Sapete cos’è l’arak? L’arak è un distillato fatto in casa a base di succo d’uva e anice, molto in voga nei paesi del Medio Oriente, tra cui l’Iran. Fin qui non ci sarebbe niente di strano, una normale bevanda alcolica tradizionale apprezzata dai più. Peccato però che in Iran il consumo di alcol sia proibito. Quindi come mai una bevanda alcolica dalla gradazione compresa tra il 30% e il 60% viene prodotta e pure bevuta qui? Io l’ho scoperto leggendo il libro di Angelo Zinna “Un altro bicchiere di arak”, una lettura coinvolgente che mi ha fatto viaggiare virtualmente lungo la Via della Seta e fino all’affascinante quanto misterioso Iran.

un altro bicchiere di arak
fonte: Amazon.com

In Iran attraverso la Via della seta

E’ questo il sottotitolo di “Un altro bicchiere di arak”, un libro tratto dal viaggio del suo autore, Angelo Zinna, che nel 2010 è partito per l’Australia con l’intento di trascorrerci 6 mesi. 6 mesi che si sono trasformati in un viaggio lungo 5 anni, tra innumerevoli autostop, nuove amicizie e inviti inaspettati. E’ un viaggio in Oriente di quelli che fa sognare e immaginare luoghi ed eventi. Da Timor Est fino all’Iran, passando per Indonesia, Malesia, Thailandia, Laos, Birmania, India, Nepal, Cina, Kirghizistan, Uzbekistan.

un altro bicchiere di arak
fonte: Pinterest.com

E’ anche un viaggio in cui vengono superati molti confini, sia fisici che mentali. Perché spesso, quasi sempre, si parte con la valigia piena di preconcetti limitanti e soprattutto ingiustificati. Com’è possibile che ancora prima di mettere piede in un Paese nuovo, siamo già così sicuri di conoscerne usi e costumi? E, anzi, a volte ci spingiamo ancora più in là: ci basta leggere qualche informazione su una guida, vedere qualche immagine su internet e già ci sentiamo esperti, guide che sanno perfettamente come muoversi e cosa aspettarsi.

Ed è qui che arriva la fregatura, si creano le aspettative. E se quello che vediamo una volta arrivati non corrisponde perfettamente all’idea che ci eravamo fatti a casa, scatta la delusione. Il “bello sì, però mi aspettavo di più”. Oppure il “non male, ma ho visto di meglio”. Perché ormai è raro riuscire ad affrontare un viaggio nuovo con la genuina emozione e curiosità che si hanno quando si è al primo.

Un altro bicchiere di Arak mi ha fatto riflettere molto sulle aspettative di viaggio e sui pregiudizi che, troppo spesso ancora, ci portiamo dietro. Seguendo un itinerario completamente via terra, con tutte le difficoltà che questo comporta, Angelo Zinna ci insegna che è ancora possibile viaggiare al di là dei confini, dimenticandosi dei pregiudizi e recuperando invece sorpresa e spontaneità.

Hijab, calle-pace e bicchieri di arak

L’ospitalità, invece, è tutt’altro. E’ il modo in cui si tratta un amico che ancora non si conosce. E’ una riconoscenza genuina per la sua visita, un sentimento d’affetto innato per chi ha raggiunto la nostra terra. E’ un impegno, un tentativo di rendere la vita dell’ospite migliore, anche se solo per un attimo, spendendo l’unica ricchezza di cui si dispone: il tempo.

Angelo Zinna – Un altro bicchiere di arak

Ed è proprio in Iran che anche Zinna riscopre la genuina sorpresa ed il grande dono dell’ospitalità. All’inizio una sensazione strana, la diffidenza ancora presente. Ma a poco a poco, grazie all’estrema ospitalità di questo popolo, ha capito che gli iraniani sono proprio così, desiderosi di aiutare e dedicare il proprio tempo all’altro. Un vero viaggio dentro il viaggio, un carosello di persone diverse ma tutte accomunate dalla stessa gentilezza disinteressata. Che non può lasciare indifferenti.

E pagina dopo pagina, attraverso i racconti e le parole del suo autore, Un altro bicchiere di arak fa sognare le calde atmosfere persiane. Ti catapulta tra strade impolverate, bazar chiassosi e una semi-celata irriverenza che fanno comprendere un po’ meglio gli intricati meccanismi della cultura persiana.

Quella dei giovani più audaci e ribelli, ma anche tradizionalisti e primi sostenitori della loro cultura millenaria. Quella di chi ha vissuto gli anni del regime dello scià Mohammad Reza Pahlavi, divisi tra modernizzazione e spietate repressioni, e quelli dell’Ayatollah Khomeyni che hanno trasformato l’Iran in una repubblica islamica sciita, la cui costituzione è ispirata alla shari’a – la legge coranica.

Un Paese assolutamente cosciente del proprio valore e orgoglioso della propria identità. Un Paese che sta cercando pian piano di ritrovare il proprio equilibrio e di far ri-scoprire, al contempo, a noi le sue bellezze.

Dove acquistare Un altro bicchiere di arak

Un altro bicchiere di arak è acquistabile sia in versione cartacea che in Ebook su Amazon.

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