marine, crea anche molto caos. A mio avviso, il problema maggiore sono le enormi barche, quasi dei battelli, che partono da Phuket o Krabi e organizzano gite giornaliere alle Isole Phi Phi e, quindi, immancabilmente a Maya Bay. Credo che se ci si limitasse ai turisti che effettivamente soggiornano a Ko Phi Phi Doh, il numero di persone calerebbe notevolmente. In ogni caso, a me la laguna è piaciuta molto nonostante la folla che si trova. Anche se siamo partiti presto, infatti, non c’è stato nulla da fare ma del resto ce lo aspettavamo. La buona notizia è che la maggior parte degli avventori si fermano sulla spiaggia a scattare un’infinità di foto alla ricerca della posa perfetta. Io, invece, che sono molto poco fotogenica ho deciso di addentrarmi nella “foresta” e man mano che si cammina diminuisce la gente e aumentano le palme. Come dicono anche i cartelli “attenzione ai cocchi” che potrebbero cadervi in testa 😀 Da vedere non c’è molto, ma è comunque piacevole farsi una passeggiata all’interno della natura. Abbiamo scoperto che per i più avventurosi organizzano anche dei tour con pernottamento in tenda sull’isola per una notte.

In generale, secondo me, vale la pena fare un salto a Maya Bay se ci si trova già a Ko Phi Phi Doh, vista la breve distanza, e si organizza una visita a più baie e isolotti. Quello che ho apprezzato maggiormente, infatti, sono stati i tuffi e le nuotate nelle calette vicine e lo snorkeling che si può fare in tranquillità senza l’odore di carburante delle barche. Non la consiglierei invece a chi non soggiorna vicino perché, al di là del costo delle gite organizzate, ci si mette parecchio per raggiungerla e una volta arrivati c’è poco da vedere e non è attrezzata. Inoltre, consiglio di scegliere una longtail boat per arrivarci: sarete più indipendenti e non dovrete aspettare i tempi stabiliti dai tour operator che di solito vi scaricano sull’isola e vi fanno aspettare anche un paio d’ore per ripartire.

Bamboo Island e Mosquito Island: paradisi per lo snorkeling

Abbiamo scoperto questi due isolotti per puro caso durante il nostro “giorno in paradiso”, di cui vi ho parlato qui. Inutile dire che ce ne siamo innamorati perdutamente. Sono due piccole ma affascinanti perle del Mare delle Andamane, perfette per lo snorkeling e per una giornata all’insegna del relax. A differenza di Maya Bay, sono molto meno frequentanti ed è quindi possibile assaporare davvero la sensazione di trovarsi da soli su un’isola deserta. Noi ci siamo arrivati in longtail boat dal nostro hotel nella parte nord – orientale di Ko Phi Phi Doh. E’ stata un’avventura perché quando siamo partiti il mare era molto mosso, tanto che perfino il nostro accompagnatore thailandese nonché proprietario della barca era molto titubante. Alla fine siamo partiti lo stesso ma ammetto che ci sono stati momenti, nel bel mezzo del mare e con la terraferma molto lontana, in cui abbiamo avuto paura di fare la fine di Robinson Crusoe, altro che Di Caprio. Ma ce l’abbiamo fatta e credo sia una di quelle giornate che non scorderò mai. E’ stato tutto perfetto: dal picnic sulla spiaggia deserta, ai bagni nelle calde acque delle Andamane circondati da tanti pesciolini colorati.

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Ko Mai Phai, alias Bamboo Island, è un’isoletta a circa 5 km a nord di Ko Phi Phi Doh ed è caratterizzata da fondali sabbiosi ed acque cristalline. E’ disabitata e c’è solo un piccolo bar con qualche tavolino. E questa è la cosa migliore. Per raggiungerla, ovviamente solo in barca, consiglio sempre di affidarsi alle longtail boat dei pescatori locali o, se soggiornate allo Zeavola Resort & Spa, di visitarla durante il non plus ultra delle gite romantiche “One day in Paradise”. Una volta arrivati le possibilità sono due: attraccare e pagare la tassa del parco nazionale di circa 5€ oppure gettare l’ancora un po’ più al largo e dedicarsi allo snorkeling e raggiungere la riva a nuoto.

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Mosquito Island, Ko Yung in thailandese, è la più remota delle Phi Phi Islands e come Bamboo Island è deserta e perfetta per una visita in giornata. Il fondale è più roccioso rispetto a quello di Ko Mai Phai ma, purtroppo, la barriera corallina è stata parecchio danneggiata e la fauna marina è veramente scarsa. Il Dipartimento dei Parchi Nazionali Thailandese ha infatti recentemente deciso di vietarne l’accesso fino a data da stabilirsi per cercare di ripristinare un po’ l’ecosistema. Se progettate una visita informatevi bene, quindi, prima di partire perché potrebbe essere che non vi possiate neanche avvicinare.

