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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Cosa fare a Samnaun: la città duty free della Svizzera

Samnaun, ai confini tra Austria e Italia, è l’unica zona franca della Svizzera. Troverai piste da sci, sentieri e tanto shopping duty free.

La Svizzera si annovera solitamente tra le mete più costose. Un po’ perché con il cambio noi italiani ne usciamo sempre svantaggiati, un po’ perché, si sa, il tenore di vita svizzero è più alto e di conseguenza anche più caro per chi nello stato elvetico non ci vive. Dovete sapere, però, che è proprio in Svizzera che si trova una città duty free perfetta per tutti gli amanti dello shopping: Samnaun.

Nel Cantone dei Grigioni, proprio al confine tra Italia ed Austria, Samnaun è la meta ideale per chi è in cerca di relax, natura e prezzi vantaggiosi sugli acquisti. Io ci sono stata ieri e non posso che parlar bene di questa cittadina svizzera: è stata una piacevole scoperta che coniuga i bellissimi paesaggi svizzeri all’ottima ed educata ospitalità. Senza contare il fatto che, essendo l’unica zona franca della Svizzera, mi ha permesso di fare incetta di profumi a prezzi davvero interessanti. Ma potendo contare su più di 40 negozi duty free e altrettante strutture ricettive, non troverete solo profumi tra cui scegliere ma un’ampia offerta turistica di cui vi racconto un po’ oggi.

Cosa fare a Samnaun Svizzera in inverno

Samnaun: zona franca dal 1892

Situata in una valle al centro del triangolo formato da Austria, Svizzera e Italia, Samnaun è stata caratterizzata da sempre da una posizione unica ed isolata che le ha permesso di mantenere quasi inalterate le sue tradizioni di paese di montagna e di confine. Dediti prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento, i contadini di Samnaun si trovarono improvvisamente in difficoltà quando, nel 1848, il sistema delle dogane svizzere fu centralizzato e fu istituito l’ufficio doganale di Samnaun-Compatsch. Prima di allora, infatti, l’economia del paese di basava molto sugli scambi commerciali con il vicino Tirolo – l’unico con cui aveva un collegamento diretto via terra. L’introduzione di un sistema doganale mise in crisi gli abitanti di Samnaun che si ritrovarono presto a dover fronteggiare i rincari delle merci in ingresso a causa dei dazi applicati. E si sa, quando la situazione diventa difficile, anche i più rigorosi come gli svizzeri trovano modi alternativi per sbarcare il lunario. Tra questi il contrabbando. Vedendo le difficoltà degli abitanti, il Consiglio federale decise di trasformare nel 1892 la valle di Samnaun in una zona extradoganale. Nonostante la costruzione della Samnaunerstrasse, la strada principale che la collega alle altre parti della Svizzera, Samnaun resta ancora oggi una meta esente da imposte e, nel corso degli anni, grazie alle sue bellezze paesaggistiche e a questo status economico speciale, è diventata sempre più una meta apprezzata sia per le vacanze estive che per quelle invernali.

Samnaun in inverno sulla neve

Samnaun: cosa fare tra negozi, ristoranti, sentieri da trekking e impianti sciistici

Grazie a più di 250 km di sentieri per escursioni a piedi e altri 80 km per gli appassionati di mountain bike, Samnaun è un’ottima scelta per chi cerca una meta estiva all’insegna dello sport all’aria aperta. Ci sono sentieri a tema, appositamente segnalati, in cui è possibile approfondire la conoscenza della regione attraverso attività e racconti interessanti e diversi dal solito.

Anche in inverno, le attività ricreative non mancano. Io personalmente l’ho adorata in questo periodo dell’anno: bianco a perdita d’occhio, profumo di vino caldo e mele speziate mentre si passeggia tra i negozi e le vicine piste da scii. Un’altra delle peculiarità che contraddistingue Samnaun è la sua teleferica a due piani: la prima telecabina del suo genere al mondo. Con i suoi 180 posti, consente in breve tempo di raggiungere i più di 200 km di piste da discesa, tra cui uno dei parchi di snowboard tra i più grandi d’Europa che vanta ben 1100 m di piste. Il suo nome è, non a caso, Boarders Paradise – il paradiso degli (snow)boarders.  Ma da ex fondista, faccio presente a tutti gli amanti di sci nordico, discese in slittino e passeggiate con le ciaspole che ci sono altri 40 km di piste dedicate a disposizione.

sciare a Samnaun in Svizzera

Dopo tutto questo sport, una bella tappa ristoro è quel che ci vuole e io mi sento di consigliarvi il Samnaunerhof, in cui per 20 € riuscirete a mangiare un menù tipico completo (un prezzo davvero ottimo se pensate che vi trovate in Svizzera).

E dopo un po’ di sano shopping nei tanti negozi a disposizione, cosa c’è di meglio di un po’ di relax in una delle tante spa? Se avessi avuto più tempo a disposizione, mi sarei volentieri fermata a provarne qualcuna: una su tutte il Chasa Montana che mi ha colpita sia per il suo nome particolare, sia perché è il centro wellness più alto della svizzera.

