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Checked-In Travel Blog

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Racconti e pensieri di una girovaga sognatrice alla scoperta del mondo e di se stessa

Tag: Lago di Garda

Santuario Madonna della Corona: passeggiando sospesi tra cielo e terra

Sospeso tra cielo e terra, il Santuario Madonna della Corona è uno dei luoghi più scenografici del Veneto e di tutta l’Italia. Si trova tra le rocce del Monte Baldo, a Spiazzi in provincia di Verona e si può raggiungere percorrendo un bellissimo sentiero panoramico in mezzo al bosco.

Che siate credenti o meno, è un luogo davvero unico e suggestivo che merita di essere visitato almeno una volta.

Sospeso tra cielo e terra, il Santuario Madonna della Corona è uno dei luoghi più scenografici del Veneto e di tutta l’Italia. Si trova tra le rocce del Monte Baldo, a Spiazzi in provincia di Verona e si può raggiungere percorrendo un bellissimo sentiero panoramico in mezzo al bosco.

Che siate credenti o meno, è un luogo davvero unico e suggestivo che merita di essere visitato almeno una volta.

Incastonato tra gli speroni di roccia del Monte Baldo che sembra volerlo custodire, a 774 metri dal livello del mare, il Santuario Madonna della Corona è da sempre un luogo di pellegrinaggio e devozione. Negli ultimi anni, però, si sta facendo conoscere sempre più tra i turisti di tutto il mondo proprio per la sua bellezza e particolarità.

Se volete approfittare di queste prime belle giornate di sole, facendo trekking e passeggiate in mezzo alla natura a strapiombo sulla valle dell’Adige, il Santuario Madonna della Corona è il posto che fa per voi.

Santuario Madonna della Corona come arrivare

La storia del Santuario Madonna della Corona

Per risalire alle origini del Santuario Madonna della Corona bisogna fare un salto nel passato e tornare indietro fino al 1200. In questi anni, infatti, sembra esistesse già un ripido sentiero in mezzo alle rocce che conduceva ad un monastero e ad una cappella dedicata a  S. Maria di Montebaldo.

La nuova chiesa però risale ad anni più recenti: nel 1625 si cominciarono infatti i lavori di costruzione di una chiesa più grande situata a 4 metri più in alto rispetto alla precedente che si conclusero definitivamente nel 1685.

Cappella Santuario Madonna della Corona

La basilica attuale invece venne riprogettata e ampliata ad opera dell’architetto Guido Tisato. Nel 1982 il Santuario ricevette anche il titolo di “basilica minore” e la consacrazione definitiva avvenne il 17 marzo del 1988 quando Papa Giovanni Paolo II venne in visita e in preghiera alla Madonna della Corona.

Il Santuario è aperto tutto l’anno e segue i seguenti orari:

Novembre – Marzo: dalle ore 8.00 alle ore 18.00
Aprile – Ottobre: dalle ore 7.00 alle ore 19.30

Per quanto riguarda gli orari delle messe, vi lascio il link diretto al sito qui.

Santuario della Madonna della Corona

Il Sentiero della Speranza: a piedi fino al Santuario della Corona

Il modo più bello e caratteristico per raggiungere il Santuario Madonna della Corona è quello di percorrere a piedi l’antico sentiero usato dai pellegrini. Si tratta del Sentiero della Speranza, un cammino in mezzo al bosco della durata di circa 2,5 km davvero molto suggestivo.

Per iniziare la salita che vi porterà fino alle scale del santuario, vi basterà raggiungere il paese di Brentino, pochi chilometri dall’uscita del casello autostradale di Affi, e parcheggiare nel centro del paese. Qui troverete parecchie indicazioni che in breve vi condurranno all’inizio del sentiero della Speranza.

Raggiungerete la terrazza panoramica in cui si trova una grande croce e da cui potrete godere di una bellissima vista sulla Valle dell’Adige. Proseguite poi verso la Grotta della Pietà, attraversando prima la scalinata a zig zag e il ponte in pietra del Tiglio poi. A questo punto sarete arrivati alla scalinata del santuario e potrete riposarvi e bere qualcosa al bar Al Santuario.

