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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Itinerario a piedi a Sirmione: come arrivare e 5 cose + 1 da non perdere

Sirmione è una delle perle del Lago di Garda. Si trova sulla sponda meridionale del lago, nella parte bresciana. Una delle cose che colpisce maggiormente è la sua posizione: si…

Sirmione è una delle perle del Lago di Garda. Si trova sulla sponda meridionale del lago, nella parte bresciana. Una delle cose che colpisce maggiormente è la sua posizione: si trova infatti su una penisola che domina tutto il basso Garda e che regala alcune delle spiagge più belle.

Ma questa piccola cittadina è meta ambita dai turisti anche per le attrattive storiche e culturali, i vicoli caratteristici, i rinomati centri termali e… gli enormi gelati. Appena si arriva si respira infatti un’aria di vacanza e spensieratezza e devo dire che in alcuni punti, grazie alle acque cristalline, alle palme e agli uliveti, ci si dimentica quasi di essere in Lombardia e si può pensare di essere invece su qualche isola greca o del Sud Italia.

Come arrivare a Sirmione?

Il centro storico di Sirmione è racchiuso dalle mura del Castello Scaligero le cui vie sono chiuse al traffico. Per questo motivo, è necessario parcheggiare al di fuori delle mura; i parcheggi più vicini sono quasi tutti a pagamento e, nella bella stagione e nei weekend sono anche presi d’assalto. Per i parcheggi gratuiti dovete mettere in conto una bella passeggiata sul lago, in quanto sono tutti abbastanza distanti dal centro storico. Sul sito ufficiale del comune è disponibile un elenco dei parcheggi disponibili, di cui vi lascio il link qui.

Una valida alternativa, che ho testato personalmente, può essere quella di lasciare la macchina nella vicina Desenzano, in cui si riesce a trovare qualche stazionamento gratuito in più, e prendere poi il battello dal porto che porta direttamente nel centro storico di Sirmione. Oltre ad essere più caratteristico è anche molto più economico: al costo di soli 6 euro si può acquistare infatti il biglietto andata e ritorno, risparmiando così anche molte energie che altrimenti spendereste nelle imprecazioni durante le interminabili code per la caccia al tesoro al parcheggio. Sul sito del Lago di Garda trovate tutti gli orari aggiornati.

Essendo molto piccola, la cosa migliore è girare a piedi perdendosi tra i vicoli del centro storico o scegliendo la passeggiata panoramica che costeggia il lago.

Se avete solo una giornata a disposizione, secondo me, le cose assolutamente da vedere sono le seguenti che vi scrivo seguendo un itinerario a piedi che va dall’ingresso del centro storico fino alla punta estrema della penisola. 

 1) Castello Scaligero

Le mura merlate del Castello e le due torri sono la prima cosa che vedrete nell’arrivare. Insieme alla Darsena, ovvero il porto dove trovavano riparo le flotte scaligere prima e quelle veneziane poi, sono sicuramente l’edificio simbolo di Sirmione. Fatto realizzare dalla famiglia della Scala, che governò su Verona e il territorio circostante dal 1259 al 1387, il castello è stato recentemente restaurato ed è oggi aperto al pubblico. La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito, altrimenti il biglietto intero costa 6€ mentre quello ridotto 3€. E’ aperto solitamente dal martedì alla domenica, ma gli orari, consultabili qui, variano in base alla stagione.

2) Chiesa di Santa Maria Maggiore

E’ la chiesa principale di Sirmione e si trova infatti proprio nel cuore del centro storico. La posizione è impagabile: dal cortile della chiesa infatti si gode di una vista panoramica mozzafiato sul lago e, girando a destra subito dietro la chiesa, non vi perdete lo scorcio del piccolo giardinetto che dà direttamente sulla spiaggia. Molto romantico.

