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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Tag: Itinerari on the road

Viaggio in Sri Lanka in TukTuk: un’avventura al rallentatore

Sono partita per lo Sri Lanka un po’ per caso. Non era una delle mete in cima alla lista ma, si sa, a volte il destino gioca un ruolo importante e ti fa andare dove non avresti pensato. Non sapevo proprio come immaginarmelo lo Sri Lanka. La paura di restarne delusa era abbastanza alta. E, invece, il viaggio in Sri Lanka è stato e sarà sicuramente uno di quelli che non dimenticherò mai. E’ stata un’avventura al rallentatore a bordo di tuktuk sgangherati tra panorami spettacolari e persone che lasciano il segno. Un viaggio attraverso quella che viene chiamata la lacrima d’India ma che per me, invece, è la terra dei sorrisi.

Sono partita per lo Sri Lanka un po’ per caso. Non era una delle mete in cima alla lista ma, si sa, a volte il destino gioca un ruolo importante e ti fa andare dove non avresti pensato. Non sapevo proprio come immaginarmelo lo Sri Lanka, la lacrima d’India. La paura di restarne delusa era abbastanza alta. E invece, il viaggio in Sri Lanka è stato e sarà sicuramente uno di quelli che non dimenticherò mai

Viaggio in Sri Lanka

Perché questi 10 giorni in Sri Lanka resteranno sempre impressi nella mia mente e nel mio cuore?

Ecco le ragioni:

Un viaggio al rallentatore

Viaggiare in TukTuk è un’avventura unica: permette di assaporare ogni singolo dettaglio al rallentatore e, diciamocelo pure, è una figata pazzesca. Immaginate di attraversare il paese con una carovana di 8 api, colorate e chiassose, percorrendo strade sterrate nel bel mezzo del nulla e sfidando, poi, il traffico cingalese su quelle principali. Caldo, polvere, smog e sorrisi come compagni di viaggio. Un’emozione indescrivibile.

Viaggio in Sri Lanka

Al sicuro nonostante gli attacchi terroristici

Sono arrivata in Sri Lanka giusto 2 ore dopo gli attacchi terroristici che hanno colpito chiese e hotel di Colombo, Negombo e altre città cingalesi. La sanguinosa domenica di Pasqua del 21 aprile 2019 ha sicuramente segnato l’intero viaggio. Lo sgomento di fronte ad una strage ingiustificata e il clima di paura ed incertezza che si è venuto a creare ti fanno pensare e ti portano a chiederti se non sia il caso di tornare a casa. Al sicuro.

La mia decisione, e quella dei miei compagni di viaggio, è stata però di restare. Restare in Sri Lanka e continuare la nostra spedizione attraverso il Paese. E, devo dire, mi sono sentita più al sicuro sui nostri TukTuk sgangherati mentre percorrevamo strade fangose in piena campagna rispetto a come mi sento a volte passeggiando da sola per alcune vie italiane. 

Sorrisi e ospitalità

I sorrisi dei cingalesi, nonostante il terribile accaduto, e il loro senso di ospitalità sono senza eguali. Sono uno dei popoli più buoni e gentili che abbia mai avuto il piacere di conoscere. Durante le due settimane in Sri Lanka, mi hanno sempre fatta sentire a casa prodigandosi per rendere piacevole il nostro soggiorno e aiutandoci nei momenti di difficoltà.

Ringraziamenti dovuti

E voglio ringraziare personalmente e pubblicamente Chamil del Cinnabar Resort di Tangalle che con le sue poche parole di italiano, la sua simpatia e la sua correttezza ci ha fatti stare bene. Anton di Bethani Villa a Negombo per la sua disponibilità e la sua accoglienza speciale. Il meccanico di Nuwara Eliya senza il quale non avremmo potuto proseguire la nostra corsa. Armato di chiave inglese, infradito e tanta buona volontà ci ha riparato in quattro e quattr’otto il TukTuk sul ciglio della strada sotto il diluvio, chiedendoci in cambio 250 rupie – neanche 1,50 €.

Infine Kasun – motociclista incontrato al semaforo – con cui abbiamo scambiato qualche parola in attesa del verde. E’ stato lui a spingermi a raccontarvi il mio viaggio in Sri Lanka: con l’emozione nella voce si è scusato a nome dello sua nazione per quanto successo e ci ha chiesto di raccontare il nostro viaggio attraverso il suo bel Paese. I suoi occhi buoni e sinceri chiedevano di non condannare i cingalesi per il fanatismo malato di qualche esaltato terrorista. E io vi chiedo invece di non smettere di visitare la lacrima d’India, perché merita davvero. 

Viaggio in Sri Lanka

Ed ecco quindi perché sono qui oggi a parlarvi del mio viaggio in TukTuk attraverso il Ceylon e a condividere con voi un emozionante itinerario di 10 giorni attraverso la lacrima d’India che, per me, invece, è la terra dei sorrisi. Pronti a partire insieme per un viaggio in Sri Lanka?

