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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Categoria: Itinerari

Attraverso l’Italia in treno: 7 itinerari mozzafiato per scoprire il bel Paese su rotaia

I treni panoramici in Italia sono parecchi e percorrono itinerari davvero mozzafiato, collegando tra di loro regioni e anche stati diversi. Il viaggio in treno è sicuramente un’idea originale per riscoprire il turismo lento e a contatto con la natura e l’ambiente. Dal finestrino dei treni panoramici si riesce a gustare il panorama con calma, assaporandone ogni minima variazione. Una visuale diversa sul nostro bel Paese, magari seduti a bordo di una carrozza d’epoca che sembra essere appena uscita da un film in bianco e nero.

Le vacanze di Pasqua si avvicinano e quest’anno sono davvero ricche con tutti i ponti che ci sono. Ecco perché bisogna approfittarne e regalarsi qualche giorno di vacanza e di relax. Se non avete ancora pianificato nulla per questi ponti di primavera, perché non organizzate un viaggio in treno attraverso una delle tante bellissime regioni italiane?

Gli itinerari in treno più belli d'Italia

I treni panoramici in Italia sono parecchi e percorrono itinerari davvero mozzafiato, collegando tra di loro regioni e anche stati diversi. Il viaggio in treno è sicuramente un’idea originale per riscoprire il turismo lento e a contatto con la natura e l’ambiente. Dal finestrino dei treni panoramici si riesce a gustare il panorama con calma, assaporandone ogni minima variazione. Una visuale diversa sul nostro bel Paese, magari seduti a bordo di una carrozza d’epoca che sembra essere appena uscita da un film in bianco e nero.

E la cosa migliore è che, solitamente, i biglietti turistici per le tratte in treno panoramiche permettono di scendere ad una o più fermate e di risalire poi a bordo quando si ha finito di visitare il paese vicino e si ha voglia di riprendere il viaggio.

Vi lascio quindi con 7 itinerari in treno tra i più belli d’Italia che vi faranno subito voglia di preparare i bagagli e partire alla scoperta di un’Italia alternativa.

1. Il treno dei Sapori – linea ferroviaria Brescia – Edolo

Il Treno dei Sapori della Franciacorta

fonte: trenodeisapori.area3v.com

Per cominciare il viaggio tra gli itinerari in treno più belli d’Italia, voglio partire da vicino a casa con il Treno dei Sapori che collega Brescia ad Edolo, attraverso i meravigliosi paesaggi della Franciacorta. Nasce da un’iniziativa di Trenord e permette a cifre abbastanza accessibili di scoprire le zone del Lago d’Iseo e della Vallecamonica a bordo di carrozze davvero gustose. Il suo punto forte, infatti, è quello di offrire degustazioni di prodotti tipici durante il percorso e di consentire ai passeggeri di scendere per visitare le zone circostanti ma anche le cantine della Franciacorta e i produttori locali. Il tutto accompagnati da una guida, il cui servizio è compreso nel costo del biglietto. Interessante anche la proposta “Lago con Gusto”, un percorso doppio tra terra e acqua che vi porta fino a Montisola, in mezzo al lago d’Iseo.

Orari: tutte le domeniche e i giorni festivi salvo variazioni operative.

Tariffe: circa 59€, varia in base all’itinerario

Prenotazioni: obbligatorie sul sito ufficiale 

2. La Ferrovia Vigezzina-Centovalli – da Domodossola a Locarno attraverso le Centovalli

Ferrovia VIgezzina-Centovalli

fonte: vigezzinacentovalli.com

Tra le 10 ferrovie più belle del mondo, c’è lei: la Ferrovia Vigezzina-Centovalli. E’ un treno panoramico che collega Domodossola a Locarno e passa tra le Alpi piemontesi. E’ un itinerario decisamente a contatto con la natura che permette di ammirare dal finestrino sia la Valle di Vigezzo che le Centovalli, prima di giungere sulla sponda elvetica del Lago Maggiore. I biglietti consentono sempre di aggiungere una sosta intermedia sia all’andata che al ritorno, in modo da poter visitare anche le località che si incontrano strada facendo. In primavera, poi, è attivo il circuito Lago Maggiore Express che consente di visitare, ad esempio, le Isole Borromee, i giardini delle Isole di Brissago e quelli di Villa Taranto a Verbania.