3) Chiesa di San Pietro in Mavino

Questa piccola chiesetta di epoca longobarda è la più antica di Sirmione e sembra che sia stata costruita dai pescatori sui resti di un tempio pagano. All’interno si trovano anche dei resti risalenti a prima del rifacimento del 1300 e degli affreschi del XII e XIV secolo. Quello che mi ha colpita di più è sicuramente la posizione: si trova infatti quasi sulla punta della penisola ed è immersa nella natura tra gli ulivi. Un vero angolo di pace nascosto in cui potersi fermare per una sosta rigenerante.

4) Grotte di Catullo

Le Grotte di Catullo sono veramente un gioiello da scoprire, a cui ho voluto dedicare un articolo a sé stante che trovate a cliccando qui.

 

5) Jamaica Beach

La spiaggia che si trova proprio sulla punta di Sirmione, sotto le Grotte di Catullo, viene così chiamata perché ricorda le spiagge caraibiche. Pensate che stia esagerando probabilmente. E invece, grazie alla conformazione della spiaggia formata da grandi lastroni di pietra permette infatti di passeggiare ma soprattutto di stare a mollo nelle piscine naturali di acqua limpida che si creano e che assumono un colore molto chiaro che ricorda appunto i bianco delle spiagge giamaicane. Al tramonto, vi consiglio una capatina nel bar che si trova all’ingresso e che si raggiunge scendendo dalle grotte.

 

 6) Terme di Sirmione

L’ultima chicca sono le Terme di Sirmione che si trovano sempre nel centro storico, in cui vi potreste fermare di sera alla fine del giro turistico. Le acque termali di Sirmione sono conosciute e stimate per le loro proprietà curative in tutto il mondo. Sono tante infatti le persone che vengono qui apposta per le cure. Trattamenti curativi a parte, la SPA termale Aquaria, con il centro benessere e le piscine che si trovano in un parco affacciato sul lago, è perfetta per ammirare i tramonti sul lago mentre ci si rilassa e ci si depura nelle acque termali.

© Terme di Sirmione

 

 

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Verona romantica: la leggenda del Pozzo dell’Amore

Verona, la città dell’amore o forse sarebbe meglio dire la città delle tragedie amorose. Nell’ultima gita nella città scaligera, di cui potete vedere l’itinerario a piedi qui, ho infatti scoperto…

Verona, la città dell’amore o forse sarebbe meglio dire la città delle tragedie amorose.

Nell’ultima gita nella città scaligera, di cui potete vedere l’itinerario a piedi qui, ho infatti scoperto un’altra vicenda romantica che ha avuto luogo tra le strade veronesi ed in particolare in una piccola piazzetta nascosta proprio a due passi dalla ben più nota Piazza Erbe. La leggenda del Pozzo dell’Amore.

La leggenda narra che ai tempi del Sacro Romano Impero nel lontano 1500, un avvenente soldato di nome Corrado di San Bonifazio si innamorò di Isabella, una nobildonna veronese del casato dei Donati. Il giovane perdutamente innamorato ogni giorno cercava in tutti i modi di conquistare il cuore della bella fanciulla. Nonostante i vari tentativi, però, lei non sembrava ricambiare i sentimenti e anzi si dimostrava  estremamente fredda e indifferente al corteggiamento di Corrado. In un grigio e freddo giorno di febbraio i due si incontrarono proprio nella piazzetta di fianco alla chiesa di San Marco ad Carceres e il ragazzo, avendo ormai perso le speranze di conquistare l’amata, le disse che il suo cuore era freddo come l’acqua che si trovava in fondo al pozzo lì vicino. Lei lo sfidò quindi a verificare di persona se l’acqua fosse veramente così gelida e così il giovane si buttò senza pensarci nel pozzo.  Isabella, inorridita dall’effetto che le sue parole avevano provocato sul giovane si gettò a sua volta nel pozzo per seguire l’uomo che con il tempo, nel segreto del suo cuore, aveva imparato ad amare. Da allora il pozzo viene chiamato “Pozzo dell’Amore” in ricordo dei due innamorati. Come disse Shakespeare “se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai mai amato”.