Cosa e quanto si può comprare a Samnaun: il regolamento doganale

Come detto, Samnaun è una zona franca in cui è possibile acquistare determinati prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli del mercato. Fra le merci più convenienti ci sono gli alcolici e le sigarette, i profumi e, soprattutto, il carburante. Se per quest’ultimo non ci sono limitazioni – ovvero, si può fare tranquillamente il pieno (volendo è possibile trasportare in apposito contenitore ulteriori 10 litri) – per gli altri articoli ci sono invece delle soglie da rispettare. Di seguito vi riporto i valori che ho preso direttamente dal sito ufficiale di Samnaun, ma se siete incerti o avete bisogno di ulteriori informazioni è bene contattare il centro informazioni di Samnaun al numero +43 (0) 512 505 568 940.

  • Tabacco (minimo 17 anni)

In totale a persona è consentito portare:

  • 200 sigarette oppure
  • 50 sigari oppure
  • 250 g di tabacco

 

  • Alcolici (minimo 17 anni)

In totale a persona è consentito portare:

Per gradazione alcolica per volume:

  • Fino al 22%: 2 litri
  • Oltre il 22%: 1 litro più
  • Vino (non frizzante): 4 litri
  • Birra: 16 litri

 

  • Altri prodotti

Le merci sono esenti da dazi fino ad un valore di 300 € a persona (175€ per i bambini sotto i 15 anni).

Come raggiungere Samnaun

Vi lascio la mappa per raggiungere facilmente Samnaun. Se vi trovate a Bolzano o a Merano vi basterà prendere la strada statale della Val Venosta fino al Passo Resia e da lì continuare e seguire le indicazioni fino al confine svizzero (la strada è davvero suggestiva). Una volta arrivati, vi basterà parcheggiare in uno dei tanti parcheggi gratuiti che si trovano proprio in centro e dedicarvi in tutta tranquillità alla visita del paese.

 

 

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Viaggi 2019: le 7 mete che sogno per il nuovo anno

Il 2019 è appena cominciato e io sto già sognando ad occhi aperti i viaggi che vorrei mi accompagnassero in questo nuovo anno. Si sa, quando si chiude una porta…

Il 2019 è appena cominciato e io sto già sognando ad occhi aperti i viaggi che vorrei mi accompagnassero in questo nuovo anno.

Si sa, quando si chiude una porta si apre un portone e io spero che il 2019 sia ancora più ricco di esperienze e mete emozionanti.

Il 2018 mi ha permesso di andare lontano e realizzare uno dei miei più grandi sogni di viaggio: visitare il Giappone. Era una delle destinazioni a cui più ambivo e, quando ad aprile, finalmente sono riuscita a raggiungerla per la fioritura dei ciliegi è stata davvero un’emozione indescrivibile. Passando dalla sorprendente e vivace Copenhagen, ho fatto poi una breve tappa ad Amburgo per immergermi nel fascino underground e cosmopolita che qui si respira, prima di approdare nella mia amata Parigi che questa volta ho vissuto in tutto il romanticismo. L’anno appena trascorso mi ha consentito anche di esplorare meglio le bellissime zone del lago di Garda in cui vivo e alcune parti del vicino Trentino Alto Adige. E come dimenticare il fantastico on the road in Sicilia, una terra che in pochissimo ha saputo regalarmi tanto e rubarmi il cuore.

E’ stato un anno intenso ed entusiasmante che mi ha permesso di realizzare molti dei progetti che per anni avevo messo da parte. Uno su tutti Checked-In. A febbraio il blog compirà il suo primo anno di vita e io ne sono estremamente orgogliosa perché mi ha dato modo di mettermi in gioco e, giorno dopo giorno, vedo che l’impegno unito all’entusiasmo e alla passione stanno danno i loro frutti. Che spero avranno modo di crescere e maturare ulteriormente in questo 2019.

 

Viaggi 2019 Bucket List

 

#1 Valencia

Valencia: tapas, sangria, calore ed ospitalità. E’ da un po’ che non torno in Spagna e la sua fantastica accoglienza mi manca. Per il 2019, vorrei visitare la città spagnola che negli ultimi anni ha saputo più distinguersi e far parlare di sé, tanto da attirare ogni anno sempre più turisti. Credo che Valencia racchiuda bene sia la parte più tradizionale della cultura iberica che quella più moderna e all’avanguardia. E il festival de Las Fallas è senza dubbio l’occasione giusta per organizzare il mio viaggio spagnolo.

viaggi 2019 festival las fallas valencia checked-in travel blog

fonte: epatica.com

#2 Puglia

Con somma vergogna ammetto di non essere mai stata sul tacco della nostra bella Italia. Mi immagino la Puglia come una terra orgogliosa, affascinante e ricca di tradizioni. Proprio quelle che piacciono a me. Ecco quindi che si aggiudica un posto d’onore nella mia classifica delle mete di viaggio 2019. In particolare, vorrei concentrarmi su Alberobello e proseguire l’avventura con gli azzurri scorci di Polignano a Mare e della costa dei Trulli.

