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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

MiniMe Paris: come realizzare un cappello su misura nel cuore del Marais a Parigi

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Parigi è la città dell’amore ma anche e soprattutto della moda. Dior, Chanel, Lanvin, Louis Vuitton sono solo alcuni dei marchi francesi più conosciuti e più famosi nel mondo. Ma tra le strade della capitale francese si nascondo anche tanti atelier di moda più piccoli ma altrettanto affascinanti proprio perché di nicchia e indipendenti. Durante il mio ultimo viaggio a Parigi ne ho scovato uno davvero particolare che si trova proprio nel cuore del Marais, il quartiere più trendy di Parigi. Il suo nome è MiniMe Paris e si tratta di un atelier unico nel suo genere che vi consiglio assolutamente di visitare anche solo per la location strepitosa. Vi sembrerà, infatti, di essere caduti nella buca del Bianconiglio e di trovarvi nel laboratorio del Cappellaio Matto nel Paese delle Meraviglie di Alice (c’è anche lo Stregatto, anzi ce ne sono ben due). La cosa bella, però, è che non si tratta né di un sogno né tanto meno di un’allucinazione. MiniMe Paris esiste davvero e vi attende per un’esperienza davvero magica: uno workshop di chapellerie, ovvero un laboratorio che vi permetterà di creare con le vostre mani un cappello su misura. Vi ho incuriosito?

Atelier MiniMe Parigi

La Maison de MiniMe – storia e filosofia del brand

La Maison de MiniMe è stata fondata a Parigi nel 2014 da Marie Marquet, una ragazza parigina che fin da piccola ha sempre avuto la passione per la moda e la creazione di accessori e vestiti particolari. Crescendo, Marie ha continuato a coltivare la sua passione per la moda e ha cercato di conciliarla con il suo amore per le fiabe e il pop surrealismo. Ne sono risultate le sue eccentriche e coloratissime creazioni, rigorosamente handmade. Dopo aver studiato all’Ecole de la Chambre Syndical de la Couture Parisienne e aver lavorato per grandi case di moda tra cui Hermès e Chanel, Marie ha deciso di lanciare il suo brand che in breve tempo ha avuto enorme successo. Da allora, MiniMe crea originalissimi abiti e accessori che vengono venduti non solo a Parigi, ma in tutto il mondo. Uno dei fiori all’occhiello del brand sono proprio i cappelli: totalmente fatti a mano e su misura sono delle vere opere d’arte. Non a caso, anche Lady Gaga se ne è fatto fare uno personalizzato. Da qualche mese, Marie ha deciso di aprire le porte del suo atelier ispirato al mondo fantastico di Alice nel Paese delle Meraviglie per far conoscere la sua filosofia e i vari step della creazione dei cappelli. Quella della chappellerie è infatti un’arte in via d’estinzione. Anche i grandi brand ormai confezionano tutto con i macchinari e, purtroppo, le creazioni handmade stanno diventando sempre più rare. E’ per questo che Marie si impegna per salvaguardare questa bellissima tradizione francese. Vi assicuro che dopo aver visto trasformare tra le vostre mani un semplice pezzo di stoffa in un cappello, guarderete qualsiasi copricapo con occhi diversi.

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Minime Paris – Come realizzare il proprio cappello su misura

L’atelier di MiniMe, oltre a funzionare da showroom e da laboratorio, è anche la casa stessa di Marie. Proprio come Alice, anche la sua casa sembra essere uscita dalle pagine di Lewis Carroll: murales colorati, pavimenti a scacchiera con pedine enormi, sculture strambe e tazzine come quelle del film d’animazione “La Bella e la Bestia“. Un universo fantastico che spiega bene la filosofia del brand e la visione della sua fondatrice.

Atelier MiniMe Parigi

La bravissima Marie all’opera

Gli workshop per realizzare il proprio cappello si svolgono proprio nel laboratorio di MiniMe al 75 di Boulevard de Sébastopol, a Parigi. Hanno una durata di circa 3 ore in cui avrete la possibilità di calarvi in prima di persona, ma sempre con l’aiuto e l’assistenza di Marie e dei suoi collaboratori, nella realizzazione di un cappello su misura partendo da zero. Vi spiegheranno i segreti dell’arte della creazione francese dei cappelli e ve lo faranno modellare a partire da un pezzo di stoffa. La parte più divertente è ovviamente quella della decorazione: avrete a disposizione tantissime stoffe, perline, piume e chi più ne ha più ne metta con cui ornare il vostro copricapo finito.

Il valore aggiunto è che il tutto si svolge in piccoli gruppi, cosa che rende l’esperienza ancora più divertente perché si riesce a fare anche amicizia con persone provenienti da ogni parte del mondo.

Per prenotare il vostro workshop è molto semplice: potete contattare direttamente Marie online sul suo sito ufficiale di cui vi lascio il link qui, scegliere il giorno e l’orario che più preferite e il gioco è fatto (è disponibile in lingua inglese e francese). Non vi resterà che recarvi a Parigi, nel Marais, e prepararvi a veder compiere la magia. Oltre al ricordo della bellissima e originalissima esperienza, vi porterete a casa come souvenir un cappello unico e personalizzato interamente fatto a mano da voi. Cosa volere di più?

Photo taken with Focos

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Weekend lungo a Parigi: itinerario di 4 giorni alla scoperta della Ville Lumière

Per il ponte di Ognissanti, ho deciso di farmi un regalo speciale e di tornare per un weekend lungo a Parigi, una delle mie città preferite in assoluto. La Ville…

Per il ponte di Ognissanti, ho deciso di farmi un regalo speciale e di tornare per un weekend lungo a Parigi, una delle mie città preferite in assoluto. La Ville Lumière, come viene tipicamente chiamata, ha tantissimo da offrire ed è una meta perfetta in qualsiasi stagione. Questa è stata la mia terza volta nella capitale francese e devo dire che ogni volta è una scoperta e un’emozione. Avendo vissuto e lavorato proprio nel cuore di Parigi qualche anno fa, ho avuto la possibilità di visitare con calma i musei più famosi come il Louvre, il museo d’Orsay, il Centro Pompidou e molti altri ancora a cui, secondo me, va dedicato il giusto tempo. Questa volta, quindi, ho deciso di concentrami principalmente sulla visita della città, approfondendo la conoscenza di alcuni luoghi simbolo parigini e scoprendo anche aspetti meno conosciuti della tradizione. Devo dire che è un itinerario molto romantico e perfetto per una fuga di coppia in una delle città d’amore per eccellenza.

