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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Categoria: Destinazioni

Visita a Villa Bettoni a Gargnano: un sogno sul lago di Garda

Villa Bettoni a Bogliaco di Gargnano è una delle dimore storiche più belle del lago di Garda. Affacciata direttamente sulle sue sponde, è da sempre abitata dalla famiglia Bettoni che ha recentemente deciso di aprire le porte di questo palazzo settecentesco al pubblico. Una location da sogno, ricca di storia e bellezza che ora potrete scoprire di persona grazie alle visite guidate multilingue.

Quando ho scoperto che Villa Bettoni ha aperto le sue storiche porte al pubblico non riuscivo a crederci. Era da anni che immaginavo cosa potesse nascondersi dietro le mura di questo bellissimo palazzo affacciato direttamente sul lago di Garda. E grazie alla disponibilità di Annalisa e Kenji che mi hanno accolta nella loro dimora, indossando i panni di anfitrioni d’eccezione, sono andata in esplorazione per raccontarvi tutto sulla mia visita a Villa Bettoni a Gargnano. 

villa Bettoni gargnano

L’affascinante palazzo settecentesco di Bogliaco di Gargnano è infatti entrato a far parte del prestigioso circuito delle dimore storiche italiane, residenze d’epoca esclusive e a numero chiuso. 

E volete sapere qual è la cosa migliore? Potrete visitare questa villa da sogno anche voi, grazie alle interessanti visite guidate multilingue che vi condurranno attraverso saloni decorati, giardini all’italiana, limonaie e divertenti aneddoti di famiglia.

villa Bettoni gargnano

Villa Bettoni a Gargnano: qualche cenno storico

Se si pensa che Villa Bettoni è stata edificata da ben 16 fratelli è difficile credere all’armonia eterogenea ed elegante che pervade le sale del palazzo. Eppure la realizzazione di dimora Bettoni è stata voluta proprio dai sedici figli di Gian Domenico Bettoni, imprenditore della fiorente ditta con cui commerciava in tutta Europa l’oro giallo del Garda, i limoni coltivati nelle limonaie di Bogliaco. Persona di gran rilievo, Gian Domenico ebbe relazioni persino con la corte asburgica: fu proprio lui a negoziare la successione al trono di Maria Teresa d’Austria, la figlia dell’imperatore Carlo VI.

villa

Tra i numerosi figli del Bettoni, vanno senza dubbio ricordati Carlo, ingegnere agrario, inventore, filantropo, fondatore dell’accademia agraria di Brescia e principale committente della costruzione del palazzo. Gian Maria che seguendo le orme del padre era attivo nel commercio e nella finanza a Genova. E Delay forse il fratello più intrigante, amante del bello, visse a lungo a Napoli dove frequentò la corte e divenne amico niente meno che di Casanova

villa Bettoni gargnano

La Villa: eleganza senza tempo

Con il crescere del commercio e della prosperità di famiglia Bettoni, crebbe anche il palazzo. La parte seicentesca della villa venne infatti ampliata grazie ai brillanti lavori degli architetti Adriano Cristofoli  e Antonio Marchetti. Dal primo, in realtà, sono stati concepiti i disegni iniziali del progetto. Fu il bresciano Antonio Marchetti, subentrato nel 1756 al suo predecessore poco presente, a portare avanti la realizzazione vera e propria della villa. Tra gli artisti che contribuirono con le loro opere all’arredo di palazzo Bettoni si possono contare, tra gli altri, lo scultore Gian Battista Locatelli, il pittore Vincenzo Guaranà e i fratelli Galliari – pittori e scenografi. 

villa Bettoni gargnano

Ma i corridoi di Villa Bettoni, a testimonianza del prestigio della famiglia, sono stati percorsi anche da personalità del calibro di Victor Hugo, Puccini, Garibaldi, Napoleone III, Mascagni e Napoleone Bonaparte, del quale è ancora conservata la camera da letto.

Il giardino all’italiana: tra statue e allori

E se nelle stanze del palazzo hanno soggiornato spesso artisti, regnanti e politici, il bellissimo giardino all’italiana è stato usato come location per lo spot per la campagna pubblicitaria della cedrata Tassoni. Erano gli anni Cinquanta, e sullo schermo in bianco e nero dei primi televisori spiccava Mina.

Il giardino prospettico all’italiana, vero fiore all’occhiello della villa, è collegato alla dimora principale da due panoramiche terrazze sospese. Arricchito da sculture di Gian Battista Locatelli, il giardino è un tripudio di profumi e contrasti che conquistano fin dal primo sguardo. Un vero e proprio giardino delle delizie in cui passeggiare tra i viali curati e le fontane, fino ad arrivare alla grotta artificiale e alle limonaie.