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Phi Phi Islands: La mia esperienza allo Zeavola Resort & Spa

E’ lunedì mattina, ci sono già 30 gradi all’ombra e io sto lavorando. Partendo dal presupposto che lavorare in estate dovrebbe essere vietato per legge, non posso però far altro…

E’ lunedì mattina, ci sono già 30 gradi all’ombra e io sto lavorando. Partendo dal presupposto che lavorare in estate dovrebbe essere vietato per legge, non posso però far altro che lamentarmi visto che le bollette son lì che mi guardano e mi ricordano che, purtroppo, in ufficio ci devo andare anche d’estate quando ci si scioglie già solo respirando. Ed è proprio mentre stavo cercando di scollare le gambe dalla sedia che mi è venuta in mente, fulminea e tentatrice, l’immagine di me su una spiaggia bianchissima mentre sorseggio un cocktail con tanto di ombrellino colorato all’ombra di una palma. E riesco ad immaginarmela così vividamente perché questo paradiso esiste e ci sono stata davvero l’anno scorso. Si tratta delle Phi Phi Islands, precisamente di Ko Phi Phi Don.  Ma andiamo con ordine.

Zeavola Resort Phi Phi Islands

Phi Phi Islands: Ko Phi Phi Don e Ko Phi Phi Leh

Spesso parlando di questo angolo di paradiso nel Sud della Thailandia, lo si fa erroneamente al singolare. In realtà le isole sono due: Ko Phi Phi Don e Ko Phi Phi Leh. La prima, la più grande, è l’isola di approdo di ogni viaggiatore ed è anche quella in cui si trovano le strutture turistiche. Offre un’ampia scelta in fatto di resorts, guesthouses, ristoranti, locali e negozi. Il Ton Sai Village è sicuramente il centro nevralgico delle attività dell’isola, nonché il cuore pulsante della movida notturna. Oltre agli sfrenati ed esotici beach parties che richiamano turisti da ogni dove, il Ton Sai Village è caratteristico perché in realtà altro non è che un lungo lembo di sabbia che collega le due baie dell’isola: Ao Ton Sai, a sud, e Ao Loh Dalum, a nord. Se volete ammirare dall’alto la simmetria perfetta di queste due baie e la striscia di sabbia bianca che le collega, potete farlo dal Ko Phi Phi Viewpoint – il punto panoramico – che si trova a circa 170 m d’altezza e si raggiunge con una passeggiata di una mezz’oretta. Per accedervi bisogna pagare una tariffa d’ingresso di circa 30 bath che, solitamente, comprende anche una bottiglietta d’acqua indispensabile se vi volete cimentare nella scalata sotto il sole cocente.

Phi Phi Viewpoint

La seconda isola invece, più piccola, è un parco marino nazionale tutelato dal governo thailandese divenuta famosa con il film The Beach. Avete presente quando Di Caprio si diverte a fare il ribelle in quel luogo paradisiaco circondato da palme e lagune blu? Ecco si tratta proprio di Maya Bay, una delle spiagge di Koh Phi Phi Leh, considerata da molti il prototipo della spiaggia tropicale che ognuno di noi si immagina. La si raggiunge solo in barca, con le gite giornaliere o con le longtail boats.

Dove dormire a Ko Phi Phi Doh

Prima di partire ovviamente mi sono documentata parecchio per capire quale delle straordinarie località di mare thailandesi potesse fare al caso nostro. Considerando che saremmo stati reduci da un bel giro, che da Bangkok ci avrebbe portati su su fino a Chiang Rai, la parte più settentrionale della Thailandia, eravamo in cerca di pace e relax per concludere al meglio la nostra vacanza. L’immagine delle spiagge bianchissime, della natura rigogliosa e delle calde e cristalline acque del Mar delle Andamane sommata all’idea di essere su una piccola isola raggiungibile solo in barca ci hanno attratto come una calamita e ci hanno fatto scegliere le Phi Phi Islands. Durante la ricerca, però, mi sono imbattuta inevitabilmente in tantissime recensioni e opinioni e devo dire che quelle sulle Phi Phi Islands non erano entusiasmanti. Anzi. Dopo il catastrofico tsunami del 2004 che ha colpito pesantemente le isole Phi Phi, gran parte delle strutture infatti sono state ricostruite e, purtroppo, ne sono state aggiunte anche molte di nuove che hanno invaso gran parte degli spazi, snaturando un po’ il paesaggio. Questa era l’opinione più diffusa che ho trovato in rete. Ma non è così, ve l’assicuro. I gusti sono sempre personali e variano da persona a persona ma, con un po’ d’accortezza, si riescono ancora a trovare posti incontaminati e bellissimi anche a Ko Phi Phi Doh.