Tour Eiffel in autunno

L’itinerario che voglio condividere con voi è quello che ho seguito io stessa durante i 4 giorni che ho passato a Parigi. In realtà, ho scelto un volo che partiva molto presto la mattina per l’andata e per il ritorno invece uno che decollava alle 21.30. Questo mi ha permesso di avere a disposizione quasi altri due giorni pieni da dedicare completamente alla visita della città. Per conoscere qual è il modo migliore per raggiungere Parigi e come muoversi in città, qui trovate tutte le indicazioni e i consigli per organizzare al meglio il viaggio e gli spostamenti.

Giorno 1 – Montmartre, Pigalle e cena sulla Tour Eiffel

Dopo aver lasciato i bagagli in hotel, che ho prenotato nel 16esimo Arrondissement (quello della Tour Eiffel per capirci) e di cui trovate tutti i dettagli qui, mi sono diretta verso la zona di Montmartre. Famoso per i suoi vicoli bohémien e per i suoi artisti maledetti, Montmartre è uno dei quartieri più turistici e conosciuti di Parigi. Non tutti sanno che fu annesso alla città solo nel 1860 e divenne subito il posto preferito da pittori, musicisti e artisti che lo scelsero come propria dimora. Imperdibile è senza dubbio la basilica del Sacro Cuore, Sacre Coeur en Français, che domina tutta la città e ne è uno dei simboli.

basilica del sacro cuore parigi

Nonostante oggi, con il turismo di massa, si sia persa un po’ quell’autenticità bohémien di un tempo, è possibile comunque trovare ancora posti caratteristici e lontani dalla folla che, solitamente, si limita ai vicoli circostanti Sacre Coeur. Per scovarli vi basterà fare pochi metri. Incontrerete infatti subito la Maison Rose, un locale che sembra uscito direttamente da un quadro impressionista e che è amato da tutti gli instagrammer. Subito dopo scendendo la strada sulla destra, troverete le Vigne di Montmartre. Ai tempi d’oro degli artisti, la collina di Parigi era conosciuta anche per i suoi numerosi vigneti da cui si produceva tantissimo vino. Negli anni, però, le vigne sono state pian piano spazzate via per far spazio agli edifici fino a scomparire del tutto. O quasi. Un piccolo fazzoletto di terreno coltivabile è infatti sopravvissuto e nel 1933 un gruppo di amici ha voluto ripiantare le vigne, come simbolo della lotta contro la cementificazione dilagante. Il risultato? 1500 mq di superficie e circa 2000 piante di 27 varietà diverse di uva da cui si producono ogni anno un migliaio di bottiglie di Pinot Nero e Beaujolais, con etichette rigorosamente dipinte a mano dagli artisti locali e vendute, inutile dirlo, a cifre astronomiche. A questo punto, di fronte a voi, troverete uno degli ultimi – se non l’ultimo – cabaret tradizionale di Montmartre, Au Lapin Agile, dove ogni sera artisti e musicisti fanno rivivere la Chanson Française, la canzone francese come la definiscono loro.

Riscendete, poi, dalla collina e tornate verso la fermata della metro Anvers. Qui, nascosto in un parco abbastanza anonimo, troverete uno dei luoghi più romantici di Parigi: Le mur des Je T’Aime. Si tratta di un’opera artistica di Frédéric Baron lunga ben 10 metri e alta 4, famosa perché riporta la scritta “ti amo” in ben 311 lingue. Per concludere la visita al quartiere una volta più chiacchierato di tutta Parigi, non vi resta che fermarvi a bere una cioccolata calda o a mangiare una crème brûlée al Café des 2 Moulins, in cui Amélie lavorava come cameriera nel celebre film “Il favoloso mondo di Amélie” e fare un salto al celebre Moulin Rouge, secondo me un po’ sopravvalutato.

Vi troverete ora a Pigalle, la zona a luci rosse di Parigi. Incontrerete infatti numerosi locali notturni e sexy shop camminando tra le sue vie. Nascosto, però, tra i vicoli di questa zona un po’ controversa si trova un campo da basket, il Pigalle Basketball Camp, diventato ormai famoso perché scelto come location per molte pubblicità di grandi marchi come Nike. Creato dal brand di moda e streetstyle Pigalle, è un tocco di colore tra il grigiore degli edifici residenziali ed è, secondo me, un’opera d’arte a cielo aperto. Agli amanti della musica, consiglio poi un salto nella via parallela al Pigalle Basketball Camp, Rue Douai, piena di negozi di strumenti musicali e non solo.

pigalle basketball camp

Prima di rientrare in hotel, fate un salto alle Galeries Lafayette Haussmann situate proprio su boulevard Haussmann, nel IX arrondissement. Si tratta di uno dei grandi magazzini più conosciuti e rinomati al mondo. Ma io ve li consiglio per un’altra cosa, tra l’altro completamente gratuita: la vista mozzafiato su tutta Parigi che si ha dalla loro terrazza panoramica. Se volete concedervi un aperitivo, poi, lo potete fare dal bar situato proprio qui e aperto tutto l’anno (nei mesi freddi, viene chiuso da delle bolle trasparenti molto belle).

Cosa c’è di meglio per concludere la prima giornata a Parigi se non una cena romantica proprio sulla Tour Eiffel? Salire sul simbolo per eccellenza della capitale francese di notte, quando è tutta illuminata, è un’emozione. E cenare ammirando dall’alto tutta la città è un ricordo indimenticabile. Potete prenotarla a questo link.

