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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Categoria: Europa

#Guida ai 10 posti più instagrammabili di Parigi

Parigi, si sa, è la città dell’amore e degli innamorati per antonomasia. Da qualche tempo però è diventata anche una delle mete preferite dagli Igers che amano condividere sui loro feed foto particolari e colorate della Ville Lumière. Vi voglio svelare tutti i segreti per realizzare lo scatto perfetto e lo faccio portandovi con me a scoprire i 10 posti più instagrammabili di Parigi.

Parigi, si sa, è la città dell’amore e degli innamorati per antonomasia. Da qualche tempo però è diventata anche una delle mete preferite dagli Igers che amano condividere sui loro feed foto particolari e colorate della Ville Lumière. Sarà capitato a tutti almeno una volta – a me di sicuro – di restare a bocca aperta guardando le gallerie perfette degli instragrammer che sembrano pubblicare sempre la cosa giusta al momento giusto. Magari degli stessi identici posti in cui siete stati anche voi. E perché allora l’effetto sembra sempre diverso?

Certo servono bravura e tanta originalità, ma vi assicuro che scattare fotografie a prova di Instagram è una cosa alla portata di tutti, basta solo conoscere qualche trucco e soprattutto i posti giusti. Oggi vi voglio svelare tutti i segreti per realizzare lo scatto perfetto e lo faccio portandovi con me a scoprire i 10 posti più instagrammabili di Parigi.

I  10 posti più instagrammabili di Parigi + 1 bonus

#1 Les Manèges

Se volete cogliere l’essenza tipicamente retrò ma allo stesso tempo trendy di Parigi, dovete assolutamente immortalare in uno dei vostri scatti i manèges parigini. Sto parlando delle giostre che si trovano sparse per tutta la città e che da anni fanno sognare con i loro cavallucci in legno e i loro motivetti romantici. I caroselli più scenografici sono sicuramente quello di Montmartre, da cui potrete scattare una meravigliosa foto con la Basilica del Sacro Cuore sullo sfondo (metro Anvers), e quello dei Giardini del Trocadéro, con vista sulla Tour Eiffel (metro Trocadéro). Ora, potreste limitarvi a una bella foto dei manegès e basta. Ma noi vogliamo lo scatto a prova di Instagram, giusto? Ecco quindi il mio segreto: allontanatevi leggermente e andate verso il parco. Qui sedetevi su una delle tante panchine verdi che avrete spostato in senso orizzontale et voilà les jeux sono faits: avrete una bellissima fotografia con alle spalle sia la Tour Eiffel che una delle giostre più iconiche della città.

Manège Trocadéro Parigi

#2 La Maison Rose

Un altro dei luoghi più instagrammati di Parigi è un bistrot di Montmartre che è stato frequentato da artisti del calibro di Picasso e Modigliani. Dopo essere stato chiuso per tanti anni, nel 2017 ha riaperto le sue porte e da allora è uno dei posti più fotografati di tutta la città. Il motivo è semplice: colori pastello e vicoli ciottolati  fanno tornare in un attimo ai tempi degli artistes maudits, gli artisti maledetti. L’indirizzo è 2 Rue de l’Abreuvoir.

Maison Rose Montmartre Parigi

#3 Il Ponte di Iéna e la Tour Eiffel

Tutti di solito si limitano a fare le foto sul ponte di Iéna che sovrasta la Senna e punta dritto alla Tour Eiffel. Un vero Iger però fugge dai luoghi troppo frequentati e quindi scontati e cerca degli scorci differenti. E lo fa andando sotto il ponte. In particolare, attraversatelo in direzione opposta alla Torre e scendete gli scalini di pietra che vi portano sul lungo Senna. Non vi resterà che sedervi su un pilone e farvi scattare la vostra originale foto della Tour Eiffel dal basso, con le decorazioni dorate del ponte e le acque della Senna a farvi da cornice.

Parigi Tour Eiffel Pont de Iena

#4 Pigalle Basketball Camp

Di questo campo da basket coloratissimo ed estremamente fotogenico vi avevo già parlato anche nell’itinerario di 4 giorni a Parigi. Il Pigalle Basketball Camp si trova a Pigalle al 17 di Rue Duperré. Vi basti sapere che è stato scelto anche da Nike come set per le sue campagne pubblicitarie.