Non a caso, furono Gian Maria e Delay, l’animo romantico e amanti del bello della famiglia, a volere e a seguire la creazione di questa oasi verde. Entrambi, da Genova e Napoli dove risiedevano, sono entrati in contatto con lo stile internazionale e il gusto di grandiosità che andava affermandosi sempre più in quegli anni. Contrario al progetto, invece, Carlo l’agronomo che, più pragmatico rispetto agli altri fratelli, avrebbe preferito un giardino fatto con soli elementi naturali. Non sopportava, infatti, di vedere delle piante produttive utilizzate per fini scenografici, per lui uno spreco. 

villa Bettoni gargnano

Visita a Villa Bettoni: info & prenotazioni

Come vi anticipavo prima, Villa Bettoni ha da poco aperto le sue porte al pubblico. La famiglia Bettoni, che tutt’ora vi risiede, ha deciso di far conoscere la propria dimora e la storia ad essa collegata attraverso visite guidate a numero chiuso.

villa bettoni gargnano

Avrete modo di visitare sia gli interni del palazzo che i giardini monumentali, spesso accompagnati dai membri stessi della famiglia che vi sapranno raccontare interessanti storie ed aneddoti per immergersi ancora di più nell’atmosfera dell’epoca. I tour si tengono sia in italiano che in inglese e tedesco, previa prenotazione.

Orari

Ven-Sab-Dom, al momento fino alla prima settimana di ottobre. Gli orari delle visite variano e sono consultabili sul sito ufficiale.

villa bettoni gargnano

Prenotazioni

La visita guidata è a numero chiuso, quindi è bene verificare la disponibilità e prenotare in anticipo sul sito ufficiale. Telefonicamente ai numeri +39 349 77 02 810 / +39 345 05 33 653.

Per gruppi composti da più di 15 persone, la prenotazione è obbligatoria a questo link.

Prezzi

Costo intero visita guidata: € 15
Riduzione fino 12 anni: € 10
Bambini 0/4 anni: gratuito

Come arrivare a Villa Bettoni a Gargnano

Villa Bettoni si trova a Bogliaco di Gargnano, in provincia di Brescia, nella bellissima cornice del lago di Garda. 

Durante la stagione estiva sarà possibile arrivare a Bogliaco direttamente in Battello. La fermata del battello al porticciolo di Bogliaco, a due passi dall’ingresso di Villa Bettoni, sarà infatti attivata per il periodo estivo.


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Altro sul Lago di Garda:



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Vacanze estive: 5 destinazioni imperdibili per l’estate 2019

L’estate è alle porte e non sapete ancora dove andare in vacanza?
C’è chi ama le vacanze al mare, chi quelle in montagna a contatto con la natura e chi, ancora, preferisce una vacanza all’insegna della cultura e della vita di città.
L’unico problema è decidere quale sia la meta perfetta. Ecco quindi la lista delle 5 destinazioni imperdibili per l’estate 2019.

Anche se in queste settimane il tempo ci ha regalato solo freddo e pioggia, siamo ormai quasi a fine maggio e questo significa solo una cosa: l’estate è alle porte. E’ quindi il momento giusto per cominciare ad organizzare le prossime vacanze estive. Ma quali sono le mete migliori per l’estate 2019? Vi racconto le mie 5 destinazioni imperdibili per queste vacanze estive.

Destinazioni imperdibili estate 2019

Mare, montagna o città? Le destinazioni top per l’estate 2019

Ogni anno con l’inizio della primavera si cominciano già a pregustare le belle giornate e le tanto attese vacanze estive. C’è chi ama le vacanze al mare, chi quelle in montagna a contatto con la natura e chi, ancora, preferisce una vacanza all’insegna della cultura e della vita di città. L’unico problema è decidere quale sarà la meta giusta per l’estate 2019. E, soprattutto, trovare l’offerta perfetta. Grazie a momondo questo però non è più un problema: con le funzioni di ricerca voli e hotel si riescono sempre a trovare i prezzi più economici.

Resta quindi solo da decidere la meta ideale per le vacanze estive. Vediamo insieme quali sono, secondo me, le 5 destinazioni imperdibili per l’estate 2019.

Scopello: un tuffo nelle acque turchesi della Sicilia

Destinazioni imperdibili estate 2019

In provincia di Trapani, a poca distanza dalla Riserva dello Zingaro, si trova Scopello. Un piccolo borgo che secondo la mitologia è stato l’ultima tappa del viaggio di ritorno a casa di Ulisse. Quel che è certo è che di acque così cristalline se ne trovano difficilmente. Se siete in cerca di una meta al mare in cui si respira ancora l’atmosfera dei villaggi dei pescatori di una volta, Scopello è il luogo giusto per voi.