Phi Phi Islands

L’isola, infatti, continua a mantenere la sua magia anche perché, non essendoci strade, ci si sposta solo in barca o a piedi. E questo fa veramente la differenza perché permette di staccare completamente la spina e lasciarsi andare a ritmi più tranquilli e spensierati. Il mio consiglio, in ogni caso, è quello di fermarsi e soggiornare sull’isola per almeno 4 giorni. Ci sono anche tante gite mordi e fuggi, come le chiamo io, che permettono partendo da Phuket o Krabi, di visitare le Phi Phi in una sola giornata. Ma non ne vale la pena. Al di là dei costi abbastanza elevati, non riuscireste a vedere niente perché rimarreste bloccati nel Ton Sai Village, il posto più turistico e meno caratteristico, perdendovi così la possibilità di esplorare le spiagge più belle e, soprattutto, di passare una notte a mangiare pesce fresco in riva al mare illuminati solo dalla luce della luna e delle candele. L’isola, anche se piccola in dimensioni, offre veramente un’ampia scelta di alloggi per tutti i gusti e per tutte le tasche. Si va dagli hotel in pieno “centro” in cui godere appieno della movida notturna a quelli invece più isolati, immersi nella natura e in cui ci si sente davvero in paradiso. Indovinate un po’ quale tipologia ho scelto? Come detto, noi eravamo in cerca di spensieratezza e della più totale pace dei sensi. Abbiamo così optato per la costa nord – orientale dell’isola, più appartata e ancora abbastanza incontaminata. In particolare abbiamo scelto lo Zeavola Resort & Spa. E non avremmo potuto desiderare di meglio. Continuate a leggere per scoprire perché.

Zeavola Resort & Spa: la mia esperienza

Avete presente le immagini di quei resort da sogno, direttamente sulla spiaggia con vista mozzafiato sul mare, circondati da palme, alberi tropicali e uccellini multicolore che ti svegliano la mattina? Quelli in cui arrivate e dite  “se è un sogno, vi prego, non svegliatemi” e “lasciatemi qui”?. Ecco questo è lo Zeavola. Ci si arriva solo in barca, per la precisione con la loro barca privata che vi accoglie direttamente allo Yacht Club di Phuket con tanto di aperitivo offerto e, diciamocelo, già questo fa sentire very important people per almeno quei 10 minuti di gloria.  Appena arrivati, ho perso infatti in un lampo tutto il mio aplomb da diva mancata quando ho rischiato di fare il primo bagno completamente vestita cercando, molto goffamente, di saltare dalla barca al trattore che ci avrebbe portati a riva. Un trattore sì, perché a causa delle maree, in certi orari è impossibile avvicinarsi troppo e quindi, passeggeri e valigie, vengono trasportati così sulla spiaggia. Da quando abbiamo messo il primo piede sulla terra ferma, è stato un susseguirsi di “oh” e “wow” per tutto il resto del soggiorno. E’ un resort eco-sostenibile in totale armonia con l’ambiente che lo circonda. Tanto che dalla spiaggia neanche si vede.

Phi Phi Islands Zeavola Resort

Le sistemazioni sono infatti suite in legno in tipico stile thai, che si mimetizzano completamente tra le profumatissime piante esotiche che ricoprono tutti i 4 ettari del resort. E la cosa migliore è che i sentieri che portano alle varie suite sono di finissima sabbia bianca. Le infradito e qualsiasi altro tipo di scarpe, neanche a dirlo,  sono rimaste accuratamente chiuse in valigia per tutta la permanenza. Camminare scalzi sulla sabbia soffice 24 ore su 24 non ha veramente prezzo. Credo sia la cosa che ho apprezzato maggiormente insieme alle attenzioni di tutto lo staff che riesce veramente a farti sentire coccolato e speciale. Noi li chiamavamo “le fatine” perché sapevamo che c’erano ma erano così discreti che neanche ce ne accorgevamo. Ogni sera, poi, dopo una giornata di mare e relax, trovavamo in camera qualche sorpresa ad attenderci: piccoli pensieri e souvenir che hanno reso l’esperienza ancora più esclusiva e magica. Le camere, poi, sono eccezionali. Non a caso, è una location anche per i matrimoni. E, a questo proposito, un’iniziativa che ho trovato bellissima è quella di piantare una palma ad ogni nuova unione corredata dalla data e dai nomi. Estremamente romantica e anche eco-friendly.

