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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Tag: Giappone

Hanami 2019: le previsioni per la fioritura dei ciliegi in Giappone

L’hanami, ossia la contemplazione dei ciliegi in fiore, è una delle tradizioni più belle e profonde della cultura giapponese. Scopriamo insieme quali sono le date 2019 per la fioritura dei ciliegi in Giappone.

La fioritura dei ciliegi in Giappone è un evento attesissimo sia dai giapponesi che dai turisti. Quando si pensa al paese del Sol Levante lo si immagina infatti quasi sempre ricoperto dalla coltre rosa dei delicati petali di sakura: i ciliegi in fiore.

L’hanami, ossia la contemplazione dei ciliegi in fiore, è una delle tradizioni più belle e profonde della cultura giapponese. Essendo legata a fenomeni naturali, ogni anno la fioritura dei ciliegi avviene in date diverse. Ma se volete organizzare il vostro viaggio proprio per ammirare le nuvole rosa di petali non abbiate paura perché l’incredibile organizzazione nipponica viene in vostro soccorso. Esiste infatti una vera e propria agenzia meteorologica, la Japan Meteorological Agency, il cui compito è quello di fornire le previsioni della fioritura dei sakura in tempo reale. Scopriamo insieme quali sono le date 2019 per la fioritura dei ciliegi in Giappone.

ciliegi in fiore 2019 giappone checked-in travel blog

Quando e dove vedere la fioritura dei ciliegi in Giappone

Come detto, il periodo di massima fioritura dei ciliegi varia di anno in anno. Inoltre, bisogna sempre considerare le differenze climatiche delle diverse zone del Giappone. Nella regione di Okinawa, per esempio, i primi boccioli di sakura si cominciano a vedere già all’inizio di febbraio mentre a Sapporo non fioriscono fino alla fine di aprile. Le fioriture infatti cominciano solitamente nelle zone meridionali più temperate e proseguono poi verso quelle del nord. Ovviamente anche vento e pioggia possono influire notevolmente sulla durata dei boccioli. Io sono andata in Giappone per la fioritura dei ciliegi l’anno scorso e a causa delle temperature più rigide del normale e delle forti piogge mi sono persa totalmente i fiori a Tokyo. Per gli stessi motivi però sono riuscita ad ammirare questo spettacolo naturale in altre zone, come a Kanazawa, Takayama, Hakone e sul Monte Koya.

fioritura ciliegi previsioni 2019

Quanto dura la fioritura dei ciliegi?

I fiori di ciliegio sono tanto belli quanto effimeri. Basta un soffio di vento a farli ondeggiare fino a terra o nelle calme acque dei fiumi. La brevità fa parte del loro fascino ed è per questo motivo che se si vuole veramente ammirarli bisogna cercare di organizzare il viaggio il più possibile in base alle previsioni della fioritura. La primissima fioritura dei ciliegi viene chiamata kaika e corrisponde al giorno indicato sui bollettini. Il picco massimo di fioritura, mankai, si verifica di solito una settimana dopo il kaika. In ogni caso potrete ammirare gli alberi in fiore all’incirca per una settimana o 10 giorni al massimo.

previsioni Hanami 2019

Hanami 2019: le date ufficiali

Da quanto si legge nei primi due bollettini, rilasciati il 10 e il 24 gennaio, sembra che quest’anno la fioritura dei sakura sia leggermente in ritardo rispetto a quella dello scorso anno. Comincerà a sud, a Kyushu, alla fine di marzo e continuerà poi verso nord fino ad arrivare in Hokkaido per l’inizio di maggio. In particolare, la prima fioritura è prevista per il 18 marzo a Kochi e l’ultima il 19 maggio in Hokkaido.

date hanami 2019

A Tokyo il posto migliore in cui assistere all’hanami è lo Shinjuku Gyoen il 31 marzo; a Osaka invece è l’Expo ’70 Park il 3 aprile.

Vi lascio una tabella riepilogativa in cui vengono riportate le previsioni della fioritura dei ciliegi 2019 suddivisa per zone.

previsioni fioritura ciliegi 2019 giappone

Per tenere monitorata la fioritura dei ciliegi 2019, potete scaricare anche l’App “Sakura Navi”.

Curiosità sull’hanami

Il periodo dell’hanami è un momento di gioia e ritrovo per tutti i giapponesi che amano fare pic-nic nei parchi per ammirare i bei sakura. Ogni cosa in questi giorni sarà della stessa tinta pastello dei petali: ci sono i dolci rosa, come i kusa-mochi e sakura-mochi, le bevande al gusto di sakura e persino i gamberetti di primavera, i sakura ebi. Tutto nel Sol Levante si muove al ritmo della fioritura dei delicati fiori di ciliegio durante questa ricorrenza. Non per niente la primavera, Haru, rappresenta la prima stagione del calendario giapponese. Tutto prende avvio in aprile, dall’inizio dell’anno scolastico a quello dell’anno fiscale. I sakura e la loro magica stagione rosa rappresentano la rinascita, l’inizio di una nuova vita.

previsioni fioritura ciliegi 2019 Giappone

Per organizzare al meglio il vostro viaggio, qui trovate l’itinerario di 15 giorni in Giappone dettagliato.