  • Difficoltà del sentiero: il sentiero ha una difficoltà bassa e può essere percorso da tutti, basta indossare degli scarponcini da trekking che vi aiuteranno nei tratti più rocciosi.
  • Durata: il tempo di percorrenza da Brentino al Santuario della Corona è di circa 2 ore. Non dimenticate di portarvi da bere.
  • Dislivello: il dislivello è di circa 600 metri ma è mitigato dalla presenza di parecchi scalini che vi faciliteranno nella salita.

Santuario Madonna della Corona vista

Al Santuario Madonna della Corona da Spiazzi: la Via Crucis

Se preferite arrivare al Santuario in modo più veloce, potete arrivare in macchina fino al centro di Spiazzi in cui troverete un grande parcheggio gratuito. A poca distanza troverete i cartelli con le indicazioni per raggiungere il Santuario. In questo caso si tratta di una strada asfaltata in discesa che vi conduce fino al passaggio scavato dentro alla roccia, ovvero l’accesso alla Basilica. Se scegliete questa strada, potrete ammirare le sculture ad ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis Santuario Madonna della Corona

Lungo il percorso troverete anche un piccolo allevamento di Alpaca e un grazioso chioschetto in cui acquistare direttamente i prodotti, come sciarpe, berretti e altre cose, fatte proprio con la lana degli animali.

Servizio di bus navetta da e per il Santuario Madonna della Corona

In alternativa ai due sentieri a piedi, è possibile raggiungere il Santuario con il comodo servizio di bus navetta. Il pullman si prende a Spiazzi, a pochi passi dal parcheggio gratuito, e da qui vi porta fino all’entrata della grotta che conduce alla chiesa.

Santuario Madonna della Corona galleria

L’ingresso della galleria nella roccia che porta al Santuario

Orari:

  • A marzo il servizio di bus navetta è attivo ogni sabato e domenica dalle 9.00 alle 18.00. Durante la settimana è possibile scendere in auto fino al parcheggio antistante la galleria.
  • Dal 1° Aprile il bus navetta opera dal lunedì al venerdì la mattina, il sabato e la domenica tutto il giorno.
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Visita al Presepio del Borgo del Quadrel: un piccolo gioiello a Gavardo

Il Presepio del Borgo del Quadrel a Gavardo, alla sua 27esima edizione, è uno dei presepi più originali in Italia. Cliccate qui per info e orari.

Lo so, la befana è già passata e con lei sono sparite sia le decorazioni che la magica atmosfera natalizia. Da un giorno all’altro puff, le strade si svuotano e tornano ad indossare i loro abiti da tutti i giorni. Quelli luccicanti delle feste riposti con amorevole cura nei bauli polverosi pronti per la prossima stagione. E allora, Monica, perché oggi ci vuoi parlare ancora di presepi, mangiatoie e statuine? Perché anche se, come voi, sto cercando di riprendermi dalle feste e di tornare alla routine quotidiana, devo assolutamente parlarvi dell’incantevole Presepio del Borgo del Quadrel di Gavardo. Da ritardataria cronica lo sto facendo all’8 di gennaio ma non disperate: avete tempo fino a domenica 13 gennaio per visitare questo particolarissimo presepio, ormai alla sua 27esima edizione, che sarà capace di stupirvi.

Presepio Associazione Borgo del Quadrel Gavardo

Presepio Associazione Borgo del Quadrel: i dettagli che fanno la differenza

Come ormai sapete, sono una grande amante dei borghi italiani e delle loro piccole speciali tradizioni che mi piace scoprire e condividere con voi. Sono fermamente convinta sia importante dare il giusto risalto alle iniziative per la promozione e la valorizzazione della nostra storia e del nostro territorio. Quella portata avanti dall’Associazione Borgo del Quadrel di Gavardo rientra senza dubbio tra queste. Ogni anno, da ben 27, un gruppo di volontari lavora fianco a fianco per mesi per dare vita alla meravigliosa rappresentazione del presepio che dalla vigilia di Natale accompagna tutti i suoi visitatori fino alle prime settimane del nuovo anno. Io l’ho scoperto 3 anni fa e da allora è diventata una tappa obbligatoria. Il perché è molto semplice: è diverso da tutti quelli che ho avuto modo di vedere finora.

Il Presepio del Borgo del Quadrel è unico nel suo genere.