Per trovarlo, vi basterà andare in Vicolo San Marco in Foro, una traversa di Corso Porta Borsari, proprio dietro Piazza delle Erbe. Una volta qui non vi resterà che gettare un soldino, come recita la targa incisa sul pozzo, e pensare intensamente al proprio amore per vederlo arrivare. Nel caso non dovesse funzionare, le monete raccolte servono per finanziare i progetti del Club di Giulietta, un’associazione molto particolare che ogni anno risponde a migliaia di lettere che gli innamorati di tutto il mondo inviano a Giulietta in cerca di aiuto. Chissà magari il desiderio di qualcuno si avvererà .

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Cosa vedere a Verona in un giorno: una caccia al tesoro nella città di Romeo e Giulietta alla ricerca dei luoghi meno conosciuti

Quando si pensa a Verona la prima immagine che fa capolino è quella della bella Giulietta che aspetta il suo innamorato Romeo sul balcone. E’ sicuramente una delle città più…

Quando si pensa a Verona la prima immagine che fa capolino è quella della bella Giulietta che aspetta il suo innamorato Romeo sul balcone. E’ sicuramente una delle città più romantiche del mondo ed è un’ottima meta se si vuole fare un giro in una domenica primaverile. E’ infatti facilmente raggiungibile sia in treno che in auto (anche i collegamenti aerei sono molto buoni) ed essendo a misura d’uomo la si può visitare comodamente a piedi. Ma non ci sono solo Romeo e Giulietta, anzi le attività a disposizione sono tantissime: dalle manifestazioni che vengono organizzate un weekend sì e l’altro anche, alle mostre e ai concerti all’Arena. Per non parlare poi degli infiniti negozi in cui poter fare shopping e i locali dove fermarsi per una sosta rigenerante. Insomma ce n’è veramente per tutti i gusti.

La scorsa domenica, approfittando della prima giornata di sole, abbiamo deciso anche noi di fare una passeggiata tra le strade della bella città scaligera. Avendo studiato qui, ho avuto modo di esplorarla abbastanza bene ma devo dire che ogni volta che torno riesce a regalarmi sempre qualcosa di nuovo.  Questa volta, ho deciso di sfruttare un regalo che mi è stato fatto da un’amica tempo fa: Amor Verona. Si tratta di una guida molto particolare che attraverso una caccia al tesoro porta a scoprire i luoghi meno conosciuti di Verona.

Come funziona vi chiederete? Semplice, basta acquistare la guida (su Amazon la si trova a meno di 20€ e si può usare due volte, nel caso vi interessasse questo è il link da cui poterlo acquistare ) e avere un cellulare a disposizione. Poi, giusto il tempo di inviare un sms,e vi ritroverete a cercare indizi nei posti più improbabili della città per risolvere gli enigmi che man mano vi saranno inviati sempre per messaggio. E il tesoro? Beh oltre a trovare niente meno che l’arco e le frecce del dio dell’Amore Eros, scoprirete anche tantissimi aneddoti interessanti sulla città e i suoi abitanti nonché veri e propri gioielli nascosti che magari passerebbero inosservati, il tutto divertendovi e tornando un po’ bambini.

 

Di seguito vi lascio il nostro itinerario a piedi di mezza giornata, ovviamente senza le soluzioni della caccia al tesoro altrimenti che bello c’è ☺.