Giorno 2 – Louvre, Jardin de Tuileries, Place de la Concorde, Champs Elysées e Butte aux Cailles

Il secondo giorno l’ho dedicato alla visita di alcuni dei luoghi simbolo di Parigi.  Ho cominciato la giornata con la visita al Louvre, a cui vi consiglio di dedicare il giusto tempo se è la prima volta che lo visitate. Considerando che è uno dei musei più grandi e più visitati del mondo, vi consiglio di comprare già online i biglietti in modo da saltare la fila alle casse e risparmiare anche qualche ora di tempo. Sia che decidiate di entrare o di limitarvi agli esterni, continuate poi verso i vicini Giardini delle Tuileries: una bellissima oasi verde all’interno della città. Con i suoi caratteristici viali alberati, i suoi chioschi dall’inconfondibile stile parigino e le sedie verdi su cui fermarsi per una sosta rigenerante è indubbiamente uno dei parchi più belli di tutta Parigi.

Subito fuori dai giardini c’è un piccolo angolo di paradiso per tutti gli amanti del tè e dei dolci: Angelina. Una delle più antiche ed eleganti sale da tè in cui farsi coccolare dal personale in divisa e dove deliziare il palato con i buonissimi dolci (provate anche i club sandwich, sono da acquolina in bocca). Percorrendo le Jardin des Tuileries fino in fondo, vi ritroverete direttamente su Place de la Concorde, la piazza più grande di Parigi e uno dei luoghi più ricchi di storia. Racchiude al suo interno due raffinatissime fontane dei Fiumi e dei Mari e il famoso obelisco egizio di Luxor, situato proprio sull’Axe Historique, l’asse immaginario che collega i monumenti storici e i palazzi parigini.

Place de la Concorde

Continuando dritti, arriverete al viale degli Champs Elysées, tra negozi esclusivi e café. Prima però fate una piccola deviazione per ammirare il bellissimo Ponte di Alessandro III. Dopo un po’ di sano shopping e un macaron da Ladurée, completate il secondo giorno con la visita all’Arco di Trionfo.

Per cena, ho voluto far conoscere a Francesco il quartiere dove avevo vissuto durante il mio periodo parigino: il XIII arrondissement sulla rive gauche. In particolare, siamo andati a Place d’Italie, la piazza principale del quartiere e nella zona di Butte aux Cailles. Io personalmente lo considero un po’ il quartiere segreto di Parigi, lontano dai circuiti turistici e molto amato dai parigini. Se volete immergervi nella vera vita della città, questo è il posto che fa per voi. Troverete infatti viali lastricati, casette bianche e ottimi bistrot e ristoranti tra cui scegliere.

Giorno 3 –  Trocadéro, Crociera sulla Senna, Notre Dame e Rue de Rivoli

Il terzo giorno è cominciato con una tappa panoramica sul ponte di Bir Hakeim da cui si gode di una splendida vista sulla Tour Eiffel e ho continuato poi verso Rue de l’Université, una delle vie più instagrammate proprio per il suo scorcio sulla torre. Qualche fotografia dopo, mi sono recata al molo n° 7 per una sorpresa organizzata da Francesco: una crociera con pranzo lungo la Senna. E’ stata un’esperienza davvero magnifica e che ricorderò sempre con piacere. Credo che assaggiare prelibatezze francesi, accompagnate da una buona dose di vino (per me fin troppo, visto che poi sono caduta come un sacco di patate mentre cercavo di spostarmi su un monopattino) mentre si naviga lungo la Senna con il sottofondo di musica dal vivo sia veramente impagabile. Per tutti i dettagli e per scoprire come prenotarla, cliccate qui.

pranzo sul bateaux parisien

Finito il pranzo, un po’ brilla e traballante, ho avuto infatti la pessima idea di usare uno dei tanti monopattini elettrici a noleggio per spostarmi fino alla cattedrale di Notre-Dame de Paris.  In realtà, sono un modo di spostarsi molto comodo e divertente  al tempo stesso (ve ne ho parlato qui) basta che prima non abbiate bevuto troppo come la sottoscritta. In stile gotico, la cattedrale metropolitana di Nostra Signora si trova proprio nel cuore di Parigi sull’ Île de la Cité, una delle due isole fluviali della città. L’ingresso alla cattedrale è gratuito. Se invece volete calarvi nella parte di Quasimodo e salire fino alle guglie, bisogna acquistare il biglietto che, anche in questo caso, vi consiglio di comprare prima online a questo link per evitare la sempre lunghissima coda.

Fate una passeggiata, poi, lungo la Senna tra le bancarelle di libri antichi, stampe e souvenir caratteristici fino a raggiungere la storica libreria Shakespeare and Company, un must see per gli amanti dei libri come me.

Spostandovi a piedi o con l’ormai collaudato monopattino elettrico, dirigetevi poi verso Rue de Rivoli. Anche in questo caso ve la consiglio non tanto per i negozi quanto per una piccola perla nascosta: 59 Rue de Rivoli. Si tratta di un edificio/galleria d’arte/spazio espositivo in cui artisti di ogni genere creano ed espongono le loro opere. E’ un posto coloratissimo e decisamente eccentrico che vi consiglio di non perdere proprio per la sua atmosfera artistica e anticonformista che mi ha fatto pensare un po’ ai primi artisti bohémien di Montmartre. L’ingresso è gratuito ma è comunque gradita una piccola offerta libera a sostegno dell’attività.

Per cena, ho scelto un ristorante abbastanza particolare: il Buddha Bar. Si tratta di un ristorante – lounge bar dal tipico stile orientale. Anche i piatti hanno influenze delle cucine giapponese, thailandese e indiana, ma anche hawaiana e californiana e l’atmosfera è decisamente alternativa. Anche in questo caso la prenotazione è d’obbligo e potete farla direttamente da qui.