Associazione Borgo del Quadrel Gavardo

I gentilissimi volontari che vi aspettano con bevande calde al termine della visita

Ogni anno i volontari mettono in scena uno spettacolo di luci, suoni, colori e soprattutto emozioni che catturano per tutti i 15 minuti della durata dell’opera. Si tratta di una rappresentazione che mostra la vita di un tempo nei nostri borghi, dalla penombra del crepuscolo fino alle vivaci e rumorose luci del giorno durante tutte le stagioni dell’anno. Ecco quindi che, con un piacevole ed abbinato sottofondo musicale, vedrete accendersi la prima luce nella casa del fabbro che anche sotto la neve è pronto a cominciare un’altra giornata lavorativa. Oppure, fra il frastuono dei tuoni e gli abbaglianti lampi, sentirete il belare delle pecore e il richiamo all’ordine del loro pastore seguito dalla calma del villaggio che si prepara al buio riposo notturno. Ad ogni edizione spetta il compito di mostrare scorci e particolari di cittadine italiane minuziosamente ricreate a mano per l’occasione. Alle donne l’incarico di vestire le statue con gli abiti da loro amorevolmente confezionati prestando estrema attenzione ai colori e ai dettagli riprodotti. E vogliamo parlare delle pecorelle? Baldanzose ed orgogliose del loro soffice manto sembrano voler dire agli avventori “ehi, avete visto che i nostri ricci sono fatti di lana vera?”.

borgo del quadrel gavardo presepe

presepio borgo del quadrel gavardo edizione 2018

Edizione 2018 del Presepio “Borgo del Quadrel”

Per la 27esima edizione del Presepio Borgo del Quadrel, i volontari hanno deciso di rappresentare Salò – celebre cittadina sulle sponde del lago di Garda – durante i primi anni del secolo scorso. In particolare, si sono concentrati su Corso Vittorio Emanuele II, una delle strade fulcro del paese. Conosciuta da tutti i salodiani come “La Fossa“, in memoria del fossato che la attraversava per tutta la sua lunghezza, Piazza Vittorio Emanuele II è stata riqualificata ed inaugurata proprio lo scorso 4 novembre.  L’Associazione Borgo del Quadrel ha voluto concentrarsi e dare risalto alla Torre dell’Orologio, uno dei simboli della città, che nel presepio si può ammirare sia in prospettiva nella rappresentazione a destra del villaggio, sia frontalmente nella parte sinistra dedicata alla natività.

Ma negli scorsi anni si sono visti riprodotti anche dettagli di zone montane, come quelle di Pinzolo e dell’Adamello nel 2007, del Borgo del Quadrel e di altre zone di Gavardo e anche la bellissima piazza di Norcia prima del terremoto, nella memorabile e toccante edizione del 2016 alla quale hanno presenziato anche dei frati venuti appositamente per porgere omaggio all’opera.

presepio borgo del quadrel gavardo edizioni

Non si sa ancora con cosa ci stupiranno l’anno prossimo i volontari del Borgo del Quadrel. Una cosa però è certa: sicuramente sapranno ricreare ancora una volta uno presepio unico, legato alla tradizione e allo stesso tempo al passo con i tempi.

Presepio Borgo del Quadrel: orari e informazioni pratiche

Il Presepio Borgo del Quadrel si trova in via Fornaci a Gavardo, in provincia di Brescia, ed è facilmente raggiungibile in auto. Dal 24-12-2018 al 13-01-2019, è aperto tutti i giorni (dalle 15.00 alle 19.00 durante i feriali; dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 20.00 durante i festivi).  A disposizione dei visitatori c’è un ampio parcheggio gratuito a pochi passi dall’ingresso del presepio.

Ogni rappresentazione dura all’incirca 15 minuti e l’accesso è libero. Molto gradita è una donazione libera che è possibile lasciare all’uscita negli appositi raccoglitori in aiuto all’Associazione per l’organizzazione di questa bellissima iniziativa. Inoltre, ad attendervi al termine della visita troverete anche vin brûlé, tè caldo e una scelta di dolci serviti direttamente dai volontari e sempre ad offerta libera.


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Brescia in un giorno: itinerario a piedi alla scoperta del centro storico

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro….