Pigalle Basketball Camp Parigi Nike

#5 Le scale a chiocciola di 59 Rue de Rivoli

Uno dei posti più originali e instagrammabili di tutta Parigi è sicuramente l’edificio/galleria d’arte che si trova al civico 59 di Rue de Rivoli. Ogni suo angolo è a prova di foto e qui è veramente impossibile non sbizzarrirsi con i click. Il trucco da Iger? Fatevi scattare una fotografia dall’alto mentre scendete le scale a chiocciola ricoperte di murales coloratissimi.

posti instagrammabili Parigi

#6 La Libreria Shakespeare and Company

La libreria Shakespeare and Company è un altro dei luoghi più fotografati della Ville Lumière. Da amante dei libri, io non posso che essere di parte e adorare questo luogo a cui ho dedicato un interno articolo che trovate qui. E’ un posto magico che merita di essere visitato a prescindere dalle fotografie (che all’interno comunque sono vietate). Anche qui il fascino bohémien e intellettuale di Parigi si fa sentire.

Shakespeare and Company Parigi

#7 La statua della Libertà

No, non ho sbagliato a scrivere. Forse non tutti lo sapete ma esiste una Statua della Libertà anche a Parigi. Dopotutto la più famosa sorella newyorkese ha comunque origini francesi. La cosa bella è che qui potrete usufruire dell’incredibile offerta 2×1: prendendo uno dei tanti battelli che attraversano la Senna, vi ritroverete uno scatto sia con la Tour Eiffel che con la Statua della Libertà. Cosa volete di più?

Statua della Libertà Parigi

#8 Il muro dei Ti Amo

Abbiamo detto che Parigi è la città dell’amore per eccellenza: ebbene, non potete farvi mancare una foto in dolce compagnia di fronte al Mur des Je T’Aime, il muro su cui è stato scritto ti amo in ben 311 lingue.

Mur de Je T'Aimes Parigi

#9 Rue Cremieux

Arrivati a questo punto avrete capito che uno dei segreti per lo scatto instagrammabile perfetto è quello di cercare angoli meno battuti oppure angolazioni particolari. Rue Cremieux rientra senz’altro tra i luoghi poco frequentati dalle orde di turisti assetati di foto: si tratta di una via chiusa costeggiata da tante casette colorate, un po’ diverse dal solito stile parigino e più vicine, forse, a quello londinese di Portobello Road e Notting Hill.  La metro più vicina è Gare de Lyon.

Rue Cremieux Parigi

#10 Il Café Le Vrai Paris

Lo dice già il nome che questo bistrot rappresenta la vera Parigi. Tavolini all’aperto, fiori rosa e la tipica atmosfera di un bistrot parigino. Non si può non immortalarlo. Fatelo però dall’altro lato della strada. Indirizzo 33 Rue des Abbesses.

Le Vrai Paris Café

#11 Le Moulin de la Galette

Se Le Moulin de la Galette vi suona familiare è perché molto probabilmente vi sarà capitato di ammirare il celeberrimo dipinto impressionista Bal au Moulin de la Galette. Già nel 1876 Renoir aveva visto la bellezza e le potenzialità di questo locale ubicato sulla sommità della collina di Montmartre. La sua particolarità? Ovviamente il mulino a vento che ve lo farà riconoscere immediatamente appena arriverete in Rue Lepic.

Le Moulin de la Galette

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Cosa fare a Samnaun: la città duty free della Svizzera

Samnaun, ai confini tra Austria e Italia, è l’unica zona franca della Svizzera. Troverai piste da sci, sentieri e tanto shopping duty free.

La Svizzera si annovera solitamente tra le mete più costose. Un po’ perché con il cambio noi italiani ne usciamo sempre svantaggiati, un po’ perché, si sa, il tenore di vita svizzero è più alto e di conseguenza anche più caro per chi nello stato elvetico non ci vive. Dovete sapere, però, che è proprio in Svizzera che si trova una città duty free perfetta per tutti gli amanti dello shopping: Samnaun.

Nel Cantone dei Grigioni, proprio al confine tra Italia ed Austria, Samnaun è la meta ideale per chi è in cerca di relax, natura e prezzi vantaggiosi sugli acquisti. Io ci sono stata ieri e non posso che parlar bene di questa cittadina svizzera: è stata una piacevole scoperta che coniuga i bellissimi paesaggi svizzeri all’ottima ed educata ospitalità. Senza contare il fatto che, essendo l’unica zona franca della Svizzera, mi ha permesso di fare incetta di profumi a prezzi davvero interessanti. Ma potendo contare su più di 40 negozi duty free e altrettante strutture ricettive, non troverete solo profumi tra cui scegliere ma un’ampia offerta turistica di cui vi racconto un po’ oggi.