Orari: tutti i giorni

Tariffe: circa 41€

Prenotazioni: non obbligatorie, ma consigliate per garantirsi il posto migliore, sul sito ufficiale

3. La Circumetnea – da Catania a Riposto tra rotaie e lava

la Circumetnea

fonte: excursionetna.it

Uno dei percorsi in treno più sorprendenti d’Italia è sicuramente quello che da Catania arriva a Riposto. Si tratta della Circumetnea, un viaggio su rotaia che vi porterà ad un’altitudine di quasi 1000 metri tra lava e crateri vulcanici. I vagoni della Cirmumetnea passano, infatti, proprio di fianco all’Etna e attraversano poi distese infinite di lava nera e agrumeti dal profumo inconfondibile. Lungo il percorso è possibile fermarsi per visitare qualche piccolo paese della Sicilia, come ad esempio Bronte per una scorpacciata di pistacchi. Oppure potete seguire uno degli itinerari turistici proposti come il Treno dei Vini dell’Etna, che ogni sabato parte da Riposto e arriva a Piedimonte Etneo, tra degustazioni in cantina e assaggi di prodotti tipici.

Orari: consultabili sul sito ufficiale

Tariffe: dai 2,80€ ai 13€ a/r in base ai km percorsi. Treno dei Vini dell’Etna: circa 80€

Prenotazioni: obbligatoria per il Treno dei Vini dell’Etna sul sito ufficiale

4. Il Trenino Verde della Sardegna – sferragliando nell’entroterra sardo

Il Trenino Verde della Sardegna

fonte: sardegnainblog.it

Il viaggio tra gli itinerari in treno più belli d’Italia continua e ci porta nella bellissima Sardegna. Se avete voglia di paesaggi incontaminati il Trenino Verde della Sardegna è quello che fa per voi. La linea ferroviaria risale alla fine dell’800 e si inerpica tra le foreste di pietra, i Dolmen e i boschi dell’entroterra sardo. Le linee storiche sono 4 e si differenziano in base al percorso che attraversa anche zone non raggiungibili altrimenti. Avendo un numero di convogli limitato, il servizio turistico fino a giugno è limitato ai soli giorni festivi e segue un calendario concordato con gli Enti e gli Operatori del territorio. Da metà giugno in poi, invece, i treni dedicati agli itinerari turistici aumentano e le corse si fanno più frequenti.

Orari: consultabili sul sito ufficiale

Prenotazione: sul sito ufficiale

5. Il Trenino del Renon – 7 km di pura magia tra le montagne di Bolzano

Il Trenino del Renon

fonte: ritten.com

Il piccolo trenino del Renon, oltre ad attraversare un percorso stupendo tra le Dolomiti e i masi del Sudtirolo, ne percorre anche uno tra i più brevi in assoluto. La linea ferroviaria si sviluppa lungo 7 km, un percorso di certo breve ma assolutamente da non perdere. Dal finestrino vedrete vette innevate, pascoli, paesini sperduti e i “camini delle fate”– le sculture naturali create grazie all’erosione di vento e ghiaccio. Inaugurata nel 1907, la ferrovia del Renon – come è sempre stata chiamata – è in realtà più che altro una strada ferrata. Tutti i veicoli in funzione hanno infatti caratteristiche e origini tranviarie. Tra i veicoli in servizio, la Vettura n. 12 a due assi è probabilmente la più anziana al mondo ancora regolarmente in funzione. E’ stata costruita a Graz nel 1907 e da allora ha sempre percorso in modo superbo il tratto Soprabolzano – Maria Assunta e, visto che di pensione non se ne parla, la troverete ancora pronta ad accogliervi con i suoi 32 posti a sedere e i 23 in piedi.