Brescia non rientra spesso tra le mete scelte per un weekend fuori porta. Forse perché si pensa ad una città grigia ed industriale, piena di smog, palazzoni e poco altro. Anche io, pur avendola ad un tiro di schioppo come si dice qui, non la visito spesso e non conosco bene il mio capoluogo di provincia. In realtà, da bresciana quale sono, non riesco a spiegarmi bene neanche io questa grande mancanza. Forse, avendola così vicina, la trascuro a favore di altre destinazioni più lontane. Domenica, però, ho deciso di andare ad approfondire questa conoscenza e presentarla anche a Francesco che non l’aveva mai visitata. Camminando tra le vie acciottolate del centro storico, ne è venuta fuori una città ricca di storia e di arte, contornata da aree verdi e giardini nascosti. Una città da scoprire pian piano a piedi, gustandosi ogni angolo.  Anche Francesco, partito prevenuto, si è dovuto ricredere ed è rimasto piacevolmente colpito dal centro storico di Brescia.

Di seguito trovate l’itinerario che abbiamo seguito noi, in realtà creato sul momento in base ai vicoli che più ci attiravano, ma che si è rivelato veramente ben strutturato e ci ha permesso di vedere tantissime cose in una giornata.

Brescia

Alla scoperta di Brescia: da Piazza Arnaldo al Castello, passando per Corso Zanardelli e Piazza Loggia

Piazza Arnaldo è stato il nostro punto di partenza e di arrivo, visto che avevamo parcheggiato nelle vicinanze ( sotto trovate tutti i dettagli). E’ una delle piazze principali di Brescia e il centro della movida: se quando arriverete vi sembrerà tutto chiuso, aspettate che tramonti il sole e si accendano le luci dei locali. Vedrete la differenza: sempre affollata in tutti i periodi dell’anno grazie ai molti bar che le fanno da cornice. Merita sicuramente una visita per l’aperitivo o per un dopo cena.

Proseguite poi per Corso Zanardelli, in cui passeggiare ammirando le vetrine dei negozi e le opere degli artisti che i weekend espongono sempre le loro creazioni vicino ai portici. Sono i portici, infatti, i protagonisti di Corso Zanardelli che richiamano inevitabilmente verso le boutiques e lo shopping. Qui si trova anche “il Grande”, ovvero il teatro principale di Brescia e riconosciuto anche a livello nazionale come uno dei teatri tradizionali italiani.

Una volta passato Corso Zanardelli, continuate dritti e dirigetevi verso Piazza Mercato: una delle più antiche e meno conosciute di Brescia. E’ famosa appunto per il mercato cittadino a cui deve il nome e che si tiene qui fin dagli anni del 1400. La caratteristica forma a L della piazza è contornata da palazzi famosi e dalla chiesa seicentesca Santa Maria del Lino, in onore delle pregiate stoffe che si vendevano agli inizi del mercato.

Piazza Mercato Brescia

Dopo questo tuffo indietro nel tempo, dirigetevi verso la ben più moderna Piazza della Vittoria. Forse non tutti sanno che il primo grattacielo d’Italia si trova proprio qui. Fu costruita negli anni del Regime per simboleggiare l’impronta innovativa e moderna che si voleva dare Brescia, e in particolare in questa zona che all’epoca era considerata degradata. Non stupisce quindi che venne fatto costruire proprio qui quello che, per l’epoca, era un altissimo edificio: il Torrione INA ad opera di Marcello Piacentini. Qui vi consiglio una pausa – gelato da prendere alla gelateria La Pecora Nera e da gustare tassativamente seduti sui gradini del palazzo per ammirare al meglio la piazza e la sua moderna fontana.

Piazza della Vittoria Brescia

Ora non vi resta che superare il Torrione e raggiungere quella che probabilmente è la più conosciuta piazza di Brescia: Piazza della Loggia. Divenuta tristemente famosa per la strage del 28 maggio 1974 che ebbe luogo qui durante una manifestazione antifascista e che provocò la morte di 8 persone e ne ferì altre 102. E’ da sempre il cuore pulsante di Brescia e conquista per le sue bellezze architettoniche. Ottima la pizza da Trattoria Caprese, una delle più buone pizze napoletane che ho mangiato in zona.