Se avete bisogno di ulteriori informazioni sul Giappone, date un’occhiata a Viaggio in Giappone: istruzioni per l’uso.

Per prenotare il Japan Rail Pass e tutte le altre cose utili per un viaggio in Giappone, vi consiglio invece Giappone: 4 cose fondamentali da prenotare prima della partenza.

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30 commenti su Hanami 2019: le previsioni per la fioritura dei ciliegi in Giappone

Monte Koya: dormire in un tempio buddista in Giappone

Se state organizzando un viaggio in Giappone, non potete perdervi una delle esperienze più belle e indimenticabili che vi capiterà di vivere durante la vostra permanenza nel paese del Sol Levante: dormire in un tempio buddista sul Monte Koya.

Vi ho incuriosito?

Se state organizzando un viaggio in Giappone e, come me, siete affascinati dalla sua millenaria cultura, per certi versi così lontana dalla nostra, non potete perdervi una delle esperienze più belle e indimenticabili che vi capiterà di vivere durante la vostra permanenza nel paese del Sol Levante. Sto parlando di dormire in un tempio buddista, in un paese lontano da tutto e raggiungibile solo in funivia.

Vi ho incuriosito?

Fukuchiin: dormire in un tempio buddista sul Monte Koya in Giappone Checked-In Travel Blog

La notte che ho passato sul Monte Koya, all’interno di uno dei suoi tanti templi aperti ai turisti, è stata senza dubbio la più magica ed indescrivibile di tutto il mio viaggio in terra nipponica. E’ una di quelle esperienze che si fa fatica a descrivere a parole. E’ un’avventura che va vissuta per riuscire ad apprezzarla in pieno. Cercherò, però, di trasmettere anche a voi un po’ dell’essenza sacra e al tempo stesso misteriosa che ho sperimentato durante la mia permanenza sul Koyasan e di darvi anche qualche consiglio per raggiungere a vostra volta quest’affascinante meta giapponese lontana dai soliti circuiti turistici.

Monte Koya: dormire in un tempio buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

Ma dove si trova il Monte Koya?

Il Monte Koya, nella penisola di Kii, seppure solo a qualche ora di treno dalla vivace Osaka, è un universo a sé: dimenticatevi le luci al neon e il caos controllato delle altre città giapponesi. Fitte foreste di cedri, monaci, templi e foresterie. Camminando tra la nebbiolina che qui avvolge ogni cosa, non troverete molto altro. Ma del resto non ce n’è bisogno.

Koyasan - Giappone: cosa vedere Checked-In Travel Blog

Con più di cento templi in funzione, il Koyasan è uno dei centri religiosi più importanti di tutto il Giappone e, dal 2004, è considerato anche patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Ma le sue origini sono ben più antiche e risalgono all’ 816 quando il monaco buddista Kūkai, noto come Kōbō-Daishi, ricevette dall’imperatore Saga il permesso di costruire un complesso monastico sul Monte Koya in cui poter praticare e tramandare il buddismo esoterico. Il tempio Kongōbu-ji, all’interno del Parco Regionale di Koya-Ryujin, è a tutti gli effetti il più importante per quanto riguarda l’insegnamento del buddismo Shingon.

Monte Koya Giappone come arrivare

Il centro del paese si trova a 900 metri d’altezza e per raggiungerlo bisogna obbligatoriamente prendere la caratteristica funicolare bianca e rossa che vi porta in cima, dove vari pullman vi condurranno al tempio in cui avrete scelto di soggiornare.

Se decidete di arrivare fin qui, diventa necessario trascorrere almeno una notte in uno dei tanti templi aperti ai turisti. I motivi sono molto semplici: per prima cosa andare e tornare in giornata sarebbe un massacro e in secondo luogo vi perdereste l’esperienza più bella di tutto il viaggio in Giappone.

Una notte in Shukubo: in quale tempio buddista dormire

Quando l’autobus mi ha lasciata di fronte all’entrata del monastero in cui avevo scelto di soggiornare mi son detta “ce l’ho fatta, finalmente”. E pensare che fino al 1872 le donne non potevano nemmeno entrare nel Daimon, l’entrata principale al Kōya-san.

Fukuchiin Monte Koya: dormire in un tempio buddista Checked-In Travel Blog

Da allora i progressi sono stati tanti e all’incirca una cinquantina dei più di 100 templi in funzione ospitano oggi turisti e pellegrini. Le foresterie dei monasteri prendono il nome di Shukubo e, anche se non sono economicissime (i prezzi variano dai 70€ ai 150€ a notte), offrono tutte la mezza pensione compresa nella tariffa della camera. I piatti sono quelli tipici della cultura buddista e prevedono tofu, verdure di stagione, zuppe e altre pietanze non meglio identificate, dal sapore molto forte e particolare, che soprattutto di prima mattina possono risultare poco appetibili. Piccolo suggerimento: se siete stufi dei piatti troppo sani, fate un salto al Komi Coffee e riscaldatevi con un buon matcha caldo e dei deliziosi e sofficissimi pancakes!