viaggi 2019 costa dei trulli checked-in travel blog

fonte TripAdvisor.com

#3 Perù

Che dire del Perù. Dopo il Giappone, credo sia la meta di viaggio a cui più ambisco. Il suo popolo forte e la sua cultura millenaria mi attirano sin dai tempi della scuola e della ricerca che la mia maestra – che ringrazio enormemente – mi fece fare sugli Inca. Vado collezionando libri sulle storie e le tradizioni andine da allora e credo sia giunto il momento di dare un volto reale a tutto quello che ho sempre immaginato. Il tutto all’insegna di un turismo responsabile ed ecosostenibile che sto cercando di seguire in ogni mio viaggio.

viaggi 2019 perù checked-in travel blog

fonte lastampa.it

#4 Oman

Se penso all’Oman, sento subito l’odore di incenso e spezie misto al rumore chiassoso e travolgente dei suq. Ma immagino anche cieli stellati e paesaggi vasti e solitari in cui l’accoglienza medio-orientale riesce a conquistare e a regalare esperienze indimenticabili. E’ una delle mete di viaggio che mia mamma ed io custodiamo gelosamente nel cassetto e che spero quest’anno riusciremo a raggiungere in un viaggio tutto al femminile.

viaggi 2019 oman checked-in travel blog

fonte: originaltour.it

#5 Islanda

Dai deserti sabbiosi omaniti, mi sposterei poi a quelli neri e ghiacciati dell’Islanda. Parlavo prima di mete green ed ecosostenibili e direi che questa terra così a nord ha fatto della natura e del rispetto del territorio alcuni tra i suoi valori cardine. E quale modo migliore se non percorrerla con un mezzo alternativo come l’E-Bike? L’idea mi stuzzica parecchio.

viaggi 2019 islanda checked-in travel blog

fonte: siviaggia.it

 

#6 Piemonte e Torino

Al primo posto della classifica Best in Travel 2019 di Lonely Planet, per quanto riguarda la categoria regioni, si trova proprio il nostro Piemonte. E anche qui devo fare ammenda perché è una delle regioni italiane che conosco meno. Eppure da offrire ha davvero molto: storia, cultura, natura e buon cibo. Io penso proprio di partire dalla sua capitale, Torino, elegante e misteriosa sfruttando le conoscenze ( e l’ospitalità) di una mia amica amante della musica e dell’arte che nella capitale piemontese ha trovato il suo habitat ideale.

viaggi 2019 torino e piemonte checked-in travel blog

fonte: tesoriditaliamagazine.it

#7 Marocco

Ultima ma non meno importante nella mia personale lista delle mete di viaggio imperdibili nel 2019 c’è anche il Marocco. Atmosfere da mille ed una notte e prezzi low-cost ne fanno una destinazione davvero interessante. Oltre alle famose Marrakech e Fez seguirei anche per questo paese il consiglio di Lonely Planet e aggiungerei alle tappe anche Meknès, città che promette numerose interessanti attrattive.

viaggi 2019 marocco checked-in travel blog

fonte: nbts.it

E voi quali mete sognate per il 2019?

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Il Campanile di Curon: la storia del paese sommerso nel lago di Resia

“Senti le campane che suonano?” mi chiede Francesco. Abbasso il volume della radio e mi concentro ad ascoltare con più attenzione il silenzio che mi circonda. “No – rispondo –…

“Senti le campane che suonano?” mi chiede Francesco. Abbasso il volume della radio e mi concentro ad ascoltare con più attenzione il silenzio che mi circonda. “No – rispondo – non sento nulla”. Anche se le mie orecchie non percepiscono alcun suono, i miei occhi restano incantati alla vista di un campanile in pietra grigia che svetta solitario in mezzo ad un’enorme distesa bianca il cui confine arriva direttamente ai piedi delle montagne innevate. Parcheggiamo la macchina nel grande parcheggio antistante e scendiamo per ammirare più da vicino questa strana costruzione. E’ solo avvicinandomi che mi rendo conto di trovarmi su un lago ghiacciato che sembra scricchiolare ad ogni mio passo incerto. Quello su cui sto camminando è il lago di Resia e la figura solitaria che torreggia al suo interno è quel che resta di Curon, un paesino dell’Alta Valvenosta di cui ormai resta solo il campanile a ricordarne l’esistenza.

Campanile di Curon sommerso nel Lago di Resia in inverno

Vedendo noi, pian piano, altri avventurieri si fanno coraggio e si cimentano nella discesa lungo il lago ghiacciato per raggiungere il campanile galleggiante e scattare una foto ricordo. Quelli meno coraggiosi e più freddolosi – la temperatura è di qualche grado sotto lo zero e l’aria pungente sembra tagliarmi il viso- si limitano a rallentare per osservare con stupore il campanile di Curon dal finestrino delle loro auto. Sono pochi, però, a conoscere la storia, triste e melanconica, che si nasconde dietro alla fiera torre del ‘300 che si erge al centro del lago. Perché si trova lì, vi starete chiedendo? E’ proprio quello che vi racconto oggi: la storia del campanile e del paese sommerso di Curon.

