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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Mese: ottobre 2018

Viaggio in Giamaica: 5 buoni motivi per partire subito

Sono andata in Giamaica un po’ per caso. Stavo cercando una località ai Caraibi in cui fare tappa dopo una settimana a New York e tutto quello che volevo erano…

Sono andata in Giamaica un po’ per caso. Stavo cercando una località ai Caraibi in cui fare tappa dopo una settimana a New York e tutto quello che volevo erano lunghe spiagge bianche, acqua cristallina e relax. La Giamaica prometteva tutte queste cose e ad un prezzo molto più conveniente rispetto ad altre località magari più turistiche. L’idea poi di una meta alternativa e ancora poco conosciuta mi ha spinta definitivamente a sceglierla per le mie vacanze all’insegna del mare e del relax. Quello che di certo non mi sarei mai aspettata era di innamorarmi perdutamente di questa terra a volte controversa ma ricca di bellezza, cultura e di una fortissima personalità che la contraddistingue. 

La Giamaica è un concentrato di energia che si sprigiona nella musica sempre presente, nei balli affascinanti e nel calore della sua gente. Sono in assoluto i sorrisi e le storie delle persone che ho avuto il piacere di conoscere che hanno fatto sì che lasciassi un pezzetto di cuore in questo Paese unico e speciale. Quando sono partita, stavo portando con me un bagaglio colmo di luoghi comuni: Bob Marley, Cannabis, criminalità, spiagge caraibiche e poco altro da scoprire. Considerando che io amo girovagare e vedere più cose possibili quando sono in viaggio, confesso di aver temuto di annoiarmi in Giamaica, dove pensavo che da vedere ci fosse ben poco. Mi aspettavo, infatti, di starmene per i restanti 10 giorni spaparanzata sulla sdraio a bere Piña Colada con l’ombrellino e a lavorare costantemente sull’abbronzatura. E, invece, 10 giorni non sono stati neanche lontanamente sufficienti per riuscire a vedere tutto quello che quest’isola nel Mar dei Caraibi ha da offrire. 

Foreste rigogliose, cascate naturali in cui tuffarsi dopo averle scalate, lagune luminose, spiagge di borotalco e acque turchesi costellate di pesci multicolori e stelle marine, ma anche piantagioni di caffè, tramonti incandescenti e indimenticabili e tanto calore umano. E’ tutto quello che dovete aspettarvi da una vacanza in Giamaica, al ritmo del sole e della musica Reggae. 

1. Negril e la Seven Miles Beach

Come base d’appoggio ho scelto Negril, nella parte occidentale della Giamaica. E’ famosa per le sue lunghissime spiagge bianche, circondate da una miriade di palme e bagnate dalle calme e calde acque cristalline in cui nuotano liberamente pesci coloratissimi, razze e stelle marine. Il tratto più lungo di spiaggia è quello della Seven Miles Beach, una striscia bianca lunga ben 11 chilometri appunto. È la zona in cui si concentrano anche i resort all-inclusive e i locali che si trovano lungo la parallela Long Bay. Qui troverete parecchi bar e ristorantini, ma anche i tipici ambulanti che preparano il Jerk Chicken – pollo speziato e piccante cotto alla brace dentro barbecue improvvisati e spartani di lamiera. Assolutamente da provare! Se poi volete comprare spezie e il preparato speciale per rifare a casa il jerk chicken, potete farlo sia nelle piccole botteghe che troverete sempre lungo Long Bay sia al Time Square Mall, una sorta di centro commerciale in cui ci sono prevalentemente negozi di souvenir. Molto comodo perché è presente un bancomat, il più vicino che troverete se soggiornate a Negril. 

Assolutamente da non perdere, poi, è un’escursione in barca a Booby Cay Island, un piccolo isolotto disabitato proprio di fronte a Seven Miles Beach. Il modo migliore per raggiungerlo è quello di affidarsi ai locali che vi porteranno con le loro barche dal fondo di vetro fino all’isola. Compreso nel costo – vi consiglio di contrattare – ci sono una tappa alla barriera corallina in cui potrete fare snorkeling (pinne e boccaglio sono a disposizione) e poi un fantastico pranzo a base di aragosta cucinata e mangiata direttamente sulla spiaggia. La miglior aragosta che ho mai mangiato, credetemi. 