Koyasan una notte in un monastero buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

Monte Koya: dormire in monastero buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

La faccia di chi sta morendo di fame ma non è troppo convinto della cena

Io ho scelto il monastero Fukuchi-In ma ce ne sono tantissimi altri. L’importante è prenotare con largo anticipo.

Appena arrivati vi accorgerete che i monasteri non sono semplici hotel: ogni tempio ha bellissimi giardini paesaggistici che infondono subito un senso di pace e inducono alla meditazione.

All’interno, troverete pavimenti in legno e il delicatissimo tatami per cui dovrete lasciare le scarpe in custodia all’armadietto in legno all’ingresso, unica protezione l’affidabilissima cultura giapponese. Le camere sono solitamente semplici ma spaziose, con il futon come letto. I bagni sono in comune ma, vista l’estrema cura nipponica, sono puliti in modo maniacale. Nel mio Shukubo, oltre ai bagni classici, c’erano anche gli onsen, ovvero le tipiche vasche termali in cui immergersi dopo essersi lavati secondo il rituale tradizionale.

Fukuchiin Monte Koya: dormire in un monastero buddista in Giappone Checked-In Travel Blog

Il ritmo della vita nel tempio è scandito da orari molto precisi che vanno rispettati da tutti: cena – rigorosamente vegetariana –  alle 17.30, coprifuoco alle 20.00 e colazione alle 8.00. Questo vi permetterà di essere riposati e di svegliarvi presto per assistere alle preghiere mattutine dei monaci (alle 06.30), a cui consiglio vivamente di partecipare. Tra l’odore di incenso e i canti trascinanti dei religiosi, vi sentirete trasportare completamente nell’atmosfera mistica del Koyasan.

Come raggiungere il Koyasan

Come vi anticipavo, il modo migliore per raggiungere il Koyasan è quello di partire da Osaka.

Con il Japan Rail Pass

Se volete sfruttare il più possibile il JR Pass, di cui vi ho parlato qui, sappiate che impiegherete più tempo ad arrivare al Koyasan e, in ogni caso, dovrete pagare almeno una tratta. Vi lascio un breve schema dei cambi.

Partenza dalla stazione JR di Shin-Osaka

Treno Limited Express Kuroshio per Wakayama (1h circa)

Linea JR Wakayama fino a Hashimoto (1h circa)

Linea Nankai – Koya (non compresa nel JR Pass – circa 400 yen) fino a Gokurakubashi (40 min)

Senza il Japan Rail Pass

Il modo più rapido per raggiungere la stazione finale di Gokurakubashi è quello di prendere il treno espresso della ferrovia privata Nankai – Koya. I cambi si riducono, così come le ore di viaggio.

Partenza dalla stazione di Osaka Namba oppure Shin-Imamiya con il Nankai Koya Line Express fino a Gokurakubashi (870 yen, 1h40)

Una curiosità: la giapponese Nankai Electric Railway e la svizzera Montreux Oberland Bernois Railway (MOB) dall’ottobre 2017 si sono affiliate e sono diventate ferrovie partner. Ad accomunarle è il fatto che entrambe conducono i propri passeggeri a due siti patrimonio dell’umanità e lo fanno attraversando paesaggi naturali incontaminati e scenografici.

Koyasan World Heritage Ticket

Una volta arrivati a Gokurakubashi, per raggiungere la cima del Monte Koya bisogna per forza prendere la funicolare che parte direttamente dalla stazione. Da lì poi si procede con i pullman urbani fino al centro del paese e ai monasteri. Le linee sono 3 (Daimon Line, Okunoin-mae Line e Daimon Okunoin-mae Line) e partono tutte dal piazzale antistante la stazione d’arrivo della funivia. Ci sono sempre degli operatori che vi aiuteranno a capire quale linea arriva più vicino al vostro tempio. Inoltre, gli orari dei bus sono coordinati con quelli di arrivo della funicolare e, di solito, quando si arriva sono già fuori ad aspettare.

Molto conveniente è il biglietto turistico Koyasan World Heritage Ticket che comprende sia i treni della Nankai Line sia i pullman. Il costo per due giorni (comodo per chi passa la notte sul Koya) è di circa 3400 yen partendo da Namba o Shin-Imamiya, di 2520 yen da Hashimoto. Sono compresi anche dei coupon con il 20% di sconto sulle entrate ad alcuni templi e monumenti e con il 10% su alcuni ristoranti e negozi di souvenir convenzionati. Se siete interessati ai soli pullman, sappiate che presso la stazione dei bus, è possibile acquistare un biglietto giornaliero che vi consente di prenderli illimitatamente (costo 830 yen).