Circondata da imponenti faraglioni che sembrano volerla proteggere, la Tonnara di Scopello è il luogo ideale per chi ama lo snorkeling e i bagni in mare. Preparate pinne e boccaglio per un tuffo nel blu del Mar Tirreno.

Copenhagen: bicicletta e cultura per una vacanza green

mete imperdibili estate 2019

Vi avevo descritto Copenhagen tempo fa come “la città che non ti aspetti”. Ed è proprio per questo motivo che la inserisco tra le 5 destinazioni imperdibili per l’estate 2019. La capitale danese, infatti, sarà capace di stupirvi con la sua aria frizzante e rilassata. Al contrario di quanto si possa pensare, è una città estremamente solare e anche un po’ bohémien. Ne è un esempio la città libera di Christiania, la comunità indipendente e auto-gestita famosa per il suo spirito anarchico e per la legalità della cannabis. Ma non c’è solo questo ovviamente. I favolosi Giardini di Tivoli, la statua della Sirenetta, i 450 km di piste ciclabili e il sole di mezzanotte sono solo alcuni dei motivi per visitare Copenhagen quest’estate.

Samnaun: trekking e natura nella città duty free della Svizzera

destinazioni imperdibili estate 2019
fonte: samnaun.ch

Samnaun, nel Cantone dei Grigioni, proprio al confine tra Italia ed Austria, è la meta ideale per chi cerca relax, natura e, perché no, anche un po’ di shopping. E’ infatti zona franca dal 1892, status che le garantisce ancora oggi tariffe vantaggiose su articoli come tabacco, alcol ma anche profumi e abbigliamento. Il punto forte di Samnaun però è la natura: 250 km di sentieri per il trekking e altri 80 km dedicati alla mountain bike ne fanno la meta perfetta per gli amanti dell’outdoor e degli sport estivi.

Canoa Quebrada e le spiagge incontaminate del Nordeste del Brasile

Se siete in cerca di spiagge bianche e incontaminate, relax, buon cibo e divertimento Canoa Quebrada è quello che fa per voi. Situata nel Nordeste del Brasile è senza dubbio una delle spiagge più belle di tutto il Paese. Zona di conservazione ambientale, si trova a circa 170 km da Fortaleza, ed è famosa sia per le sue dune che per i suoi tramonti indimenticabili. Dall’animo un po’ hippie, è un’ottima destinazione per chi cerca una vacanza di mare senza rinunciare alla natura e alle attività sportive. Da non perdere l’escursione in buggy sulle dune, il parapendio sulle falesie e una passeggiata di sera a Broadway, la via principale.

Sri Lanka per un viaggio indimenticabile nella perla d’India

viaggio in Sri Lanka

Ultima ma solo per caso nella lista delle destinazioni imperdibili per l’estate 2019 è lo Sri Lanka. Vado un po’ controcorrente consigliandovelo a poca distanza dai terribili attentanti che hanno colpito la capitale Colombo. Ma lo faccio apposta: lo Sri Lanka è uno dei paesi più ospitali e sicuri in cui io sia mai stata. I suoi abitanti mi hanno rivolto solo sorrisi e disponibilità durante il mio insolito viaggio in tuktuk attraverso il Paese. Credo, quindi, sia giusto continuare a visitare questo paese straordinario, sia in termini di paesaggi che di cultura, e non dare potere a una manciata di esaltati che hanno cercato di distruggerlo.

E voi quale destinazione scegliereste per le vostre vacanze estive?

@momondo #owtravelers #admomondo

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Hanami 2019: le previsioni per la fioritura dei ciliegi in Giappone

L’hanami, ossia la contemplazione dei ciliegi in fiore, è una delle tradizioni più belle e profonde della cultura giapponese. Scopriamo insieme quali sono le date 2019 per la fioritura dei ciliegi in Giappone.

La fioritura dei ciliegi in Giappone è un evento attesissimo sia dai giapponesi che dai turisti. Quando si pensa al paese del Sol Levante lo si immagina infatti quasi sempre ricoperto dalla coltre rosa dei delicati petali di sakura: i ciliegi in fiore.

L’hanami, ossia la contemplazione dei ciliegi in fiore, è una delle tradizioni più belle e profonde della cultura giapponese. Essendo legata a fenomeni naturali, ogni anno la fioritura dei ciliegi avviene in date diverse. Ma se volete organizzare il vostro viaggio proprio per ammirare le nuvole rosa di petali non abbiate paura perché l’incredibile organizzazione nipponica viene in vostro soccorso. Esiste infatti una vera e propria agenzia meteorologica, la Japan Meteorological Agency, il cui compito è quello di fornire le previsioni della fioritura dei sakura in tempo reale. Scopriamo insieme quali sono le date 2019 per la fioritura dei ciliegi in Giappone.