Arrivare in Sri Lanka: volo e visti

L’aeroporto principale dello Sri Lanka è l’ Aeroporto Internazionale Bandaranaike, a circa 35 km dalla capitale Colombo. Le compagnie che collegano l’Italia allo Sri Lanka sono diverse e prevedono tutte almeno uno scalo. Io ho viaggiato con la Kuwait Airways, non la migliore con cui abbia volato ma tutto sommato discreta e puntuale. 

Dal 1 gennaio 2012 per entrare in Sri Lanka è necessario richiedere un visto turistico. L’ETA –  Electronic Travel Authorization – si può richiedere online sul sito ufficiale  ad un costo di circa 35$. Una volta fatta domanda, vi arriverà praticamente subito una mail con la conferma.

In alternativa, potete richiedere il visto direttamente all’arrivo in aeroporto presso il banco dedicato. Io l’ho pagato 39€ ed è possibile acquistarlo con contanti (sia in euro che in rupie singalesi) o con carta di credito. In ogni caso, la validità è di 30 giorni dalla data di arrivo e si può prolungare per un massimo di 6 mesi. I requisiti: passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di arrivo; un biglietto di ritorno/uscita dal paese; denaro sufficiente per coprire le spese durante il soggiorno. 

Viaggio in Sri Lanka

Itinerario e tappe

Anche se piccolo, lo Sri Lanka è un concentrato di paesaggi diversi, attività da non perdere e luoghi da scoprire e fotografare. Si passa velocemente dalle campagne alle montagne in cui dominano la nebbia e le piantagioni di tè, per poi tornare alle distese sabbiose infinite della costa dove ci si può rilassare al mare. Con 10/12 giorni a disposizione riuscirete a visitare tranquillamente gran parte delle località più belle del paese. Considerate che io ci sono riuscita viaggiando in TukTuk, quindi se vi affidate ad un driver, ad esempio, avrete ancora più tempo a disposizione. 

  • 21 aprile: arrivo e pernottamento a Negombo
  • 22 aprile: DambullaRoccia di Sigiriya – pernottamento a Sigiriya
  • 23 aprile: Sigiriya – safari al Kaudulla National Park in cerca degli elefanti – pernottamento a Sigiriya
  • 24 aprile: Kandy e il tempio del Sacro Dente – pernottamento a Kandy
  • 25 aprile: Nuwara Eliya e le piantagioni di tè – pernottamento a Nuwara Eliya
  • 26 aprile: EllaNine Arches Bridge e il treno panoramico – pernottamento a Ella
  • 27 aprile: Ella – trekking all’alba ad Ella’s Rock –  treno panoramico fino ad Haputale – visita alla Dambatenne Tea Factory – pernottamento ad Ella
  • 28 aprile: Tangalle – mare e relax- in canoa tra le mangrovie della laguna – pernottamento a Tangalle
  • 29 aprile: Tangalle – mare e relax- whale watching e lezioni di surf – pernottamento a Tangalle
  • 30 aprile: Galle – visita alla città coloniale – pernottamento a Galle
  • 1 maggio: Negombo e volo di rientro
viaggio in Sri Lanka
Piantagioni di tè vicino a Nuwara Eliya
La spiaggia a Tangalle
Tramonto al tempio del Sacro Dente di Kandy
viaggio in Sri Lanka
Gli elefanti del Kaudulla National Park
viaggio in Sri Lanka
Lo scenografico Nine Arches Bridge ad Ella

Muoversi in TukTuk: cosa sapere

Come detto, attraversare lo Sri Lanka in TukTuk è stata la parte più bella ed emozionante dell’intero viaggio. Mi ha permesso di cogliere ogni singolo dettaglio dei paesi in cui passavamo e di scambiare chiacchiere e sorrisi con le persone che incontravamo. Loro erano sbalordite di vedere una carovana di 8 api guidate da turisti e io, invece, mi emozionavo guardando i loro volti sorpresi e ricambiando i caldi saluti. L’idea di questa folle spedizione in TukTuk è di Gabriele Saluci e di Sto Gran Tour, team di viaggiatori altrettanto folli che amano portare in giro per il mondo le persone, e che ringrazio per quest’esperienza indimenticabile. Le loro sono delle vere e proprie avventure, spesso on the road e a bordo dei mezzi più disparati.  

Guidare in Sri Lanka è di per sé un’avventura. Farlo in TukTuk è un’avventura indimenticabile. 

Le cose da sapere sono poche ma è meglio metabolizzarle fin da subito:

  • La guida in Sri Lanka è a sinistra, quindi al contrario rispetto a noi.
  • E’ possibile noleggiare i TukTuk ad un costo di circa 25$ al giorno su tuktukrental.com
  • Per guidare, auto o TukTuk che siano, serve la patente internazionale più un permesso di guida ottenibile a pagamento presso l’AAC.  Con la patente italiana, invece, è possibile richiedere un permesso provvisorio con validità mensile presentando la patente italiana e due foto al Department of Motor Traffic a Colombo. Il costo è di 1000 LKR, circa 5 €. Se vi affidate a tuktukrental.com evitate tutto questo perché ad un costo di circa 40$ provvedono loro a farvi ottenere i permessi necessari alla guida al vostro arrivo.
  • Ogni TukTuk può ospitare un massimo di 4 persone, guidatore compreso, ma già in 3 con degli zaini come bagagli si sta stretti.
  • Ricordate di fare rifornimento nelle città più grandi e di portarvi sempre qualche bottiglia di benzina di scorta per evitare di rimanere a piedi in zone in cui ci sono solo tè e cicale.
  • I cingalesi guidano come pazzi, soprattutto gli autisti dei pullman. Sorpassi assurdi e strombazzate di clacson senza il minimo senso sono la normalità. Se non vi sentite sicuri come guidatori, lasciate perdere e affidatevi ad un driver oppure partite con Sto Gran Tour.