Piazza della Loggia Brescia

Il giro continua poi in Piazza Paolo VI in cui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa Madre di Brescia. Composta dal Duomo Nuovo, costruito tra il 1604 e il 1825, la Rotonda o Duomo Vecchio del XI secolo e del tipico stile romanico.

Piazza Paolo VI Brescia

 

Ed è proprio di fianco alla Rotonda che dovete passare per continuare la scoperta del centro storico di Brescia. Da qui infatti raggiungerete i vicoli più caratteristici che vi faranno passare dall’area archeologica della Basilica romana, visibili da Piazza Labus e dal bellissimo Capitolium, forse la mia parte preferita. Si tratta  infatti di un tempio romano dedicato a Giove, Giunone e Minerva, la “triade capitolina”, eretto dall’imperatore Vespasiano e oggi patrimonio UNESCO. Poco distante sorgeva anche il Teatro Romano. Il Parco archeologico è visitabile e, facendo parte del complesso museale di Santa Giulia, è possibile acquistare dei biglietti cumulativi più convenienti. Sul sito ufficiale, che vi lascio qui, trovate tutti i dettagli.

Capitolium Brescia

A questo punto, sarete arrivati alle pendici del colle Cidneo e dopo una discreta salita sarete arrivati sul tetto della città, ovvero il Castello di Brescia. E non vi resterà altro di rilassarvi all’ombra degli alberi, comodamente seduti su una delle tante panchine panoramiche, per ammirare Brescia dall’alto in tutto il suo splendore.

Muoversi a Brescia: parcheggi e metropolitana

Per arrivare nel centro Brescia ci sono vari modi: potete scegliere tra il treno che la collega alle principali stazioni ferroviarie,  la metropolitana o la macchina. Per quanto riguarda la metropolitana, anche se ha un’unica linea, è comoda perché collega il centro storico con le zone appena fuori e permette quindi di arrivare comodamente senza il problema di trovare parcheggio. I due capolinea sono Sant’Eufemia e Prealpino e sono entrambi dotati di parcheggio (Prealpino è gratuito mentre a Sant’Eufemia è sufficiente inserire il ticket nella cassa automatica quando ritirare l’auto e vi verrà richiesto solo il pagamento delle corse effettuate in metro e in bus, la tariffa della sosta verrà invece tolta). La metro è attiva dalle ore 5.00 alle ore 24.00, fino all’1 di notte il sabato.  Le tariffe si differenziano in base alla zona e sono le seguenti:

ZONA 1 ZONA 1+2
Ordinario 90 minuti € 1,40
Ordinario 100 minuti € 1,90
Giornaliero 24h € 3,00 € 4,00
Settimanale lun-dom € 12,00 € 16,00

I parcheggi a Brescia sono prevalentemente a pagamento, ma se ne trovano anche di gratuiti e comodi al centro. Uno di questi è l’enorme parcheggio che si trova proprio sotto il Castello di Brescia, in cui dare sempre un’occhiata perché grazie alle ampie dimensioni è facile trovare posto. Nel caso fosse tutto pieno, proseguite sulla strada che costeggia il Castello dove ci sono altri parcheggi gratuiti. Se preferite invece cominciare il giro dalle zone vicine a Piazza Arnaldo e Corso Zanardelli, come abbiamo fatto noi, vi consiglio il parcheggio Goito, proprio di fianco all’omonima caserma ( entrata da via Spalti San Marco). E’ interessante perché  gratuito la domenica e i festivi, mentre gli altri giorni la tariffa oraria è di 1,50 €.

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Borghetto sul Mincio: cicloturismo alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia

Settembre è un po’ come il primo giorno dell’anno: simboleggia la ripartenza e ci porta ad impegnarci con tanti buoni propositi. Uno di questi è la remise en forme, ovvero…