2. Falmouth e la Laguna luminosa

L’esperienza alla Laguna Luminosa è senza dubbio una delle più belle e indimenticabili che ho mai vissuto. Si tratta di una laguna molto particolare perché, di notte, le sue acque luccicano! No non sto scherzando, quello che vedrete è uno spettacolo davvero stupefacente: le acque della laguna si colorano infatti di un azzurro fosforescente, come se migliaia di lucciole avessero deciso di tuffarsi e farvi strada mentre nuotate. In realtà, non si tratta di lucciole bensì di rarissimi microbo dinoflagellate phosphorescent, dei microrganismi che si attivano con i movimenti. E’ un fenomeno naturale che si verifica solo in quattro posti al mondo e a particolari condizioni atmosferiche. A me sembrava di essere davvero in simbiosi con la natura, ad ogni mio movimento era come se si accendessero intorno a me tantissime lampadine fluorescenti e giocherellone. Un piccolo fascio di luce nel buio totale circostante, ovvero pura magia! La Laguna Luminosa si trova poco fuori Falmouth, a circa 2 ore di macchina da Negril. Ci sono diversi tour che organizzano gite al tramonto per ammirare questo spettacolo. Se volete, invece, raggiungerlo autonomamente vi consiglio di arrivare sul posto con largo anticipo (l’escursione comincia alle 19) per comprare i biglietti. 

laguna luminosa giamaica

3. Ocho Rios e il mausoleo di Bob Marley

One love, one heart
Let’s get together and feel all right

One Love” è il motto giamaicano per eccellenza. Tratto dall’omonima canzone del grande mito giamaicano Bob Marley, ha un significato estremamente profondo che credo si riesca a capire meglio solo visitato la sua terra natale e conoscendo i suoi abitanti. E’ un inno alla fratellanza, alla libertà e all’amore totale senza barriere e distinzioni sociali, religiose o culturali. Sulle colline di Nine Mile si trova la casa in cui Bob Marley visse fino ai 13 anni e in cui ora, secondo alcuni, è sepolto nel mausoleo bianco con vetrate colorate e angeli neri dipinti sui muri, costruito proprio di fianco alla casa natale del celebre cantante. Bob Marley, in realtà, è considerato molto più che un artista: è una sorta di emblema della cultura Reggea e portavoce e simbolo della filosofia rastafariana, di cui Marley stesso era esponente. Purtroppo, la casa e il mausoleo sono oggi molto, troppo turistici e, a mio avviso, anche un po’ pacchiani. Meritano però una visita sia per gli splendidi panorami che vedrete nell’arrivare: strade tortuose e dissestate che passano tra la foresta e le montagne, un mondo molto lontano da quello di Negril e dei suoi resort. 

mausoleo bob marley ocho rios

4. Dunn’s River Falls 

La Giamaica è molto verde e ricca di foreste tropicali e cascate naturali in cui vi sembrerà di essere davvero in mezzo alla giungla. Le più famose – e anche più turistiche – sono le Dunn’s River Falls ad Ocho Rios. Ad essere sinceri, la prima impressione è quella di essere in un parco acquatico dotato di tutti i comfort. Le Dunn’s River Falls sono alte 55 metri e sono un insieme di varie cascate e piscine d’acqua naturali che si formano tra le rocce. La cosa bella è che, partendo dalla spiaggia sottostante in cui il fiume Dunn sfocia direttamente nel Mar dei Caraibi (è stata usata anche come location per vari film tra cui il primo 007) le cascate sono scalabili a piedi. Vi basterà usare delle scarpette antiscivolo (acquistabili in qualsiasi negozietto anche a Negril) e iniziare la salita nell’acqua tra le rocce. Quando ci si ritrova a scalare la cascata in mezzo a piante e fiori lussureggianti, si dimentica presto di essere all’interno di un parco e sembra invece di trovarsi in un paradiso tropicale. E ci si sente un po’ degli avventurieri. 

  • Orari: tutti i giorni dalle 8.30 alle 16.00 (dalle 7 alle 16 durante i giorni in cui approdano le navi da crociera)
  • Prezzi: adulti 23 $ (20 € circa); bambini 15 $ (13€ circa)

 

5. Rick’s Cafè e il mercato dell’artigianato locale

I tramonti ai Caraibi sono meravigliosi: il sole all’improvviso sembra incendiarsi di un rosso fuoco e colora tutto il cielo con bellissimi riflessi rosa-aranciati. In Giamaica ho visto tramonti veramente indimenticabili e spettacolari. Il migliore è stato senza dubbio quello visto al Rick’s Cafè. Fondato nel 1974 da Richard Hershman, è oggi il locale più frequentato della Giamaica ed è tra i 10 bar più famosi al mondo. Il motivo è semplice: si trova su una scogliera alta 10 metri da cui domina tutta la baia e da cui si vedono i tramonti più belli di tutta l’isola. Sia il bar che il ristorante prendono vita ovviamente di sera, al tramonto, quando le persone vengono qui per sorseggiare cocktail al ritmo della musica dal vivo. Ma la fama del Rick’s Cafè è dovuta anche e, forse principalmente, alla possibilità di tuffarsi in mare dalle rocce. I più coraggiosi possono farlo dal trampolino naturale più alto, a 10 metri d’altezza, e per chi vuole prima tastare il terreno può farlo da quelli posti più in basso. 