Comunicare dallo Sri Lanka: internet e chiamate

Quando si è all’estero una delle preoccupazioni principali è quella di riuscire ad essere sempre connessi e a comunicare con casa. Se si viaggia per il Paese in autonomia, poi, è fondamentale avere a disposizione una connessione internet per consultare mappe ed itinerari. Per fortuna in Sri Lanka c’è Sri Lanka Telecom Mobitel, una compagnia telefonica che offre pacchetti SIM+dati davvero convenienti. 

La SIM è acquistabile direttamente in aeroporto all’arrivo presso il banco dedicato oppure nei negozi Mobile autorizzati che si trovano nelle città principali. 

I pacchetti turistici variano a seconda dei GB che si vogliono e sono validi all’incirca 30 giorni dal momento dell’attivazione. Il costo va dai 10€ ai 20€ circa. Io personalmente ho scelto un pacchetto da 17€ e avevo a disposizione 16 giga in 4g (8 giga durante il giorno e 8 giga di notte).

E’ possibile pagare sia con carta di credito che in contanti (euro, rupie o dollari).

A questo link trovate il sito ufficiale di Mobitel in cui vengono pubblicate le promozioni e i nuovi pacchetti disponibili. 

Tiriamo le somme: quanto costa un viaggio in Sri Lanka

Lo Sri Lanka è un paese ancora piuttosto economico. Il costo della vita è basso e questo permette di organizzare un viaggio con un budget relativamente limitato. Le voci che incidono di più sono sicuramente quella del volo e del noleggio del TukTuk, nel caso decidiate di spostarvi con quello.

Per quanto riguarda gli hotel, invece, è possibile trovare buone sistemazioni a prezzi accessibili. Ovviamente dipende molto dalla tipologia di struttura che si sceglie: le guesthouse sono decisamente più economiche ma è comunque bene controllare le recensioni e verificarne i servizi e la posizione.

Quasi tutti gli hotel offrono anche un servizio ristorazione, soprattutto nelle zone più turistiche. I locali e i ristoranti in cui poter mangiare sono però tantissimi e per ogni gusto: dai chioschetti di street food lungo la strada ai ristoranti più particolari sulla spiaggia. Considerate di spendere dai 5 ai 15 euro per persona al giorno per i pasti (le porzioni di solito sono abbondanti quindi è possibile anche condividere qualche piatto).

La benzina invece ad aprile 2019 costava all’incirca 132 rupie al litro, ovvero circa 70 centesimi. Per gli ingressi ai templi, ai monumenti e ad alcuni parchi nazionali la storia è diversa: i costi d’ingresso alle mete turistiche sono infatti più alti proprio perché frequentate dagli stranieri. Restano, però, accessibili, sta a voi valutare cosa vedere e cosa invece saltare. 

Quando andare in Sri Lanka

Trovandosi nella zona equatoriale, lo Sri Lanka è caratterizzato da un clima caldo e umido con temperature alte tutto l’anno. Dire umido è un eufemismo: vi ritroverete bagnati nel giro di pochi minuti e dimenticate gli abiti asciutti fino al vostro rientro a casa. Provare a far asciugare gli indumenti è una missione impossibile.

Le stagioni sono sostanzialmente due, una umida e una “secca”, e seguono l’andamento dei monsoni. La stagione delle piogge che va da maggio a settembre colpisce soprattutto la costa meridionale ed occidentale fino all’altopiano centrale. Da ottobre a dicembre invece soffia un altro monsone da nord-est che porta precipitazioni su tutto il paese, in particolare sulla costa settentrionale e orientale.

Il periodo migliore per visitare lo Sri Lanka è quindi da metà gennaio ad aprile. La temperatura dell’acqua, invece, si mantiene intorno ai 29° tutto l’anno quindi è sempre perfetta per un bel bagno rigenerante. 

E voi partireste per un viaggio in Sri Lanka? Fatemelo sapere nei commenti 🙂

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11 commenti su Viaggio in Sri Lanka in TukTuk: un’avventura al rallentatore

10 film di viaggio da non perdere

Sono fermamente convinta che per viaggiare non bisogna per forza muoversi fisicamente. Molto spesso mi ritrovo trasportata in luoghi lontanissimi ed esotici comodamente seduta sul divano di casa grazie al…

Sono fermamente convinta che per viaggiare non bisogna per forza muoversi fisicamente. Molto spesso mi ritrovo trasportata in luoghi lontanissimi ed esotici comodamente seduta sul divano di casa grazie al mio TV OLED Panasonic. E, con ottobre che porta con sé freddo e nebbia, cosa c’è di meglio di un bel film e di una tisana calda per trascorrere le lunghe serate invernali?