Settembre è un po’ come il primo giorno dell’anno: simboleggia la ripartenza e ci porta ad impegnarci con tanti buoni propositi. Uno di questi è la remise en forme, ovvero il tentativo di lasciarsi alle spalle le abbuffate estive e i conseguenti chili di troppo presi durante la bella stagione. Nel mio caso, purtroppo, questi buoni propositi svaniscono in fretta di solito. Non sono amante delle palestre e, anche se ci ho provato più volte, i tentativi sono naufragati in un battito d’ali. Preferisco decisamente di più un bel giro all’aperto, che sia a piedi o in bicicletta. Mi mette di buon umore e mi permette di fare attività fisica e, allo stesso tempo, di visitare i bei borghi italiani. Domenica scorsa, infatti, approfittando del bel tempo e delle temperature più fresche ho deciso di partire in bicicletta e andare alla scoperta di Borghetto sul Mincio. In provincia di Verona, Borghetto è sicuramente un gioiello tutto da scoprire. E quale modo migliore di farlo se non in bicicletta?  Io mi sono divertita tantissimo  e, in vista del weekend, vorrei condividere con voi l’itinerario: semplicissimo e a prova di qualsiasi non-sportivo come la sottoscritta.

Borghetto sul Mincio

In bicicletta da Peschiera a Borghetto lungo la ciclabile del Mincio

Come vi anticipavo, Borghetto è un piccolo borgo medievale sospeso nel tempo. A pochi chilometri da Peschiera del Garda e da Valeggio sul Mincio, si trova in un’oasi di pace fatta del suono delle acque del fiume Mincio che scorre proprio in centro al paese e del cinguettio degli uccelli che nidificato tra i numerosi canneti. Piccoli ponti in pietra, casette colorate, mulini e piccole cascate fanno da cornice e creano quell’aura magica che contraddistingue Borghetto. Avete presente i piccoli villaggi delle fiabe? Ecco, Borghetto sembra uscito proprio da uno dei libri di fate e folletti che si leggono ai bambini prima di andare a dormire. Io, come loro, appena arrivata mi sono sentita trasportare in un’altra epoca, anzi in un’altra dimensione.

Borghetto sul Mincio

Essendo piccolissimo e chiuso al traffico, è d’obbligo, se si arriva in macchina, parcheggiare in uno dei parcheggi a pagamento subito fuori dal centro storico. Ma per vivere appieno l’atmosfera campestre e fiabesca, secondo me, la cosa migliore da fare è quella di arrivare in bicicletta percorrendo la pista ciclabile che, costeggiando il fiume Mincio, parte da Peschiera del Garda e arriva fino a Mantova.  Si tratta di un percorso cicloturistico semplice e pianeggiante adatto a tutti, grandi e piccoli. E’ perfetto per una gita in famiglia durante il weekend o per una fuga romantica in mezzo alla natura. La pista ciclabile da Peschiera a Borghetto è quasi tutta asfaltata e la durata della percorrenza è di circa 15 chilometri (30 se si vuole arrivare fino a Mantova). Durante i weekend è più frequentata ma si riesce comunque a muoversi liberamente seguendo il proprio ritmo.

Dove prendere la pista ciclabile del Mincio

Per prendere la ciclabile, dovete recarvi a Peschiera del Garda e, in particolare, nei pressi di Porta Brescia e del viadotto ferroviario. Nelle vicinanze troverete anche un ampio e comodissimo parcheggio gratuito in zona campo sportivo (sono ammessi anche i camper). Da qui, non vi resta che salire in sella alla vostra bicicletta e raggiungere il fiume da cui parte la ciclabile. Se non avete biciclette o se non avete voglia di portarvele dietro, ci sono anche diversi negozi che le noleggiano lungo la tratta.

Ciclabile del Mincio

Cosa vedere a Borghetto sul Mincio

Borghetto è davvero un concentrato di bellezza. E con concentrato, voglio dire che è davvero molto piccolo quindi non c’è pericolo di perdersi. Il centro storico, bagnato dalle acque del Mincio, è un susseguirsi di ristoranti e bar,  per fortuna in perfetta armonia con l’ambiente. Da vedere, sparsi per il borgo, sono assolutamente i suoi tre mulini ad acqua, veri protagonisti.  Nel cuore del Borgo si trova, poi, anche la chiesa di San Marco Evangelista, una ricostruzione in stile neo-classico dell’antica pieve romanica dedicata a Santa Maria risalente al XI secolo.