ciliegi in fiore 2019 giappone checked-in travel blog

Quando e dove vedere la fioritura dei ciliegi in Giappone

Come detto, il periodo di massima fioritura dei ciliegi varia di anno in anno. Inoltre, bisogna sempre considerare le differenze climatiche delle diverse zone del Giappone. Nella regione di Okinawa, per esempio, i primi boccioli di sakura si cominciano a vedere già all’inizio di febbraio mentre a Sapporo non fioriscono fino alla fine di aprile. Le fioriture infatti cominciano solitamente nelle zone meridionali più temperate e proseguono poi verso quelle del nord. Ovviamente anche vento e pioggia possono influire notevolmente sulla durata dei boccioli. Io sono andata in Giappone per la fioritura dei ciliegi l’anno scorso e a causa delle temperature più rigide del normale e delle forti piogge mi sono persa totalmente i fiori a Tokyo. Per gli stessi motivi però sono riuscita ad ammirare questo spettacolo naturale in altre zone, come a Kanazawa, Takayama, Hakone e sul Monte Koya.

fioritura ciliegi previsioni 2019

Quanto dura la fioritura dei ciliegi?

I fiori di ciliegio sono tanto belli quanto effimeri. Basta un soffio di vento a farli ondeggiare fino a terra o nelle calme acque dei fiumi. La brevità fa parte del loro fascino ed è per questo motivo che se si vuole veramente ammirarli bisogna cercare di organizzare il viaggio il più possibile in base alle previsioni della fioritura. La primissima fioritura dei ciliegi viene chiamata kaika e corrisponde al giorno indicato sui bollettini. Il picco massimo di fioritura, mankai, si verifica di solito una settimana dopo il kaika. In ogni caso potrete ammirare gli alberi in fiore all’incirca per una settimana o 10 giorni al massimo.

previsioni Hanami 2019

Hanami 2019: le date ufficiali

Da quanto si legge nei primi due bollettini, rilasciati il 10 e il 24 gennaio, sembra che quest’anno la fioritura dei sakura sia leggermente in ritardo rispetto a quella dello scorso anno. Comincerà a sud, a Kyushu, alla fine di marzo e continuerà poi verso nord fino ad arrivare in Hokkaido per l’inizio di maggio. In particolare, la prima fioritura è prevista per il 18 marzo a Kochi e l’ultima il 19 maggio in Hokkaido.

date hanami 2019

A Tokyo il posto migliore in cui assistere all’hanami è lo Shinjuku Gyoen il 31 marzo; a Osaka invece è l’Expo ’70 Park il 3 aprile.

Vi lascio una tabella riepilogativa in cui vengono riportate le previsioni della fioritura dei ciliegi 2019 suddivisa per zone.

previsioni fioritura ciliegi 2019 giappone

Per tenere monitorata la fioritura dei ciliegi 2019, potete scaricare anche l’App “Sakura Navi”.

Curiosità sull’hanami

Il periodo dell’hanami è un momento di gioia e ritrovo per tutti i giapponesi che amano fare pic-nic nei parchi per ammirare i bei sakura. Ogni cosa in questi giorni sarà della stessa tinta pastello dei petali: ci sono i dolci rosa, come i kusa-mochi e sakura-mochi, le bevande al gusto di sakura e persino i gamberetti di primavera, i sakura ebi. Tutto nel Sol Levante si muove al ritmo della fioritura dei delicati fiori di ciliegio durante questa ricorrenza. Non per niente la primavera, Haru, rappresenta la prima stagione del calendario giapponese. Tutto prende avvio in aprile, dall’inizio dell’anno scolastico a quello dell’anno fiscale. I sakura e la loro magica stagione rosa rappresentano la rinascita, l’inizio di una nuova vita.

previsioni fioritura ciliegi 2019 Giappone

Per organizzare al meglio il vostro viaggio, qui trovate l’itinerario di 15 giorni in Giappone dettagliato.

Se avete bisogno di ulteriori informazioni sul Giappone, date un’occhiata a Viaggio in Giappone: istruzioni per l’uso.

Per prenotare il Japan Rail Pass e tutte le altre cose utili per un viaggio in Giappone, vi consiglio invece Giappone: 4 cose fondamentali da prenotare prima della partenza.

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#Guida ai 10 posti più instagrammabili di Parigi

Parigi, si sa, è la città dell’amore e degli innamorati per antonomasia. Da qualche tempo però è diventata anche una delle mete preferite dagli Igers che amano condividere sui loro feed foto particolari e colorate della Ville Lumière. Vi voglio svelare tutti i segreti per realizzare lo scatto perfetto e lo faccio portandovi con me a scoprire i 10 posti più instagrammabili di Parigi.