Campanile di Curon sommerso nel lago di Resia ghiacciato in inverno

Il paese sommerso di Curon: la storia

Per conoscere la storia che si cela dietro al campanile del lago di Resia, dobbiamo fare un tuffo nel passato e tornare agli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Curon, all’epoca, era solo un piccolo paesino di montagna i cui abitanti si conoscevano tutti e vivevano una vita tranquilla tra i masi e le loro care montagne. Non potevano certo immaginare che di lì a poco la loro vita venisse completamente inabissata a causa di una decisione dello Stato che voleva erigere proprio lì, tra i laghi di Curon e Resia, una diga per la produzione di energia elettrica per tutto il nord Italia. Era il 1940 quando gli spaventati cittadini si ritrovarono improvvisamente affisso per le strade un ordine del Genio civile di Bolzano in cui veniva comunicato il livello della nuova diga: 22 metri – ovvero la fine del paese. Senza nessuna protesta da parte della popolazione, lo Stato si affrettò ad affidare i lavori alla Montecatini s.p.a., una ditta milanese vincitrice dell’appalto. Perché gli abitanti, nonostante l’enorme pericolo non dissero nulla?

Curon prima della costruzione della diga

fonte: 3bmeteo.com

Ebbene, la risposta è molto semplice: il documento era scritto in italiano, lingua incomprensibile agli ignari contadini che abitavano a Curon, cosa che gli alti dirigenti sapevano molto bene. Una volta capito cosa questa diga avrebbe significato per loro e il loro paese, gli abitanti organizzarono proteste e manifestazioni durante le quali colpirono anche le auto degli ingegneri incaricati dei lavori. Ma il loro sforzo non valse a nulla: nel 1949 i lavori ebbero inizio, le case ai margini della diga vennero abbattute e gli argini sbarrati. Con l’innalzarsi del livello dell’acqua, Curon a poco a poco andava affogando e con lui anche le ultime speranze dei suoi cittadini. Costretti ad abbandonare velocemente le loro case, donne, uomini e bambini non poterono far altro che guardare impotenti le loro vite inabissarsi nel specchio d’acqua che lo Stato aveva deciso di creare unendo i più piccoli bacini di Curon e Resia. In cambio ricevettero, come indennizzo, delle baracche provvisorie e dei fondi totalmente insufficienti per ricominciare daccapo.

Curon oggi

A distanza di settant’anni, l’unica cosa che resta di quel paesino di montagna ai confini tra Austria, Svizzera e Italia è il suo bel campanile romanico che, temerario, ha resistito all’innalzamento delle acque. Parte degli abitanti, nonostante il dolore e la grande rabbia per essersi visti portare via tutto, hanno deciso di restare e ricostruire come potevano la loro vita sulle sponde del lago. I più, però, sono emigrati il più lontano possibile dal lago e dagli amari ricordi. Oggi si contano all’incirca 400 abitanti, tra cui vi sono ancora i testimoni di quanto accaduto alla Curon sommersa. E’ una storia molto difficile da dimenticare, anche se i giovani ormai cercano fortuna nella vicina Svizzera e non si interessano quasi più del passato. Chi resta, cerca di puntare sul turismo e al futuro: in estate, è possibile praticare kite-surf e altre attività balneari, ma anche escursioni lungo i tanti sentieri di trekking di cui questa zona della Val Venosta è ricca. In inverno, invece, si può approfittare dei vicini impianti sciistici e fare emozionanti passeggiate sul lago ghiacciato. Ed è proprio quello che farò adesso, camminare un po’ lungo questo lago dalla storia controversa che è capace però di regalare paesaggi mozzafiato. E, chissà, che tra gli echi del vento che soffia incessante non riesca a sentire anche io, come i suoi abitanti, i rintocchi delle campane della torre nel lago.

Campanile sommerso nel lago di Resia in estate

fonte vivosuedtirol.com

Raggiungere il lago di Resia e il campanile sommerso di Curon

Il lago di Resia si trova lungo la statale della Val Venosta, l’unica grande strada che da Merano arriva fino al Passo Resia. Subito all’inizio di Curon Venosta, troverete un grande parcheggio con più di settanta posti auto da cui potete accedere direttamente alla piattaforma panoramica e, in inverno, al lago ghiacciato. Se avete tempo, potete anche cimentarvi in una rigenerante passeggiata di circa 4 ore intorno al lago che vi consentirà di ammirare il campanile da più angolazioni.