Giorno 4 – Marais, cappelli artigianali e Jardin du Luxembourg

Per concludere il mio itinerario di 4 giorni a Parigi, ho scelto di lasciare per ultimo quello che forse è il quartiere più trendy della Ville Lumière: le Marais. Pieno di negozietti vintage e particolari, è conosciuto per essere dimora di molti locali gay ma anche e soprattutto per la forte presenza della comunità ebraica.  Su Rue des Rosiers troverete infatti parecchi venditori di falafel e di altre pietanze tipiche ebraiche. All’interno di un hotel particulier si trova anche il Museo d’Arte e di Storia del Giudaismo, dedicato appunto alla storia e all’arte della comunità ebraica a Parigi. Un altro museo conosciutissimo di questo quartiere è il Centro Pompidou, che vanta una delle più importanti collezioni di arte moderna e contemporanea d’Europa. La sua struttura è subito riconoscibile in quanto decisamente eccentrica ed estrosa. Venne costruito nel corso degli anni ’70 su un progetto di Renzo Piano e di Richard Rogers che scelsero enormi tubi colorati per la sua realizzazione. Se non siete interessati all’arte moderna e contemporanea, vi consiglio comunque di accedere alla terrazza panoramica da cui si ha una bellissima vista su Parigi (l’ingresso alla sola terrazza costa 5€).

Centro Pompidou Parigi

In un quartiere così alla moda e alternativo al tempo stesso, non potevo non cimentarmi in uno workshop di chapellerie, ovvero un laboratorio in cui ho avuto la possibilità di realizzare a mano un cappello su misura secondo le tecniche tradizionali francesi. L’esperienza è a dir poco fantastica: capire come viene realizzato un cappello e soprattutto vedere come pian piano prende forma tra le tue mani è davvero eccezionale. Anche la location, poi, merita di essere vista perché sembra di essere caduti direttamente nella buca del Bianconiglio e di trovarsi nel laboratorio del Cappellaio Matto. Qui trovate tutto il racconto dell’esperienza e i dettagli per prenotare il laboratorio.

workshop minime parigi

Per il pranzo vi consiglio la Crêperie Beaubourg, in cui potrete gustare delle ottime e tipiche crêpes ma anche galettes francesi.

Infine, è d’obbligo una visita a uno dei parchi più grandi e più belli di tutta Parigi: le Jardin du Luxembourg. Io vi consiglio di andarci a piedi, dista circa 2 km dal Centro Pompidou e vi permetterà di esplorare meglio i vicoli del Marais e del VI arrondissment.

Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il Giardino del Lussemburgo è un posto magico in cui anche i parigini amano trascorrere le ore di relax all’aria aperta. Oltre alle bellissime aiuole fiorite, ci sono anche tantissime statue e fontane, una su tutte la romantica Fontana dei Medici di fronte a cui dire à bientôt a Parigi al tramonto.

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Viaggio in Giamaica: 5 buoni motivi per partire subito

Sono andata in Giamaica un po’ per caso. Stavo cercando una località ai Caraibi in cui fare tappa dopo una settimana a New York e tutto quello che volevo erano…

Sono andata in Giamaica un po’ per caso. Stavo cercando una località ai Caraibi in cui fare tappa dopo una settimana a New York e tutto quello che volevo erano lunghe spiagge bianche, acqua cristallina e relax. La Giamaica prometteva tutte queste cose e ad un prezzo molto più conveniente rispetto ad altre località magari più turistiche. L’idea poi di una meta alternativa e ancora poco conosciuta mi ha spinta definitivamente a sceglierla per le mie vacanze all’insegna del mare e del relax. Quello che di certo non mi sarei mai aspettata era di innamorarmi perdutamente di questa terra a volte controversa ma ricca di bellezza, cultura e di una fortissima personalità che la contraddistingue. 

La Giamaica è un concentrato di energia che si sprigiona nella musica sempre presente, nei balli affascinanti e nel calore della sua gente. Sono in assoluto i sorrisi e le storie delle persone che ho avuto il piacere di conoscere che hanno fatto sì che lasciassi un pezzetto di cuore in questo Paese unico e speciale. Quando sono partita, stavo portando con me un bagaglio colmo di luoghi comuni: Bob Marley, Cannabis, criminalità, spiagge caraibiche e poco altro da scoprire. Considerando che io amo girovagare e vedere più cose possibili quando sono in viaggio, confesso di aver temuto di annoiarmi in Giamaica, dove pensavo che da vedere ci fosse ben poco. Mi aspettavo, infatti, di starmene per i restanti 10 giorni spaparanzata sulla sdraio a bere Piña Colada con l’ombrellino e a lavorare costantemente sull’abbronzatura. E, invece, 10 giorni non sono stati neanche lontanamente sufficienti per riuscire a vedere tutto quello che quest’isola nel Mar dei Caraibi ha da offrire. 

Foreste rigogliose, cascate naturali in cui tuffarsi dopo averle scalate, lagune luminose, spiagge di borotalco e acque turchesi costellate di pesci multicolori e stelle marine, ma anche piantagioni di caffè, tramonti incandescenti e indimenticabili e tanto calore umano. E’ tutto quello che dovete aspettarvi da una vacanza in Giamaica, al ritmo del sole e della musica Reggae. 

1. Negril e la Seven Miles Beach

Come base d’appoggio ho scelto Negril, nella parte occidentale della Giamaica. E’ famosa per le sue lunghissime spiagge bianche, circondate da una miriade di palme e bagnate dalle calme e calde acque cristalline in cui nuotano liberamente pesci coloratissimi, razze e stelle marine. Il tratto più lungo di spiaggia è quello della Seven Miles Beach, una striscia bianca lunga ben 11 chilometri appunto. È la zona in cui si concentrano anche i resort all-inclusive e i locali che si trovano lungo la parallela Long Bay. Qui troverete parecchi bar e ristorantini, ma anche i tipici ambulanti che preparano il Jerk Chicken – pollo speziato e piccante cotto alla brace dentro barbecue improvvisati e spartani di lamiera. Assolutamente da provare! Se poi volete comprare spezie e il preparato speciale per rifare a casa il jerk chicken, potete farlo sia nelle piccole botteghe che troverete sempre lungo Long Bay sia al Time Square Mall, una sorta di centro commerciale in cui ci sono prevalentemente negozi di souvenir. Molto comodo perché è presente un bancomat, il più vicino che troverete se soggiornate a Negril. 