Cosa fare a Samnaun Svizzera in inverno

Samnaun: zona franca dal 1892

Situata in una valle al centro del triangolo formato da Austria, Svizzera e Italia, Samnaun è stata caratterizzata da sempre da una posizione unica ed isolata che le ha permesso di mantenere quasi inalterate le sue tradizioni di paese di montagna e di confine. Dediti prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento, i contadini di Samnaun si trovarono improvvisamente in difficoltà quando, nel 1848, il sistema delle dogane svizzere fu centralizzato e fu istituito l’ufficio doganale di Samnaun-Compatsch. Prima di allora, infatti, l’economia del paese di basava molto sugli scambi commerciali con il vicino Tirolo – l’unico con cui aveva un collegamento diretto via terra. L’introduzione di un sistema doganale mise in crisi gli abitanti di Samnaun che si ritrovarono presto a dover fronteggiare i rincari delle merci in ingresso a causa dei dazi applicati. E si sa, quando la situazione diventa difficile, anche i più rigorosi come gli svizzeri trovano modi alternativi per sbarcare il lunario. Tra questi il contrabbando. Vedendo le difficoltà degli abitanti, il Consiglio federale decise di trasformare nel 1892 la valle di Samnaun in una zona extradoganale. Nonostante la costruzione della Samnaunerstrasse, la strada principale che la collega alle altre parti della Svizzera, Samnaun resta ancora oggi una meta esente da imposte e, nel corso degli anni, grazie alle sue bellezze paesaggistiche e a questo status economico speciale, è diventata sempre più una meta apprezzata sia per le vacanze estive che per quelle invernali.

Samnaun in inverno sulla neve

Samnaun: cosa fare tra negozi, ristoranti, sentieri da trekking e impianti sciistici

Grazie a più di 250 km di sentieri per escursioni a piedi e altri 80 km per gli appassionati di mountain bike, Samnaun è un’ottima scelta per chi cerca una meta estiva all’insegna dello sport all’aria aperta. Ci sono sentieri a tema, appositamente segnalati, in cui è possibile approfondire la conoscenza della regione attraverso attività e racconti interessanti e diversi dal solito.

Anche in inverno, le attività ricreative non mancano. Io personalmente l’ho adorata in questo periodo dell’anno: bianco a perdita d’occhio, profumo di vino caldo e mele speziate mentre si passeggia tra i negozi e le vicine piste da scii. Un’altra delle peculiarità che contraddistingue Samnaun è la sua teleferica a due piani: la prima telecabina del suo genere al mondo. Con i suoi 180 posti, consente in breve tempo di raggiungere i più di 200 km di piste da discesa, tra cui uno dei parchi di snowboard tra i più grandi d’Europa che vanta ben 1100 m di piste. Il suo nome è, non a caso, Boarders Paradise – il paradiso degli (snow)boarders.  Ma da ex fondista, faccio presente a tutti gli amanti di sci nordico, discese in slittino e passeggiate con le ciaspole che ci sono altri 40 km di piste dedicate a disposizione.

sciare a Samnaun in Svizzera

Dopo tutto questo sport, una bella tappa ristoro è quel che ci vuole e io mi sento di consigliarvi il Samnaunerhof, in cui per 20 € riuscirete a mangiare un menù tipico completo (un prezzo davvero ottimo se pensate che vi trovate in Svizzera).

E dopo un po’ di sano shopping nei tanti negozi a disposizione, cosa c’è di meglio di un po’ di relax in una delle tante spa? Se avessi avuto più tempo a disposizione, mi sarei volentieri fermata a provarne qualcuna: una su tutte il Chasa Montana che mi ha colpita sia per il suo nome particolare, sia perché è il centro wellness più alto della svizzera.

Cosa e quanto si può comprare a Samnaun: il regolamento doganale

Come detto, Samnaun è una zona franca in cui è possibile acquistare determinati prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli del mercato. Fra le merci più convenienti ci sono gli alcolici e le sigarette, i profumi e, soprattutto, il carburante. Se per quest’ultimo non ci sono limitazioni – ovvero, si può fare tranquillamente il pieno (volendo è possibile trasportare in apposito contenitore ulteriori 10 litri) – per gli altri articoli ci sono invece delle soglie da rispettare. Di seguito vi riporto i valori che ho preso direttamente dal sito ufficiale di Samnaun, ma se siete incerti o avete bisogno di ulteriori informazioni è bene contattare il centro informazioni di Samnaun al numero +43 (0) 512 505 568 940.

  • Tabacco (minimo 17 anni)

In totale a persona è consentito portare:

  • 200 sigarette oppure
  • 50 sigari oppure
  • 250 g di tabacco

 

  • Alcolici (minimo 17 anni)

In totale a persona è consentito portare:

Per gradazione alcolica per volume:

  • Fino al 22%: 2 litri
  • Oltre il 22%: 1 litro più
  • Vino (non frizzante): 4 litri
  • Birra: 16 litri

 

  • Altri prodotti

Le merci sono esenti da dazi fino ad un valore di 300 € a persona (175€ per i bambini sotto i 15 anni).