Fin da piccola, ho sempre amato leggere e vedere immagini di posti lontani. Sono cresciuta a pane Kilimangiaro, quando ancora era presentato da Licia Colò, che aspettavo con grande trepidazione tutte le domeniche. Ai cartoni animati, ho sempre preferito infatti i reportage di viaggi (a parte Il Re Leone che mi fa sognare l’Africa ancora oggi) e ai fumetti, invece, le guide di viaggio che colleziono da sempre.  La naturale evoluzione sono stati ovviamente i film di viaggio: mi piace quando trovo un film che, inaspettatamente, mi porta a viaggiare con la fantasia e mi faccia venire voglia di visitare i posti descritti. Come vi ho già detto, quando non sono in viaggio fisicamente, amo farlo con la mente e i film di viaggio sono i miei principali alleati. Nel corso degli anni, come potete immaginare, mi sono imbattuta in diversi film che possono rientrare in questa categoria. Di alcuni mi sono innamorata alla follia e li rivedrei altre mille volte, altri invece li ho trovati un po’ scontati e banali. Ovviamente, i film ,come i viaggi stessi, vanno a toccare le nostre emozioni e sono inevitabilmente legati ai nostri gusti personali quindi è normale che trame che hanno colpito me, a voi possano, per un motivo o per l’altro, non fare alcun effetto e viceversa.

Oggi vorrei condividere con voi i 10 film di viaggio che più ho amato e che vi consiglio per le serate d’inverno ormai alle porte. Alcuni sono film tratti da storie vere che raccontano di viaggi a piedi e on the road veri e propri;  altri, invece, mi hanno fatta immergere nella cultura e nelle tradizioni locali o mi hanno fatto fare un viaggio interiore con i protagonisti stessi. Il tutto accompagnato sempre da bellissime immagini e scorci che fanno venire immediatamente voglia di partire. Non mi resta che augurarvi buona visione 🙂

The Lady – L’amore per la libertà

The Lady l'amore per la libertà

The Lady – L’amore per la liberà è un film biografico che racconta della vita di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, attivista e politica birmana. Il paese al centro del film è appunto la Birmania degli anni della dittatura militare. Ma è la vita di questa coraggiosa donna a rappresentare il focus del film: grazie agli spaccati della sua vita quotidiana e al suo rapporto a distanza con il marito e i figli, inglesi, ci fa vedere una dimensione più intima della grande leader dell’opposizione birmana e allo stesso tempo ci fa immergere nei durissimi anni che questo Paese ha dovuto vivere. Se si pensa, poi, che sono fatti recentissimi, il film fa amare ancora di più la Birmania e il suo popolo. Preparate i fazzolettini perché vi serviranno.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Tracks – Attraverso il deserto

Tracks Attraverso il deserto

Anche Tracks è un film biografico e, come recita la locandina, si può riassumere così: 9 mesi, 2700 km, 4 cammelli e 1 cane. Io aggiungerei anche Robyn Davidson: l’incredibile protagonista di questo viaggio a piedi attraverso l’Australia, da Alice Springs all’Oceano Indiano. Robyn è sicuramente una delle donne viaggiatrici che più ammiro e questo film racconta perfettamente la sua impresa storica in solitaria, iniziata nel 1977, attraverso il deserto australiano e resa possibile grazie alla sponsorizzazione della National Geographic. Credo il sogno di tutti i blogger di viaggio.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Il Cammino per Santiago

Il Cammino per Santiago

Come potete intuire dal titolo, il film racconta proprio del celeberrimo Cammino di Santiago che ogni anno migliaia di pellegrini decidono di percorrere. Anche Tom, medico americano di successo, si ritrova, per una serie di motivi che non vi voglio anticipare a percorrere zaino in spalla questo cammino. Sulla strada avrà modo di incontrare altri pellegrini che, come lui, hanno deciso di intraprendere questo viaggio che è, prima di tutto, un viaggio dell’anima e delle emozioni alla scoperta di se stessi. Il messaggio centrale che il film vuole trasmettere è che la vita non si sceglie, si vive. A me ha dato modo di riflettere molto e mi ha emozionata, facendomi vedere allo stesso tempo bellissimi scorci della Francia e della Spagna.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha non è un film di viaggio ma, a modo suo, riesce a portare chi lo guarda dritto in Giappone. Il filo conduttore è il mondo esotico delle Geisha, artiste e intrattenitrici giapponesi, che da sempre mi hanno affascinata per i loro modi raffinati e le loro tradizioni millenarie. E’ uno spaccato del Giappone più tradizionale e nascosto che spesso viene frainteso da noi occidentali. Tutte le volte che lo guardo vengo trasportata direttamente tra i vicoli di Gion, a Kyoto, che quest’anno finalmente sono riuscita a vedere dal vivo dopo averlo sognato per così tanto grazie a questo film. Se anche voi, come me, siete amanti delle Geisha e dei loro bellissimi Kimono qui trovate il mio racconto su come trasformarsi in una Geisha a Kyoto.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Marigold Hotel