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Mercatini di Natale a Grazzano Visconti: visita al magico borgo medievale del piacentino

Chi mi segue da un po’ ha ormai capito la mia grande passione per i bellissimi Borghi italiani che, appena posso, vado a visitare. Amo, infatti, i borghi in cui…

Chi mi segue da un po’ ha ormai capito la mia grande passione per i bellissimi Borghi italiani che, appena posso, vado a visitare. Amo, infatti, i borghi in cui sembra di venire improvvisamente catapultati in un’altra epoca e che ancora oggi racchiudono tra le loro viuzze un alone di mistero e racconti di storie lontane. In Italia ce ne sono davvero molti, ognuno con caratteristiche e leggende proprie. Uno di questi è sicuramente il borgo medievale di Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza. Era da tempo che volevo visitare questo caratteristico paesino di cui avevo sempre sentito parlare bene e lo scorso weekend, finalmente, sono riuscita nell’impresa. E, devo dirvi, che l’attesa è valsa davvero la pena. Grazzano Visconti è veramente unico nel suo genere e appena lo vedrete vi sentirete teletrasportati direttamente in pieno Medioevo, tra botteghe di fabbri e ceramisti, castelli, gufi e locande. Dovete sapere, poi, che Grazzano è una delle mete migliori per quanto riguarda i mercatini di Natale: ogni anno il borgo si veste a festa per accogliere visitatori provenienti da tutta Italia che trovano ad attenderli un vero e proprio villaggio di Natale.

Mercatini di Natale Grazzano Visconti

Grazzano Visconti: storia e origini del borgo

Come avrete già osservato, l’origine del borgo si riesce ad intravedere già nel suo nome: è la famiglia Visconti che ha sempre giocato, infatti, un ruolo di primo piano nella storia del borgo. Anche se i primi riferimenti scritti di Grazzano risalgono agli anni 1100, è solo nel 1395, con concessione del Signore di Milano, che la sua storia inizia davvero. Fu proprio in quell’anno, infatti, che il duca Gian Galeazzo Visconti, autorizzò la sorella Beatrice e il suo sposo Giovanni Anguissola a costruire nel loro possedimento di Grazzano un castello “quale loro aggradi”.

Ma è solo parecchi anni dopo, nel 1900, che sì definì il borgo medievale che tutti noi possiamo ammirare ancora oggi. Le tipiche dimore medievali, le botteghe e i laboratori che troverete intorno al castello furono fatti costruire infatti dal conte Giuseppe Visconti agli inizi del ‘900. Il suo scopo era quello di creare un luogo in cui i giovani studenti della scuola di arte e mestieri di Grazzano potessero trovare impiego nell’ambito della lavorazione del legno e del ferro battuto. Fece così edificare alloggi, laboratori e botteghe in tipico stile medievale così da essere in armonia con il castello a cui fanno da cornice.

cosa vedere a grazzano visconti

Oggi a portare avanti il prezioso progetto di Giuseppe Visconti ci sono i coniugi Violante e Giammaria Visconti che continuano a custodire il fascino d’altri tempi del borgo.

Grazzano Visconti: la leggenda del fantasma di Aloisa

Camminando tra le vie di Grazzano vi accorgerete subito dell’aura di mistero e magia che vi aleggia, soprattutto se, come me, ci andate durante il periodo invernale e vedrete comparire il borgo all’improvviso da una coltre di nebbia. Visitando il borgo ho scoperto che nel castello dimora in pianta stabile un personaggio molto particolare. Il suo nome è Aloisa, una signora piccoletta e ben in carne con una peculiarità tutta sua: essere un fantasma. Abbastanza vanitosa, ama molto gioielli e monili che si fa regalare dagli ospiti del castello in cambio di una notte tranquilla. A chi sceglie di non farle doni, soprattutto se di genere maschile, riserva invece il trattamento speciale fatto di tirate di piedi e schiaffeggi. In realtà, Aloisa è semplicemente una donna delusa e un po’ frustrata: si narra, infatti, che la sua morte sia dovuta alla gelosia causata da un tradimento del marito soldato. Nonostante la grande delusione amorosa ella crede ancora nell’amore tanto da essere la versione femminile di San Valentino, protettore degli innamorati. “Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti“. Da come potete leggere, però, tende a favorire e ad aiutare, per solidarietà femminile, le donzelle innamorate.

Mercatini di Natale a Grazzano Visconti

Grazzano Visconti per i mercatini di Natale: cosa vedere

Il borgo di Grazzano Visconti è speciale in tutte le stagioni dell’anno grazie alle numerose manifestazioni che vengono sempre organizzate. Una di queste è sicuramente quella che si tiene durante il periodo natalizio e che vede le vie del centro riempirsi di luci e decorazioni in occasione dei mercatini di Natale. Il programma degli eventi che si tengono in occasione dei mercatini è ampio e varia di weekend in weekend. Vi lascio qui sotto quello di quest’anno.

Mercatini di Natale Grazzano Visconti Programma

Di fisso, però, ci sono le bancarelle in cui troverete tantissime idee regalo artigianali e originali. Quest’anno, poi, è stata allestita anche la Casa di Babbo Natale in cui,  per la gioia di grandi e piccini, è possibile incontrare proprio il Signore del Polo Nord in persona (ingresso 7€ adulti, 5€ bambini).