Assolutamente da non perdere, poi, è un’escursione in barca a Booby Cay Island, un piccolo isolotto disabitato proprio di fronte a Seven Miles Beach. Il modo migliore per raggiungerlo è quello di affidarsi ai locali che vi porteranno con le loro barche dal fondo di vetro fino all’isola. Compreso nel costo – vi consiglio di contrattare – ci sono una tappa alla barriera corallina in cui potrete fare snorkeling (pinne e boccaglio sono a disposizione) e poi un fantastico pranzo a base di aragosta cucinata e mangiata direttamente sulla spiaggia. La miglior aragosta che ho mai mangiato, credetemi. 

2. Falmouth e la Laguna luminosa

L’esperienza alla Laguna Luminosa è senza dubbio una delle più belle e indimenticabili che ho mai vissuto. Si tratta di una laguna molto particolare perché, di notte, le sue acque luccicano! No non sto scherzando, quello che vedrete è uno spettacolo davvero stupefacente: le acque della laguna si colorano infatti di un azzurro fosforescente, come se migliaia di lucciole avessero deciso di tuffarsi e farvi strada mentre nuotate. In realtà, non si tratta di lucciole bensì di rarissimi microbo dinoflagellate phosphorescent, dei microrganismi che si attivano con i movimenti. E’ un fenomeno naturale che si verifica solo in quattro posti al mondo e a particolari condizioni atmosferiche. A me sembrava di essere davvero in simbiosi con la natura, ad ogni mio movimento era come se si accendessero intorno a me tantissime lampadine fluorescenti e giocherellone. Un piccolo fascio di luce nel buio totale circostante, ovvero pura magia! La Laguna Luminosa si trova poco fuori Falmouth, a circa 2 ore di macchina da Negril. Ci sono diversi tour che organizzano gite al tramonto per ammirare questo spettacolo. Se volete, invece, raggiungerlo autonomamente vi consiglio di arrivare sul posto con largo anticipo (l’escursione comincia alle 19) per comprare i biglietti. 

laguna luminosa giamaica

3. Ocho Rios e il mausoleo di Bob Marley

One love, one heart
Let’s get together and feel all right

One Love” è il motto giamaicano per eccellenza. Tratto dall’omonima canzone del grande mito giamaicano Bob Marley, ha un significato estremamente profondo che credo si riesca a capire meglio solo visitato la sua terra natale e conoscendo i suoi abitanti. E’ un inno alla fratellanza, alla libertà e all’amore totale senza barriere e distinzioni sociali, religiose o culturali. Sulle colline di Nine Mile si trova la casa in cui Bob Marley visse fino ai 13 anni e in cui ora, secondo alcuni, è sepolto nel mausoleo bianco con vetrate colorate e angeli neri dipinti sui muri, costruito proprio di fianco alla casa natale del celebre cantante. Bob Marley, in realtà, è considerato molto più che un artista: è una sorta di emblema della cultura Reggea e portavoce e simbolo della filosofia rastafariana, di cui Marley stesso era esponente. Purtroppo, la casa e il mausoleo sono oggi molto, troppo turistici e, a mio avviso, anche un po’ pacchiani. Meritano però una visita sia per gli splendidi panorami che vedrete nell’arrivare: strade tortuose e dissestate che passano tra la foresta e le montagne, un mondo molto lontano da quello di Negril e dei suoi resort. 

mausoleo bob marley ocho rios

4. Dunn’s River Falls 

La Giamaica è molto verde e ricca di foreste tropicali e cascate naturali in cui vi sembrerà di essere davvero in mezzo alla giungla. Le più famose – e anche più turistiche – sono le Dunn’s River Falls ad Ocho Rios. Ad essere sinceri, la prima impressione è quella di essere in un parco acquatico dotato di tutti i comfort. Le Dunn’s River Falls sono alte 55 metri e sono un insieme di varie cascate e piscine d’acqua naturali che si formano tra le rocce. La cosa bella è che, partendo dalla spiaggia sottostante in cui il fiume Dunn sfocia direttamente nel Mar dei Caraibi (è stata usata anche come location per vari film tra cui il primo 007) le cascate sono scalabili a piedi. Vi basterà usare delle scarpette antiscivolo (acquistabili in qualsiasi negozietto anche a Negril) e iniziare la salita nell’acqua tra le rocce. Quando ci si ritrova a scalare la cascata in mezzo a piante e fiori lussureggianti, si dimentica presto di essere all’interno di un parco e sembra invece di trovarsi in un paradiso tropicale. E ci si sente un po’ degli avventurieri. 

  • Orari: tutti i giorni dalle 8.30 alle 16.00 (dalle 7 alle 16 durante i giorni in cui approdano le navi da crociera)
  • Prezzi: adulti 23 $ (20 € circa); bambini 15 $ (13€ circa)

 

5. Rick’s Cafè e il mercato dell’artigianato locale

I tramonti ai Caraibi sono meravigliosi: il sole all’improvviso sembra incendiarsi di un rosso fuoco e colora tutto il cielo con bellissimi riflessi rosa-aranciati. In Giamaica ho visto tramonti veramente indimenticabili e spettacolari. Il migliore è stato senza dubbio quello visto al Rick’s Cafè. Fondato nel 1974 da Richard Hershman, è oggi il locale più frequentato della Giamaica ed è tra i 10 bar più famosi al mondo. Il motivo è semplice: si trova su una scogliera alta 10 metri da cui domina tutta la baia e da cui si vedono i tramonti più belli di tutta l’isola. Sia il bar che il ristorante prendono vita ovviamente di sera, al tramonto, quando le persone vengono qui per sorseggiare cocktail al ritmo della musica dal vivo. Ma la fama del Rick’s Cafè è dovuta anche e, forse principalmente, alla possibilità di tuffarsi in mare dalle rocce. I più coraggiosi possono farlo dal trampolino naturale più alto, a 10 metri d’altezza, e per chi vuole prima tastare il terreno può farlo da quelli posti più in basso. 