Marigold Hotel

Se siete anche voi amanti dei colori sgargianti e dei paesaggi esotici dell’India non dovete assolutamente perdere questa divertente commedia ambientata proprio in Rajasthan, il regno dei Maharaja. I protagonisti sono un gruppo stravagante ed eclettico di pensionati britannici che hanno in comune solo il volo e la stessa destinazione: l’India e il Marigold Hotel. L’ambientazione affascinante e i dialoghi divertenti fanno emergere anche un lato più profondo sia del paese al centro del film che della capacità di adattamento in un paese straniero, che sembra inizialmente così distante dal modo di vivere a cui si è abituati ma che, in fondo, presenta molti aspetti comuni.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata

Ogni cosa è illuminata è decisamente un film inusuale e alternativo. Anche l’ambientazione scelta è poco comune: Jonathan Safran Foer, studente americano con la passione per i cimeli di famiglia, decide di partire per un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che salvò suo nonno dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. E si ritroverà così a scoprire un Paese ancora oggi poco conosciuto e ad imbattersi nella cultura yiddish.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

L’ultimo Lupo

L'ultimo lupo

Il protagonista de L’ultimo lupo è Chen Zehn, uno studente di Pechino, che viene inviato in Mongolia per insegnare alle tribù nomadi della zona. Durante questa esperienza a contatto con una realtà profondamente diversa dalla sua, il giovane cinese capirà che quello che più ha da imparare è proprio lui: nonostante venga da zone più “civilizzate” scopre infatti che la cultura orale millenaria di queste comunità di pastori e l’esistenza dei lupi delle steppe, a loro inevitabilmente legate, hanno molto da insegnare a tutti noi. La cornice delle steppe mongole, poi, lo fa entrare immediatamente nella top 10 dei miei miei film di viaggio preferiti.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

Il fascino indiscreto dell’amore

Il fascino indiscreto dell'amore

Il fascino indiscreto dell’amore è il racconto di due universi culturali che vengono in contatto e cercano di capirsi il più possibile. Da una parte c’è Amélie, giovane belga nata per caso in Giappone, che da sempre sogna di tornare nel suo paese natale. Dall’altra, invece, si trova Rinri: uno studente giapponese che da sempre guarda al Vecchio Continente con ammirazione. E’ un film solo all’apparenza leggero e che fa vedere il Giappone da due punti di vista diametralmente opposti: quello di una ragazza occidentale appassionata di cultura giapponese e quello invece di chi il Giappone lo vive ogni giorno. Durante il mio viaggio in Giappone, di cui qui trovate tutto l’itinerario, mi sono rivista spesso in Amélie.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

I diari della motocicletta

I diari della motocicletta

E’ senza dubbio uno dei film di viaggio per eccellenza e riesce ancora, a distanza di anni dall’uscita nelle sale, ad incollare allo schermo tutti coloro che amano le avventure on the road. Siamo nel 1952 e due giovani universitari in sella ad una motocicletta, rinominata la Poderosa, decidono di attraversare diversi paesi dell’America Latina. Argentina, Cile, Perù, Colombia sono solo alcune delle tappe toccate da questi due viaggiatori d’eccezione durante quello che doveva essere solo un’avventura giovanile e che ha segnato invece irrimediabilmente le loro vite. I due giovani studenti sono, infatti, Alberto Granado ed Ernesto Guevara, detto “Che“.

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Mangia, prega, ama

Mangia prega ama

L’ho lasciato per ultimo solo perché forse è uno dei più conosciuti. Nonostante questo, lo trovo un film bellissimo che riesce allo stesso tempo a far scoprire un po’ di più della cultura di tre grandi Paesi – Italia, India e Indonesia – e ad affrontare il tema del cambiamento e della rinascita. Quello che compie Liz Gilbert, la protagonista, è infatti un viaggio dentro un viaggio che la porta ad allontanarsi dalla sua comfort zone, lasciando tutto quello che conosce e a cui è abituata, per avventurarsi in paesi stranieri che, a poco a poco, le faranno prendere più consapevolezza e la porteranno a scoprire se stessa.

Potete acquistare il DVD cliccando qui.

N.B. Tutte le immagini sono prese dai film e da internet e sono quindi di proprietà dei rispettivi proprietari.

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33 commenti su 10 film di viaggio da non perdere

Cosa vedere a Gela: racconti di una delle più antiche e orgogliose città siciliane

Sono appena tornata dal mio on the road siciliano che mi ha portata a visitare borghi e città della parte sud-est dell’isola. Le valigie piene mi fissano e sembra vogliano…

Sono appena tornata dal mio on the road siciliano che mi ha portata a visitare borghi e città della parte sud-est dell’isola. Le valigie piene mi fissano e sembra vogliano dirmi di cominciare a svuotarle ma, se lo facessi, decreterei veramente la fine delle vacanze. E proprio non ce la faccio. Quindi lasciamo il dovere a più tardi e concentriamoci invece sul piacere di condividere con voi il racconto di una delle città siciliane che più mi ha colpita. Sto parlando di Gela. 