Parigi, si sa, è la città dell’amore e degli innamorati per antonomasia. Da qualche tempo però è diventata anche una delle mete preferite dagli Igers che amano condividere sui loro feed foto particolari e colorate della Ville Lumière. Sarà capitato a tutti almeno una volta – a me di sicuro – di restare a bocca aperta guardando le gallerie perfette degli instragrammer che sembrano pubblicare sempre la cosa giusta al momento giusto. Magari degli stessi identici posti in cui siete stati anche voi. E perché allora l’effetto sembra sempre diverso?

Certo servono bravura e tanta originalità, ma vi assicuro che scattare fotografie a prova di Instagram è una cosa alla portata di tutti, basta solo conoscere qualche trucco e soprattutto i posti giusti. Oggi vi voglio svelare tutti i segreti per realizzare lo scatto perfetto e lo faccio portandovi con me a scoprire i 10 posti più instagrammabili di Parigi.

I  10 posti più instagrammabili di Parigi + 1 bonus

#1 Les Manèges

Se volete cogliere l’essenza tipicamente retrò ma allo stesso tempo trendy di Parigi, dovete assolutamente immortalare in uno dei vostri scatti i manèges parigini. Sto parlando delle giostre che si trovano sparse per tutta la città e che da anni fanno sognare con i loro cavallucci in legno e i loro motivetti romantici. I caroselli più scenografici sono sicuramente quello di Montmartre, da cui potrete scattare una meravigliosa foto con la Basilica del Sacro Cuore sullo sfondo (metro Anvers), e quello dei Giardini del Trocadéro, con vista sulla Tour Eiffel (metro Trocadéro). Ora, potreste limitarvi a una bella foto dei manegès e basta. Ma noi vogliamo lo scatto a prova di Instagram, giusto? Ecco quindi il mio segreto: allontanatevi leggermente e andate verso il parco. Qui sedetevi su una delle tante panchine verdi che avrete spostato in senso orizzontale et voilà les jeux sono faits: avrete una bellissima fotografia con alle spalle sia la Tour Eiffel che una delle giostre più iconiche della città.

Manège Trocadéro Parigi

#2 La Maison Rose

Un altro dei luoghi più instagrammati di Parigi è un bistrot di Montmartre che è stato frequentato da artisti del calibro di Picasso e Modigliani. Dopo essere stato chiuso per tanti anni, nel 2017 ha riaperto le sue porte e da allora è uno dei posti più fotografati di tutta la città. Il motivo è semplice: colori pastello e vicoli ciottolati  fanno tornare in un attimo ai tempi degli artistes maudits, gli artisti maledetti. L’indirizzo è 2 Rue de l’Abreuvoir.

Maison Rose Montmartre Parigi

#3 Il Ponte di Iéna e la Tour Eiffel

Tutti di solito si limitano a fare le foto sul ponte di Iéna che sovrasta la Senna e punta dritto alla Tour Eiffel. Un vero Iger però fugge dai luoghi troppo frequentati e quindi scontati e cerca degli scorci differenti. E lo fa andando sotto il ponte. In particolare, attraversatelo in direzione opposta alla Torre e scendete gli scalini di pietra che vi portano sul lungo Senna. Non vi resterà che sedervi su un pilone e farvi scattare la vostra originale foto della Tour Eiffel dal basso, con le decorazioni dorate del ponte e le acque della Senna a farvi da cornice.

Parigi Tour Eiffel Pont de Iena

#4 Pigalle Basketball Camp

Di questo campo da basket coloratissimo ed estremamente fotogenico vi avevo già parlato anche nell’itinerario di 4 giorni a Parigi. Il Pigalle Basketball Camp si trova a Pigalle al 17 di Rue Duperré. Vi basti sapere che è stato scelto anche da Nike come set per le sue campagne pubblicitarie.

Pigalle Basketball Camp Parigi Nike

#5 Le scale a chiocciola di 59 Rue de Rivoli

Uno dei posti più originali e instagrammabili di tutta Parigi è sicuramente l’edificio/galleria d’arte che si trova al civico 59 di Rue de Rivoli. Ogni suo angolo è a prova di foto e qui è veramente impossibile non sbizzarrirsi con i click. Il trucco da Iger? Fatevi scattare una fotografia dall’alto mentre scendete le scale a chiocciola ricoperte di murales coloratissimi.

posti instagrammabili Parigi

#6 La Libreria Shakespeare and Company

La libreria Shakespeare and Company è un altro dei luoghi più fotografati della Ville Lumière. Da amante dei libri, io non posso che essere di parte e adorare questo luogo a cui ho dedicato un interno articolo che trovate qui. E’ un posto magico che merita di essere visitato a prescindere dalle fotografie (che all’interno comunque sono vietate). Anche qui il fascino bohémien e intellettuale di Parigi si fa sentire.