Cosa vedere sul Koya-san

Dopo tutto questo viaggio, è lecito chiedersi cosa ci sia da vedere sul Koyasan di interessante. Oltre al pernottamento in un monastero buddista, esperienza già di per sé memorabile, questo monte sacro ha diversi templi da visitare. Uno su tutti il Kongobu-ji, il tempio che fa capo agli altri 4000 appartenenti alla setta Shingon e al cui esterno c’è un bellissimo giardino di sabbia e pietra (l’ingresso è a pagamento ed è compresa la consumazioni di un tè). Dirigetevi poi verso il mausoleo di Kobo-Daishi, eretto dai suoi discepoli dopo la sua morte.

Giappone Monte Koya: cosa vedere Checked-In Travel Blog

A guardia dell’area sacra, vigilano due statue poste ai lati della grande porta di ingresso al complesso dei templi: la Dai-mon. Di colore rosso, questo enorme varco è alto ben 25,1 metri d’altezza e fu ricostruito nel 1705.

Koyasan - Giappone: cosa vedere in una giornata Checked-In Travel BlogKoyasan - Giappone: cosa vedere in una giornata Checked-In Travel Blog

Per raggiungerlo bisogna attraversare l’Okunoin, un sentiero di circa 2 km che attraversa la fitta foresta di cedri centenari. Al suo interno ci sono più di 200.000 monumenti funerari in pietra e statue di varia misura che rendono la passeggiata ancora più suggestiva.

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Una volta arrivati al ponte Gobyo no hashi è buona norma inginocchiarsi profondamente verso il mausoleo in segno di rispetto al Kukai e rivolgergli delle preghiere. Si crede infatti che egli continui a vivere nel cuore della foresta. Vicino al ponte troverete il Sugatami no Ido, il cosiddetto specchio “del bene”: specchiatevi solo se non avete paura però perché la leggenda vuole che chi non vede il suo riflesso nell’acqua sia destinato a morire entro 3 anni!

Monte Koya: cosa vedere in una giornata Checked-In Travel BlogMonte Koya: cosa vedere in una giornata Checked-In Travel Blog

Se vi avanza del tempo, dedicatelo alla visita del Danjo Garan, il complesso di templi che venne edificato per primo da Kobo-Daishi. Al suo interno ci sono la pagoda Konpon Daito che spicca con i suoi 48 metri d’altezza e molte altre stanze che costituiscono un ambiente unico.

E un souvenir?

Non si può lasciare questo posto magico senza portarsi a casa un ricordo altrettanto speciale. Ecco quindi che come souvenir vi consiglio di raccogliere una delle tante foglie del pino a tre punte. Si dice infatti che poco prima che Kukai lasciasse la Cina, lanciò verso l’arcipelago giapponese un varja – uno strumento usato durante i rituali sacri – per scoprire quale fosse il luogo più adatto per tramandare i suoi studi sul buddismo esoterico. Sembra che la varja sia caduta proprio sul Koyasan, nella zona dove ora sorge il Danjo Garan. Gli abitanti cominciarono così a piantare pini dai rami a tre foglie che ricordano molto la forma dello strumento sacro. Dicono che raccoglierne una porti fortuna 🙂

Monte Koya: cosa vedere in una giornata Checked-In Travel Blog

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10 film di viaggio da non perdere

Sono fermamente convinta che per viaggiare non bisogna per forza muoversi fisicamente. Molto spesso mi ritrovo trasportata in luoghi lontanissimi ed esotici comodamente seduta sul divano di casa grazie al…

Sono fermamente convinta che per viaggiare non bisogna per forza muoversi fisicamente. Molto spesso mi ritrovo trasportata in luoghi lontanissimi ed esotici comodamente seduta sul divano di casa grazie al mio TV OLED Panasonic. E, con ottobre che porta con sé freddo e nebbia, cosa c’è di meglio di un bel film e di una tisana calda per trascorrere le lunghe serate invernali?

Fin da piccola, ho sempre amato leggere e vedere immagini di posti lontani. Sono cresciuta a pane Kilimangiaro, quando ancora era presentato da Licia Colò, che aspettavo con grande trepidazione tutte le domeniche. Ai cartoni animati, ho sempre preferito infatti i reportage di viaggi (a parte Il Re Leone che mi fa sognare l’Africa ancora oggi) e ai fumetti, invece, le guide di viaggio che colleziono da sempre.  La naturale evoluzione sono stati ovviamente i film di viaggio: mi piace quando trovo un film che, inaspettatamente, mi porta a viaggiare con la fantasia e mi faccia venire voglia di visitare i posti descritti. Come vi ho già detto, quando non sono in viaggio fisicamente, amo farlo con la mente e i film di viaggio sono i miei principali alleati. Nel corso degli anni, come potete immaginare, mi sono imbattuta in diversi film che possono rientrare in questa categoria. Di alcuni mi sono innamorata alla follia e li rivedrei altre mille volte, altri invece li ho trovati un po’ scontati e banali. Ovviamente, i film ,come i viaggi stessi, vanno a toccare le nostre emozioni e sono inevitabilmente legati ai nostri gusti personali quindi è normale che trame che hanno colpito me, a voi possano, per un motivo o per l’altro, non fare alcun effetto e viceversa.