Come raggiungere Samnaun

Vi lascio la mappa per raggiungere facilmente Samnaun. Se vi trovate a Bolzano o a Merano vi basterà prendere la strada statale della Val Venosta fino al Passo Resia e da lì continuare e seguire le indicazioni fino al confine svizzero (la strada è davvero suggestiva). Una volta arrivati, vi basterà parcheggiare in uno dei tanti parcheggi gratuiti che si trovano proprio in centro e dedicarvi in tutta tranquillità alla visita del paese.

 

 

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Weekend ad Amburgo: cosa vedere nella città green e low-cost della Germania

Berlino, Monaco, Francoforte. Di solito quando si pianifica un viaggio nella vicina Germania le mete preferite sono proprio queste. In realtà, sono molte le città e le località tedesche che…

Berlino, Monaco, Francoforte. Di solito quando si pianifica un viaggio nella vicina Germania le mete preferite sono proprio queste. In realtà, sono molte le città e le località tedesche che meritano una visita e, grazie ai numerosi collegamenti e alle offerte vantaggiose, devo dire che negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede e si stanno affermando come mete alternative. Una di queste nuove mete underground è sicuramente Amburgo. Verde ed eclettica, la seconda città della Germania dopo Berlino, sta attirando sempre più turisti richiamati sia dai prezzi bassi che dalle numerose attività che la città offre. Amburgo è, infatti, innanzitutto una meta low – cost: i collegamenti aerei sono tantissimi ed è una tra le tratte più convenienti. Inoltre, spostarsi in città è semplice ed economico grazie alla metropolitana (che consente di andare/tornare dall’aeroporto al centro con soli 3,20€ a tratta) e ai mezzi pubblici efficienti. Essendo una città multiculturale, poi, non avrete difficoltà a trovare ristoranti particolari e a basso prezzo. Anche per quanto riguarda i musei e le attività culturali, è facile trovarne di gratuite e comunque al di sotto dei 10€. Ma il lato economico non è il solo che dovete considerare se state pensando di organizzare un weekend in questa città: Amburgo è una città frizzante e cosmopolita in cui potrete trovare sia cultura che divertimento, ma anche natura e tradizione.

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Cosa vedere ad Amburgo in 48h

L’Hafencity, l’Elbphilharmonie e la zona del porto

Amburgo è da sempre un importantissimo polo commerciale e di scambio. Fin dai tempi della Lega Anseatica il suo porto è uno tra i più importanti a livello mondiale e, ancora oggi, sono tantissime le attività e gli scambi che avvengono proprio tra i suoi canali. E questo, pensate un po’, con il mare a ben 100 km di distanza. Com’è possibile, vi chiederete? Anche se non ha sbocco diretto sul mare, Amburgo è collegata ad esso grazie al fiume Elba e ai Fleete, i veri protagonisti, ovvero la fitta rete di canali in cui le navi si avvicendano prima di raggiungere il Mare del Nord e le loro lontane destinazioni.

La zona del porto è sicuramente una delle più tradizionali e ve la consiglio per immergervi completamente nello spirito mercantile della città che qui si respira ancora. Passeggiate lungo i suoi imbarcaderi, i Landungsbrücken, e salite a bordo di una delle tradizionali Barkasse come dei veri marinai. Queste barche panoramiche vi faranno esplorare i canali dell’Elba e vi porteranno tra le enormi navi cargo, quelle da crociera e i lussuosissimi yacht che popolano il porto di Amburgo.

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Una volta scesi, fate un salto al colorato mercato del pesce in cui potrete gustare il pescato del giorno, seduti e con tanto di musica dal vivo. Il Fishmarkt Hamburg-Altona si tiene tutte le domeniche dalle 06:00 del mattino circa fino alle 09:30 ed è sicuramente una delle attrazioni più caratteristiche e chiassose della città. Nonostante risalga al 1703 è oggi un luogo di tendenza e molto frequentato anche dai giovani.

Simbolo dell’Hafencity è la recente Elbphilharmonie, la nuova e modernissima filarmonica progettata dagli architetti svizzeri Herzog & De Meuron. E’ uno spazio interamente dedicato alla musica, che ad Amburgo ha un ruolo di rilievo e, sebbene sia stata inaugurata solo nel 2017, è destinata a diventare una delle sale da concerto più importanti del mondo. Acquistando il biglietto di 2€ è possibile visitarla e salire fino alla terrazza panoramica da cui si gode di una vista a 360° sulla zona portuale di Amburgo.