Sulla strada per il Rick’s Café fermatevi anche al mercato dell’artigianato locale in cui si trovano souvenir ma anche oggetti fatti a mano, come le bellissime maschere in legno create dagli artisti rasta. Potete trovare cose davvero uniche e, anche se le trattative sono d’obbligo, non esagerate con gli artisti che impiegano giorni ad intagliare il legno e a decorarlo. 

Quando andare in Giamaica

Il clima in Giamaica è di tipo tropicale e le temperature si mantengono intorno ai 30° tutto l’anno. La stagione in cui le piogge si fanno sentire di più va da maggio a novembre (ottobre e novembre sono forse i mesi più piovosi). I mesi di solito consigliati per un viaggio in Giamaica sono quindi da dicembre ad aprile. Vi dico però che io ci sono stata a giugno e mi sono goduta il sole durante tutti i 10 giorni della mia permanenza. Gli acquazzoni infatti, essendo tropicali, si concentrano intorno a mezzogiorno e  in un’oretta passano e il cielo torna limpido. Attenzione, poi, ad andare durante lo Spring Break americano (varia di anno in anno come la nostra Pasqua, tra fine febbraio a metà aprile), ovvero il periodo di ferie in cui gli studenti universitari statunitensi si riversano nelle località balnerari per fare festa. La Giamaica è una delle loro mete preferite e, se andate in questo periodo, i prezzi sono più alti e le strutture piene di queste orde chiassose di adolescenti (solitamente ubriachi). 

Tramonti giamaicani negril

N.B. Tutte le foto presenti nell’articolo sono miei scatti e sono quindi di mia proprietà materiale ed intellettuale. Tutti i diritti sono riservati ed è vietato copiarli, riprodurli e pubblicarli con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto.

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Dove ammirare il foliage autunnale in Trentino Alto Adige: escursione sul Monte Watles

L’autunno è la stagione in cui la natura regala spettacoli magici e colorati. Gli alberi si vestono dei loro colori più caldi e ci ammaliano con la loro bellezza naturale….

L’autunno è la stagione in cui la natura regala spettacoli magici e colorati. Gli alberi si vestono dei loro colori più caldi e ci ammaliano con la loro bellezza naturale. Rosso, giallo, arancione, verde scuro e bordeaux sono i toni dominanti di questa stagione speciale che bisognerebbe gustare fino all’ultima foglia. Negli ultimi anni ha preso piede il termine “foliage” per descrivere questo fenomeno naturale delle foglie che si tingono di mille colori. E molte sono le mete in cui poter ammirar il foliage d’autunno. Ovviamente, i posti migliori per farlo sono i parchi e i boschi. La montagna, infatti, è in assoluto una delle mete da non perdere in questi mesi. I paesaggi, infatti, sembrano essere appena stati dipinti con gli sgargianti e mutevoli colori presi direttamente dalla tavolozza di un pittore impressionista.

Monte Watles

Quest’anno per osservare il foliage ho optato per il Trentino Alto Adige e, in particolare, ho deciso di andare in Val Venosta. Conosciuta come la valle delle mele, si trova a circa 80 chilometri da Bolzano ed è sicuramente la destinazione ideale per gli amanti della natura e delle escursioni. E’ perfetta anche per chi cerca un po’ di tranquillità e ha voglia di scoprire borghi medievali dal tipico gusto tirolese. Le attività a disposizione sono tantissime e per tutti i gusti: dai sentieri di trekking a quelli di MTB, passando per le degustazioni gourmet e al relax alle terme. Io ho scelto di cimentarmi in un’escursione sul Monte Watles, nel comune di Malles Venosta, che in queste settimane si è tinto di giallo e arancione e regala scorci mozzafiato.

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: escursioni e attività

Situato a circa 2150 metri d’altezza, il monte di Watles si trova proprio sopra Burgusio e Malles, due rinomati comuni della Val Venosta. Durante la stagione invernale è frequentato per i suoi impianti di risalita e le sue piste da sci, mentre nel periodo estivo è un ottimo punto di partenza per delle escursioni tra i boschi, lungo sentieri marcati e con una vista a 360 gradi sul fondovalle. Immaginate, poi, in questo periodo che scorci mozzafiato e che colori potrete ammirare passeggiando tra i suoi boschi.