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In provincia di Caltanissetta, affacciata direttamente sul Mar Mediterraneo, Gela è una delle più antiche città siciliane. Ricca di reperti storici e bellezze paesaggistiche, è secondo me una delle più autentiche realtà siciliane in cui è ancora possibile assaporare la vera tradizione e la vita quotidiana dei suoi estremamente orgogliosi abitanti. Sì perché Gela è tutto fuorché turistica: nei giorni che vi ho trascorso, ho incontrato un solo turista di passaggio che aveva deciso di fermarsi per dare un’occhiata in giro. Se la si cerca su internet, le notizie principali sono quelle di cronaca mentre le indicazioni per chi la vuole visitare sono pressoché nulle. Ma se è una città antica, con una delle spiagge sabbiose più lunghe della Sicilia perché non rientra nei circuiti turistici? Sinceramente non riesco a capirlo. Credo che la causa vada ricercata nella nomea che nel corso degli anni questa città si è ritrovata e che, ancora oggi, non riesce a scrollarsi di dosso. Ma se le si dà una possibilità e non si seguono i soliti percorsi battuti, credo proprio che vi saprà stupire. E in positivo. Soprattutto se, come me, avete le ferie “comandate” ad agosto e non siete amanti della folla e dei prezzi esorbitanti tipici del periodo.

Attività e attrattive a Gela: quali non perdersi

Gela ha molto da offrire sia a livello artistico che naturalistico. Come vi anticipavo prima, è una delle città siciliane più antiche e anche più ricche in termini di reperti archeologici. Dopo la visita culturale, però, troverete ad attendervi una spiaggia lunghissima e sabbiosa e le calde acque del Mar Mediterraneo. Il tutto accompagnato dal buon cibo siciliano: pesce fresco, fichi dolcissimi, agrumi, pomodori, capperi e la ricotta. Come si fa a resistere alla ricotta e ai dolci siciliani? L’avvertenza che vi do prima di una vacanza a Gela è quella di digiunare per almeno una settimana perché, una volta arrivati, vi sarà impossibile resistere alle sue bontà culinarie. Se volete vedere arrabbiato un gelese, infatti, provate a rifiutarvi di mangiare o di bere anche se magari siete già alla terza portata e l’unica cosa che vorreste fare è rotolare sul divano e non spostarvi più. I gelesi infatti, a primo acchito, possono sembrare diffidenti e poco propensi a socializzare con i forestieri. Ma è solo una facciata. Appena approfondita la conoscenza, non li ferma più nessuno ve l’assicuro. 

Vi lascio un elenco delle principali cose assolutamente da non perdere durante una visita a Gela.

Il centro storico e la Chiesa Madre

Il centro storico di Gela è un susseguirsi di strade acciottolate, splendidi scorci sul mare e piazzette tipiche. La cosa migliore da fare è quella di camminare senza meta ed esplorare tutti i vicoli pittoreschi, di quelli che si vedono nelle fotografie in bianco e nero della Sicilia di 50 anni fa con i panni stesi ad asciugare al vento sui fili tra una casa e l’altra. 

Centro storico Gela

Corso Vittorio Emanuele è la via principale del centro storico, un susseguirsi di negozi e bar che regala il meglio di sé durante le sere d’estate. Gli eventi organizzati sono infatti sempre numerosi ed è senza dubbio, insieme al lungo mare, uno dei principali punti di ritrovo. 

Il fiore all’occhiello del centro storico è sicuramente la Chiesa Madre. In stile neoclassico, è intitolata a Maria Santissima Assunta in Cielo, ed è stata costruita a partire dal 1766 ma aprì al culto sono vent’anni dopo l’inizio dei lavori, nel 1794. Il prospetto è stato completato, poi, solo nel 1844 e, per la sua realizzazione, furono usate le pietre di tufo calcareo giallo delle cave di Gela. E’ un gioiello sia dentro che fuori e dalla sua posizione domina tutta Piazza Umberto I. 

  • Indirizzo: Piazza Umberto I – 93012 – Gela (CL)

Villa Garibaldi

Sempre lungo Corso Vittorio Emanuele si trova poi la splendida Villa Garibaldi. Realizzata su un terrazzamento retrostante il convento dei Cappuccini, la villa e i suoi giardini regalano una vista impagabile sul mare. Dalla sua posizione rialzata, infatti, si riesce ad avere una visione sul resto della città e sul Lungomare Federico II di Svevia di cui vi parlo a seguire. E’ un luogo tranquillo e ombreggiato, grazia alla folta vegetazione spontanea e non, che merita assolutamente una visita. A mio parere, è veramente un gioiello grezzo che rifiorirebbe se venisse curato di più. L’ingresso è libero. 

Lungomare Federico II di Svevia

Federico II di Svevia, imperatore, re di Sicilia e di Gerusalemme e re dei Romani, nel 1233 decise di fondare una nuova città murata sul sito della Gela greca. Era infatti consapevole dell’importanza di Gela sia dal punto di vista logistico sia per la ricchezza della pianura circostante, ottima per l’agricoltura. Decise così di dotarla di un castello e di un porto, in modo da controllare meglio tutta la costa meridionale siciliana e la chiamò Terranova, a rimarcare la nuova vita della città, nome che mantenne fino al 1927. Il lungomare gelese è dedicato proprio al sovrano che aiutò la ripartenza della città ed è senza alcun dubbio la parte più amata e frequentata dagli abitanti durante i mesi estivi. E’ un susseguirsi di ristoranti e locali che nelle sere di estate si animano fino a tarda ora. Andare a cenare prima delle dieci di sera è infatti un evento rarissimo ed assolutamente eccezionale e anche una polentona come me si è dovuta adattare a questi orari tardi. E, mi raccomando, sfoggiate i vostri abiti migliori perché sembra di essere ad una sfilata che neanche la settimana della moda milanese tiene il confronto. 