Weekend ad Amburgo cosa vedere Checked-In Travel Blog

La Speicherstadt e i docks

Per far fronte all’esorbitante quantitativo di merci provenienti da tutto il mondo, ai tempi della Lega Anseatica, venne fatta costruire una serie di magazzini alti sette-otto piani in prossimità del porto in cui poter stoccare la preziosa mercanzia. Venne a crearsi così una vera e propria “città magazzino”, caratterizzata da imponenti edifici di mattoni rossi e da un’intricatissima rete di strade acciottolate e canali. La Speicherstadt è il complesso di magazzini più grande del mondo e, non a caso, dal 2015 è patrimonio mondiale UNESCO. Nel corso degli anni, i magazzini ormai in disuso, sono stati reinventati e ospitano oggi vari musei, tra i quali il Museo delle Spezie, il Museo Marittimo e il Museo tedesco della dogana che raccontano gli anni d’oro di questa città portuale. Tra i muri di mattoni rossi troverete, però, anche il più divertente Hamburg Dungeon e il Miniatur Wunderland, un mondo in miniatura composto da 3.000 metri di rotaie su cui girano ben 15.000 vagoni, ma anche tantissime figurine, casette e alberi che i più piccoli ameranno.

Non perdetevi, poi, una visita al Wasserschloss ovvero l’edificio più fotografato di Amburgo. In realtà, si tratta di un negozio di tè storico che testimonia la ricca tradizione commerciale di Amburgo. Al suo interno potete trovare più di 250 varietà di tè provenienti da tutto il mondo che si possono anche gustare al ristorante di fianco accompagnati da una vasta scelta di pietanze sia dolci che salate.

Speicherstadt Amburgo Checked-In Travel Blog

St. Pauli e la Reeperbahn

St. Pauli è il celebre quartiere a luci rosse di Amburgo, uno dei più grandi d’Europa. Lungo la via principale, la Reeperbahn, si concentrano locali, negozi erotici, cinema “alternativi” e tante altre attività a tema. Il suo nome, letteralmente “strada della corda”, è dovuto alla grande quantità di corde di canapa che venivano prodotte qui. L’attività di intrattenimento si è sviluppata, infatti, solo nel corso dell’Ottocento dopo che la classe più nobile e “da bene” della città decise di bandire qualsiasi forma di divertimento, tra cui teatri e cabaret. Essendo una zona attigua al porto, questo fece sì che in breve tempo, il quartiere diventasse famoso e molto frequentato dai marinai che sbarcavano ad Amburgo. Inutile dire che oggi St. Pauli è il cuore della vita notturna della città e, ormai, si è affermato anche come zona turistica tanto da essere la seconda più visitata della città. In realtà, se si passeggia durante il giorno o di sera, non c’è niente di veramente scandaloso e ad attirare l’attenzione sono per lo più i colori sgargianti dei locali e dei graffiti.

Reeperbahn Amburgo Checked-In Travel Blog

Se siete appassionati dei Beatles, poi, dovete sapere che è proprio tra i locali di St. Pauli che mossero i loro primi passi nel mondo della musica. “Sono nato a Liverpool. Sono diventato grande ad Amburgo”. Questo è quello che lo stesso John Lennon disse su questa città che diede la svolta alla carriera di quella che è diventata una delle band più famose al mondo. Tra i locali in cui suonarono, non perdetevi Il Club Indra o il Kaiserkeller, ancora oggi in attività. In alternativa, fate un salto alla Beatles Platz all’incrocio tra la Reeperbahn e la Große Freiheit, al cui centro ci sono proprio le statue di  John LennonPaul McCartneyStuart SutcliffeGeorge Harrison, e un mix di Pete Best Ringo Starr.

Beatles Platz ad Amburgo Checked-In Travel Blog

L’Altstadt e la Rathausplatz

Il centro storico di Amburgo è costituito dal quartiere di Altstadt, città vecchia per l’appunto. Proprio sulla piazza principale sorge l’imponente Municipio di Amburgo, la cui torre è alta ben 112 metri e per arrivare in cima vi attendono 436 gradini. Nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è ancora possibile trovare degli edifici integri nel quartiere. E’ inoltre un quartiere ricco di negozi e ristoranti e, durante il periodo natalizio, si accende con le numerose lucernarie e i mercatini di Natale.

Municipio Amburgo Checked-In Travel Blog

I giardini Planten un Blomen

Vicino all’Altstadt, meritano una visita anche i bellissimi giardini Planten un Blomen, un’oasi verde nel cuore della città in cui gli abitanti amano passeggiare e rilassarsi tra alberi e fontane. I 47 ettari del parco sono suddivisi in varie aree tematiche: troverete una serra con bellissime piante esotiche e tropicali, un giardino delle rose e uno giapponese, il più grande d’Europa. Sempre secondo il modello giapponese, all’interno del parco, c’è anche una casa da tè che non ho potuto testare in quanto aperta solo da maggio a settembre. E’ durante i mesi estivi che questo spazio verde regala il meglio di sé, con un’esplosione di colori e profumi ma anche con tanti eventi e concerti. Durante il periodo invernale, invece, viene allestita una grandissima pista di pattinaggio.