Shakespeare and Company Parigi

#7 La statua della Libertà

No, non ho sbagliato a scrivere. Forse non tutti lo sapete ma esiste una Statua della Libertà anche a Parigi. Dopotutto la più famosa sorella newyorkese ha comunque origini francesi. La cosa bella è che qui potrete usufruire dell’incredibile offerta 2×1: prendendo uno dei tanti battelli che attraversano la Senna, vi ritroverete uno scatto sia con la Tour Eiffel che con la Statua della Libertà. Cosa volete di più?

Statua della Libertà Parigi

#8 Il muro dei Ti Amo

Abbiamo detto che Parigi è la città dell’amore per eccellenza: ebbene, non potete farvi mancare una foto in dolce compagnia di fronte al Mur des Je T’Aime, il muro su cui è stato scritto ti amo in ben 311 lingue.

Mur de Je T'Aimes Parigi

#9 Rue Cremieux

Arrivati a questo punto avrete capito che uno dei segreti per lo scatto instagrammabile perfetto è quello di cercare angoli meno battuti oppure angolazioni particolari. Rue Cremieux rientra senz’altro tra i luoghi poco frequentati dalle orde di turisti assetati di foto: si tratta di una via chiusa costeggiata da tante casette colorate, un po’ diverse dal solito stile parigino e più vicine, forse, a quello londinese di Portobello Road e Notting Hill.  La metro più vicina è Gare de Lyon.

Rue Cremieux Parigi

#10 Il Café Le Vrai Paris

Lo dice già il nome che questo bistrot rappresenta la vera Parigi. Tavolini all’aperto, fiori rosa e la tipica atmosfera di un bistrot parigino. Non si può non immortalarlo. Fatelo però dall’altro lato della strada. Indirizzo 33 Rue des Abbesses.

Le Vrai Paris Café

#11 Le Moulin de la Galette

Se Le Moulin de la Galette vi suona familiare è perché molto probabilmente vi sarà capitato di ammirare il celeberrimo dipinto impressionista Bal au Moulin de la Galette. Già nel 1876 Renoir aveva visto la bellezza e le potenzialità di questo locale ubicato sulla sommità della collina di Montmartre. La sua particolarità? Ovviamente il mulino a vento che ve lo farà riconoscere immediatamente appena arriverete in Rue Lepic.

Le Moulin de la Galette

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Monte Koya: dormire in un tempio buddista in Giappone

Se state organizzando un viaggio in Giappone, non potete perdervi una delle esperienze più belle e indimenticabili che vi capiterà di vivere durante la vostra permanenza nel paese del Sol Levante: dormire in un tempio buddista sul Monte Koya.

Vi ho incuriosito?

Se state organizzando un viaggio in Giappone e, come me, siete affascinati dalla sua millenaria cultura, per certi versi così lontana dalla nostra, non potete perdervi una delle esperienze più belle e indimenticabili che vi capiterà di vivere durante la vostra permanenza nel paese del Sol Levante. Sto parlando di dormire in un tempio buddista, in un paese lontano da tutto e raggiungibile solo in funivia.

Vi ho incuriosito?

Fukuchiin: dormire in un tempio buddista sul Monte Koya in Giappone Checked-In Travel Blog

La notte che ho passato sul Monte Koya, all’interno di uno dei suoi tanti templi aperti ai turisti, è stata senza dubbio la più magica ed indescrivibile di tutto il mio viaggio in terra nipponica. E’ una di quelle esperienze che si fa fatica a descrivere a parole. E’ un’avventura che va vissuta per riuscire ad apprezzarla in pieno. Cercherò, però, di trasmettere anche a voi un po’ dell’essenza sacra e al tempo stesso misteriosa che ho sperimentato durante la mia permanenza sul Koyasan e di darvi anche qualche consiglio per raggiungere a vostra volta quest’affascinante meta giapponese lontana dai soliti circuiti turistici.

Monte Koya: dormire in un tempio buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

Ma dove si trova il Monte Koya?

Il Monte Koya, nella penisola di Kii, seppure solo a qualche ora di treno dalla vivace Osaka, è un universo a sé: dimenticatevi le luci al neon e il caos controllato delle altre città giapponesi. Fitte foreste di cedri, monaci, templi e foresterie. Camminando tra la nebbiolina che qui avvolge ogni cosa, non troverete molto altro. Ma del resto non ce n’è bisogno.

Koyasan - Giappone: cosa vedere Checked-In Travel Blog

Con più di cento templi in funzione, il Koyasan è uno dei centri religiosi più importanti di tutto il Giappone e, dal 2004, è considerato anche patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Ma le sue origini sono ben più antiche e risalgono all’ 816 quando il monaco buddista Kūkai, noto come Kōbō-Daishi, ricevette dall’imperatore Saga il permesso di costruire un complesso monastico sul Monte Koya in cui poter praticare e tramandare il buddismo esoterico. Il tempio Kongōbu-ji, all’interno del Parco Regionale di Koya-Ryujin, è a tutti gli effetti il più importante per quanto riguarda l’insegnamento del buddismo Shingon.