Castelvecchio, Ponte Scaligero e Arco dei Gavi

Avendo parcheggiato nelle vicinanze, abbiamo deciso di cominciare la caccia al tesoro partendo dalla zona Sud rispetto a Piazza Erbe quindi il primo indizio da cercare era in zona Castelvecchio. Quest’enorme fortezza, oggi un museo con esposizioni di arte medievale e moderna, fu prima una residenza signorile, poi l’Accademia militare durante la Serenissima e ospitò nel 1944 anche Il Processo di Verona con il quale vennero condannati a morte i gerarchi fascisti che avevano fatto deporre Mussolini. Ma, grazie alla guida, abbiamo scoperto un racconto romantico successo proprio in quegli anni che fa capire come, anche in un momento buio della storia come questo, l’Amore riesca a nascere e a resistere (sì lo so sono una romanticona).Tra i prigionieri fucilati infatti c’era anche l’ex ministro degli esteri dell’Italia fascista, nonché marito della figlia del Duce, Galeazzo Ciano. Si dice che egli fosse un prigioniero particolare, in quanto i tedeschi volevano ottenere da lui i suoi diari in cui c’erano scottanti rivelazioni sui rapporti sui primi anni di guerra tra Italia e Germania. Per questo, mandarono una bellissima spia di nome Hildegard a visitare ogni giorno Ciano per riuscire a carpire dove avesse nascosto i diari. Ma la ragazza finì con l’innamorarsi di Ciano, concedendo così al prigioniero un trattamento privilegiato. Galeazzo però non dimenticò mai la moglie e lo stesso fece lei: nonostante varie scappatelle da entrambe le parti, Edda non lo abbandonò mai e anzi cercò in ogni modo di salvare la vita al marito che amava.

Piazza Bra e l’Arena

Uno dei luoghi più visitati di Verona è sicuramente Piazza Bra con la sua famosissima Arena. Non tutti però sanno che la piazza è illuminata da tantissimi lampioni numerati ma disposti a caso senza un ordine logico. Un piccolo mistero che nessuno è ancora riuscito a risolvere. Per una pausa, ci si può sedere all’ombra degli alberi del giardino a forma di trifoglio accanto all’Arena, al centro del quale si può ammirare la fontana donata dalla città di Monaco di Baviera in cambio di una statua di Giulietta che ancora oggi si trova nella città bavarese.

Casa di Giulietta 

Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? E’proprio dal balcone in Via Cappello che la bella Giulietta languiva d’amore per il suo amore proibito. Essendo così conosciuto, oggi è preso d’assalto dai turisti e ha quindi perso un po’ la sua patina romantica. Ma se si vuole sfuggire dai flash dei turisti e stare un po’ a tu per tu con il proprio Romeo o la propria Giulietta, ci si può rifugiare all’interno della caratteristica osteria Locandina Cappello, dove gustare ottimi piatti tradizionali veronesi sorseggiando un prosecchino.

Piazza dei Signori, Torre dei Lamberti e Piazza Erbe 

Altra meta imperdibile è sicuramente Piazza Erbe. Fulcro della vita cittadina, è da sempre il cuore di Verona con i suoi palazzi d’epoca e i suoi bar storici. Ai lati della piazza si trova l’Arco della Costa, da cui pende un’enorme costola. Nessuno sa quando e chi l’ha posizionata, alcuni pensavano fosse la costola del diavolo, altri una reliquia portata dai crociati. Molto probabilmente si tratta di una costola di balena usata come insegna fuori da un emporio. L’unica cosa certa è che fino a qualche decina d’anno fa gli studenti dell’università di Padova si divertivano a far sparire durante la notte la costola e a riportarla poi a distanza di qualche giorno, per dimostrare ai colleghi veronesi la loro incapacità di difenderla.

 

Da qui si arriva poi alla Piazza dei Signori e quindi al Palazzo della Ragione e alla Torre dei Lamberti, da cui ammirare una vista dall’alto del centro storico di Verona.

Ponte Pietra e Castel San Pietro

Questa che vedete qui sopra in foto è la collina su cui è arroccato Castel San Pietro. Si raggiunge attraversando Ponte Pietra e salendo per la scalinata che porta direttamente sulla cima. Da quassù si ha una magnifica vista su Verona e sull’Adige che la racchiude.

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Brisighella: Fuga Primaverile all’Insegna del Buon Cibo e del Romanticismo

Nonostante la pioggia che ancora non ci vuole lasciare, la primavera è alle porte e con lei anche la voglia di qualche gita fuori porta all’insegna del relax. Un posto…

Nonostante la pioggia che ancora non ci vuole lasciare, la primavera è alle porte e con lei anche la voglia di qualche gita fuori porta all’insegna del relax. Un posto perfetto dove poter svernare e apprezzare la natura nel suo momento più colorato è sicuramente Brisighella.

Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, è di certo uno di quelli che più mi hanno colpita. Sembra infatti fermo nel tempo e riesce a regalare ancora scorci speciali dei paesini dell’Italia de ‘na olta come si dice dalle mie parti (“di una volta” per i non bresciani). Si trova tra le colline emiliane, in provincia di Ravenna da cui dista circa 40 km, ed è facilmente raggiungibile in auto o in moto. Mi sento di consigliare Brisighella per una gita romantica fuori porta perché, oltre al bellissimo paesaggio naturale, è perfetta per chiunque abbia voglia di concedersi una pausa dallo stress quotidiano e di mangiar bene.

 

Passeggiando per le stradine acciottolate del borgo vi saràinfatti difficile scegliere in quale osteria cenare. Noi, dopo lunghe riflessioni, abbiamo optato per il ristorante “La Grotta”, nel centro storico.Non so se ci ha attirati di più il fatto che si trova all’interno di una vera e propria grotta oppure il menù da immediata acquolina in bocca.

 

 

 

Di seguito vi sintetizzo cosa abbiamo visto e dove abbiamo soggiornato nel weekend che abbiamo trascorso qui e che, secondo me, merita una visita.

Il centro storico di Brisighella

Osterie a parte, il centro storico di Brisighella merita sicuramente una tappa. La cosa migliore da fare è perdersi per le viuzze costeggiate dagli edifici color pastello e andare alla scoperta degli angoli nascosti del borgo. Essendo piccolo e concentrato, si riesce tranquillamente a visitare a piedi in poco tempo. Da non perdere è la Via degli Asini, una strada sopraelevata e coperta, usata una volta dai birocciai che la usavano per trasportare il gesso delle cave con l’aiuto appunto degli asini.

Si possono inoltre trovare molte botteghe artigiane e negozietti che vendono le specialità del posto. Una su tutte: il Carciofo Moretto. Io vado letteralmente pazza per i carciofi e mi sono innamorata di questo in particolare. Va mangiato crudo e leggermente lessato, condito solo con sale o l’olio Brisighello anche questo da non farsi scappare (andrebbe aperta infatti una parentesi a parte per quest’olio, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti ed esportato in tutto il mondo. E’ infatti un olio DOP, prodotto nei frantoi in loco specializzati utilizzando solo olive della varietà “Nostrana di Brisighella” in misura non inferiore al 90%. La sua particolarità è il suo sapore piccante e amarognolo che si sposa perfettamente con i carciofi). . Buonissimi anche in versione sottolio sulle bruschette della Bruschetteria Caffè Torre, dove ci siamo fermati per un veloce spuntino.  Se decidete di andare ai primi di maggio, non perdetevi  la “Sagra del Carciofo Moretto”. Noi torneremo di sicuro apposta per l’occasione.

 

La rocca

Raggiungibile con una piacevole camminata in salita attraverso il parco, la rocca sovrasta tutto il borgo. Da qui si ha una vista dall’alto su tutto il territorio circostante e sulla Torre dell’Orologio. Per chi ama fotografare come me è sicuramente un posto perfetto per qualche scatto. Molto caratteristica è anche la rocca in sé che, con il suo bastione, le feritoie e i camminamenti sulle mura, rimanda direttamente al Medioevo. Per visitare gli interni è necessario acquistare il biglietto, mentre gli esterni sono liberi.

 

 

La torre dell’Orologio

Credo sia l’elemento che più identifica Brisighella. Sorge su uno dei tre colli e, grazie alla sua posizione rialzata, è visibile da lontano. Nasce come fortilizio difensivo e oggi è un ottimo punto da cui osservare i calanchi: dei canali scavati dall’erosione atmosferica nel terreno argilloso che caratterizza il Parco Regionale della Vena del Gesso.

