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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Mese: Dicembre 2018

Il Campanile di Curon: la storia del paese sommerso nel lago di Resia

“Senti le campane che suonano?” mi chiede Francesco. Abbasso il volume della radio e mi concentro ad ascoltare con più attenzione il silenzio che mi circonda. “No – rispondo –…

“Senti le campane che suonano?” mi chiede Francesco. Abbasso il volume della radio e mi concentro ad ascoltare con più attenzione il silenzio che mi circonda. “No – rispondo – non sento nulla”. Anche se le mie orecchie non percepiscono alcun suono, i miei occhi restano incantati alla vista di un campanile in pietra grigia che svetta solitario in mezzo ad un’enorme distesa bianca il cui confine arriva direttamente ai piedi delle montagne innevate. Parcheggiamo la macchina nel grande parcheggio antistante e scendiamo per ammirare più da vicino questa strana costruzione. E’ solo avvicinandomi che mi rendo conto di trovarmi su un lago ghiacciato che sembra scricchiolare ad ogni mio passo incerto. Quello su cui sto camminando è il lago di Resia e la figura solitaria che torreggia al suo interno è quel che resta di Curon, un paesino dell’Alta Valvenosta di cui ormai resta solo il campanile a ricordarne l’esistenza.

Campanile di Curon sommerso nel Lago di Resia in inverno

Vedendo noi, pian piano, altri avventurieri si fanno coraggio e si cimentano nella discesa lungo il lago ghiacciato per raggiungere il campanile galleggiante e scattare una foto ricordo. Quelli meno coraggiosi e più freddolosi – la temperatura è di qualche grado sotto lo zero e l’aria pungente sembra tagliarmi il viso- si limitano a rallentare per osservare con stupore il campanile di Curon dal finestrino delle loro auto. Sono pochi, però, a conoscere la storia, triste e melanconica, che si nasconde dietro alla fiera torre del ‘300 che si erge al centro del lago. Perché si trova lì, vi starete chiedendo? E’ proprio quello che vi racconto oggi: la storia del campanile e del paese sommerso di Curon.

Campanile di Curon sommerso nel lago di Resia ghiacciato in inverno

Il paese sommerso di Curon: la storia

Per conoscere la storia che si cela dietro al campanile del lago di Resia, dobbiamo fare un tuffo nel passato e tornare agli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Curon, all’epoca, era solo un piccolo paesino di montagna i cui abitanti si conoscevano tutti e vivevano una vita tranquilla tra i masi e le loro care montagne. Non potevano certo immaginare che di lì a poco la loro vita venisse completamente inabissata a causa di una decisione dello Stato che voleva erigere proprio lì, tra i laghi di Curon e Resia, una diga per la produzione di energia elettrica per tutto il nord Italia. Era il 1940 quando gli spaventati cittadini si ritrovarono improvvisamente affisso per le strade un ordine del Genio civile di Bolzano in cui veniva comunicato il livello della nuova diga: 22 metri – ovvero la fine del paese. Senza nessuna protesta da parte della popolazione, lo Stato si affrettò ad affidare i lavori alla Montecatini s.p.a., una ditta milanese vincitrice dell’appalto. Perché gli abitanti, nonostante l’enorme pericolo non dissero nulla?

Curon prima della costruzione della diga

fonte: 3bmeteo.com

Ebbene, la risposta è molto semplice: il documento era scritto in italiano, lingua incomprensibile agli ignari contadini che abitavano a Curon, cosa che gli alti dirigenti sapevano molto bene. Una volta capito cosa questa diga avrebbe significato per loro e il loro paese, gli abitanti organizzarono proteste e manifestazioni durante le quali colpirono anche le auto degli ingegneri incaricati dei lavori. Ma il loro sforzo non valse a nulla: nel 1949 i lavori ebbero inizio, le case ai margini della diga vennero abbattute e gli argini sbarrati. Con l’innalzarsi del livello dell’acqua, Curon a poco a poco andava affogando e con lui anche le ultime speranze dei suoi cittadini. Costretti ad abbandonare velocemente le loro case, donne, uomini e bambini non poterono far altro che guardare impotenti le loro vite inabissarsi nel specchio d’acqua che lo Stato aveva deciso di creare unendo i più piccoli bacini di Curon e Resia. In cambio ricevettero, come indennizzo, delle baracche provvisorie e dei fondi totalmente insufficienti per ricominciare daccapo.