Orari: lunedì – sabato: 6:00 – 20:00; domenica e festivi: 7:30 – 20:00

Tariffe: trenino del Renon a/r 6,00€; trenino del Renon + funivia a/r 15,00€

Prenotazioni: sul sito ufficiale

6. Ferrovia Genova-Casella – a rallentatore nell’entroterra ligure

Ferrovia Genova-Casella

fonte: babboleo.it

Per un tuffo nel passato, il viaggio in treno da non perdere è quello che parte da Genova e arriva lentamente fino a Casella, nell’entroterra ligure. A bordo delle carrozze d’epoca, vivrete una giornata indimenticabile tra i contrasti della Liguria: da un lato il blu del mare, dall’altro il verde delle colline. Sono 25 km per un viaggio indietro nel tempo: a bordo sono stati mantenuti gli arredi di una volta. L’elettromotrice A2 risale, infatti, al 1929 e al suo interno si trovano ancora gli originali sedili in legno e velluto e le decorazioni in ottone. Le altre carrozze risalgono al periodo della Belle Epoque e ne rispecchiano tutto il suo magnifico stile, ricordando anche un po’ quello del più famoso Orient Express.

Orari: dal 23 giugno, ogni sabato. Partenza da Genova alle ore 11.50; partenza da Casella alle ore 13.16.

Tariffe: biglietto 24h circa 14€; è possibile portare a bordo anche la bicicletta pagando la tariffa corrispondente in base ai km percorsi.

Prenotazioni: i biglietti sono a numero chiuso e possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria di Genova-Manin. Per assicurarsi il posto, è possibile acquistarli in prevendita a partire da due settimane prima del viaggio. Se volete riservare un’intera carrozza, potete farlo scrivendo a servizio clienti@atm.genova.it

7. Il Treno Natura – viaggio a vapore sotto il sole della Toscana

Il Treno Natura toscano

fonte: eventiintoscana.it

Concludo la lista degli itinerari in treno più belli d’Italia, con un altro treno green e d’epoca. Sto parlando del Treno Natura che parte da Siena e viaggia attraverso la val d’Orcia, per una giornata di puro relax. Un viaggio indietro nel tempo e tra le bellezze di un territorio considerato, a ragione, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. A bordo delle carrozze “centoporte”, tutte rigorosamente originali, rivivrete l’emozione di viaggiare come una volta, tra sbuffi di vapore, fischi e soffi. Gli itinerari sono davvero tanti e di volta in volta fanno scoprire i borghi toscani, tra sagre ed eventi locali. Per chi volesse approfondire l’esperienza, è possibile aggiungere escursioni in pullman per raggiungere le località vicine.

Orari: consultabili sul sito ufficiale

Tariffe e prenotazioni: Visione Del Mondo Agenzia Viaggi, email: booking@visionedelmondo.com; Tel. +39 0577 48003 ; Cell. (solo per emergenze e fuori orario ufficio) +39 338 8992577.

Vi è piaciuto questo viaggio attraverso gli itinerari in treno più belli d’Italia? Ne avete già percorso qualcuno? O vi piacerebbe provarne uno in particolare? Fatemi sapere nei commenti 🙂

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10 commenti su Attraverso l’Italia in treno: 7 itinerari mozzafiato per scoprire il bel Paese su rotaia

Weekend lungo a Parigi: itinerario di 4 giorni alla scoperta della Ville Lumière

Per il ponte di Ognissanti, ho deciso di farmi un regalo speciale e di tornare per un weekend lungo a Parigi, una delle mie città preferite in assoluto. La Ville…

Per il ponte di Ognissanti, ho deciso di farmi un regalo speciale e di tornare per un weekend lungo a Parigi, una delle mie città preferite in assoluto. La Ville Lumière, come viene tipicamente chiamata, ha tantissimo da offrire ed è una meta perfetta in qualsiasi stagione. Questa è stata la mia terza volta nella capitale francese e devo dire che ogni volta è una scoperta e un’emozione. Avendo vissuto e lavorato proprio nel cuore di Parigi qualche anno fa, ho avuto la possibilità di visitare con calma i musei più famosi come il Louvre, il museo d’Orsay, il Centro Pompidou e molti altri ancora a cui, secondo me, va dedicato il giusto tempo. Questa volta, quindi, ho deciso di concentrami principalmente sulla visita della città, approfondendo la conoscenza di alcuni luoghi simbolo parigini e scoprendo anche aspetti meno conosciuti della tradizione. Devo dire che è un itinerario molto romantico e perfetto per una fuga di coppia in una delle città d’amore per eccellenza.