Sulla strada per il Rick’s Café fermatevi anche al mercato dell’artigianato locale in cui si trovano souvenir ma anche oggetti fatti a mano, come le bellissime maschere in legno create dagli artisti rasta. Potete trovare cose davvero uniche e, anche se le trattative sono d’obbligo, non esagerate con gli artisti che impiegano giorni ad intagliare il legno e a decorarlo. 

Quando andare in Giamaica

Il clima in Giamaica è di tipo tropicale e le temperature si mantengono intorno ai 30° tutto l’anno. La stagione in cui le piogge si fanno sentire di più va da maggio a novembre (ottobre e novembre sono forse i mesi più piovosi). I mesi di solito consigliati per un viaggio in Giamaica sono quindi da dicembre ad aprile. Vi dico però che io ci sono stata a giugno e mi sono goduta il sole durante tutti i 10 giorni della mia permanenza. Gli acquazzoni infatti, essendo tropicali, si concentrano intorno a mezzogiorno e  in un’oretta passano e il cielo torna limpido. Attenzione, poi, ad andare durante lo Spring Break americano (varia di anno in anno come la nostra Pasqua, tra fine febbraio a metà aprile), ovvero il periodo di ferie in cui gli studenti universitari statunitensi si riversano nelle località balnerari per fare festa. La Giamaica è una delle loro mete preferite e, se andate in questo periodo, i prezzi sono più alti e le strutture piene di queste orde chiassose di adolescenti (solitamente ubriachi). 

Tramonti giamaicani negril

N.B. Tutte le foto presenti nell’articolo sono miei scatti e sono quindi di mia proprietà materiale ed intellettuale. Tutti i diritti sono riservati ed è vietato copiarli, riprodurli e pubblicarli con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto.

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Dove ammirare il foliage autunnale in Trentino Alto Adige: escursione sul Monte Watles

L’autunno è la stagione in cui la natura regala spettacoli magici e colorati. Gli alberi si vestono dei loro colori più caldi e ci ammaliano con la loro bellezza naturale….

L’autunno è la stagione in cui la natura regala spettacoli magici e colorati. Gli alberi si vestono dei loro colori più caldi e ci ammaliano con la loro bellezza naturale. Rosso, giallo, arancione, verde scuro e bordeaux sono i toni dominanti di questa stagione speciale che bisognerebbe gustare fino all’ultima foglia. Negli ultimi anni ha preso piede il termine “foliage” per descrivere questo fenomeno naturale delle foglie che si tingono di mille colori. E molte sono le mete in cui poter ammirar il foliage d’autunno. Ovviamente, i posti migliori per farlo sono i parchi e i boschi. La montagna, infatti, è in assoluto una delle mete da non perdere in questi mesi. I paesaggi, infatti, sembrano essere appena stati dipinti con gli sgargianti e mutevoli colori presi direttamente dalla tavolozza di un pittore impressionista.

Monte Watles

Quest’anno per osservare il foliage ho optato per il Trentino Alto Adige e, in particolare, ho deciso di andare in Val Venosta. Conosciuta come la valle delle mele, si trova a circa 80 chilometri da Bolzano ed è sicuramente la destinazione ideale per gli amanti della natura e delle escursioni. E’ perfetta anche per chi cerca un po’ di tranquillità e ha voglia di scoprire borghi medievali dal tipico gusto tirolese. Le attività a disposizione sono tantissime e per tutti i gusti: dai sentieri di trekking a quelli di MTB, passando per le degustazioni gourmet e al relax alle terme. Io ho scelto di cimentarmi in un’escursione sul Monte Watles, nel comune di Malles Venosta, che in queste settimane si è tinto di giallo e arancione e regala scorci mozzafiato.

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: escursioni e attività

Situato a circa 2150 metri d’altezza, il monte di Watles si trova proprio sopra Burgusio e Malles, due rinomati comuni della Val Venosta. Durante la stagione invernale è frequentato per i suoi impianti di risalita e le sue piste da sci, mentre nel periodo estivo è un ottimo punto di partenza per delle escursioni tra i boschi, lungo sentieri marcati e con una vista a 360 gradi sul fondovalle. Immaginate, poi, in questo periodo che scorci mozzafiato e che colori potrete ammirare passeggiando tra i suoi boschi.

E’ senza dubbio un paradiso per gli escursionisti ma è anche perfetto per le famiglie. Troverete ad attendervi, infatti, tantissimi giochi per i bambini e aree relax per i genitori. In particolare, i più piccoli potranno divertirsi con zattere e ponti sospesi nel Lago dei Giochi, un lago artificiale grande 1500 m² e profondo solo 40 cm e, quindi, del tutto sicuro. Nella Grotta dei Diamanti si possono, poi, scovare “pietre preziose” e per i più adrenalinici è possibile scivolare con dei gommoni lungo la pista apposita. Gli adulti, invece, potranno rilassarsi su enormi sdraio in legno ad osservare i loro bambini giocare in tutta sicurezza oppure cimentarsi in un Percorso Kneipp. A pranzo, poi, potrete rilassarvi e gustare dell’ottimo cibo tipico al rifugio Plantapatsch.