Oggi vorrei condividere con voi i 10 film di viaggio che più ho amato e che vi consiglio per le serate d’inverno ormai alle porte. Alcuni sono film tratti da storie vere che raccontano di viaggi a piedi e on the road veri e propri;  altri, invece, mi hanno fatta immergere nella cultura e nelle tradizioni locali o mi hanno fatto fare un viaggio interiore con i protagonisti stessi. Il tutto accompagnato sempre da bellissime immagini e scorci che fanno venire immediatamente voglia di partire. Non mi resta che augurarvi buona visione 🙂

The Lady – L’amore per la libertà

The Lady l'amore per la libertà

The Lady – L’amore per la liberà è un film biografico che racconta della vita di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, attivista e politica birmana. Il paese al centro del film è appunto la Birmania degli anni della dittatura militare. Ma è la vita di questa coraggiosa donna a rappresentare il focus del film: grazie agli spaccati della sua vita quotidiana e al suo rapporto a distanza con il marito e i figli, inglesi, ci fa vedere una dimensione più intima della grande leader dell’opposizione birmana e allo stesso tempo ci fa immergere nei durissimi anni che questo Paese ha dovuto vivere. Se si pensa, poi, che sono fatti recentissimi, il film fa amare ancora di più la Birmania e il suo popolo. Preparate i fazzolettini perché vi serviranno.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Tracks – Attraverso il deserto

Tracks Attraverso il deserto

Anche Tracks è un film biografico e, come recita la locandina, si può riassumere così: 9 mesi, 2700 km, 4 cammelli e 1 cane. Io aggiungerei anche Robyn Davidson: l’incredibile protagonista di questo viaggio a piedi attraverso l’Australia, da Alice Springs all’Oceano Indiano. Robyn è sicuramente una delle donne viaggiatrici che più ammiro e questo film racconta perfettamente la sua impresa storica in solitaria, iniziata nel 1977, attraverso il deserto australiano e resa possibile grazie alla sponsorizzazione della National Geographic. Credo il sogno di tutti i blogger di viaggio.

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Il Cammino per Santiago

Il Cammino per Santiago

Come potete intuire dal titolo, il film racconta proprio del celeberrimo Cammino di Santiago che ogni anno migliaia di pellegrini decidono di percorrere. Anche Tom, medico americano di successo, si ritrova, per una serie di motivi che non vi voglio anticipare a percorrere zaino in spalla questo cammino. Sulla strada avrà modo di incontrare altri pellegrini che, come lui, hanno deciso di intraprendere questo viaggio che è, prima di tutto, un viaggio dell’anima e delle emozioni alla scoperta di se stessi. Il messaggio centrale che il film vuole trasmettere è che la vita non si sceglie, si vive. A me ha dato modo di riflettere molto e mi ha emozionata, facendomi vedere allo stesso tempo bellissimi scorci della Francia e della Spagna.

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Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha non è un film di viaggio ma, a modo suo, riesce a portare chi lo guarda dritto in Giappone. Il filo conduttore è il mondo esotico delle Geisha, artiste e intrattenitrici giapponesi, che da sempre mi hanno affascinata per i loro modi raffinati e le loro tradizioni millenarie. E’ uno spaccato del Giappone più tradizionale e nascosto che spesso viene frainteso da noi occidentali. Tutte le volte che lo guardo vengo trasportata direttamente tra i vicoli di Gion, a Kyoto, che quest’anno finalmente sono riuscita a vedere dal vivo dopo averlo sognato per così tanto grazie a questo film. Se anche voi, come me, siete amanti delle Geisha e dei loro bellissimi Kimono qui trovate il mio racconto su come trasformarsi in una Geisha a Kyoto.

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Marigold Hotel

Marigold Hotel

Se siete anche voi amanti dei colori sgargianti e dei paesaggi esotici dell’India non dovete assolutamente perdere questa divertente commedia ambientata proprio in Rajasthan, il regno dei Maharaja. I protagonisti sono un gruppo stravagante ed eclettico di pensionati britannici che hanno in comune solo il volo e la stessa destinazione: l’India e il Marigold Hotel. L’ambientazione affascinante e i dialoghi divertenti fanno emergere anche un lato più profondo sia del paese al centro del film che della capacità di adattamento in un paese straniero, che sembra inizialmente così distante dal modo di vivere a cui si è abituati ma che, in fondo, presenta molti aspetti comuni.

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Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata è decisamente un film inusuale e alternativo. Anche l’ambientazione scelta è poco comune: Jonathan Safran Foer, studente americano con la passione per i cimeli di famiglia, decide di partire per un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che salvò suo nonno dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. E si ritroverà così a scoprire un Paese ancora oggi poco conosciuto e ad imbattersi nella cultura yiddish.