Curon oggi

A distanza di settant’anni, l’unica cosa che resta di quel paesino di montagna ai confini tra Austria, Svizzera e Italia è il suo bel campanile romanico che, temerario, ha resistito all’innalzamento delle acque. Parte degli abitanti, nonostante il dolore e la grande rabbia per essersi visti portare via tutto, hanno deciso di restare e ricostruire come potevano la loro vita sulle sponde del lago. I più, però, sono emigrati il più lontano possibile dal lago e dagli amari ricordi. Oggi si contano all’incirca 400 abitanti, tra cui vi sono ancora i testimoni di quanto accaduto alla Curon sommersa. E’ una storia molto difficile da dimenticare, anche se i giovani ormai cercano fortuna nella vicina Svizzera e non si interessano quasi più del passato. Chi resta, cerca di puntare sul turismo e al futuro: in estate, è possibile praticare kite-surf e altre attività balneari, ma anche escursioni lungo i tanti sentieri di trekking di cui questa zona della Val Venosta è ricca. In inverno, invece, si può approfittare dei vicini impianti sciistici e fare emozionanti passeggiate sul lago ghiacciato. Ed è proprio quello che farò adesso, camminare un po’ lungo questo lago dalla storia controversa che è capace però di regalare paesaggi mozzafiato. E, chissà, che tra gli echi del vento che soffia incessante non riesca a sentire anche io, come i suoi abitanti, i rintocchi delle campane della torre nel lago.

Campanile sommerso nel lago di Resia in estate

fonte vivosuedtirol.com

Raggiungere il lago di Resia e il campanile sommerso di Curon

Il lago di Resia si trova lungo la statale della Val Venosta, l’unica grande strada che da Merano arriva fino al Passo Resia. Subito all’inizio di Curon Venosta, troverete un grande parcheggio con più di settanta posti auto da cui potete accedere direttamente alla piattaforma panoramica e, in inverno, al lago ghiacciato. Se avete tempo, potete anche cimentarvi in una rigenerante passeggiata di circa 4 ore intorno al lago che vi consentirà di ammirare il campanile da più angolazioni.


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9 commenti su Il Campanile di Curon: la storia del paese sommerso nel lago di Resia

Mercatini di Natale a Grazzano Visconti: visita al magico borgo medievale del piacentino

Chi mi segue da un po’ ha ormai capito la mia grande passione per i bellissimi Borghi italiani che, appena posso, vado a visitare. Amo, infatti, i borghi in cui…

Chi mi segue da un po’ ha ormai capito la mia grande passione per i bellissimi Borghi italiani che, appena posso, vado a visitare. Amo, infatti, i borghi in cui sembra di venire improvvisamente catapultati in un’altra epoca e che ancora oggi racchiudono tra le loro viuzze un alone di mistero e racconti di storie lontane. In Italia ce ne sono davvero molti, ognuno con caratteristiche e leggende proprie. Uno di questi è sicuramente il borgo medievale di Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza. Era da tempo che volevo visitare questo caratteristico paesino di cui avevo sempre sentito parlare bene e lo scorso weekend, finalmente, sono riuscita nell’impresa. E, devo dirvi, che l’attesa è valsa davvero la pena. Grazzano Visconti è veramente unico nel suo genere e appena lo vedrete vi sentirete teletrasportati direttamente in pieno Medioevo, tra botteghe di fabbri e ceramisti, castelli, gufi e locande. Dovete sapere, poi, che Grazzano è una delle mete migliori per quanto riguarda i mercatini di Natale: ogni anno il borgo si veste a festa per accogliere visitatori provenienti da tutta Italia che trovano ad attenderli un vero e proprio villaggio di Natale.