Tra un acquisto e una cioccolata calda, cogliete anche l’occasione di visitare i monumenti di Grazzano tra cui il pozzo di piazza Gian Galeazzo Visconti, la Chiesetta gotica in centro al paese, e quella Parrocchiale dedicata ai santi Cosma e Damiano di impronta romanica. Ultimo ma non meno importante il Castello aperto alle visite guidate il sabato e la domenica. Al suo interno potrete visitare le stanze, in cui è custodita anche una statua di Aloisa che lei stessa creò attraverso un medium, e l’enorme parco che racchiude al suo interno, oltre ai suoi bellissimi giardini, anche il Butterfly Heaven, il paradiso in cui vivono migliaia di farfalle. Inoltre, questo è anche l’unico parco in Italia in cui si può praticare con regolarità l’Owl Watching, l’osservazione dei gufi.

Orari Castello:

Sabato ore 11, 14, 15, 16
Domenica ore 11, 14, 14.45, 15.30, 16.15
Nelle festività o in giorni di particolare affluenza, gli orari possono subire delle variazioni.

Prezzi:

Intero (adulti maggiori di 16 anni) 16,00 euro
Bambini (minori di 16 anni) 8,00 euro
Gruppi (adulti maggiori di 16 anni – minimo 20 partecipanti) e scuole (fino alle superiori) 13,00 euro

Gli accompagnatori di gruppi e scolaresche entrano sempre gratis.
Il Castello non è accessibile ai disabili con mobilità ridotta.

Chiesetta Gotica di Grazzano Visconti

Se amate il mistero e le cose un po’ più “forti”, a Grazzano troverete anche l’originale Museo Internazionale delle Torture, al cui interno ci sono particolari strumenti e marchingegni che io personalmente non avrei curiosità di provare. (Dal Martedì al Venerdì dalle 14.30 alle 19.00. Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 19.00).

Grazzano Visconti: dove mangiare durante i mercatini di Natale

A Grazzano Visconti ci sono diversi ristoranti in cui è possibile assaggiare i piatti tipici della cucina piacentina. Io ho provato il Ristorante del Biscione, il più antico del borgo. L’edificio in cui è ospitato risale, infatti, agli anni 1905-1910 e sia sulla facciata che all’interno potrete ammirare le decorazioni dai colori accesi raffiguranti stemmi nobiliari, giullari e decorazioni floreali. Le pietanze sono quelle della tradizione che vengono servite sia à la carte che con proposte a menù fisso. I piatti assolutamente da provare sono senza dubbio i buonissimi salumi piacentini accompagnati dallo gnocco fritto, i Pisarei e faso (una pasta corta condita con un sugo molto saporito a base di fagioli e pomodoro), i tortelli, la coppa arrosto e lo stracotto di asinella. Io alla fine mi sentivo ripiena come uno dei tortelli di ricotta e spinaci che mi ero appena divorata. Il mio consiglio è quello di prenotare con largo anticipo il ristorante perché, soprattutto adesso in occasione dei mercatini di Natale, sono tutti sempre pieni e rischiate altrimenti di restare a stomaco vuoto.

Photo taken with Focos

In alterativa, potrete trovare molti chioschi di street food nell’area ristoro coperta e riscaldata allestita al centro del borgo. Da non perdere, secondo me, gli assaggi di salame del salame artigianale e del buonissimo gorgonzola a km 0 (ottimi anche come regalo di Natale).

Grazzano Visconti per gli amanti di Harry Potter: visita all’Emporio Stregato

Che la magia a Grazzano Visconti sia di casa è ormai abbastanza chiaro. Quello che non vi ho ancora detto, però, è che proprio in questo borgo piacentino si trova il paradiso per tutti gli amanti del mago più famoso del mondo: Harry Potter. Dovete sapere, infatti, che qui si nasconde il secondo binario 9¾ da cui è possibile prendere il treno speciale per Hogwarts e anche la stanza nel sottoscala in cui dormiva Harry. Inoltre, all’interno dell’Emporio Stregato troverete bacchette, zaini, pastrani e, addirittura, delle piante di Mandragola, per cui preparate i paraorecchi per evitare di ascoltare il pianto di queste piantine grinzose dalle sembianze di neonato. Inutile dire che io mi sono sentita come Harry la prima volta che Hagrid l’ha accompagnato a fare acquisti a Diagon Alley.

Indirizzo: Via Carla Erba, 10, 29020 Grazzano Visconti PC

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 19. Chiuso il lunedì. 