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L’ultimo Lupo

L'ultimo lupo

Il protagonista de L’ultimo lupo è Chen Zehn, uno studente di Pechino, che viene inviato in Mongolia per insegnare alle tribù nomadi della zona. Durante questa esperienza a contatto con una realtà profondamente diversa dalla sua, il giovane cinese capirà che quello che più ha da imparare è proprio lui: nonostante venga da zone più “civilizzate” scopre infatti che la cultura orale millenaria di queste comunità di pastori e l’esistenza dei lupi delle steppe, a loro inevitabilmente legate, hanno molto da insegnare a tutti noi. La cornice delle steppe mongole, poi, lo fa entrare immediatamente nella top 10 dei miei miei film di viaggio preferiti.

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Il fascino indiscreto dell’amore

Il fascino indiscreto dell'amore

Il fascino indiscreto dell’amore è il racconto di due universi culturali che vengono in contatto e cercano di capirsi il più possibile. Da una parte c’è Amélie, giovane belga nata per caso in Giappone, che da sempre sogna di tornare nel suo paese natale. Dall’altra, invece, si trova Rinri: uno studente giapponese che da sempre guarda al Vecchio Continente con ammirazione. E’ un film solo all’apparenza leggero e che fa vedere il Giappone da due punti di vista diametralmente opposti: quello di una ragazza occidentale appassionata di cultura giapponese e quello invece di chi il Giappone lo vive ogni giorno. Durante il mio viaggio in Giappone, di cui qui trovate tutto l’itinerario, mi sono rivista spesso in Amélie.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

I diari della motocicletta

I diari della motocicletta

E’ senza dubbio uno dei film di viaggio per eccellenza e riesce ancora, a distanza di anni dall’uscita nelle sale, ad incollare allo schermo tutti coloro che amano le avventure on the road. Siamo nel 1952 e due giovani universitari in sella ad una motocicletta, rinominata la Poderosa, decidono di attraversare diversi paesi dell’America Latina. Argentina, Cile, Perù, Colombia sono solo alcune delle tappe toccate da questi due viaggiatori d’eccezione durante quello che doveva essere solo un’avventura giovanile e che ha segnato invece irrimediabilmente le loro vite. I due giovani studenti sono, infatti, Alberto Granado ed Ernesto Guevara, detto “Che“.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Mangia, prega, ama

Mangia prega ama

L’ho lasciato per ultimo solo perché forse è uno dei più conosciuti. Nonostante questo, lo trovo un film bellissimo che riesce allo stesso tempo a far scoprire un po’ di più della cultura di tre grandi Paesi – Italia, India e Indonesia – e ad affrontare il tema del cambiamento e della rinascita. Quello che compie Liz Gilbert, la protagonista, è infatti un viaggio dentro un viaggio che la porta ad allontanarsi dalla sua comfort zone, lasciando tutto quello che conosce e a cui è abituata, per avventurarsi in paesi stranieri che, a poco a poco, le faranno prendere più consapevolezza e la porteranno a scoprire se stessa.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

N.B. Tutte le immagini sono prese dai film e da internet e sono quindi di proprietà dei rispettivi proprietari.

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Come trasformarsi in un’apprendista Geisha a Kyoto, ovvero il giorno in cui ho indossato per la prima volta un Kimono

Dovete sapere che sono un’appassionata del libro, diventato anche film, Memorie di una Geisha. L’ho letto e riletto e ho perso il conto di quante volte ormai ho guardato il…

Dovete sapere che sono un’appassionata del libro, diventato anche film, Memorie di una Geisha. L’ho letto e riletto e ho perso il conto di quante volte ormai ho guardato il film. E’ senza dubbio uno dei tanti motivi che negli anni hanno fatto crescere sempre di più la curiosità e la voglia di visitare questo Paese per tanti versi molto lontano da noi. Una cosa che ho sempre sognato di fare una volta arrivata era di provare l’emozione di indossare un vero kimono e di vedermi truccata come una Maiko, un’apprendista Geisha. Trovo queste donne estremamente belle e sono sempre stata attratta dalla loro aura elegante e seducente al tempo stesso. Il posto migliore per farlo era, secondo me, quello che, nell’immaginario collettivo, è considerato il quartiere per antonomasia delle Geishe: Gion a Kyoto.

Quando arriverete a Kyoto vi renderete subito conto che le strade sono prese d’assalto da persone di qualsiasi nazionalità abbigliate con kimono coloratissimi e con ai piedi i Geta o Okobo, le infradito con la suola in legno tradizionali giapponesi. Ad ogni angolo, infatti, vi imbatterete in Kimono Rental, negozi che affittano questi abiti per qualche ora o per tutta la giornata. Fate attenzione però: non troverete sicuramente i bellissimi Kimono in seta decorati a mano che si vedono in televisione e che tutte le appassionate come me sognano di indossare una volta nella vita. Si tratta di Yukata, un abito simile al kimono ma più leggero e in cotone. E’ un vestito informale che i giapponesi (esiste anche la versione maschile) amano indossare d’estate durante i tanti eventi all’aperto. Quelli che troverete nei negozi a noleggio sono, a mio parere, abbastanza kitsch e dozzinali. Certo, è comunque carino camminare per le strade di Kyoto in abiti tradizionali ma se volete qualcosa di un po’ più raffinato e completo risparmiate qualcosina in più e scegliete i negozi in cui vi trasformano in vere e proprie Geishe.