E’ senza dubbio un paradiso per gli escursionisti ma è anche perfetto per le famiglie. Troverete ad attendervi, infatti, tantissimi giochi per i bambini e aree relax per i genitori. In particolare, i più piccoli potranno divertirsi con zattere e ponti sospesi nel Lago dei Giochi, un lago artificiale grande 1500 m² e profondo solo 40 cm e, quindi, del tutto sicuro. Nella Grotta dei Diamanti si possono, poi, scovare “pietre preziose” e per i più adrenalinici è possibile scivolare con dei gommoni lungo la pista apposita. Gli adulti, invece, potranno rilassarsi su enormi sdraio in legno ad osservare i loro bambini giocare in tutta sicurezza oppure cimentarsi in un Percorso Kneipp. A pranzo, poi, potrete rilassarvi e gustare dell’ottimo cibo tipico al rifugio Plantapatsch.

Orari & prezzi

  • Lago dei Giochi: dal 9 giugno al 4 novembre 2018 ogni giorno dalle ore 10 alle ore 17; ingresso gratuito.
  • Rifugio Plantapatsch: dal 11 maggio al 4 novembre 2018

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: in Mountain Cart a tutta velocità lungo le discese sterrate

L’attrazione in assoluto più divertente è di sicuro la discesa in Mountaincart lungo i 4 km della strada forestale sterrata che vi porterà fino a valle a tutta velocità. I Watles Riders sono dei veicoli mono-posto molto simili a dei go-kart: due ruote, volante, freni e puro divertimento. Ovviamente non potevo non provarli e, quindi, eccomi a stomaco pieno dopo essermi abbuffata al rifugio, a lanciarmi con lo stesso entusiasmo di una bambina (e anche un leggero terrore) lungo il sentiero in mezzo al bosco. E’ stata un’esperienza bellissima e divertentissima, nonché un modo molto alternativo per immergersi appieno dei colori del foliage autunnale.

Potete prendere i Watles Riders direttamente presso la stazione a monte, proprio sotto il Rifugio Plantapatsch. Non vi resterà che allacciare i caschi (gratuitamente a disposizione) e buttarvi lungo la discesa.

Orari & prezzi

  • Dal 16.06.2018 al 04.11.2018: ogni giorno dalle 10 alle 12.30 e dalle ore 13.30 alle 16.30 ( d’inverno la pista dei Watles Riders, viene ricoperta di neve e la discesa viene fatta con gli slittini)
  • Biglietto Watles Rider per una discesa: 8,00€ (dalle ore 10 alle ore 14 il ritorno alla stazione a monte con la seggiovia è gratuito  a fronte dell’acquisto di un biglietto Watles Rider)

N.B. I bambini sotto i 10 anni non possono salire sui Watles Rider, mentre quelli dai 10 ai 14 anni possono usarli solo in presenza di un adulto.

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: come arrivare

Il Monte Watles si trova a Prämajur, una frazione di Malles Venosta, a circa 85 km da Bolzano.

In auto, da Sud, vi basterà prendere l’Autostrada del Brennero A22, uscire a Bolzano sud (svincolo per la Superstrada Bolzano-Merano) e prendere poi la strada statale Val Venosta direzione Passo Resia (è solo una quindi vi sarà impossibile sbagliare). Se venite da Ovest, invece, dovete attraversare il Passo Resia – SS 40 – e il Passo dello Stelvio – SS 38 (attenzione però perché è aperto solo in estate). Da Est, percorrete infine il Passo Monte Croce (imbocco in Val Pusteria, SS 49) attraverso la Val di Landro (imbocco in Val Pusteria, SS 49).

Il Watles è raggiungibile anche in treno e con i mezzi pubblici.

Se vi trovate già a Burgusio e Malles e non avete voglia di guidare ancora e cercare parcheggio, c’è a disposizione un comodo servizio taxi che vi porta direttamente alla stazione a valle di Watles. Il costo è di 3,50 € a persona a corsa e qui trovate tutti gli orari.

Una volta arrivati a Prämajur, troverete un grande parcheggio gratuito e la seggiovia che vi porterà comodamente al Rifugio Plantapatsch. Per i più sportivi, invece, è possibile raggiungere a piedi il centro escursionistico del rifugio e il Lago dei Giochi attraverso i sentieri ben tracciati e alla portata di tutti.