Monte Koya Giappone come arrivare

Il centro del paese si trova a 900 metri d’altezza e per raggiungerlo bisogna obbligatoriamente prendere la caratteristica funicolare bianca e rossa che vi porta in cima, dove vari pullman vi condurranno al tempio in cui avrete scelto di soggiornare.

Se decidete di arrivare fin qui, diventa necessario trascorrere almeno una notte in uno dei tanti templi aperti ai turisti. I motivi sono molto semplici: per prima cosa andare e tornare in giornata sarebbe un massacro e in secondo luogo vi perdereste l’esperienza più bella di tutto il viaggio in Giappone.

Una notte in Shukubo: in quale tempio buddista dormire

Quando l’autobus mi ha lasciata di fronte all’entrata del monastero in cui avevo scelto di soggiornare mi son detta “ce l’ho fatta, finalmente”. E pensare che fino al 1872 le donne non potevano nemmeno entrare nel Daimon, l’entrata principale al Kōya-san.

Fukuchiin Monte Koya: dormire in un tempio buddista Checked-In Travel Blog

Da allora i progressi sono stati tanti e all’incirca una cinquantina dei più di 100 templi in funzione ospitano oggi turisti e pellegrini. Le foresterie dei monasteri prendono il nome di Shukubo e, anche se non sono economicissime (i prezzi variano dai 70€ ai 150€ a notte), offrono tutte la mezza pensione compresa nella tariffa della camera. I piatti sono quelli tipici della cultura buddista e prevedono tofu, verdure di stagione, zuppe e altre pietanze non meglio identificate, dal sapore molto forte e particolare, che soprattutto di prima mattina possono risultare poco appetibili. Piccolo suggerimento: se siete stufi dei piatti troppo sani, fate un salto al Komi Coffee e riscaldatevi con un buon matcha caldo e dei deliziosi e sofficissimi pancakes!

Koyasan una notte in un monastero buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

Monte Koya: dormire in monastero buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

La faccia di chi sta morendo di fame ma non è troppo convinto della cena

Io ho scelto il monastero Fukuchi-In ma ce ne sono tantissimi altri. L’importante è prenotare con largo anticipo.

Appena arrivati vi accorgerete che i monasteri non sono semplici hotel: ogni tempio ha bellissimi giardini paesaggistici che infondono subito un senso di pace e inducono alla meditazione.

All’interno, troverete pavimenti in legno e il delicatissimo tatami per cui dovrete lasciare le scarpe in custodia all’armadietto in legno all’ingresso, unica protezione l’affidabilissima cultura giapponese. Le camere sono solitamente semplici ma spaziose, con il futon come letto. I bagni sono in comune ma, vista l’estrema cura nipponica, sono puliti in modo maniacale. Nel mio Shukubo, oltre ai bagni classici, c’erano anche gli onsen, ovvero le tipiche vasche termali in cui immergersi dopo essersi lavati secondo il rituale tradizionale.

Fukuchiin Monte Koya: dormire in un monastero buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

Il ritmo della vita nel tempio è scandito da orari molto precisi che vanno rispettati da tutti: cena – rigorosamente vegetariana –  alle 17.30, coprifuoco alle 20.00 e colazione alle 8.00. Questo vi permetterà di essere riposati e di svegliarvi presto per assistere alle preghiere mattutine dei monaci (alle 06.30), a cui consiglio vivamente di partecipare. Tra l’odore di incenso e i canti trascinanti dei religiosi, vi sentirete trasportare completamente nell’atmosfera mistica del Koyasan.

Come raggiungere il Koyasan

Come vi anticipavo, il modo migliore per raggiungere il Koyasan è quello di partire da Osaka.

Con il Japan Rail Pass

Se volete sfruttare il più possibile il JR Pass, di cui vi ho parlato qui, sappiate che impiegherete più tempo ad arrivare al Koyasan e, in ogni caso, dovrete pagare almeno una tratta. Vi lascio un breve schema dei cambi.

Partenza dalla stazione JR di Shin-Osaka

Treno Limited Express Kuroshio per Wakayama (1h circa)

Linea JR Wakayama fino a Hashimoto (1h circa)

Linea Nankai – Koya (non compresa nel JR Pass – circa 400 yen) fino a Gokurakubashi (40 min)

Senza il Japan Rail Pass

Il modo più rapido per raggiungere la stazione finale di Gokurakubashi è quello di prendere il treno espresso della ferrovia privata Nankai – Koya. I cambi si riducono, così come le ore di viaggio.