Parco Planten un Blomen Amburgo Checked-In Travel Blog

Spostarsi ad Amburgo

Muoversi ad Amburgo è molto semplice: i mezzi pubblici sono efficienti e collegano praticamente tutta la città. Grazie ai treni, potrete raggiungere direttamente il centro città dall’aeroporto con soli 3,20€ a tratta. Vi basterà prendere la linea S1 del treno S-Bahn che parte ogni 10-20 minuti circa e in meno di 30 minuti di porterà alla stazione centrale (Hauptbahnhof) da cui potrete prendere tutte le altre linee della metropolitana (U-Bahn). Se avete intenzione di fermarvi qualche giorno, vi consiglio di valutare l’acquisto della Hamburg Card che al costo di circa 10€ vi permette di prendere illimitatamente tutti i mezzi della città e offre anche diversi sconti per musei e varie attività. Essendo una città molto green e attenta all’ambiente, uno dei mezzi più usati dagli amburghesi è senza dubbio la bicicletta. Le piste ciclabili ad Amburgo sono ovunque, così come i mezzi a due ruote: grazie al servizio di noleggio StadtRAD potrete muovervi anche voi senza vincoli per la città. I primi 30 minuti oltretutto sono gratuiti e, a seguire, il costo è di soli 0,08€ al minuto.

 

 

Dedico un ringraziamento speciale all’Ente del Turismo di Amburgo che mi ha aiutato ad organizzare al meglio il mio viaggio.

 

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Shakespeare and Company Parigi: la libreria in cui si può dormire tra gli scaffali pieni di libri

C’è un posto magico a Parigi per tutti gli amanti dei libri. Un gioiello nascosto, colmo di libri di ogni genere proprio nel cuore della capitale francese. Il suo nome…

C’è un posto magico a Parigi per tutti gli amanti dei libri. Un gioiello nascosto, colmo di libri di ogni genere proprio nel cuore della capitale francese. Il suo nome è Shakespeare and Company e si tratta di una libreria molto particolare (recentemente è comparsa anche nel film Midnight in Paris di Woody Allen). Al suo interno, infatti, troverete solo volumi in lingua inglese, fatto insolito per una libreria che si trova a pochi passi dalla cattedrale di Notre Dame, uno dei simboli più conosciuti della Francia e del suo noto orgoglio patriottico. La seconda cosa che la rende unica è che, sin dalla sua apertura nel 1951, è diventata un punto di riferimento per i lettori e i viaggiatori di tutto il mondo che, qui, oltre ad immergersi tranquillamente nella lettura, possono anche trovare ospitalità per la notte nei letti disposti tra gli scaffali colmi di libri.

Shakespeare and Company

Libreria Shakespeare and Company: la storia

Ho creato questa libreria nel modo in cui un uomo scriverebbe un romanzo, costruendo ogni stanza come se fosse un capitolo.

Voglio che le persone aprano la porta nello stesso modo in cui aprono un libro; un libro che porta nel mondo magico della loro immaginazione.

George Whitman, americano d’origine, arrivò a Parigi negli anni subito dopo la Seconda Guerra Mondiale per studiare alla Sorbonne. Ma, come capita spesso, si innamorò perdutamente di Parigi e decise di non lasciarla più. Da sempre amante dei libri e della poesia, durante i primi anni nella capitale francese aveva l’abitudine di lasciare la porta del suo appartamento aperta per permettere a chiunque, soprattutto ai veterani di guerra, di entrare e leggere i suoi  numerosissimi libri come modo per evadere per qualche ora dalla realtà e come rimedio per i loro problemi legati ai crudi ricordi di guerra.

George Whitman

Fonte 3Quarks Daily

E fu proprio con la sua collezione personale composta da circa 1000 volumi che, nel 1951, decise di aprire una libreria al civico 37 di rue de la Bûcherie, considerata il “chilometro zero” da cui partono tutte le strade francesi. Appena aperta, la libreria si chiamava Le Mistral, nome che Whitman cambiò nel 1964 , il quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare. Il nome attuale è stato scelto in onore di Sylvia Beach, la fondatrice della prima Shakespeare and Company, aperta nel 1919 al 12 di rue de l’Odéon e costretta a chiudere a causa dell’occupazione nazista nel 1941 (la Beach stessa fu deportata in un campo di concentramento). La libreria è stata da sempre un punto di incontro per gli scrittori espatriati del tempo ma anche un luogo di riferimento per gli intellettuali francesi. Tra i personaggi che sono passati dalla Shakespeare and Company si possono contare Joyce, Hemingway, Stein, Fitzgerald, Eliot, Pound  ma anche Allen Ginsberg, William Burroughs, Anaïs Nin, Richard Wright, William Styron, Julio Cortázar e tanti altri. Questa piccola libreria indipendente è stata anche la prima a pubblicare l’Ulisse di James Joyce.

shakespeare & company

Whitman si è preso cura della sua preziosa libreria per tutta la sua vita e l’ha resa davvero un’opera d’arte come lui stesso la descriveva. Ora ad occuparsene sono la figlia, Sylvia Beach Whitman, e il suo compagno, David Delannet.