Seggiovia: orari & prezzi

Estate
11.05. – 04.11.2018

11.05. – 30.06.2018: aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17
01.07. – 31.08.2018: orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 17
01.09. – 07.10.2018: aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17
08.10. – 04.11.2018: giovedì fino domenica dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17

Prezzi della seggiovia adulti bambini
6 – 14 anni
senior/
ragazzi
 salita* 10,90 € 7,70 € 9,90 €
 discesa* 9,90 € 7,20 € 8,90 €
 salita e discesa* 14,10 € 9,40 € 11,40 €
 con VenostaCard adulti  bambini
6 – 14 anni
senior /
ragazzi
 salita* 9,80 € 6,90 € 8,90 €
 discesa * 8,90 € 6,50 € 8,00 €
 salita e discesa* 12,70 € 8,50 € 10,30 €

*incl. buono di consumazione di Euro 1,00 (dalle ore 8.30 alle ore 12.30)
*incl. buono di consumazione di Euro 2,00 (dalle ore 12.30 alle ore 17)

Monte Watles

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Brescia in un giorno: itinerario a piedi alla scoperta del centro storico

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro….

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro. Anche io, pur avendola ad un tiro di schioppo come si dice qui, non la visito spesso e non conosco bene il mio capoluogo di provincia. In realtà, da bresciana quale sono, non riesco a spiegarmi bene neanche io questa grande mancanza. Forse, avendola così vicina, la trascuro a favore di altre destinazioni più lontane. Domenica, però, ho deciso di andare ad approfondire questa conoscenza e presentarla anche a Francesco che non l’aveva mai visitata. Camminando tra le vie acciottolate del centro storico, ne è venuta fuori una città ricca di storia e di arte, contornata da aree verdi e giardini nascosti. Una città da scoprire pian piano a piedi, gustandosi ogni angolo.  Anche Francesco, partito prevenuto, si è dovuto ricredere ed è rimasto piacevolmente colpito dal centro storico di Brescia.

Di seguito trovate l’itinerario che abbiamo seguito noi, in realtà creato sul momento in base ai vicoli che più ci attiravano, ma che si è rivelato veramente ben strutturato e ci ha permesso di vedere tantissime cose in una giornata.

Brescia

Alla scoperta di Brescia: da Piazza Arnaldo al Castello, passando per Corso Zanardelli e Piazza Loggia

Piazza Arnaldo è stato il nostro punto di partenza e di arrivo, visto che avevamo parcheggiato nelle vicinanze ( sotto trovate tutti i dettagli). E’ una delle piazze principali di Brescia e il centro della movida: se quando arriverete vi sembrerà tutto chiuso, aspettate che tramonti il sole e si accendano le luci dei locali. Vedrete la differenza: sempre affollata in tutti i periodi dell’anno grazie ai molti bar che le fanno da cornice. Merita sicuramente una visita per l’aperitivo o per un dopo cena.

Proseguite poi per Corso Zanardelli, in cui passeggiare ammirando le vetrine dei negozi e le opere degli artisti che i weekend espongono sempre le loro creazioni vicino ai portici. Sono i portici, infatti, i protagonisti di Corso Zanardelli che richiamano inevitabilmente verso le boutiques e lo shopping. Qui si trova anche “il Grande”, ovvero il teatro principale di Brescia e riconosciuto anche a livello nazionale come uno dei teatri tradizionali italiani.

Una volta passato Corso Zanardelli, continuate dritti e dirigetevi verso Piazza Mercato: una delle più antiche e meno conosciute di Brescia. E’ famosa appunto per il mercato cittadino a cui deve il nome e che si tiene qui fin dagli anni del 1400. La caratteristica forma a L della piazza è contornata da palazzi famosi e dalla chiesa seicentesca Santa Maria del Lino, in onore delle pregiate stoffe che si vendevano agli inizi del mercato.

Piazza Mercato Brescia

Dopo questo tuffo indietro nel tempo, dirigetevi verso la ben più moderna Piazza della Vittoria. Forse non tutti sanno che il primo grattacielo d’Italia si trova proprio qui. Fu costruita negli anni del Regime per simboleggiare l’impronta innovativa e moderna che si voleva dare Brescia, e in particolare in questa zona che all’epoca era considerata degradata. Non stupisce quindi che venne fatto costruire proprio qui quello che, per l’epoca, era un altissimo edificio: il Torrione INA ad opera di Marcello Piacentini. Qui vi consiglio una pausa – gelato da prendere alla gelateria La Pecora Nera e da gustare tassativamente seduti sui gradini del palazzo per ammirare al meglio la piazza e la sua moderna fontana.