Lungomare Federico II di Svevia Gela

Durante il giorno, invece, armatevi di teli e ombrelloni e fate un salto in spiaggia: chilometri e chilometri di sabbia fine e bianca e acqua limpida in cui fare il bagno. La spiaggia è quasi interamente libera ma, se preferite la comodità di un lido, ce ne sono diversi all’inizio del lungomare. Per la macchina, come è buona norma in Sicilia, è possibile lasciarla lungo la strada. Ci sono, però, anche numerosi altri parcheggi a pagamento tra cui il più grande e più comodo sia al lungomare che alla spiaggia è quello nello spiazzo antistante il vecchio lido “La Conchiglia” alla tariffa fissa di soli 2€. 

Il Museo Archeologico Regionale di Gela  e le Mura timoleontee

Il Museo Archeologico Regionale di Gela contiene circa 4200 reperti che vanno dalla preistoria all’età medievale. Testimone silenziosia delle antiche glorie gelesi, la ricca collezione comprende dettagli architettonici, statue, vasellame e monete provenienti dalle varie colonie greche. Si possono ammirare anche i resti del carico del “relitto di Gela”, una nave mercantile greca affondata davanti al porto della città. Il museo, come del resto tutta la città, è purtroppo sottovalutato e poco visitato. Durante la visita, sono rimasta parecchio amareggiata nel vedere diversi pannelli riportanti i musei che accolgono oggi gran parte dei reperti: si va da Palermo a Monaco e Zurigo, passando per il Metropolitan Museum di New York e il British Museum. Trovo un peccato che un museo che vanta una così ampia collezione, si ritrovi decisamente svuotato perché, per dare visibilità ai reperti, è costretto a darli in prestito ad altri musei, anche se sono tra i più grandi e importanti del mondo. Se fosse più curato e più pubblicizzato, sono sicura che sarebbe in grado di attirare visitatori da ogni dove, opportunità che darebbe grande rilancio anche all’attività turistica della città. 

  • Orari: tutti i giorni, dalle 09 alle 18:30

  • Prezzi: intero 4€; ridotto 2€.

  • Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele, 1, 93012 Gela 

Compreso nel prezzo del biglietto, c’è anche l’ingresso alle Mura timoleontee di Caposoprano. Queste fortificazioni greche sono state scoperte tra il 1948 e il 1954 e sono solo un altro dei tanti reperti archeologici testimoni della ricca storia di Gela. Scoperte per caso dal signor Vincenzo Interlici, professione contadino, che in una notte senza sonno, vanga alla mano, stava lavorando al suo terreno, ignaro del tesoro che vi avrebbe trovato. Le Mura sono tra gli esempi meglio conservati dell’architettura militare antica e raccontano dei fasti gloriosi della Gela ellenica, una delle più grandi colonie greche di Sicilia, fondata nel 689 – 688 a.C. dai coloni greci provenienti da Rodi e da Creta. La posizione delle Mura era sicuramente strategica: consentiva infatti una vista a 360 gradi sia del mare che delle montagne a nord. Oggi i resti si trovano all’interno di un parco che divide la città moderna dalla costa e regala una vista meravigliosa sul mare. La bellezza delle Mura timoleontee non è passata inosservata e, nel 1997, anche le Poste Italiane vollero farvi omaggio con un francobollo da 750 lire a loro dedicato. 

  • Orari: dal lunedì al sabato, dalle 09 alle 13 e dalle 14 alle 17.

  • Indirizzo: Viale Indipendenza, 9, 93012 Gela

Torre di Manfria

A pochi chilometri dal centro storico, a 19 metri sul livello del mare, sorge la bellissima Torre di Manfria. Dalla sua posizione sopraelevata e a strapiombo sul mare, domina tutto il Golfo di Gela. E’ un luogo splendido ed estremamente romantico a cui ho voluto dedicare un intero articolo che trovate qui. 

  • Indirizzo: Via Torre di Manfria 93012 Manfria CL

Il Castelluccio

Il Castello Svevo, conosciuto da tutti come “il Castelluccio”, si erge su una collina di gesso a circa 10 chilometri da Gela. Costruito nel 1143 a difesa della città, è oggi un rudere che racchiude leggende di fantasmi e di passaggi segreti che vi racconto qui. 