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Weekend ad Amburgo: cosa vedere nella città green e low-cost della Germania

Berlino, Monaco, Francoforte. Di solito quando si pianifica un viaggio nella vicina Germania le mete preferite sono proprio queste. In realtà, sono molte le città e le località tedesche che…

Berlino, Monaco, Francoforte. Di solito quando si pianifica un viaggio nella vicina Germania le mete preferite sono proprio queste. In realtà, sono molte le città e le località tedesche che meritano una visita e, grazie ai numerosi collegamenti e alle offerte vantaggiose, devo dire che negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede e si stanno affermando come mete alternative. Una di queste nuove mete underground è sicuramente Amburgo. Verde ed eclettica, la seconda città della Germania dopo Berlino, sta attirando sempre più turisti richiamati sia dai prezzi bassi che dalle numerose attività che la città offre. Amburgo è, infatti, innanzitutto una meta low – cost: i collegamenti aerei sono tantissimi ed è una tra le tratte più convenienti. Inoltre, spostarsi in città è semplice ed economico grazie alla metropolitana (che consente di andare/tornare dall’aeroporto al centro con soli 3,20€ a tratta) e ai mezzi pubblici efficienti. Essendo una città multiculturale, poi, non avrete difficoltà a trovare ristoranti particolari e a basso prezzo. Anche per quanto riguarda i musei e le attività culturali, è facile trovarne di gratuite e comunque al di sotto dei 10€. Ma il lato economico non è il solo che dovete considerare se state pensando di organizzare un weekend in questa città: Amburgo è una città frizzante e cosmopolita in cui potrete trovare sia cultura che divertimento, ma anche natura e tradizione.

Weekend ad Amburgo Checked-In Travel Blog

Cosa vedere ad Amburgo in 48h

L’Hafencity, l’Elbphilharmonie e la zona del porto

Amburgo è da sempre un importantissimo polo commerciale e di scambio. Fin dai tempi della Lega Anseatica il suo porto è uno tra i più importanti a livello mondiale e, ancora oggi, sono tantissime le attività e gli scambi che avvengono proprio tra i suoi canali. E questo, pensate un po’, con il mare a ben 100 km di distanza. Com’è possibile, vi chiederete? Anche se non ha sbocco diretto sul mare, Amburgo è collegata ad esso grazie al fiume Elba e ai Fleete, i veri protagonisti, ovvero la fitta rete di canali in cui le navi si avvicendano prima di raggiungere il Mare del Nord e le loro lontane destinazioni.

La zona del porto è sicuramente una delle più tradizionali e ve la consiglio per immergervi completamente nello spirito mercantile della città che qui si respira ancora. Passeggiate lungo i suoi imbarcaderi, i Landungsbrücken, e salite a bordo di una delle tradizionali Barkasse come dei veri marinai. Queste barche panoramiche vi faranno esplorare i canali dell’Elba e vi porteranno tra le enormi navi cargo, quelle da crociera e i lussuosissimi yacht che popolano il porto di Amburgo.

Weekend ad Amburgo Checked-In Travel Blog

Una volta scesi, fate un salto al colorato mercato del pesce in cui potrete gustare il pescato del giorno, seduti e con tanto di musica dal vivo. Il Fishmarkt Hamburg-Altona si tiene tutte le domeniche dalle 06:00 del mattino circa fino alle 09:30 ed è sicuramente una delle attrazioni più caratteristiche e chiassose della città. Nonostante risalga al 1703 è oggi un luogo di tendenza e molto frequentato anche dai giovani.

Simbolo dell’Hafencity è la recente Elbphilharmonie, la nuova e modernissima filarmonica progettata dagli architetti svizzeri Herzog & De Meuron. E’ uno spazio interamente dedicato alla musica, che ad Amburgo ha un ruolo di rilievo e, sebbene sia stata inaugurata solo nel 2017, è destinata a diventare una delle sale da concerto più importanti del mondo. Acquistando il biglietto di 2€ è possibile visitarla e salire fino alla terrazza panoramica da cui si gode di una vista a 360° sulla zona portuale di Amburgo.

Weekend ad Amburgo cosa vedere Checked-In Travel Blog

La Speicherstadt e i docks

Per far fronte all’esorbitante quantitativo di merci provenienti da tutto il mondo, ai tempi della Lega Anseatica, venne fatta costruire una serie di magazzini alti sette-otto piani in prossimità del porto in cui poter stoccare la preziosa mercanzia. Venne a crearsi così una vera e propria “città magazzino”, caratterizzata da imponenti edifici di mattoni rossi e da un’intricatissima rete di strade acciottolate e canali. La Speicherstadt è il complesso di magazzini più grande del mondo e, non a caso, dal 2015 è patrimonio mondiale UNESCO. Nel corso degli anni, i magazzini ormai in disuso, sono stati reinventati e ospitano oggi vari musei, tra i quali il Museo delle Spezie, il Museo Marittimo e il Museo tedesco della dogana che raccontano gli anni d’oro di questa città portuale. Tra i muri di mattoni rossi troverete, però, anche il più divertente Hamburg Dungeon e il Miniatur Wunderland, un mondo in miniatura composto da 3.000 metri di rotaie su cui girano ben 15.000 vagoni, ma anche tantissime figurine, casette e alberi che i più piccoli ameranno.

Non perdetevi, poi, una visita al Wasserschloss ovvero l’edificio più fotografato di Amburgo. In realtà, si tratta di un negozio di tè storico che testimonia la ricca tradizione commerciale di Amburgo. Al suo interno potete trovare più di 250 varietà di tè provenienti da tutto il mondo che si possono anche gustare al ristorante di fianco accompagnati da una vasta scelta di pietanze sia dolci che salate.