Orari & prezzi

  • Lago dei Giochi: dal 9 giugno al 4 novembre 2018 ogni giorno dalle ore 10 alle ore 17; ingresso gratuito.
  • Rifugio Plantapatsch: dal 11 maggio al 4 novembre 2018

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: in Mountain Cart a tutta velocità lungo le discese sterrate

L’attrazione in assoluto più divertente è di sicuro la discesa in Mountaincart lungo i 4 km della strada forestale sterrata che vi porterà fino a valle a tutta velocità. I Watles Riders sono dei veicoli mono-posto molto simili a dei go-kart: due ruote, volante, freni e puro divertimento. Ovviamente non potevo non provarli e, quindi, eccomi a stomaco pieno dopo essermi abbuffata al rifugio, a lanciarmi con lo stesso entusiasmo di una bambina (e anche un leggero terrore) lungo il sentiero in mezzo al bosco. E’ stata un’esperienza bellissima e divertentissima, nonché un modo molto alternativo per immergersi appieno dei colori del foliage autunnale.

Potete prendere i Watles Riders direttamente presso la stazione a monte, proprio sotto il Rifugio Plantapatsch. Non vi resterà che allacciare i caschi (gratuitamente a disposizione) e buttarvi lungo la discesa.

Orari & prezzi

  • Dal 16.06.2018 al 04.11.2018: ogni giorno dalle 10 alle 12.30 e dalle ore 13.30 alle 16.30 ( d’inverno la pista dei Watles Riders, viene ricoperta di neve e la discesa viene fatta con gli slittini)
  • Biglietto Watles Rider per una discesa: 8,00€ (dalle ore 10 alle ore 14 il ritorno alla stazione a monte con la seggiovia è gratuito  a fronte dell’acquisto di un biglietto Watles Rider)

N.B. I bambini sotto i 10 anni non possono salire sui Watles Rider, mentre quelli dai 10 ai 14 anni possono usarli solo in presenza di un adulto.

Monte Watles

Foliage sul Monte Watles: come arrivare

Il Monte Watles si trova a Prämajur, una frazione di Malles Venosta, a circa 85 km da Bolzano.

In auto, da Sud, vi basterà prendere l’Autostrada del Brennero A22, uscire a Bolzano sud (svincolo per la Superstrada Bolzano-Merano) e prendere poi la strada statale Val Venosta direzione Passo Resia (è solo una quindi vi sarà impossibile sbagliare). Se venite da Ovest, invece, dovete attraversare il Passo Resia – SS 40 – e il Passo dello Stelvio – SS 38 (attenzione però perché è aperto solo in estate). Da Est, percorrete infine il Passo Monte Croce (imbocco in Val Pusteria, SS 49) attraverso la Val di Landro (imbocco in Val Pusteria, SS 49).

Il Watles è raggiungibile anche in treno e con i mezzi pubblici.

Se vi trovate già a Burgusio e Malles e non avete voglia di guidare ancora e cercare parcheggio, c’è a disposizione un comodo servizio taxi che vi porta direttamente alla stazione a valle di Watles. Il costo è di 3,50 € a persona a corsa e qui trovate tutti gli orari.

Una volta arrivati a Prämajur, troverete un grande parcheggio gratuito e la seggiovia che vi porterà comodamente al Rifugio Plantapatsch. Per i più sportivi, invece, è possibile raggiungere a piedi il centro escursionistico del rifugio e il Lago dei Giochi attraverso i sentieri ben tracciati e alla portata di tutti.

Seggiovia: orari & prezzi

Estate
11.05. – 04.11.2018

11.05. – 30.06.2018: aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17
01.07. – 31.08.2018: orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 17
01.09. – 07.10.2018: aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17
08.10. – 04.11.2018: giovedì fino domenica dalle ore 8.30 all ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17

Prezzi della seggiovia adulti bambini
6 – 14 anni
senior/
ragazzi
 salita* 10,90 € 7,70 € 9,90 €
 discesa* 9,90 € 7,20 € 8,90 €
 salita e discesa* 14,10 € 9,40 € 11,40 €
 con VenostaCard adulti  bambini
6 – 14 anni
senior /
ragazzi
 salita* 9,80 € 6,90 € 8,90 €
 discesa * 8,90 € 6,50 € 8,00 €
 salita e discesa* 12,70 € 8,50 € 10,30 €

*incl. buono di consumazione di Euro 1,00 (dalle ore 8.30 alle ore 12.30)
*incl. buono di consumazione di Euro 2,00 (dalle ore 12.30 alle ore 17)

Monte Watles

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15 commenti su Dove ammirare il foliage autunnale in Trentino Alto Adige: escursione sul Monte Watles

Brescia in un giorno: itinerario a piedi alla scoperta del centro storico

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro….

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro. Anche io, pur avendola ad un tiro di schioppo come si dice qui, non la visito spesso e non conosco bene il mio capoluogo di provincia. In realtà, da bresciana quale sono, non riesco a spiegarmi bene neanche io questa grande mancanza. Forse, avendola così vicina, la trascuro a favore di altre destinazioni più lontane. Domenica, però, ho deciso di andare ad approfondire questa conoscenza e presentarla anche a Francesco che non l’aveva mai visitata. Camminando tra le vie acciottolate del centro storico, ne è venuta fuori una città ricca di storia e di arte, contornata da aree verdi e giardini nascosti. Una città da scoprire pian piano a piedi, gustandosi ogni angolo.  Anche Francesco, partito prevenuto, si è dovuto ricredere ed è rimasto piacevolmente colpito dal centro storico di Brescia.

Di seguito trovate l’itinerario che abbiamo seguito noi, in realtà creato sul momento in base ai vicoli che più ci attiravano, ma che si è rivelato veramente ben strutturato e ci ha permesso di vedere tantissime cose in una giornata.

Brescia

Alla scoperta di Brescia: da Piazza Arnaldo al Castello, passando per Corso Zanardelli e Piazza Loggia

Piazza Arnaldo è stato il nostro punto di partenza e di arrivo, visto che avevamo parcheggiato nelle vicinanze ( sotto trovate tutti i dettagli). E’ una delle piazze principali di Brescia e il centro della movida: se quando arriverete vi sembrerà tutto chiuso, aspettate che tramonti il sole e si accendano le luci dei locali. Vedrete la differenza: sempre affollata in tutti i periodi dell’anno grazie ai molti bar che le fanno da cornice. Merita sicuramente una visita per l’aperitivo o per un dopo cena.