Le attività a disposizione sono diverse: dalla spiaggia privata, alla piscina, dal centro immersioni alle escursioni organizzate. Noi ci siamo concessi un piccolo lusso: un’esperienza che si chiama “One day in Paradise” e che è la quintessenza del romanticismo e del relax. In pratica, consiste in una romantica gita a due su una longtail boat e di un pic-nic con tanto di cestino contenente tutte le migliori prelibatezze del cibo thai da fare su un’isoletta semi-deserta. Una volta rientrati vi aspetta un massaggio di coppia nella splendida spa dell’hotel (nel caso di Francesco non è stato molto romantico visto che si era ustionato a tal punto da essere più rosso di un’aragosta e il suo trattamento è consistito nell’essere completamente ricoperto da un gel verde all’aloe che lo rendeva molto poco sexy). Per concludere, poi, troverete ad attendervi una cena a lume di candela sulla spiaggia in un tavolo appartato. Cosa si può volere di più?

Phi Phi Islands

A proposito di cene, l’hotel ha due ristoranti, uno principalmente per la colazione e uno per la cena. Potete comunque ordinare cocktails e cibo a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche direttamente dal lettino in spiaggia. Noi abbiamo prenotato dall’Italia la mezza pensione, cosa che vi consiglio vivamente di fare per tre motivi. Il primo è che, di sera, più di tanto siete limitati perché i locali non sono molti e per spostarsi bisogna per forza prendere la barca. Il secondo è che il cibo allo Zeavola è veramente eccezionale. Noi ci siamo abbuffati come non ci fosse un domani. Mi viene ancora l’acquolina ripensando al barbeque di pesce freschissimo che hanno fatto una sera. Oltre all’indubbia qualità del cibo, il ristorante è ottimo anche perché c’è sempre musica dal vivo e la posizione, direttamente sulla spiaggia a pochi passi dal mare, è davvero impagabile. Il terzo e ultimo motivo per prenotare la mezza pensione dall’Italia è che vi costerà molto meno. Il menù è sempre à la carte quindi sarete voi a scegliere cosa mangiare ma, non prenotando prima la cena, il costo delle singole porzioni è più elevato.

Come potete immaginare è stata un’esperienza da sogno, un susseguirsi di emozioni e stupore che ci hanno accompagnati per tutta la nostra settimana di permanenza. Un posto magico ed estremamente romantico che, secondo me, merita di essere conosciuto per il grande impegno che i gestori mettono per renderlo il più possibile rispettoso dell’ambiente e della natura. Cosa non scontata oggi alle Phi Phi, che a causa del turismo di massa e dell’urbanizzazione senza freni post – tsunami, stanno soffrendo e perdendo un po’ della loro essenza magica. Ecco perché realtà piccole e corrette come questa dovrebbero essere preferite ai grandi resort in cemento che avranno anche costi minori per noi, ma altissimi per l’ambiente.

Zeavola Resort Phi Phi Islands Sunset

Note

Ho scelto di scrivere liberamente questa recensione sullo Zeavola Resort & Spa. Non è quindi frutto di alcuna sponsorizzazione e deriva solo dalla profonda ammirazione che nutro per il lavoro che il personale di questo resort svolge egregiamente e dal ricordo dei bellissimi giorni che ho passato.

Le foto degli interni dell’hotel le ho prese direttamente dal sito di Zeavola Resort & Spa e sono quindi di sua proprietà.

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Scopello: una visita alle acque turchesi della Tonnara più antica di Sicilia

Oggi mi sono lamentata ovunque e con chiunque del tempo balordo che non si decide a lasciar spazio alla bella stagione. Quindi, per par condicio, non potevo non farlo anche…

Oggi mi sono lamentata ovunque e con chiunque del tempo balordo che non si decide a lasciar spazio alla bella stagione. Quindi, per par condicio, non potevo non farlo anche qui. Abbiate pazienza, oggi va così. Immaginate voi cosa significhi stare in ufficio in piena Pianura Padana a destreggiarsi tra i momenti di afa atroce seguiti da quelli di pioggia con annessa aria fredda. Un continuo mettere e togliere i mille strati di vestiti che neanche una cipolla. Per cercare di tirarmi su di morale in questo martedì ancora indeciso se essere primaverile o autunnale, ho chiuso per un attimo gli occhi e mi sono immaginata di essere al mare, a crogiolarmi al sole con la brezza salmastra che soffia e scompiglia i capelli. E la prima immagine che mi si è piazzata in mente è quella della bellissima Tonnara di Scopello e dei suoi faraglioni che spuntano dal mare blu che più blu non si può. Certo non è propriamente una spiaggia di sabbia bianca, ma le sue acque cristalline sono tra le più belle che ho visto fin’ora.