Mercatini di Natale Grazzano Visconti

Grazzano Visconti: storia e origini del borgo

Come avrete già osservato, l’origine del borgo si riesce ad intravedere già nel suo nome: è la famiglia Visconti che ha sempre giocato, infatti, un ruolo di primo piano nella storia del borgo. Anche se i primi riferimenti scritti di Grazzano risalgono agli anni 1100, è solo nel 1395, con concessione del Signore di Milano, che la sua storia inizia davvero. Fu proprio in quell’anno, infatti, che il duca Gian Galeazzo Visconti, autorizzò la sorella Beatrice e il suo sposo Giovanni Anguissola a costruire nel loro possedimento di Grazzano un castello “quale loro aggradi”.

Ma è solo parecchi anni dopo, nel 1900, che sì definì il borgo medievale che tutti noi possiamo ammirare ancora oggi. Le tipiche dimore medievali, le botteghe e i laboratori che troverete intorno al castello furono fatti costruire infatti dal conte Giuseppe Visconti agli inizi del ‘900. Il suo scopo era quello di creare un luogo in cui i giovani studenti della scuola di arte e mestieri di Grazzano potessero trovare impiego nell’ambito della lavorazione del legno e del ferro battuto. Fece così edificare alloggi, laboratori e botteghe in tipico stile medievale così da essere in armonia con il castello a cui fanno da cornice.

cosa vedere a grazzano visconti

Oggi a portare avanti il prezioso progetto di Giuseppe Visconti ci sono i coniugi Violante e Giammaria Visconti che continuano a custodire il fascino d’altri tempi del borgo.

Grazzano Visconti: la leggenda del fantasma di Aloisa

Camminando tra le vie di Grazzano vi accorgerete subito dell’aura di mistero e magia che vi aleggia, soprattutto se, come me, ci andate durante il periodo invernale e vedrete comparire il borgo all’improvviso da una coltre di nebbia. Visitando il borgo ho scoperto che nel castello dimora in pianta stabile un personaggio molto particolare. Il suo nome è Aloisa, una signora piccoletta e ben in carne con una peculiarità tutta sua: essere un fantasma. Abbastanza vanitosa, ama molto gioielli e monili che si fa regalare dagli ospiti del castello in cambio di una notte tranquilla. A chi sceglie di non farle doni, soprattutto se di genere maschile, riserva invece il trattamento speciale fatto di tirate di piedi e schiaffeggi. In realtà, Aloisa è semplicemente una donna delusa e un po’ frustrata: si narra, infatti, che la sua morte sia dovuta alla gelosia causata da un tradimento del marito soldato. Nonostante la grande delusione amorosa ella crede ancora nell’amore tanto da essere la versione femminile di San Valentino, protettore degli innamorati. “Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti“. Da come potete leggere, però, tende a favorire e ad aiutare, per solidarietà femminile, le donzelle innamorate.

Mercatini di Natale a Grazzano Visconti

Grazzano Visconti per i mercatini di Natale: cosa vedere

Il borgo di Grazzano Visconti è speciale in tutte le stagioni dell’anno grazie alle numerose manifestazioni che vengono sempre organizzate. Una di queste è sicuramente quella che si tiene durante il periodo natalizio e che vede le vie del centro riempirsi di luci e decorazioni in occasione dei mercatini di Natale. Il programma degli eventi che si tengono in occasione dei mercatini è ampio e varia di weekend in weekend. Vi lascio qui sotto quello di quest’anno.

Mercatini di Natale Grazzano Visconti Programma

Di fisso, però, ci sono le bancarelle in cui troverete tantissime idee regalo artigianali e originali. Quest’anno, poi, è stata allestita anche la Casa di Babbo Natale in cui,  per la gioia di grandi e piccini, è possibile incontrare proprio il Signore del Polo Nord in persona (ingresso 7€ adulti, 5€ bambini).