Dopo esservi fermati a riposare e a degustare del buon vino, potete recarvi al ponte Visconteo, costruito nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti. E’ in realtà una grande diga fortificata collegata al vicino castello Scaligero. Quest’ultimo si trova su un’altura che domina tutto Borghetto e la valle del Mincio. Per raggiungerlo vi aspetta una discreta salita (io ho sofferto più questa che non tutto l’itinerario in bicicletta, forse perché avevo appena finito di abbuffarmi di tortelli). Protetto da tre ponti levatoi e da torri merlate, il castello doveva essere davvero imponente negli anni del suo massimo splendore. Oggi, sono visibili solo i resti delle mura perimetrali, la Torre Rotonda e la Rocca a cui si può anche accedere. In estate, nel cortile interno, vengono organizzati anche spettacoli e proiezioni cinematografiche.

  • Indirizzo: via degli Scaligeri – 37067 Valeggio sul Mincio VR

  • Orari e prezzi: il piazzale è aperto tutti i giorni; la Rocca, le torri e i suoi camminamenti sono visitabili solo Domenica e festivi, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Il costo del biglietto è di 2€.

Borghetto sul Mincio

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Un viaggio nel passato: Rievocazione Storica della Battaglia di San Martino

Domenica ho scelto un mezzo alternativo per viaggiare: la macchina del tempo. E in un attimo mi sono ritrovata catapultata nel 1859, tra cavalli, cappelli piumati, zaini pelosi e soprattutto…

Domenica ho scelto un mezzo alternativo per viaggiare: la macchina del tempo. E in un attimo mi sono ritrovata catapultata nel 1859, tra cavalli, cappelli piumati, zaini pelosi e soprattutto tanti e assordanti spari.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

No, non ho sognato vi assicuro. Ho assistito, invece, ad una meravigliosa rievocazione storica della battaglia di San Martino, di cui ieri 24 giugno, si è celebrato proprio il 159° anniversario. In realtà, lo scontro che si svolse nelle zone di San Martino – oggi frazione di Desenzano del Garda – è solo uno di quelli che composero la sanguinosa e meglio conosciuta “Battaglia di San Martino e Solferino”, con la quale si sancì la fine delle attività belliche della Seconda Guerra d’Indipendenza Italiana.  La fine della guerra fu siglata con l’armistizio di Villafranca da Napoleone III di Francia e Francesco Giuseppe I d’Austria l’11 luglio 1859.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

Gli schieramenti che si contrapposero durante questo conflitto furono, infatti, la Francia e il Regno di Sardegna da una parte e l’Austria dall’altra. Se non fosse stato per questa vittoria, e il successivo armistizio, probabilmente a quest’ora sarei austriaca e vi starei scrivendo in tedesco. L’Austria, infatti, fu costretta a cedere la Lombardia alla Francia che poi la girò a sua volta al Regno di Sardegna. E, quindi, eccomi qui a parlare italiano – e anche un po’ di dialetto bresciano – grazie agli sforzi e alle perdite delle truppe di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III che ieri sono state magistralmente riportate alla luce. Sono stati talmente bravi e fedeli alla storia che ci siamo ritrovati tutti assorditi e storditi dalle cannonate e dagli spari dei fucili a cui accompagnavamo anche qualche colpo di tosse per la polvere da sparo che pioveva dal cielo. Non oso immaginare come dovesse essere trovarsi veramente sul campo di battaglia all’epoca: rumore assordante, urla di comandi e di dolore, fumo e tantissima polvere che oscuravano la vista, cavalli e cavalieri terrorizzati e, purtroppo, tanti e troppi caduti. Uno dei risvolti positivi, se così si può definire, di questa battaglia è che segnò anche la nascita della Croce Rossa. Henry Dunant, suo fondatore nonché primo Premio Nobel per la pace, rimase talmente sconvolto dalla moltitudine di caduti calpestati e sepolti alla bell’e meglio e dai numerosissimi giovani feriti affidati per lo più alla pietà degli abitanti, da voler migliorare a tutti i costi l’efficienza dei servizi sanitari. Volontà che poi vide realizzazione in questa importantissima istituzione di cui tutti noi oggi possiamo godere.