Piazza della Vittoria Brescia

Ora non vi resta che superare il Torrione e raggiungere quella che probabilmente è la più conosciuta piazza di Brescia: Piazza della Loggia. Divenuta tristemente famosa per la strage del 28 maggio 1974 che ebbe luogo qui durante una manifestazione antifascista e che provocò la morte di 8 persone e ne ferì altre 102. E’ da sempre il cuore pulsante di Brescia e conquista per le sue bellezze architettoniche. Ottima la pizza da Trattoria Caprese, una delle più buone pizze napoletane che ho mangiato in zona.

Piazza della Loggia Brescia

Il giro continua poi in Piazza Paolo VI in cui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa Madre di Brescia. Composta dal Duomo Nuovo, costruito tra il 1604 e il 1825, la Rotonda o Duomo Vecchio del XI secolo e del tipico stile romanico.

Piazza Paolo VI Brescia

 

Ed è proprio di fianco alla Rotonda che dovete passare per continuare la scoperta del centro storico di Brescia. Da qui infatti raggiungerete i vicoli più caratteristici che vi faranno passare dall’area archeologica della Basilica romana, visibili da Piazza Labus e dal bellissimo Capitolium, forse la mia parte preferita. Si tratta  infatti di un tempio romano dedicato a Giove, Giunone e Minerva, la “triade capitolina”, eretto dall’imperatore Vespasiano e oggi patrimonio UNESCO. Poco distante sorgeva anche il Teatro Romano. Il Parco archeologico è visitabile e, facendo parte del complesso museale di Santa Giulia, è possibile acquistare dei biglietti cumulativi più convenienti. Sul sito ufficiale, che vi lascio qui, trovate tutti i dettagli.

Capitolium Brescia

A questo punto, sarete arrivati alle pendici del colle Cidneo e dopo una discreta salita sarete arrivati sul tetto della città, ovvero il Castello di Brescia. E non vi resterà altro di rilassarvi all’ombra degli alberi, comodamente seduti su una delle tante panchine panoramiche, per ammirare Brescia dall’alto in tutto il suo splendore.

Muoversi a Brescia: parcheggi e metropolitana

Per arrivare nel centro Brescia ci sono vari modi: potete scegliere tra il treno che la collega alle principali stazioni ferroviarie,  la metropolitana o la macchina. Per quanto riguarda la metropolitana, anche se ha un’unica linea, è comoda perché collega il centro storico con le zone appena fuori e permette quindi di arrivare comodamente senza il problema di trovare parcheggio. I due capolinea sono Sant’Eufemia e Prealpino e sono entrambi dotati di parcheggio (Prealpino è gratuito mentre a Sant’Eufemia è sufficiente inserire il ticket nella cassa automatica quando ritirare l’auto e vi verrà richiesto solo il pagamento delle corse effettuate in metro e in bus, la tariffa della sosta verrà invece tolta). La metro è attiva dalle ore 5.00 alle ore 24.00, fino all’1 di notte il sabato.  Le tariffe si differenziano in base alla zona e sono le seguenti:

ZONA 1 ZONA 1+2
Ordinario 90 minuti € 1,40
Ordinario 100 minuti € 1,90
Giornaliero 24h € 3,00 € 4,00
Settimanale lun-dom € 12,00 € 16,00

I parcheggi a Brescia sono prevalentemente a pagamento, ma se ne trovano anche di gratuiti e comodi al centro. Uno di questi è l’enorme parcheggio che si trova proprio sotto il Castello di Brescia, in cui dare sempre un’occhiata perché grazie alle ampie dimensioni è facile trovare posto. Nel caso fosse tutto pieno, proseguite sulla strada che costeggia il Castello dove ci sono altri parcheggi gratuiti. Se preferite invece cominciare il giro dalle zone vicine a Piazza Arnaldo e Corso Zanardelli, come abbiamo fatto noi, vi consiglio il parcheggio Goito, proprio di fianco all’omonima caserma ( entrata da via Spalti San Marco). E’ interessante perché  gratuito la domenica e i festivi, mentre gli altri giorni la tariffa oraria è di 1,50 €.

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10 film di viaggio da non perdere

Sono fermamente convinta che per viaggiare non bisogna per forza muoversi fisicamente. Molto spesso mi ritrovo trasportata in luoghi lontanissimi ed esotici comodamente seduta sul divano di casa grazie al…

Sono fermamente convinta che per viaggiare non bisogna per forza muoversi fisicamente. Molto spesso mi ritrovo trasportata in luoghi lontanissimi ed esotici comodamente seduta sul divano di casa grazie al mio TV OLED Panasonic. E, con ottobre che porta con sé freddo e nebbia, cosa c’è di meglio di un bel film e di una tisana calda per trascorrere le lunghe serate invernali?