Tra un acquisto e una cioccolata calda, cogliete anche l’occasione di visitare i monumenti di Grazzano tra cui il pozzo di piazza Gian Galeazzo Visconti, la Chiesetta gotica in centro al paese, e quella Parrocchiale dedicata ai santi Cosma e Damiano di impronta romanica. Ultimo ma non meno importante il Castello aperto alle visite guidate il sabato e la domenica. Al suo interno potrete visitare le stanze, in cui è custodita anche una statua di Aloisa che lei stessa creò attraverso un medium, e l’enorme parco che racchiude al suo interno, oltre ai suoi bellissimi giardini, anche il Butterfly Heaven, il paradiso in cui vivono migliaia di farfalle. Inoltre, questo è anche l’unico parco in Italia in cui si può praticare con regolarità l’Owl Watching, l’osservazione dei gufi.

Orari Castello:

Sabato ore 11, 14, 15, 16
Domenica ore 11, 14, 14.45, 15.30, 16.15
Nelle festività o in giorni di particolare affluenza, gli orari possono subire delle variazioni.

Prezzi:

Intero (adulti maggiori di 16 anni) 16,00 euro
Bambini (minori di 16 anni) 8,00 euro
Gruppi (adulti maggiori di 16 anni – minimo 20 partecipanti) e scuole (fino alle superiori) 13,00 euro

Gli accompagnatori di gruppi e scolaresche entrano sempre gratis.
Il Castello non è accessibile ai disabili con mobilità ridotta.

Chiesetta Gotica di Grazzano Visconti

Se amate il mistero e le cose un po’ più “forti”, a Grazzano troverete anche l’originale Museo Internazionale delle Torture, al cui interno ci sono particolari strumenti e marchingegni che io personalmente non avrei curiosità di provare. (Dal Martedì al Venerdì dalle 14.30 alle 19.00. Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 19.00).

Grazzano Visconti: dove mangiare durante i mercatini di Natale

A Grazzano Visconti ci sono diversi ristoranti in cui è possibile assaggiare i piatti tipici della cucina piacentina. Io ho provato il Ristorante del Biscione, il più antico del borgo. L’edificio in cui è ospitato risale, infatti, agli anni 1905-1910 e sia sulla facciata che all’interno potrete ammirare le decorazioni dai colori accesi raffiguranti stemmi nobiliari, giullari e decorazioni floreali. Le pietanze sono quelle della tradizione che vengono servite sia à la carte che con proposte a menù fisso. I piatti assolutamente da provare sono senza dubbio i buonissimi salumi piacentini accompagnati dallo gnocco fritto, i Pisarei e faso (una pasta corta condita con un sugo molto saporito a base di fagioli e pomodoro), i tortelli, la coppa arrosto e lo stracotto di asinella. Io alla fine mi sentivo ripiena come uno dei tortelli di ricotta e spinaci che mi ero appena divorata. Il mio consiglio è quello di prenotare con largo anticipo il ristorante perché, soprattutto adesso in occasione dei mercatini di Natale, sono tutti sempre pieni e rischiate altrimenti di restare a stomaco vuoto.

Photo taken with Focos

In alterativa, potrete trovare molti chioschi di street food nell’area ristoro coperta e riscaldata allestita al centro del borgo. Da non perdere, secondo me, gli assaggi di salame del salame artigianale e del buonissimo gorgonzola a km 0 (ottimi anche come regalo di Natale).

Grazzano Visconti per gli amanti di Harry Potter: visita all’Emporio Stregato

Che la magia a Grazzano Visconti sia di casa è ormai abbastanza chiaro. Quello che non vi ho ancora detto, però, è che proprio in questo borgo piacentino si trova il paradiso per tutti gli amanti del mago più famoso del mondo: Harry Potter. Dovete sapere, infatti, che qui si nasconde il secondo binario 9¾ da cui è possibile prendere il treno speciale per Hogwarts e anche la stanza nel sottoscala in cui dormiva Harry. Inoltre, all’interno dell’Emporio Stregato troverete bacchette, zaini, pastrani e, addirittura, delle piante di Mandragola, per cui preparate i paraorecchi per evitare di ascoltare il pianto di queste piantine grinzose dalle sembianze di neonato. Inutile dire che io mi sono sentita come Harry la prima volta che Hagrid l’ha accompagnato a fare acquisti a Diagon Alley.

Indirizzo: Via Carla Erba, 10, 29020 Grazzano Visconti PC

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 19. Chiuso il lunedì. 

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