Speicherstadt Amburgo Checked-In Travel Blog

St. Pauli e la Reeperbahn

St. Pauli è il celebre quartiere a luci rosse di Amburgo, uno dei più grandi d’Europa. Lungo la via principale, la Reeperbahn, si concentrano locali, negozi erotici, cinema “alternativi” e tante altre attività a tema. Il suo nome, letteralmente “strada della corda”, è dovuto alla grande quantità di corde di canapa che venivano prodotte qui. L’attività di intrattenimento si è sviluppata, infatti, solo nel corso dell’Ottocento dopo che la classe più nobile e “da bene” della città decise di bandire qualsiasi forma di divertimento, tra cui teatri e cabaret. Essendo una zona attigua al porto, questo fece sì che in breve tempo, il quartiere diventasse famoso e molto frequentato dai marinai che sbarcavano ad Amburgo. Inutile dire che oggi St. Pauli è il cuore della vita notturna della città e, ormai, si è affermato anche come zona turistica tanto da essere la seconda più visitata della città. In realtà, se si passeggia durante il giorno o di sera, non c’è niente di veramente scandaloso e ad attirare l’attenzione sono per lo più i colori sgargianti dei locali e dei graffiti.

Reeperbahn Amburgo Checked-In Travel Blog

Se siete appassionati dei Beatles, poi, dovete sapere che è proprio tra i locali di St. Pauli che mossero i loro primi passi nel mondo della musica. “Sono nato a Liverpool. Sono diventato grande ad Amburgo”. Questo è quello che lo stesso John Lennon disse su questa città che diede la svolta alla carriera di quella che è diventata una delle band più famose al mondo. Tra i locali in cui suonarono, non perdetevi Il Club Indra o il Kaiserkeller, ancora oggi in attività. In alternativa, fate un salto alla Beatles Platz all’incrocio tra la Reeperbahn e la Große Freiheit, al cui centro ci sono proprio le statue di  John LennonPaul McCartneyStuart SutcliffeGeorge Harrison, e un mix di Pete Best Ringo Starr.

Beatles Platz ad Amburgo Checked-In Travel Blog

L’Altstadt e la Rathausplatz

Il centro storico di Amburgo è costituito dal quartiere di Altstadt, città vecchia per l’appunto. Proprio sulla piazza principale sorge l’imponente Municipio di Amburgo, la cui torre è alta ben 112 metri e per arrivare in cima vi attendono 436 gradini. Nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è ancora possibile trovare degli edifici integri nel quartiere. E’ inoltre un quartiere ricco di negozi e ristoranti e, durante il periodo natalizio, si accende con le numerose lucernarie e i mercatini di Natale.

Municipio Amburgo Checked-In Travel Blog

I giardini Planten un Blomen

Vicino all’Altstadt, meritano una visita anche i bellissimi giardini Planten un Blomen, un’oasi verde nel cuore della città in cui gli abitanti amano passeggiare e rilassarsi tra alberi e fontane. I 47 ettari del parco sono suddivisi in varie aree tematiche: troverete una serra con bellissime piante esotiche e tropicali, un giardino delle rose e uno giapponese, il più grande d’Europa. Sempre secondo il modello giapponese, all’interno del parco, c’è anche una casa da tè che non ho potuto testare in quanto aperta solo da maggio a settembre. E’ durante i mesi estivi che questo spazio verde regala il meglio di sé, con un’esplosione di colori e profumi ma anche con tanti eventi e concerti. Durante il periodo invernale, invece, viene allestita una grandissima pista di pattinaggio.

Parco Planten un Blomen Amburgo Checked-In Travel Blog

Spostarsi ad Amburgo

Muoversi ad Amburgo è molto semplice: i mezzi pubblici sono efficienti e collegano praticamente tutta la città. Grazie ai treni, potrete raggiungere direttamente il centro città dall’aeroporto con soli 3,20€ a tratta. Vi basterà prendere la linea S1 del treno S-Bahn che parte ogni 10-20 minuti circa e in meno di 30 minuti di porterà alla stazione centrale (Hauptbahnhof) da cui potrete prendere tutte le altre linee della metropolitana (U-Bahn). Se avete intenzione di fermarvi qualche giorno, vi consiglio di valutare l’acquisto della Hamburg Card che al costo di circa 10€ vi permette di prendere illimitatamente tutti i mezzi della città e offre anche diversi sconti per musei e varie attività. Essendo una città molto green e attenta all’ambiente, uno dei mezzi più usati dagli amburghesi è senza dubbio la bicicletta. Le piste ciclabili ad Amburgo sono ovunque, così come i mezzi a due ruote: grazie al servizio di noleggio StadtRAD potrete muovervi anche voi senza vincoli per la città. I primi 30 minuti oltretutto sono gratuiti e, a seguire, il costo è di soli 0,08€ al minuto.

 

 

Dedico un ringraziamento speciale all’Ente del Turismo di Amburgo che mi ha aiutato ad organizzare al meglio il mio viaggio.

 

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30 commenti su Weekend ad Amburgo: cosa vedere nella città green e low-cost della Germania

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