Fin da piccola, ho sempre amato leggere e vedere immagini di posti lontani. Sono cresciuta a pane Kilimangiaro, quando ancora era presentato da Licia Colò, che aspettavo con grande trepidazione tutte le domeniche. Ai cartoni animati, ho sempre preferito infatti i reportage di viaggi (a parte Il Re Leone che mi fa sognare l’Africa ancora oggi) e ai fumetti, invece, le guide di viaggio che colleziono da sempre.  La naturale evoluzione sono stati ovviamente i film di viaggio: mi piace quando trovo un film che, inaspettatamente, mi porta a viaggiare con la fantasia e mi faccia venire voglia di visitare i posti descritti. Come vi ho già detto, quando non sono in viaggio fisicamente, amo farlo con la mente e i film di viaggio sono i miei principali alleati. Nel corso degli anni, come potete immaginare, mi sono imbattuta in diversi film che possono rientrare in questa categoria. Di alcuni mi sono innamorata alla follia e li rivedrei altre mille volte, altri invece li ho trovati un po’ scontati e banali. Ovviamente, i film ,come i viaggi stessi, vanno a toccare le nostre emozioni e sono inevitabilmente legati ai nostri gusti personali quindi è normale che trame che hanno colpito me, a voi possano, per un motivo o per l’altro, non fare alcun effetto e viceversa.

Oggi vorrei condividere con voi i 10 film di viaggio che più ho amato e che vi consiglio per le serate d’inverno ormai alle porte. Alcuni sono film tratti da storie vere che raccontano di viaggi a piedi e on the road veri e propri;  altri, invece, mi hanno fatta immergere nella cultura e nelle tradizioni locali o mi hanno fatto fare un viaggio interiore con i protagonisti stessi. Il tutto accompagnato sempre da bellissime immagini e scorci che fanno venire immediatamente voglia di partire. Non mi resta che augurarvi buona visione 🙂

The Lady – L’amore per la libertà

The Lady l'amore per la libertà

The Lady – L’amore per la liberà è un film biografico che racconta della vita di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, attivista e politica birmana. Il paese al centro del film è appunto la Birmania degli anni della dittatura militare. Ma è la vita di questa coraggiosa donna a rappresentare il focus del film: grazie agli spaccati della sua vita quotidiana e al suo rapporto a distanza con il marito e i figli, inglesi, ci fa vedere una dimensione più intima della grande leader dell’opposizione birmana e allo stesso tempo ci fa immergere nei durissimi anni che questo Paese ha dovuto vivere. Se si pensa, poi, che sono fatti recentissimi, il film fa amare ancora di più la Birmania e il suo popolo. Preparate i fazzolettini perché vi serviranno.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Tracks – Attraverso il deserto

Tracks Attraverso il deserto

Anche Tracks è un film biografico e, come recita la locandina, si può riassumere così: 9 mesi, 2700 km, 4 cammelli e 1 cane. Io aggiungerei anche Robyn Davidson: l’incredibile protagonista di questo viaggio a piedi attraverso l’Australia, da Alice Springs all’Oceano Indiano. Robyn è sicuramente una delle donne viaggiatrici che più ammiro e questo film racconta perfettamente la sua impresa storica in solitaria, iniziata nel 1977, attraverso il deserto australiano e resa possibile grazie alla sponsorizzazione della National Geographic. Credo il sogno di tutti i blogger di viaggio.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Il Cammino per Santiago

Il Cammino per Santiago

Come potete intuire dal titolo, il film racconta proprio del celeberrimo Cammino di Santiago che ogni anno migliaia di pellegrini decidono di percorrere. Anche Tom, medico americano di successo, si ritrova, per una serie di motivi che non vi voglio anticipare a percorrere zaino in spalla questo cammino. Sulla strada avrà modo di incontrare altri pellegrini che, come lui, hanno deciso di intraprendere questo viaggio che è, prima di tutto, un viaggio dell’anima e delle emozioni alla scoperta di se stessi. Il messaggio centrale che il film vuole trasmettere è che la vita non si sceglie, si vive. A me ha dato modo di riflettere molto e mi ha emozionata, facendomi vedere allo stesso tempo bellissimi scorci della Francia e della Spagna.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha non è un film di viaggio ma, a modo suo, riesce a portare chi lo guarda dritto in Giappone. Il filo conduttore è il mondo esotico delle Geisha, artiste e intrattenitrici giapponesi, che da sempre mi hanno affascinata per i loro modi raffinati e le loro tradizioni millenarie. E’ uno spaccato del Giappone più tradizionale e nascosto che spesso viene frainteso da noi occidentali. Tutte le volte che lo guardo vengo trasportata direttamente tra i vicoli di Gion, a Kyoto, che quest’anno finalmente sono riuscita a vedere dal vivo dopo averlo sognato per così tanto grazie a questo film. Se anche voi, come me, siete amanti delle Geisha e dei loro bellissimi Kimono qui trovate il mio racconto su come trasformarsi in una Geisha a Kyoto.