 

La Grotta Tanaccia  

 

Se siete in cerca di un’esperienza diversa e volete smaltire tutte le bontà mangiate a cena consiglio un’escursione alla Grotta Tanaccia. Un esperto speleologo vi accompagnerà infatti all’interno della grotta in un percorso di circa 500 m che si snoda tra rocce e ruscelli. Armati di scarponi, casco e tuta da speleologo ci siamo calati all’interno e, dopo pochi passi, ci siamo ritrovati a strisciare nel fango cercando di evitare le rocce. Il mio pensiero costante durante tutto il tragitto è stato: Oh mamma ma come si fa a passare da lì, è minuscolo”. Eppure sono riuscita ad arrivare incolume e totalmente imbrattata di fango nel cuore della caverna. Mi sono sentita un po’ come uno dei nani nelle miniere de “Il signore degli Anelli”, non so se avete presente. ☺☺☺

Le visite guidate si possono organizzare su prenotazione contattando il sig. Fabbri al numero 339-2407028. Nel prezzo del biglietto sono compresi anche il casco e la tuta da veri speleologi. Il mio consiglio è quello di vestirsi abbastanza leggeri in quanto all’interno della grotta la temperatura si mantiene costante durante l’anno e sicuramente suderete un sacco a camminare in quel percorso ad ostacoli. Ovviamente gli scarponi da trekking sono d’obbligo. Quindi se non temete il buio, gli spazi chiusi e i pipistrelli, puntate la sveglia presto e calatevi nel cuore della montagna. Vi sentirete sicuramente dei supereroi all’uscita.

 

Dove alloggiare

C’è veramente l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli alloggi. Io personalmente consiglio di soggiornare in uno dei tanti agriturismi, in cui si può godere appieno della natura delle colline emiliane.

Noi abbiamo scelto il Brisighella Green Wellness: una vera chicca in mezzo al nulla in cui si riesce veramente a staccare la spina. Ci aveva colpiti subito per la posizione in primis e perché, prenotando la suite, si ha l’accesso diretto e privato al centro benessere con vista sul bosco e all’idromassaggio esterno da cui ammirare le stelle.

E ci ha conquistati poi una volta arrivati per la pace e la cortesia della proprietaria che, a mia insaputa, ha aiutato Francesco ad organizzare una sorpresa facendomi trovare all’arrivo rose, spumante e una torta deliziosa.  Consigliato a tutti gli inguaribili romantici in cerca di un’idea originale per una fuga d’amore.

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Mercati e Mercanti della Thailandia – Emozioni per Tutti i Gusti

Non lo sapete ancora, ma i mercati sono una mia grande passione. Adoro camminare tra le bancarelle, ammirando la merce esposta. Non ha importanza che siano mercati di generi alimentari,…

Non lo sapete ancora, ma i mercati sono una mia grande passione. Adoro camminare tra le bancarelle, ammirando la merce esposta. Non ha importanza che siano mercati di generi alimentari, delle pulci, di fiori, di caramelle o di abbigliamento. L’importante è che siano unici nel loro genere e, preferibilmente autentici e frequentati dalla gente del posto. Credo che i mercati siano uno dei posti migliori in cui osservare le persone nella loro quotidianità: sono il cuore delle città, in cui casalinghe, uomini d’affari di ritorno da una giornata di lavoro, commercianti, bambini e innamorati si avvicendano nei loro abiti di tutti i giorni e si confrontano mentre portano a termine le loro commissioni. Da questo punto di vista la Thailandia mi ha regalato tantissime emozioni: ci sono infatti mercati in tutte le città, di ogni genere e specie.Ve ne elenco alcuni di quelli che abbiamo visitati, certi più tradizionali, altri più turistici. Ma tutti che con le loro peculiarità meritano, a parer mio, di essere visitati.