Tour Eiffel in autunno

L’itinerario che voglio condividere con voi è quello che ho seguito io stessa durante i 4 giorni che ho passato a Parigi. In realtà, ho scelto un volo che partiva molto presto la mattina per l’andata e per il ritorno invece uno che decollava alle 21.30. Questo mi ha permesso di avere a disposizione quasi altri due giorni pieni da dedicare completamente alla visita della città. Per conoscere qual è il modo migliore per raggiungere Parigi e come muoversi in città, qui trovate tutte le indicazioni e i consigli per organizzare al meglio il viaggio e gli spostamenti.

Giorno 1 – Montmartre, Pigalle e cena sulla Tour Eiffel

Dopo aver lasciato i bagagli in hotel, che ho prenotato nel 16esimo Arrondissement (quello della Tour Eiffel per capirci) e di cui trovate tutti i dettagli qui, mi sono diretta verso la zona di Montmartre. Famoso per i suoi vicoli bohémien e per i suoi artisti maledetti, Montmartre è uno dei quartieri più turistici e conosciuti di Parigi. Non tutti sanno che fu annesso alla città solo nel 1860 e divenne subito il posto preferito da pittori, musicisti e artisti che lo scelsero come propria dimora. Imperdibile è senza dubbio la basilica del Sacro Cuore, Sacre Coeur en Français, che domina tutta la città e ne è uno dei simboli.

basilica del sacro cuore parigi

Nonostante oggi, con il turismo di massa, si sia persa un po’ quell’autenticità bohémien di un tempo, è possibile comunque trovare ancora posti caratteristici e lontani dalla folla che, solitamente, si limita ai vicoli circostanti Sacre Coeur. Per scovarli vi basterà fare pochi metri. Incontrerete infatti subito la Maison Rose, un locale che sembra uscito direttamente da un quadro impressionista e che è amato da tutti gli instagrammer. Subito dopo scendendo la strada sulla destra, troverete le Vigne di Montmartre. Ai tempi d’oro degli artisti, la collina di Parigi era conosciuta anche per i suoi numerosi vigneti da cui si produceva tantissimo vino. Negli anni, però, le vigne sono state pian piano spazzate via per far spazio agli edifici fino a scomparire del tutto. O quasi. Un piccolo fazzoletto di terreno coltivabile è infatti sopravvissuto e nel 1933 un gruppo di amici ha voluto ripiantare le vigne, come simbolo della lotta contro la cementificazione dilagante. Il risultato? 1500 mq di superficie e circa 2000 piante di 27 varietà diverse di uva da cui si producono ogni anno un migliaio di bottiglie di Pinot Nero e Beaujolais, con etichette rigorosamente dipinte a mano dagli artisti locali e vendute, inutile dirlo, a cifre astronomiche. A questo punto, di fronte a voi, troverete uno degli ultimi – se non l’ultimo – cabaret tradizionale di Montmartre, Au Lapin Agile, dove ogni sera artisti e musicisti fanno rivivere la Chanson Française, la canzone francese come la definiscono loro.

Riscendete, poi, dalla collina e tornate verso la fermata della metro Anvers. Qui, nascosto in un parco abbastanza anonimo, troverete uno dei luoghi più romantici di Parigi: Le mur des Je T’Aime. Si tratta di un’opera artistica di Frédéric Baron lunga ben 10 metri e alta 4, famosa perché riporta la scritta “ti amo” in ben 311 lingue. Per concludere la visita al quartiere una volta più chiacchierato di tutta Parigi, non vi resta che fermarvi a bere una cioccolata calda o a mangiare una crème brûlée al Café des 2 Moulins, in cui Amélie lavorava come cameriera nel celebre film “Il favoloso mondo di Amélie” e fare un salto al celebre Moulin Rouge, secondo me un po’ sopravvalutato.