Tumbleweed: dormire tra i libri della Shakespeare and Company è possibile

Mi rivedo molto in George Whitman perché, fin da giovane, è sempre stato un lettore appassionato e un viaggiatore curioso. Durante la Grande Depressione, all’età di circa 20 anni, Whitman decise di attraversare gli Stati Uniti da un’estremità all’altra fino a raggiungere il Messico. Con sé aveva solo 40 dollari e tanti sogni, come ogni buon viaggiatore che si rispetti. Da solo, con pochissimi fondi, il giovane libraio si dovette affidare solo alle sue forze e alla gentilezza delle popolazioni locali. Ed è proprio questo l’aspetto che lo colpì maggiormente: ovunque andasse le persone lo accoglievano e lo aiutavano come potevano, offrendogli vitto e alloggio o semplicemente compagnia e consigli. Addirittura, una volta, in una parte isolata dello Yucatan si sentì talmente male da non poter più proseguire. Venne trovato in serie difficoltà da una tribù Maya che lo aiutò e lo guarì senza chiedere nulla in cambio.

Fu proprio l’accoglienza e la gentilezza disinteressata delle persone che incontrò durante il suo lungo viaggio che gli ha ispirato quella che divenne poi la sua filosofia:

Be not inhospitable to strangers lest they be angels in disguise. 

Non siate inospitali con gli sconosciuti potrebbero essere angeli sotto mentite spoglie. 

Ancora oggi, al secondo piano della libreria, fa bella mostra questa frase che, secondo me, soprattutto ai giorni nostri, è estremamente attuale e andrebbe presa ad esempio più spesso.

shakespeare and company

Whitman cercò di mettere in pratica questo suo stesso consiglio e, per questo, decise di aprire la sua libreria a viaggiatori, scrittori, intellettuali e amanti dei libri in cerca di ospitalità per la notte. Desiderava che la sua libreria avesse un forte senso di ospitalità e di comunione, tanto da descriverla come un progetto di “utopia socialista mascherata da libreria“. Sin dalla prima apertura della libreria, circa 30000 Tumbleweeds (letteralmente “rotolacampi”, sono delle piante molto particolari che di inverno si staccano dalle loro radici e rotolano, formando una palla, per i campi sospinte dal vento), come Whitman li chiamava simpaticamente, hanno dormito tra gli scaffali di libri della Shakespeare and Company. Pensate che anche Geoffrey Rush, uno dei miei attori preferiti, ha dormito sui piccoli letti della libreria.

Ma, udite udite, le porte della libreria aprono ancora oggi ai viaggiatori/lettori. Le regole per poter passare una notte alla Shakespeare and Company sono molto semplici: ad ogni Tumbleweed è richiesto di leggere almeno un libro al giorno, aiutare nel negozio per qualche ora e scrivere un’autobiografia di una pagina alla macchina da scrivere della libreria su una particolare carta celeste. I racconti di vita appartenenti a viaggiatori di tutto il mondo sono stati raccolti in un enorme archivio e sono a disposizione di tutti i nuovi Tumbleweeds. Un bel ricordo di chi è passato da questa piccola libreria indipendente. Le prenotazioni, mantenendo inalterato il senso del viaggio “all’avventura”, non sono accettate. Per scoprire se c’è posto, dovrete recarvi personalmente e confidare nella buona sorte.

Ma non disperate, nel caso non ci fosse posto, potete comunque rilassarvi nella caffetteria proprio di fianco alla libreria e sempre di sua proprietà.

Shakespeare and Company

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MiniMe Paris: come realizzare un cappello su misura nel cuore del Marais a Parigi

rel=”nofollow”> Parigi è la città dell’amore ma anche e soprattutto della moda. Dior, Chanel, Lanvin, Louis Vuitton sono solo alcuni dei marchi francesi più conosciuti e più famosi nel mondo….