Partenza dalla stazione di Osaka Namba oppure Shin-Imamiya con il Nankai Koya Line Express fino a Gokurakubashi (870 yen, 1h40)

Una curiosità: la giapponese Nankai Electric Railway e la svizzera Montreux Oberland Bernois Railway (MOB) dall’ottobre 2017 si sono affiliate e sono diventate ferrovie partner. Ad accomunarle è il fatto che entrambe conducono i propri passeggeri a due siti patrimonio dell’umanità e lo fanno attraversando paesaggi naturali incontaminati e scenografici.

Koyasan World Heritage Ticket

Una volta arrivati a Gokurakubashi, per raggiungere la cima del Monte Koya bisogna per forza prendere la funicolare che parte direttamente dalla stazione. Da lì poi si procede con i pullman urbani fino al centro del paese e ai monasteri. Le linee sono 3 (Daimon Line, Okunoin-mae Line e Daimon Okunoin-mae Line) e partono tutte dal piazzale antistante la stazione d’arrivo della funivia. Ci sono sempre degli operatori che vi aiuteranno a capire quale linea arriva più vicino al vostro tempio. Inoltre, gli orari dei bus sono coordinati con quelli di arrivo della funicolare e, di solito, quando si arriva sono già fuori ad aspettare.

Molto conveniente è il biglietto turistico Koyasan World Heritage Ticket che comprende sia i treni della Nankai Line sia i pullman. Il costo per due giorni (comodo per chi passa la notte sul Koya) è di circa 3400 yen partendo da Namba o Shin-Imamiya, di 2520 yen da Hashimoto. Sono compresi anche dei coupon con il 20% di sconto sulle entrate ad alcuni templi e monumenti e con il 10% su alcuni ristoranti e negozi di souvenir convenzionati. Se siete interessati ai soli pullman, sappiate che presso la stazione dei bus, è possibile acquistare un biglietto giornaliero che vi consente di prenderli illimitatamente (costo 830 yen).

Cosa vedere sul Koya-san

Dopo tutto questo viaggio, è lecito chiedersi cosa ci sia da vedere sul Koyasan di interessante. Oltre al pernottamento in un monastero buddista, esperienza già di per sé memorabile, questo monte sacro ha diversi templi da visitare. Uno su tutti il Kongobu-ji, il tempio che fa capo agli altri 4000 appartenenti alla setta Shingon e al cui esterno c’è un bellissimo giardino di sabbia e pietra (l’ingresso è a pagamento ed è compresa la consumazioni di un tè). Dirigetevi poi verso il mausoleo di Kobo-Daishi, eretto dai suoi discepoli dopo la sua morte.

Giappone Monte Koya: cosa vedere Checked-In Travel Blog

A guardia dell’area sacra, vigilano due statue poste ai lati della grande porta di ingresso al complesso dei templi: la Dai-mon. Di colore rosso, questo enorme varco è alto ben 25,1 metri d’altezza e fu ricostruito nel 1705.

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Per raggiungerlo bisogna attraversare l’Okunoin, un sentiero di circa 2 km che attraversa la fitta foresta di cedri centenari. Al suo interno ci sono più di 200.000 monumenti funerari in pietra e statue di varia misura che rendono la passeggiata ancora più suggestiva.

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Una volta arrivati al ponte Gobyo no hashi è buona norma inginocchiarsi profondamente verso il mausoleo in segno di rispetto al Kukai e rivolgergli delle preghiere. Si crede infatti che egli continui a vivere nel cuore della foresta. Vicino al ponte troverete il Sugatami no Ido, il cosiddetto specchio “del bene”: specchiatevi solo se non avete paura però perché la leggenda vuole che chi non vede il suo riflesso nell’acqua sia destinato a morire entro 3 anni!

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Se vi avanza del tempo, dedicatelo alla visita del Danjo Garan, il complesso di templi che venne edificato per primo da Kobo-Daishi. Al suo interno ci sono la pagoda Konpon Daito che spicca con i suoi 48 metri d’altezza e molte altre stanze che costituiscono un ambiente unico.

E un souvenir?

Non si può lasciare questo posto magico senza portarsi a casa un ricordo altrettanto speciale. Ecco quindi che come souvenir vi consiglio di raccogliere una delle tante foglie del pino a tre punte. Si dice infatti che poco prima che Kukai lasciasse la Cina, lanciò verso l’arcipelago giapponese un varja – uno strumento usato durante i rituali sacri – per scoprire quale fosse il luogo più adatto per tramandare i suoi studi sul buddismo esoterico. Sembra che la varja sia caduta proprio sul Koyasan, nella zona dove ora sorge il Danjo Garan. Gli abitanti cominciarono così a piantare pini dai rami a tre foglie che ricordano molto la forma dello strumento sacro. Dicono che raccoglierne una porti fortuna 🙂

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23 commenti su Monte Koya: dormire in un tempio buddista in Giappone

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