Io ho scelto il Maiko – Henshin Studio Shiki a Higashiyama-ku.  Si tratta di uno studio fotografico che offre diversi pacchetti per trasformarsi in Maiko; tutti prevedono comunque: trucco e parrucco, la vestizione con un kimono a scelta, un photobook contenente le foto migliori, un cd con tutte le foto del servizio fotografico (sì anche quelle brutte con gli occhi chiusi e il ghigno) e del tempo libero a disposizione. Sul loro sito internet trovate tutti i pacchetti a disposizione con relativi prezzi e l’indirizzo email per prenotare l’appuntamento. Vi consiglio di prenotare soprattutto in alta stagione perché potreste rischiare di non trovare posto.

Vi racconto la mia esperienza così potete farvi un’idea e capire meglio se può fare per voi. Prima di partire avevo scelto lo “Studio shoot with strolling plan”, ovvero il pacchetto che, oltre alle cose che vi ho elencato prima, mi dava la possibilità di passeggiare liberamente tutta agghindata per le strade di Kyoto per 45 minuti. Una volta arrivata però ho dovuto cambiarlo perché ovviamente quel giorno aveva deciso di piovere e con la pioggia non vi fanno uscire con i preziosissimi kimono. Ho così optato per qualche foto aggiuntiva nella stanza giapponese e in giardino. Subito dopo aver compilato i moduli e definito i dettagli (la scelta della copertina del photobook  e del tipo di trucco e acconciatura che volevo) sono salita al piano di sopra per cambiarmi e indossare una specie di vestaglia che è lo strato inferiore del kimono. Mi sono poi spostata nella zona trucco dove è cominciata la vera e propria trasformazione: la truccatrice mi ha fatto tenere quasi sempre gli occhi chiusi, così quando finalmente mi ha detto che li potevo aprire quasi non mi riconoscevo. E’ stato strano vedermi truccata di bianco e con le labbra cremisi ma non ho avuto tempo per rimirarmi troppo perché, nel frattempo, mi hanno fatta spostare nella zona parrucco dove a suon di cera e spazzolate mi hanno fatto indossare la parrucca. Sì proprio una parrucca!! Quindi se siete bionde o avete pochi capelli, non disperate: riusciranno a trasformare anche voi. Potete infatti scegliere tra una parrucca intera, con anche la parte davanti per intenderci, o una più naturale in cui vi applicano solo lo chignon dietro e per la parte davanti useranno i vostri capelli (scuriti con una cera se troppo chiari). La parte più emozionante è sicuramente quella della vestizione del kimono: potete scegliere quello che preferite tra una vasta scelta. Io ho optato per uno color crema/pesca ricoperto da bellissimi disegni di fiori di ciliegio. Dopo vari strati legati moolto stretti, vi sentirete decisamente appesantite e abbastanza in difficoltà nel camminare ma ne vale sicuramente la pena. Vedendo il risultato finale ero abbastanza sotto shock e ammetto che, solo per un secondo, mi sono lasciata prendere dallo sconforto: con il mio viso magro e lungo, gli occhi grandi e il naso importante sembravo più un clown che una geisha. Ma mi sono ripresa subito pensando che era impensabile che qualche strato di trucco potesse farmi venire gli occhi a mandorla e il viso a cuore. Quindi ho accettato il fatto di non essere asiatica e mi sono goduta la sensazione di indossare un kimono vero.

Devo dire che l’esperienza è stata indimenticabile, anche per il lato divertente (avreste dovuto vedere la faccia di Francesco, il mio ragazzo, quando mi ha vista trasformata: è passato dalla sorpresa iniziale al piegarsi dalle risate definendomi una “Geisha fallita”). L’unica nota un po’ negativa è il modo troppo frettoloso con cui avviene tutto, lo staff è sempre di corsa e costringe anche gli ospiti a fare tutto secondo ritmi serrati. Ma forse è capitato perché sono andata in uno dei periodi più affollati dell’anno. In ogni caso è un’esperienza unica e particolare che, oltre a farvi capire un po’ di più sulla vita delle esotiche Geishe, vi lascerà un ricordo che vi resterà sempre.