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Parigi è la città dell’amore ma anche e soprattutto della moda. Dior, Chanel, Lanvin, Louis Vuitton sono solo alcuni dei marchi francesi più conosciuti e più famosi nel mondo. Ma tra le strade della capitale francese si nascondo anche tanti atelier di moda più piccoli ma altrettanto affascinanti proprio perché di nicchia e indipendenti. Durante il mio ultimo viaggio a Parigi ne ho scovato uno davvero particolare che si trova proprio nel cuore del Marais, il quartiere più trendy di Parigi. Il suo nome è MiniMe Paris e si tratta di un atelier unico nel suo genere che vi consiglio assolutamente di visitare anche solo per la location strepitosa. Vi sembrerà, infatti, di essere caduti nella buca del Bianconiglio e di trovarvi nel laboratorio del Cappellaio Matto nel Paese delle Meraviglie di Alice (c’è anche lo Stregatto, anzi ce ne sono ben due). La cosa bella, però, è che non si tratta né di un sogno né tanto meno di un’allucinazione. MiniMe Paris esiste davvero e vi attende per un’esperienza davvero magica: uno workshop di chapellerie, ovvero un laboratorio che vi permetterà di creare con le vostre mani un cappello su misura. Vi ho incuriosito?

Atelier MiniMe Parigi

La Maison de MiniMe – storia e filosofia del brand

La Maison de MiniMe è stata fondata a Parigi nel 2014 da Marie Marquet, una ragazza parigina che fin da piccola ha sempre avuto la passione per la moda e la creazione di accessori e vestiti particolari. Crescendo, Marie ha continuato a coltivare la sua passione per la moda e ha cercato di conciliarla con il suo amore per le fiabe e il pop surrealismo. Ne sono risultate le sue eccentriche e coloratissime creazioni, rigorosamente handmade. Dopo aver studiato all’Ecole de la Chambre Syndical de la Couture Parisienne e aver lavorato per grandi case di moda tra cui Hermès e Chanel, Marie ha deciso di lanciare il suo brand che in breve tempo ha avuto enorme successo. Da allora, MiniMe crea originalissimi abiti e accessori che vengono venduti non solo a Parigi, ma in tutto il mondo. Uno dei fiori all’occhiello del brand sono proprio i cappelli: totalmente fatti a mano e su misura sono delle vere opere d’arte. Non a caso, anche Lady Gaga se ne è fatto fare uno personalizzato. Da qualche mese, Marie ha deciso di aprire le porte del suo atelier ispirato al mondo fantastico di Alice nel Paese delle Meraviglie per far conoscere la sua filosofia e i vari step della creazione dei cappelli. Quella della chappellerie è infatti un’arte in via d’estinzione. Anche i grandi brand ormai confezionano tutto con i macchinari e, purtroppo, le creazioni handmade stanno diventando sempre più rare. E’ per questo che Marie si impegna per salvaguardare questa bellissima tradizione francese. Vi assicuro che dopo aver visto trasformare tra le vostre mani un semplice pezzo di stoffa in un cappello, guarderete qualsiasi copricapo con occhi diversi.

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Minime Paris – Come realizzare il proprio cappello su misura

L’atelier di MiniMe, oltre a funzionare da showroom e da laboratorio, è anche la casa stessa di Marie. Proprio come Alice, anche la sua casa sembra essere uscita dalle pagine di Lewis Carroll: murales colorati, pavimenti a scacchiera con pedine enormi, sculture strambe e tazzine come quelle del film d’animazione “La Bella e la Bestia“. Un universo fantastico che spiega bene la filosofia del brand e la visione della sua fondatrice.

Atelier MiniMe Parigi

La bravissima Marie all’opera

Gli workshop per realizzare il proprio cappello si svolgono proprio nel laboratorio di MiniMe al 75 di Boulevard de Sébastopol, a Parigi. Hanno una durata di circa 3 ore in cui avrete la possibilità di calarvi in prima di persona, ma sempre con l’aiuto e l’assistenza di Marie e dei suoi collaboratori, nella realizzazione di un cappello su misura partendo da zero. Vi spiegheranno i segreti dell’arte della creazione francese dei cappelli e ve lo faranno modellare a partire da un pezzo di stoffa. La parte più divertente è ovviamente quella della decorazione: avrete a disposizione tantissime stoffe, perline, piume e chi più ne ha più ne metta con cui ornare il vostro copricapo finito.

Il valore aggiunto è che il tutto si svolge in piccoli gruppi, cosa che rende l’esperienza ancora più divertente perché si riesce a fare anche amicizia con persone provenienti da ogni parte del mondo.

Per prenotare il vostro workshop è molto semplice: potete contattare direttamente Marie online sul suo sito ufficiale di cui vi lascio il link qui, scegliere il giorno e l’orario che più preferite e il gioco è fatto (è disponibile in lingua inglese e francese). Non vi resterà che recarvi a Parigi, nel Marais, e prepararvi a veder compiere la magia. Oltre al ricordo della bellissima e originalissima esperienza, vi porterete a casa come souvenir un cappello unico e personalizzato interamente fatto a mano da voi. Cosa volere di più?

Photo taken with Focos

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5 commenti su MiniMe Paris: come realizzare un cappello su misura nel cuore del Marais a Parigi

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