Rievocazione storica battaglia di San Martino

A questo proposito, il programma della manifestazione è veramente ampio e completo. Oltre alla rievocazione della battaglia campale in sé, offre infatti la possibilità di approfondire molti altri aspetti magari a volte sottovalutati come, ad esempio, la chirurgia da campo e la cura dei feriti ma anche scene di vita da campo con protagoniste le donne, spesso non considerate quando si parla di guerre ma pur sempre presenti. Se vi ho incuriositi, non vi resta che segnarvi già in agenda l’appuntamento per il prossimo anno e consultare il sito internet ufficiale per restare aggiornati sulla data e gli orari del prossimo evento. Quest’anno, le manifestazioni sono durate 3 giorni – da venerdì a domenica – e hanno visto susseguirsi una grande varietà di eventi tra cui visite guidate ai siti storici di San Martino e Solferino, ma anche gite didattiche in battello sul Lago di Garda e una cena esclusiva con la partecipazione dello storico francese Gilles Pécout. Il tutto reso possibile dalla Società Solferino e San Martino, in collaborazione con i comuni di Desenzano del Garda e di Solferino e con la partecipazione dei bravissimi gruppi storici partecipanti che riescono veramente a far fare un tuffo nel passato.

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La Torre di San Martino

In attesa della prossima rievocazione storica della battaglia, potete farvi un’idea visitando la Torre di San Martino, fatta costruire appunto in memoria di questo conflitto. Inaugurata nel 1893 alla presenza di re Umberto I e consorte, con i suoi 19,80 metri di altezza domina tutta la pianura circostante. La fanno da cornice infatti i vigneti del Garda e un bellissimo parco in cui fermarsi per una sosta ammirando, sdraiati sull’erba, la figura della torre che si staglia contro il cielo. L’interno è visitabile e racchiude un piccolo tesoro di statue e affreschi raffiguranti fatti e personaggi del periodo risorgimentale. Dalla cima della torre, poi, si gode di una vista stupenda.

Torre di San Martino della Battaglia

Il Museo di San Martino e la Cappella Ossario

Subito dietro la Torre, troverete il Museo di San Martino realizzato nel 1939. Nelle sue tre sale potrete ammirare i documenti e i cimeli della battaglia del 24 Giugno 1859, tra cui cannoni e altre armi ma anche oggetti comuni a testimonianza della vita quotidiana prima e durante i combattimenti.

Museo di San Martino

Poco distante, percorrendo un bellissimo e fresco viale alberato, si raggiunge anche la Chiesa Ossario che, come fa ben intuire il suo nome evocativo, contiene nell’abside ben 1274 teschi e nella cripta le ossa di 2619 caduti, senza distinzione di nazionalità. Una particolarità di questa guerra fu infatti la presenza nell’Armata francese per la prima volta di combattenti di colore. Inoltre, furono anche tantissimi i volontari italiani che provenivano da ogni parte dello stivale. Essendo un luogo abbastanza particolare, mi sentirei di sconsigliarlo a chi è troppo suggestionabile. Io, per esempio, l’ho visitato la prima volta a 6 anni, assolutamente ignara di che cosa mi aspettava (colpa di mio zio che non è mai stato bravo nel capire cosa fosse più appropriato per una gita con bambini piccoli) e sicuramente m’è rimasto impresso. Al di là di questo episodio, è sicuramente un luogo di ricordo che fa comprendere bene la crudezza di questo scontro e la grande quantità di vittime.

Orari

Dal 17 Marzo al 15 Ottobre: tutti i giorni 9 – 12.30 / 14.30 – 19, continuato 9 – 19 domeniche e festivi

Dal 16 Ottobre al 16 Marzo: da martedì a domenica 9 – 12.30 / 14 – 17.30.

 Prezzi

Ingresso Torre + Museo

  • Adulti: 5€;
  • Bambini 6-10 anni: 2€
  • Ridotto 11-18 anni, ultra 65 anni, comitive: 4€

Cappella

  • Ingresso gratuito

Biglietto unico per la storia ( Torre + Museo San Martino e Rocca e Museo del Risorgimento di Solferino)

  • 8€

Per chi fosse interessato a visitare tutti i luoghi simbolo della Battaglia di San Martino e Solferino, c’è la possibilità di acquistare un biglietto unico cumulativo, scontato del 20%, e valido 30 giorni dal rilascio.

Indicazioni stradali

 

Autostrada: A4 MI-VE, uscita Sirmione/Desenzano

Treno: fermata Desenzano del Garda

Aeroporto: Verona o Bergamo Orio al Serio

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12 commenti su Un viaggio nel passato: Rievocazione Storica della Battaglia di San Martino

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