Maiko Henshin Studio Shiki

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3 commenti su Come trasformarsi in un’apprendista Geisha a Kyoto, ovvero il giorno in cui ho indossato per la prima volta un Kimono

Kanazawa: cosa vedere in una giornata nella città dei Samurai

Non avevo grandi aspettative per Kanazawa, città ai piedi delle Alpi Giapponesi. Ammetto di averla scelta principalmente come tappa intermedia perché comoda per raggiungere il villaggio patrimonio dell’Unesco di Shirakawa-go…

Non avevo grandi aspettative per Kanazawa, città ai piedi delle Alpi Giapponesi. Ammetto di averla scelta principalmente come tappa intermedia perché comoda per raggiungere il villaggio patrimonio dell’Unesco di Shirakawa-go e Takayama. Quando sono arrivata, quindi, pensavo di trovare ad aspettarmi una grande città con buoni collegamenti ai mezzi pubblici, qualche edificio moderno e poco altro. E invece devo dire che mi ha lasciato completamente a bocca aperta. Kanazawa è sicuramente una piccola perla giapponese, perfetta da girare a piedi in una giornata. Io me ne sono innamorata e mi dispiace aver avuto solo una giornata a disposizione per scoprirla, anche perché la dea bendata ha deciso di non assistermi in quest’occasione e mi sono ritrovata ad affrontare un vero diluvio che ha un po’ rovinato i piani. Per visitare le attrazioni principali, secondo me, due giorni sono sufficienti per riuscire a far tutto con calma. Ma ecco il mio personale itinerario e mi raccomando tenete sempre in borsa un impermeabile o un ombrello perché sembra che Kanazawa sia un po’ la Londra della situazione, con la differenza che qui la pioggia vien giù proprio a secchiate.

Come arrivare – Stazione di Kanazawa

Kanazawa StationCome vi dicevo, Kanazawa è ottimamente collegata con gli Shinkansen a Tokyo ma è anche comoda per raggiungere in pullman sia Takayama che Shirakawa-go. La stazione quindi è il punto migliore da cui cominciare l’esplorazione della città. Se avete il JR Pass poi sappiate che potete prendere gratuitamente la linea bus JR che collega i principali punti della città. Prima di prendere il pullman però fermatevi un attimo ad osservare l’enorme tori in acciaio situato proprio all’ingresso, un’idea originale che spiega perfettamente lo spirito moderno ma ben ancorato allo stile tradizionale del periodo Edo che la contraddistingue. All’interno della stazione, oltre al Tourist information Office dove prendere le mappe (che vi lascio anche qui così potete già farvi un’idea), troverete anche tantissimi ristorantini a buon prezzo e anche molti negozi.

Nagamachi – Il quartiere dei Samurai

Nomura Samurai House Kanazawa

Come prima tappa, vi consiglio di scendere alla fermata Korinbo e di dirigervi a piedi verso il quartiere dei Samurai. Camminate senza meta per le stradine acciottolate su cui si affacciano tantissime e bellissime case tradizionali in legno che nascondono al loro interno i meravigliosi giardini zen. Io cercavo di sbirciare in ogni piccolo spiraglio dei cancelli per cercare di vedere gli interni. D’obbligo è la visita alla casa-museo del Samurai Nomura: un’abitazione tradizionale in cui sono conservati ancora tutti gli interni e soprattutto il giardino nel cortile interno della casa. E che giardino. Io ci ho lasciato il cuore. E’ aperta tutti i giorni dalle 08.30 alle 17.30 (dalle 08.30 alle 16.30 da Ottobre a Marzo) e il prezzo è di 550 yen, a mio avviso ben spesi.

Nomura Samurai House Kanazawa

Castello di Kanazawa e Giardini Kenroku-en

Castello di KanazawaProseguite poi a piedi verso il Castello di Kanazawa di periodo Edo che riconoscerete subito perché appare spesso nelle immagini e nelle cartoline giapponesi. Ma è di fianco al castello che si trova l’attrazione forse più famosa di Kanazawa: i Giardini Kenroku-en. Definiti, a ragione, i giardini più belli di tutto il Giappone coprono una superficie di ben 11,4 ettari e sono stati curati per generazioni dalla potente famiglia Maeda che ha governato le prefetture di Toyama e Ishikawa e quindi, Kanazawa.Sono aperti tutti i giorni dalle 7 alle 18 (dalle 8 alle 17 dal 16 ottobre al fine di febbraio) e il costo è di 310 yen.

Kenrokuen Garden Kanazawa

Quartiere Higashi – Chaya e Geishe

Concludete poi la visita della città, al tramonto, andando indietro nel tempo e passeggiando per il quartiere delle Chaya, le case da tè, dove le Geishe intrattenevano gli ospiti con i loro canti e le loro danze. Le vie conservano ancora tutto il loro fascino ed è davvero magico passeggiare tra gli edifici in legno e lungo il fiume. Merita una visita la casa-museo Ochaya Shima (aperta dalle 09 alle 18, ingresso 500 yen), in cui con un supplemento potete anche gustare un matcha.

Cafe Tamon Kanazawa
Io personalmente vi consiglio di proseguire e di andare invece fino al  Cafe Tamon, di fronte al quale si trovano i migliori pancakes che io abbia mangiato in Giappone. Sembra una casa come un’altra e in realtà è un locale molto carino che serve tè e dolci deliziosi fatti al momento. Attenzione però perché qui sia i negozi che i locali alle 18 chiudono quindi se dovesse andarci di sera rischiate di trovare tutto chiuso.

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