Tonnara di Scopello

Scopello è un piccolo borgo in provincia di Trapani, affacciato sulle acque del Mar Tirreno. Tutto scogli e vegetazione, è anche secondo la mitologia l’ultima tappa del viaggio di ritorno a casa di Ulisse. Se non fosse che abitasse ad Itaca, altro luogo splendido, e avesse ad aspettarlo una moglie e un figlio, mi sarei chiesta chi gliel’avesse fatto fare di lasciare Scopello. Seppur minuscolo, racchiude secondo me l’essenza dei villaggi di pescatori di una volta. Una piazzetta, qualche casa, pochi ristoranti e una vista impagabile. E’ questo tutto quello che troverete nel centro del paesino, arroccato su una rupe rossa. Lo si può raggiungere in macchina, che va però lasciata nell’unico parcheggio ( a pagamento) che c’è subito fuori dall’ingresso pedonale.

Tonnara di Scopello

Io l’avevo scelto per la vicinanza alla Riserva dello Zingaro, che da qui si può raggiungere tramite un sentiero da trekking che parte proprio a pochi passi dalla Tonnara. Ricordatevi, però, di portare scarpe comode per camminare e cappello e protezione solare se, come me, ci andate a luglio o agosto. Avevo voglia io al 18 di agosto di farmi la scarpinata, armata di sole infradito, sotto il sole cocente dell’estate siciliana. Ecco perché ho ripiegato immediatamente sulla Tonnara di Scopello, molto più vicina e comoda da raggiungere. E menomale, perché me ne sono innamorata all’istante. E’ un posto suggestivo, che racconta le vite di un tempo dei suoi abitanti devoti al mare. Costruita nel XIII, è stata ristrutturata più volte e dismessa solo nel 1981. Si respira ancora ovunque il mare, qui vero protagonista, insieme ai faraglioni imponenti che sembrano quasi volerlo proteggere.

 

Oggi se ne possono visitare gli esterni e si può fare il bagno tra le insenature della baia pagando un biglietto d’ingresso; organizzano anche visite guidate all’interno della Tonnara, per far conoscere il duro lavoro dei pescatori che, come dicono qui, pescavano “all’antica maniera”. Preparate quindi maschera e boccaglio perché qui il mare è ottimo per fare snorkeling. Grazie alle rocce e alle insenature naturali che si creano, infatti, troverete un tripudio di pesci. Ve l’ho detto che il nome Scopello deriva dal greco skopelòs e significa appunto scoglio?

Tonnara di Scopello

Vi do un consiglio se decidete di fermarvi un po’ più a lungo di un solo bagno: in alta stagione è abbastanza affollato quindi ovviamente è meglio andare la mattina di buon ora. Ma, se ne avete la possibilità, chiedete di stare nel Belvedere e non direttamente sulla “spiaggia” della Tonnara. Questo perché, anche se più vicina al mare, è completamente in cemento quindi quando fa caldo vi ritrovereste a fare anche voi i tonni… cotti alla piastra però. Il Belvedere invece è più in alto e ci sono erba ed alberi, molto meglio per sdraiarsi e rilassarsi un po’.

Tonnara di Scopello

Consigli pratici

Come arrivare

La Tonnara di Scopello si trova a pochi km dalla più grande Castellammare del Golfo. E’ indispensabile avere la macchina, o quanto meno uno scooter, per arrivare sia a Scopello centro che alla Tonnara. Le strade, in salita, sono infatti strette e un po’ dissestate. Vi lascio l’indirizzo esatto della Tonnara: Largo Tonnara Scopello, 91014 Scopello. Una volta arrivati, dovrete parcheggiare nel parcheggio a pagamento sull’altro lato della strada a pochi metri dal sentiero di ingresso (costa, se non ricordo male, 5 o 7€ per tutta la giornata).

Ingresso e prezzi

Come vi dicevo, in alta stagione è meglio andarci di buon mattino perché poi rischiate di dover aspettare parecchio prima di poter entrare. L’ingresso, infatti, è a numero chiuso e una volta raggiunto il limite bisogna attendere fino a quando qualcuno non se ne va.

Orari: è aperta tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.00

Costo: il biglietto di ingresso costa 4€. Con supplemento, si può partecipare anche alla visita guidata all’interno della Tonnara.

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15 commenti su Scopello: una visita alle acque turchesi della Tonnara più antica di Sicilia

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