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Marigold Hotel

Marigold Hotel

Se siete anche voi amanti dei colori sgargianti e dei paesaggi esotici dell’India non dovete assolutamente perdere questa divertente commedia ambientata proprio in Rajasthan, il regno dei Maharaja. I protagonisti sono un gruppo stravagante ed eclettico di pensionati britannici che hanno in comune solo il volo e la stessa destinazione: l’India e il Marigold Hotel. L’ambientazione affascinante e i dialoghi divertenti fanno emergere anche un lato più profondo sia del paese al centro del film che della capacità di adattamento in un paese straniero, che sembra inizialmente così distante dal modo di vivere a cui si è abituati ma che, in fondo, presenta molti aspetti comuni.

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Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata è decisamente un film inusuale e alternativo. Anche l’ambientazione scelta è poco comune: Jonathan Safran Foer, studente americano con la passione per i cimeli di famiglia, decide di partire per un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che salvò suo nonno dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. E si ritroverà così a scoprire un Paese ancora oggi poco conosciuto e ad imbattersi nella cultura yiddish.

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L’ultimo Lupo

L'ultimo lupo

Il protagonista de L’ultimo lupo è Chen Zehn, uno studente di Pechino, che viene inviato in Mongolia per insegnare alle tribù nomadi della zona. Durante questa esperienza a contatto con una realtà profondamente diversa dalla sua, il giovane cinese capirà che quello che più ha da imparare è proprio lui: nonostante venga da zone più “civilizzate” scopre infatti che la cultura orale millenaria di queste comunità di pastori e l’esistenza dei lupi delle steppe, a loro inevitabilmente legate, hanno molto da insegnare a tutti noi. La cornice delle steppe mongole, poi, lo fa entrare immediatamente nella top 10 dei miei miei film di viaggio preferiti.

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Il fascino indiscreto dell’amore

Il fascino indiscreto dell'amore

Il fascino indiscreto dell’amore è il racconto di due universi culturali che vengono in contatto e cercano di capirsi il più possibile. Da una parte c’è Amélie, giovane belga nata per caso in Giappone, che da sempre sogna di tornare nel suo paese natale. Dall’altra, invece, si trova Rinri: uno studente giapponese che da sempre guarda al Vecchio Continente con ammirazione. E’ un film solo all’apparenza leggero e che fa vedere il Giappone da due punti di vista diametralmente opposti: quello di una ragazza occidentale appassionata di cultura giapponese e quello invece di chi il Giappone lo vive ogni giorno. Durante il mio viaggio in Giappone, di cui qui trovate tutto l’itinerario, mi sono rivista spesso in Amélie.

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I diari della motocicletta

I diari della motocicletta

E’ senza dubbio uno dei film di viaggio per eccellenza e riesce ancora, a distanza di anni dall’uscita nelle sale, ad incollare allo schermo tutti coloro che amano le avventure on the road. Siamo nel 1952 e due giovani universitari in sella ad una motocicletta, rinominata la Poderosa, decidono di attraversare diversi paesi dell’America Latina. Argentina, Cile, Perù, Colombia sono solo alcune delle tappe toccate da questi due viaggiatori d’eccezione durante quello che doveva essere solo un’avventura giovanile e che ha segnato invece irrimediabilmente le loro vite. I due giovani studenti sono, infatti, Alberto Granado ed Ernesto Guevara, detto “Che“.

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Mangia, prega, ama

Mangia prega ama

L’ho lasciato per ultimo solo perché forse è uno dei più conosciuti. Nonostante questo, lo trovo un film bellissimo che riesce allo stesso tempo a far scoprire un po’ di più della cultura di tre grandi Paesi – Italia, India e Indonesia – e ad affrontare il tema del cambiamento e della rinascita. Quello che compie Liz Gilbert, la protagonista, è infatti un viaggio dentro un viaggio che la porta ad allontanarsi dalla sua comfort zone, lasciando tutto quello che conosce e a cui è abituata, per avventurarsi in paesi stranieri che, a poco a poco, le faranno prendere più consapevolezza e la porteranno a scoprire se stessa.

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N.B. Tutte le immagini sono prese dai film e da internet e sono quindi di proprietà dei rispettivi proprietari.

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33 commenti su 10 film di viaggio da non perdere

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