Vi troverete ora a Pigalle, la zona a luci rosse di Parigi. Incontrerete infatti numerosi locali notturni e sexy shop camminando tra le sue vie. Nascosto, però, tra i vicoli di questa zona un po’ controversa si trova un campo da basket, il Pigalle Basketball Camp, diventato ormai famoso perché scelto come location per molte pubblicità di grandi marchi come Nike. Creato dal brand di moda e streetstyle Pigalle, è un tocco di colore tra il grigiore degli edifici residenziali ed è, secondo me, un’opera d’arte a cielo aperto. Agli amanti della musica, consiglio poi un salto nella via parallela al Pigalle Basketball Camp, Rue Douai, piena di negozi di strumenti musicali e non solo.

pigalle basketball camp

Prima di rientrare in hotel, fate un salto alle Galeries Lafayette Haussmann situate proprio su boulevard Haussmann, nel IX arrondissement. Si tratta di uno dei grandi magazzini più conosciuti e rinomati al mondo. Ma io ve li consiglio per un’altra cosa, tra l’altro completamente gratuita: la vista mozzafiato su tutta Parigi che si ha dalla loro terrazza panoramica. Se volete concedervi un aperitivo, poi, lo potete fare dal bar situato proprio qui e aperto tutto l’anno (nei mesi freddi, viene chiuso da delle bolle trasparenti molto belle).

Cosa c’è di meglio per concludere la prima giornata a Parigi se non una cena romantica proprio sulla Tour Eiffel? Salire sul simbolo per eccellenza della capitale francese di notte, quando è tutta illuminata, è un’emozione. E cenare ammirando dall’alto tutta la città è un ricordo indimenticabile. Potete prenotarla a questo link.

Giorno 2 – Louvre, Jardin de Tuileries, Place de la Concorde, Champs Elysées e Butte aux Cailles

Il secondo giorno l’ho dedicato alla visita di alcuni dei luoghi simbolo di Parigi.  Ho cominciato la giornata con la visita al Louvre, a cui vi consiglio di dedicare il giusto tempo se è la prima volta che lo visitate. Considerando che è uno dei musei più grandi e più visitati del mondo, vi consiglio di comprare già online i biglietti in modo da saltare la fila alle casse e risparmiare anche qualche ora di tempo. Sia che decidiate di entrare o di limitarvi agli esterni, continuate poi verso i vicini Giardini delle Tuileries: una bellissima oasi verde all’interno della città. Con i suoi caratteristici viali alberati, i suoi chioschi dall’inconfondibile stile parigino e le sedie verdi su cui fermarsi per una sosta rigenerante è indubbiamente uno dei parchi più belli di tutta Parigi.

Subito fuori dai giardini c’è un piccolo angolo di paradiso per tutti gli amanti del tè e dei dolci: Angelina. Una delle più antiche ed eleganti sale da tè in cui farsi coccolare dal personale in divisa e dove deliziare il palato con i buonissimi dolci (provate anche i club sandwich, sono da acquolina in bocca). Percorrendo le Jardin des Tuileries fino in fondo, vi ritroverete direttamente su Place de la Concorde, la piazza più grande di Parigi e uno dei luoghi più ricchi di storia. Racchiude al suo interno due raffinatissime fontane dei Fiumi e dei Mari e il famoso obelisco egizio di Luxor, situato proprio sull’Axe Historique, l’asse immaginario che collega i monumenti storici e i palazzi parigini.

Place de la Concorde

Continuando dritti, arriverete al viale degli Champs Elysées, tra negozi esclusivi e café. Prima però fate una piccola deviazione per ammirare il bellissimo Ponte di Alessandro III. Dopo un po’ di sano shopping e un macaron da Ladurée, completate il secondo giorno con la visita all’Arco di Trionfo.