Proseguite poi per Corso Zanardelli, in cui passeggiare ammirando le vetrine dei negozi e le opere degli artisti che i weekend espongono sempre le loro creazioni vicino ai portici. Sono i portici, infatti, i protagonisti di Corso Zanardelli che richiamano inevitabilmente verso le boutiques e lo shopping. Qui si trova anche “il Grande”, ovvero il teatro principale di Brescia e riconosciuto anche a livello nazionale come uno dei teatri tradizionali italiani.

Una volta passato Corso Zanardelli, continuate dritti e dirigetevi verso Piazza Mercato: una delle più antiche e meno conosciute di Brescia. E’ famosa appunto per il mercato cittadino a cui deve il nome e che si tiene qui fin dagli anni del 1400. La caratteristica forma a L della piazza è contornata da palazzi famosi e dalla chiesa seicentesca Santa Maria del Lino, in onore delle pregiate stoffe che si vendevano agli inizi del mercato.

Piazza Mercato Brescia

Dopo questo tuffo indietro nel tempo, dirigetevi verso la ben più moderna Piazza della Vittoria. Forse non tutti sanno che il primo grattacielo d’Italia si trova proprio qui. Fu costruita negli anni del Regime per simboleggiare l’impronta innovativa e moderna che si voleva dare Brescia, e in particolare in questa zona che all’epoca era considerata degradata. Non stupisce quindi che venne fatto costruire proprio qui quello che, per l’epoca, era un altissimo edificio: il Torrione INA ad opera di Marcello Piacentini. Qui vi consiglio una pausa – gelato da prendere alla gelateria La Pecora Nera e da gustare tassativamente seduti sui gradini del palazzo per ammirare al meglio la piazza e la sua moderna fontana.

Piazza della Vittoria Brescia

Ora non vi resta che superare il Torrione e raggiungere quella che probabilmente è la più conosciuta piazza di Brescia: Piazza della Loggia. Divenuta tristemente famosa per la strage del 28 maggio 1974 che ebbe luogo qui durante una manifestazione antifascista e che provocò la morte di 8 persone e ne ferì altre 102. E’ da sempre il cuore pulsante di Brescia e conquista per le sue bellezze architettoniche. Ottima la pizza da Trattoria Caprese, una delle più buone pizze napoletane che ho mangiato in zona.

Piazza della Loggia Brescia

Il giro continua poi in Piazza Paolo VI in cui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa Madre di Brescia. Composta dal Duomo Nuovo, costruito tra il 1604 e il 1825, la Rotonda o Duomo Vecchio del XI secolo e del tipico stile romanico.

Piazza Paolo VI Brescia

 

Ed è proprio di fianco alla Rotonda che dovete passare per continuare la scoperta del centro storico di Brescia. Da qui infatti raggiungerete i vicoli più caratteristici che vi faranno passare dall’area archeologica della Basilica romana, visibili da Piazza Labus e dal bellissimo Capitolium, forse la mia parte preferita. Si tratta  infatti di un tempio romano dedicato a Giove, Giunone e Minerva, la “triade capitolina”, eretto dall’imperatore Vespasiano e oggi patrimonio UNESCO. Poco distante sorgeva anche il Teatro Romano. Il Parco archeologico è visitabile e, facendo parte del complesso museale di Santa Giulia, è possibile acquistare dei biglietti cumulativi più convenienti. Sul sito ufficiale, che vi lascio qui, trovate tutti i dettagli.

Capitolium Brescia

A questo punto, sarete arrivati alle pendici del colle Cidneo e dopo una discreta salita sarete arrivati sul tetto della città, ovvero il Castello di Brescia. E non vi resterà altro di rilassarvi all’ombra degli alberi, comodamente seduti su una delle tante panchine panoramiche, per ammirare Brescia dall’alto in tutto il suo splendore.

Muoversi a Brescia: parcheggi e metropolitana

Per arrivare nel centro Brescia ci sono vari modi: potete scegliere tra il treno che la collega alle principali stazioni ferroviarie,  la metropolitana o la macchina. Per quanto riguarda la metropolitana, anche se ha un’unica linea, è comoda perché collega il centro storico con le zone appena fuori e permette quindi di arrivare comodamente senza il problema di trovare parcheggio. I due capolinea sono Sant’Eufemia e Prealpino e sono entrambi dotati di parcheggio (Prealpino è gratuito mentre a Sant’Eufemia è sufficiente inserire il ticket nella cassa automatica quando ritirare l’auto e vi verrà richiesto solo il pagamento delle corse effettuate in metro e in bus, la tariffa della sosta verrà invece tolta). La metro è attiva dalle ore 5.00 alle ore 24.00, fino all’1 di notte il sabato.  Le tariffe si differenziano in base alla zona e sono le seguenti:

ZONA 1 ZONA 1+2
Ordinario 90 minuti € 1,40
Ordinario 100 minuti € 1,90
Giornaliero 24h € 3,00 € 4,00
Settimanale lun-dom € 12,00 € 16,00

I parcheggi a Brescia sono prevalentemente a pagamento, ma se ne trovano anche di gratuiti e comodi al centro. Uno di questi è l’enorme parcheggio che si trova proprio sotto il Castello di Brescia, in cui dare sempre un’occhiata perché grazie alle ampie dimensioni è facile trovare posto. Nel caso fosse tutto pieno, proseguite sulla strada che costeggia il Castello dove ci sono altri parcheggi gratuiti. Se preferite invece cominciare il giro dalle zone vicine a Piazza Arnaldo e Corso Zanardelli, come abbiamo fatto noi, vi consiglio il parcheggio Goito, proprio di fianco all’omonima caserma ( entrata da via Spalti San Marco). E’ interessante perché  gratuito la domenica e i festivi, mentre gli altri giorni la tariffa oraria è di 1,50 €.

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