  • Indirizzo: SP83, 93012 Gela

Il Castelluccio Gela

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8 commenti su Cosa vedere a Gela: racconti di una delle più antiche e orgogliose città siciliane

15 giorni in Giappone: itinerario giorno per giorno e sistemazioni

Sono appena tornata da 15 meravigliosi giorni in Giappone e, oltre al fuso orario, sto cercando di smaltire anche la grande nostalgia per questo paese lontano da noi sia geograficamente…

Sono appena tornata da 15 meravigliosi giorni in Giappone e, oltre al fuso orario, sto cercando di smaltire anche la grande nostalgia per questo paese lontano da noi sia geograficamente che culturalmente. E’ stata un’esperienza bellissima, che mi ha permesso di scoprire un po’ di più la cultura millenaria di questo popolo. Se dovessi descrivere i giapponesi in 3 parole userei senza dubbio gli aggettivi “rispettosi”, “precisi” e “complessi”. Appena arrivati vi accorgerete immediatamente dell’ordine e della precisione che regnano ovunque. E dopo qualche ora, con cartina alla mano cercando di capire come muoversi, scoprirete l’estrema cordialità e gentilezza delle persone che nonostante le barriere linguistiche sono sempre pronte ad aiutare. La complessità invece viene fuori nelle piccole cose: vi accorgerete che sotto la precisione maniacale e l’estrema educazione si nascondono lati particolari che a noi possono sembrare strani ma che in realtà sono solo molto distanti dal nostro modo di pensare.

Ma passiamo ai lati pratici per l’organizzazione di un viaggio di circa due settimane on the road o sarebbe meglio dire “by train” in Giappone.

Qui vi lascio l’itinerario giorno per giorno che ho progettato e testato io con le relative sistemazioni, di cui vi lascio anche i link a Booking.com. Considerando che il Giappone era una delle mete che sognavo da una vita e che le cose che volevo visitare erano tante ma i giorni limitati, ho dovuto spostarmi molto ma devo dire che non è stato troppo pesante perché i collegamenti sono veramente ottimi e poi ne è sicuramente valsa la pena.

Giorno 1 – Tokyo – Hotel Citadines Central Shinjuku

Giorno 2 – Tokyo

Giorno 3 – Tokyo

Giorno 4 – Hakone – Yumoto Fujiya Hotel

Giorno 5 – Hakone

Giorno 6 – Kanazawa – ANA Crowne Plaza Kanazawa

Giorno 7 – Shirakawa -go

Giorno 8 – Takayama – Honjin Hiranoya Kachoan

Giorno 9 – Kyoto – Hotel New Hankyu Kyoto

Giorno 10 – Kyoto

Giorno 11 – Monte Koya – monastero Fukuchi-In

Giorno 12 – Osaka – Hotel Granvia Osaka

Giorno 13 – Osaka e Nara



Booking.com

Ho scelto di partire dalla capitale, caotica e moderna, per poi invece sposarmi in zone più tradizionali e tranquille. Hakone è una meta gettonata più che altro dai giapponesi stessi che la scelgono spesso come luogo di vacanza grazie alle sue rinomate sorgenti termali e le cave di zolfo.

L’ho scelta infatti per l’esperienza delle Onsen, le terme giapponesi.

Immergersi in queste acque a 40 gradi, circondati dalla natura mentre fuori fa freddo è veramente un’esperienza da non perdere. Da qui si può ammirare anche il Monte Fuji. Ho proseguito poi per Kanazawa, splendida cittadina nel cuore delle Alpi giapponesi in cui si sono mantenuti intatti i quartieri tradizionali.

In pullman, successivamente, ho fatto una tappa al villaggio di Shirakawa-go, sito patrimonio mondiale dell’Unesco famoso per le sue case dai tetti di paglia, prima di arrivare alla caratteristica Takayama.  Anche qui tra un boccone della gustosissima carne Hida e un sorso di Sake, prodotto nelle numerose distillerie locali, ho potuto provare l’ospitalità tipica giapponese soggiornando in un fantastico Ryokan a 5 stelle, in cui mi hanno coccolata per tutto il soggiorno.

Mi sono spostata poi a Kyoto, città simbolo del Giappone e ho visitato la foresta di bambù di Arashiyama e il famosissimo santuario Fushimi-Inari di cui tutti gli appassionati del film Memorie di una Geisha riconosceranno subito i torii arancioni. Non a caso, qui per qualche ora mi sono trasformata in una Maiko e ho provato l’incredibile sensazione di provare un vero e proprio kimono.

Dopo parecchi cambi ho fatto un pellegrinaggio fino al Monte Koya, che con i suoi 117 templi rappresenta uno dei centri buddhisti più importanti e dal 2014 fa anche lui parte del patrimonio Unesco.

Infine ho raggiunto Osaka, nel Kansai, che con il suo street food e l’atmosfera più rilassata mi ha totalmente conquistata. L’ultimo giorno poi ho fatto un’escursione a Nara, a circa un’oretta da Osaka, famosa per il parco in cui vivono completamente liberi più di 1200 cervi. Non avrei potuto concludere meglio questo magnifico viaggio che porterò per sempre nel cuore.

Se volete sapere qual è il periodo migliore per andare in Giappone e come muoversi, leggete anche l’articolo Viaggio in Giappone: consigli per l’uso  e Giappone: 4 cose fondamentali da prenotare prima della partenza in cui vi spiego tutto quello che c’è da sapere per organizzare al meglio un viaggio fai da te nel paese del Sol Levante.



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