Per cena, ho voluto far conoscere a Francesco il quartiere dove avevo vissuto durante il mio periodo parigino: il XIII arrondissement sulla rive gauche. In particolare, siamo andati a Place d’Italie, la piazza principale del quartiere e nella zona di Butte aux Cailles. Io personalmente lo considero un po’ il quartiere segreto di Parigi, lontano dai circuiti turistici e molto amato dai parigini. Se volete immergervi nella vera vita della città, questo è il posto che fa per voi. Troverete infatti viali lastricati, casette bianche e ottimi bistrot e ristoranti tra cui scegliere.

Giorno 3 –  Trocadéro, Crociera sulla Senna, Notre Dame e Rue de Rivoli

Il terzo giorno è cominciato con una tappa panoramica sul ponte di Bir Hakeim da cui si gode di una splendida vista sulla Tour Eiffel e ho continuato poi verso Rue de l’Université, una delle vie più instagrammate proprio per il suo scorcio sulla torre. Qualche fotografia dopo, mi sono recata al molo n° 7 per una sorpresa organizzata da Francesco: una crociera con pranzo lungo la Senna. E’ stata un’esperienza davvero magnifica e che ricorderò sempre con piacere. Credo che assaggiare prelibatezze francesi, accompagnate da una buona dose di vino (per me fin troppo, visto che poi sono caduta come un sacco di patate mentre cercavo di spostarmi su un monopattino) mentre si naviga lungo la Senna con il sottofondo di musica dal vivo sia veramente impagabile. Per tutti i dettagli e per scoprire come prenotarla, cliccate qui.

pranzo sul bateaux parisien

Finito il pranzo, un po’ brilla e traballante, ho avuto infatti la pessima idea di usare uno dei tanti monopattini elettrici a noleggio per spostarmi fino alla cattedrale di Notre-Dame de Paris.  In realtà, sono un modo di spostarsi molto comodo e divertente  al tempo stesso (ve ne ho parlato qui) basta che prima non abbiate bevuto troppo come la sottoscritta. In stile gotico, la cattedrale metropolitana di Nostra Signora si trova proprio nel cuore di Parigi sull’ Île de la Cité, una delle due isole fluviali della città. L’ingresso alla cattedrale è gratuito. Se invece volete calarvi nella parte di Quasimodo e salire fino alle guglie, bisogna acquistare il biglietto che, anche in questo caso, vi consiglio di comprare prima online a questo link per evitare la sempre lunghissima coda.

Fate una passeggiata, poi, lungo la Senna tra le bancarelle di libri antichi, stampe e souvenir caratteristici fino a raggiungere la storica libreria Shakespeare and Company, un must see per gli amanti dei libri come me.

Spostandovi a piedi o con l’ormai collaudato monopattino elettrico, dirigetevi poi verso Rue de Rivoli. Anche in questo caso ve la consiglio non tanto per i negozi quanto per una piccola perla nascosta: 59 Rue de Rivoli. Si tratta di un edificio/galleria d’arte/spazio espositivo in cui artisti di ogni genere creano ed espongono le loro opere. E’ un posto coloratissimo e decisamente eccentrico che vi consiglio di non perdere proprio per la sua atmosfera artistica e anticonformista che mi ha fatto pensare un po’ ai primi artisti bohémien di Montmartre. L’ingresso è gratuito ma è comunque gradita una piccola offerta libera a sostegno dell’attività.

Per cena, ho scelto un ristorante abbastanza particolare: il Buddha Bar. Si tratta di un ristorante – lounge bar dal tipico stile orientale. Anche i piatti hanno influenze delle cucine giapponese, thailandese e indiana, ma anche hawaiana e californiana e l’atmosfera è decisamente alternativa. Anche in questo caso la prenotazione è d’obbligo e potete farla direttamente da qui.