Pak Khlong Talat Market

Il Pak Khlong Talat è il mercato dei fiori di Bangkok. Devo dire che è uno di quelli che con la sua semplicità mi ha maggiormente conquistata. E’ letteralmente un’esplosione di colori e profumi che ti avvolgono. Noi lo abbiamo visitato di sera, quando si riempie di facchini che in un continuo viavai portano i fiori freschi: orchidee dai colori sgargianti, rose, garofani e una bellissima qualità di fiori bianchi che si vedono spesso appesi nei templi.

 

 

La cosa più bella per me è stata vedere  nell’uscire una ragazza che aveva appena finito di lavorare entrare in un piccolo tempio proprio lì di fianco, togliersi le scarpe con il tacco, e depositare un piccolo mazzo di fiori appena preso. Un gesto normale che mi ha fatto apprezzare la profonda spiritualità che aleggia in tutti gli angoli di questa metropoli e che si percepisce in ogni piccolo altare commemorativo presente nei cortili delle case, sui balconi, nei ristoranti e nei piazzali dei benzinai.

Damnersaduak Floating Market 

In Thailandia ci sono parecchi mercati sull’acqua tra cui scegliere. Noi abbiamo optato per il Damnersaduak a circa due ore di strada da Bangkok. E’ quello più conosciuto e, di conseguenza, anche il più gettonato mercato galleggiante del Paese. Lo abbiamo scelto soprattutto perché è facilmente visitabile in giornata dalla capitale. Ci sono vari modi per raggiungerlo, dai mezzi pubblici ai taxi. Noi abbiamo optato per il trasferimento con uno dei minivan che si possono prendere nella zona del Victory Monument e sono molto comodi nonché economici. Abbiamo poi preferito scendere ad una fermata a circa 1 km dall’ingresso principale e abbiamo proseguito su una long tail boat che, navigando tra i canali secondari che costeggiano le case dei mercanti, ci ha portati nel cuore del mercato. La cosa migliore è visitarlo la mattina, prima di mezzogiorno, quando le bancarelle sono ancora piene. Nonostante i numerosi turisti che prendono d’assalto il posto, è comunque interessante vedere i commercianti che a suon di remi si destreggiando tra una piroga e l’altra. Si può trovare di tutto e un po’ sia sul fiume che nei vicoli che fiancheggiano il fiume. E qui abbiamo conosciuto anche una sorridente vecchietta che, parlandoci con un misto di inglese e thailandese, ci ha spiegato l’uso degli strani unguenti homemade verdognoli e dall’odore pungente che vendeva. Inutile dire che li abbiamo comprati e sono stati inaspettatamente la salvezza di Francesco per le scottature alle Phi Phi Islands.

 

Maeklong Railway Market 

Nella cittadina di Samut Songkhram ad un’oretta da Bangkok, c’è Il Maeklong Railway Market. E’ meno battuto dagli stranieri e viene ancora usato dalla gente del posto per fare acquisti di generi alimentari. I thailandesi lo chiamano “Talad Rom Hoop” ( il mercato dove si piegano gli ombrelli). La sua particolarità? Le bancarelle si trovano direttamente sui binari del treno che i commercianti ritirano all’ultimo secondo prima dell’arrivo del treno che quotidianamente attraversa il mercato. E’ aperto tutti i giorni dalle 07:00 alle 17:30, ma il treno passa solo in orari stabiliti. Quando siamo andati noi erano questi: 9:45 , 11:30 , 13:40 , 14:30 , 18:00. Meglio però arrivare in anticipo per non rischiare di perdersi lo spettacolo.

 

 

Mercato notturno di Chiang Rai

Uno dei mercati notturni che ho apprezzato maggiormente è stato quello di Chiang Rai. E’ ottimo per cenare ma anche per fare solo una passeggiata serale. Purtroppo avevo lasciato la macchina fotografica a riposo in hotel e non ho quindi potuto immortalarlo. Merita però una visita se vi trovate in zona. L’aria che si respira infatti è magica: mi ha fatto pensare all’atmosfera rilassata delle feste di paese durante le serate estive, con la musica dal vivo e la gente allegra.  E per gli appassionati di tè come la sottoscritta, non ve lo perdete assolutamente.

 

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