Giorno 4 – Marais, cappelli artigianali e Jardin du Luxembourg

Per concludere il mio itinerario di 4 giorni a Parigi, ho scelto di lasciare per ultimo quello che forse è il quartiere più trendy della Ville Lumière: le Marais. Pieno di negozietti vintage e particolari, è conosciuto per essere dimora di molti locali gay ma anche e soprattutto per la forte presenza della comunità ebraica.  Su Rue des Rosiers troverete infatti parecchi venditori di falafel e di altre pietanze tipiche ebraiche. All’interno di un hotel particulier si trova anche il Museo d’Arte e di Storia del Giudaismo, dedicato appunto alla storia e all’arte della comunità ebraica a Parigi. Un altro museo conosciutissimo di questo quartiere è il Centro Pompidou, che vanta una delle più importanti collezioni di arte moderna e contemporanea d’Europa. La sua struttura è subito riconoscibile in quanto decisamente eccentrica ed estrosa. Venne costruito nel corso degli anni ’70 su un progetto di Renzo Piano e di Richard Rogers che scelsero enormi tubi colorati per la sua realizzazione. Se non siete interessati all’arte moderna e contemporanea, vi consiglio comunque di accedere alla terrazza panoramica da cui si ha una bellissima vista su Parigi (l’ingresso alla sola terrazza costa 5€).

Centro Pompidou Parigi

In un quartiere così alla moda e alternativo al tempo stesso, non potevo non cimentarmi in uno workshop di chapellerie, ovvero un laboratorio in cui ho avuto la possibilità di realizzare a mano un cappello su misura secondo le tecniche tradizionali francesi. L’esperienza è a dir poco fantastica: capire come viene realizzato un cappello e soprattutto vedere come pian piano prende forma tra le tue mani è davvero eccezionale. Anche la location, poi, merita di essere vista perché sembra di essere caduti direttamente nella buca del Bianconiglio e di trovarsi nel laboratorio del Cappellaio Matto. Qui trovate tutto il racconto dell’esperienza e i dettagli per prenotare il laboratorio.

workshop minime parigi

Per il pranzo vi consiglio la Crêperie Beaubourg, in cui potrete gustare delle ottime e tipiche crêpes ma anche galettes francesi.

Infine, è d’obbligo una visita a uno dei parchi più grandi e più belli di tutta Parigi: le Jardin du Luxembourg. Io vi consiglio di andarci a piedi, dista circa 2 km dal Centro Pompidou e vi permetterà di esplorare meglio i vicoli del Marais e del VI arrondissment.

Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il Giardino del Lussemburgo è un posto magico in cui anche i parigini amano trascorrere le ore di relax all’aria aperta. Oltre alle bellissime aiuole fiorite, ci sono anche tantissime statue e fontane, una su tutte la romantica Fontana dei Medici di fronte a cui dire à bientôt a Parigi al tramonto.

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15 giorni in Giappone: itinerario giorno per giorno e sistemazioni

Sono appena tornata da 15 meravigliosi giorni in Giappone e, oltre al fuso orario, sto cercando di smaltire anche la grande nostalgia per questo paese lontano da noi sia geograficamente…

Sono appena tornata da 15 meravigliosi giorni in Giappone e, oltre al fuso orario, sto cercando di smaltire anche la grande nostalgia per questo paese lontano da noi sia geograficamente che culturalmente. E’ stata un’esperienza bellissima, che mi ha permesso di scoprire un po’ di più la cultura millenaria di questo popolo. Se dovessi descrivere i giapponesi in 3 parole userei senza dubbio gli aggettivi “rispettosi”, “precisi” e “complessi”. Appena arrivati vi accorgerete immediatamente dell’ordine e della precisione che regnano ovunque. E dopo qualche ora, con cartina alla mano cercando di capire come muoversi, scoprirete l’estrema cordialità e gentilezza delle persone che nonostante le barriere linguistiche sono sempre pronte ad aiutare. La complessità invece viene fuori nelle piccole cose: vi accorgerete che sotto la precisione maniacale e l’estrema educazione si nascondono lati particolari che a noi possono sembrare strani ma che in realtà sono solo molto distanti dal nostro modo di pensare.

Ma passiamo ai lati pratici per l’organizzazione di un viaggio di circa due settimane on the road o sarebbe meglio dire “by train” in Giappone.

Qui vi lascio l’itinerario giorno per giorno che ho progettato e testato io con le relative sistemazioni, di cui vi lascio anche i link a Booking.com. Considerando che il Giappone era una delle mete che sognavo da una vita e che le cose che volevo visitare erano tante ma i giorni limitati, ho dovuto spostarmi molto ma devo dire che non è stato troppo pesante perché i collegamenti sono veramente ottimi e poi ne è sicuramente valsa la pena.

Giorno 1 – Tokyo – Hotel Citadines Central Shinjuku

Giorno 2 – Tokyo

Giorno 3 – Tokyo

Giorno 4 – Hakone – Yumoto Fujiya Hotel

Giorno 5 – Hakone

Giorno 6 – Kanazawa – ANA Crowne Plaza Kanazawa

Giorno 7 – Shirakawa -go

Giorno 8 – Takayama – Honjin Hiranoya Kachoan

Giorno 9 – Kyoto – Hotel New Hankyu Kyoto

Giorno 10 – Kyoto

Giorno 11 – Monte Koya – monastero Fukuchi-In

Giorno 12 – Osaka – Hotel Granvia Osaka

Giorno 13 – Osaka e Nara



Booking.com

Ho scelto di partire dalla capitale, caotica e moderna, per poi invece sposarmi in zone più tradizionali e tranquille. Hakone è una meta gettonata più che altro dai giapponesi stessi che la scelgono spesso come luogo di vacanza grazie alle sue rinomate sorgenti termali e le cave di zolfo.

L’ho scelta infatti per l’esperienza delle Onsen, le terme giapponesi.

Immergersi in queste acque a 40 gradi, circondati dalla natura mentre fuori fa freddo è veramente un’esperienza da non perdere. Da qui si può ammirare anche il Monte Fuji. Ho proseguito poi per Kanazawa, splendida cittadina nel cuore delle Alpi giapponesi in cui si sono mantenuti intatti i quartieri tradizionali.

In pullman, successivamente, ho fatto una tappa al villaggio di Shirakawa-go, sito patrimonio mondiale dell’Unesco famoso per le sue case dai tetti di paglia, prima di arrivare alla caratteristica Takayama.  Anche qui tra un boccone della gustosissima carne Hida e un sorso di Sake, prodotto nelle numerose distillerie locali, ho potuto provare l’ospitalità tipica giapponese soggiornando in un fantastico Ryokan a 5 stelle, in cui mi hanno coccolata per tutto il soggiorno.

Mi sono spostata poi a Kyoto, città simbolo del Giappone e ho visitato la foresta di bambù di Arashiyama e il famosissimo santuario Fushimi-Inari di cui tutti gli appassionati del film Memorie di una Geisha riconosceranno subito i torii arancioni. Non a caso, qui per qualche ora mi sono trasformata in una Maiko e ho provato l’incredibile sensazione di provare un vero e proprio kimono.

Dopo parecchi cambi ho fatto un pellegrinaggio fino al Monte Koya, che con i suoi 117 templi rappresenta uno dei centri buddhisti più importanti e dal 2014 fa anche lui parte del patrimonio Unesco.

Infine ho raggiunto Osaka, nel Kansai, che con il suo street food e l’atmosfera più rilassata mi ha totalmente conquistata. L’ultimo giorno poi ho fatto un’escursione a Nara, a circa un’oretta da Osaka, famosa per il parco in cui vivono completamente liberi più di 1200 cervi. Non avrei potuto concludere meglio questo magnifico viaggio che porterò per sempre nel cuore.

Se volete sapere qual è il periodo migliore per andare in Giappone e come muoversi, leggete anche l’articolo Viaggio in Giappone: consigli per l’uso  e Giappone: 4 cose fondamentali da prenotare prima della partenza in cui vi spiego tutto quello che c’è da sapere per organizzare al meglio un viaggio fai da te nel paese del Sol Levante.



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